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domenica 30 aprile 2017

LA COMMEDIA È FINITA!


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LA "COMMEDIA" DELLA TEUTONICA MERKEL CON JUNKER ED IL SOROS DEVE FINIRE!!
IL GOVERNO PD SAPEVA E NON SI È MOSSO!!!
Quell'allarme inascoltato del PM Zuccaro:
"... A partire dall'autunno del 2016 spiegava Zuccaro davanti al Comitato - abbiamo un improvviso proliferare di unità navali di queste Ong. Ci siamo voluti interrogare per capirne il perché e come si potessero affrontare costi elevati senza disporre di un ritorno in termini di profitto economico. Il Paese che ha dato vita alla maggior parte di queste Ong è la Germania, alla quale fanno capo 5 di esse: SOS Méditerranée, Sea Watch Foundation, Sea-Eye, Lifeboat, Jugend Rettet, presenti con 6 navi. Ad esempio, per quanto riguarda Aquarius, la nave di SOS Méditerranée..."
DENUNCIAMO SOROS E LA GERMANIA E FERMIAMOLI SUBITO O L'IMMIGRAZIONE ISLAMICA INCONTROLLATA CI PORTERÀ AL CAOS, ALLA GUERRA CIVILE, ALLA DISTRUZIONE!
OGGI VIENE CONFERMATO QUELLO CHE DICEVAMO ANNI FA!!
CON LA VERITÀ IO VI HO ACCUSATO IERI, VI ACCUSO OGGI E VIVO O MORTO VI ACCUSERÒ UN DOMANI PERCHÈ CON LA VERITÀ SI VINCE!!!
LA VERITÀ È CHE IL NOME DI ANGELINO ALFANO SPUNTA SEMPRE FUORI !!!
"LO STATO E' LA VERA MAFIA E LA SCARICA SU QUELLI CHE NON LO SONO - E' UNA TRAGEDIA - ALFANO, CHE E' UN UOMO INCAPACE E TRADITORE, E' PRIVO DI QUALUNQUE VERA LOTTA ALLA MAFIA... LA MAFIA E' IN QUESTO GOVERNO ATTRAVERSO IL SIGNOR ALFANO ESPONENTE DELLA MAFIA ORGANIZZATA" (Vittorio Sgarbi).
Onore al coraggio di Vittorio Sgarbi che afferma che Alfano combatte i mafiosi morti e "protegge le tasche" di quelli vivi, quelli del TERZO LIVELLO in Roma Mafia Capitale!
ROMA MAFIA CAPITALE con la 'NDRANGHETA, la multinazionale del NARCO-TERRORISMO legata all'IRAN, sono in controllo della famigerata rotta Boldrini-Alfano e delle tasche dei mafiosi legati ai CARA, alle COOP ed ai caporali dei campi di schiavi in Calabria e la Puglia.
"SOLIDARIETÀ A CARMELO ZUCCARO"
RICORDIAMOCI CHE IL "TERZO LIVELLO" DI ROMA MAFIA CAPITALE HA GIÀ COLPITO UOMINI COME FALCONE E BORSELLINO.
"A mio avviso alcune Ong potrebbero essere finanziate dai trafficanti e so di contatti. Un traffico che oggi sta fruttando quanto quello della droga" (Procuratore Carmelo Zuccaro)
IL CSM DEVE! DEVE!! DEVE!!! PROTEGGERE CARMELO ZUCCARO E NON ABBANDONARLO COME HANNO ABBANDONATO FALCONE BORSELLINO E TANTI ALTRI CHE COMBATTONO PER FARE TRIONFARE LA VERITÀ!
PROCURATORE ZUCCARO, PM DE PALMA, AVVOCATI CIABATTONI, DE SILVESTRI E PARATORE:
LA VERITÀ È INVIOLABILE, INCORRUTTIBILE, INVINCIBILE!
Fraternally in Rotary
Comandante dott. Giorgio H. Balestrieri ∴
Past President and Paul Harris Fellow
The New York Rotary - Pioneer Club # 6
The Host Club of America
www.nyrotary.org
Comandante@aol.com
https://www.linkedin.com/in/comandantebalestrieriL'immagine può contenere: 2 persone, persone in piedi e vestito elegante


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ECCO LE PROVE CHE TAP FU VOLUTA DAL PD, DAL CENTROSINISTRA PUGLIESE E DA VENDOLA


40 GUARDIE DEL CORPO PER LA BOLDRINI


Egli userà altri mezzi



https://forum.termometropolitico.it/133180-il-verbo-di-dio-si-e-fatto-carne-28.html

E’ Dio il Signore del quadro cosmico -
Gli uomini si agitano e cambiano, il Paradiso si riempie lo stesso.

Dio recluta
Su degli scottanti problemi di oggi Don Jean-Michel Gleize, professore di teologia presso il seminario di Ecône della Fraternità San Pio X, ha scritto due articoli che gettano una luce interessante sulla loro soluzione. In primo luogo: il Papa può cadere nell’eresia formale? Risposta, forse, perché i Papi non sono più ritenuti esenti da errori come lo sono stati negli ultimi secoli. E in secondo luogo: il documento papale Amoris Laetitia mostra che Papa Francesco sia caduto nell’eresia formale? Risposta, a rigor di termini, no, ma in effetti lo si può dire, perché il neo-modernismo mina la dottrina mentre fa finta di mantenerla. Questa seconda questione dovrà aspettare un altro numero di questi “Commenti”, ma se Don Gleize non voleva rimanere intrappolato tra sedecavantismo e liberalismo, doveva affrontare subito la prima domanda.

Nel primo e più breve articolo, egli dice che dalla “Riforma” protestante in poi, i teologi cattolici in generale, in particolare San Roberto Bellarmino, hanno sostenuto che il Papa non può cadere nella negazione consapevole e ostinata del dogma della Chiesa, cioè nell’eresia formale. Costoro citano Nostro Signore che dice a Pietro di confermare i suoi fratelli nella Fede (Lc. XXII, 32), il che presuppone che Pietro non possa perderla. E sostengono che mai nella storia della Chiesa un Papa è caduto nell’eresia formale. D’altra parte, prima della rivoluzione protestante, dice Don Gleize, i teologi cattolici dal 12° al 16° secolo hanno generalmente ritenuto che un Papa potesse cadere nell’eresia formale, e questo parere è persistito nei tempi moderni, anche se meno frequentemente.

Don Gleize conclude che soprattutto in vista dei Papi conciliari, questi ultimi teologi non hanno dimostrato il loro assunto. Per quanto riguarda la permanente protezione di Pietro dall'eresia formale, da parte di Nostro Signore, bisogna dire che la fede è un atto della mente mosso dal libero arbitrio, e che Dio interferisce raramente con il libero arbitrio. E per quanto riguarda i Papi nella storia, ad esempio Onorio fu anatemizzato dai suoi successori per aver favorito l’eresia monotelita. Questa conclusione è sicuramente discutibile e contestata, ma se si guarda la questione dal punto di vista storico delle Sette Età della Chiesa, essa ha senso.

Dopo tre Età iniziali (degli Apostoli, 33-70; dei Martiri 70-312; e dei Dottori, dal 312 a circa il 500 DC), la Chiesa è giunta alla Quarta Età: i 1000 anni di trionfo della Cristianità (dal 500 al 1517 circa). Ma alla fine del Medioevo il Diavolo e il peccato originale hanno fatto breccia nella Cristianità, e gli uomini si sono lanciati nella Quinta Età dell’Apostasia (1517-?), nella quale i cristiani degenerati hanno inventato una forma di ipocrisia dopo l’altra (tra le altre: protestantesimo, liberalismo, comunismo) per rendere omaggio alla virtù cristiana e alla civiltà mentre invece “liberavano” loro stessi per godere dell'ultimo vizio, per esempio il “matrimonio” omosessuale. Ora, Dio avrebbe potuto far continuare il Medioevo per sempre, ma avrebbe dovuto interferire con il libero arbitrio. Così ha fornito alla Sua Chiesa una speciale messe di Santi per guidare la Controriforma, e nel corso del successivo mezzo millennio Egli ha ottenuto, per arricchire la popolazione del Suo Cielo, un raccolto fatto di Santi post-medievali. Ma per contrastare la corruzione dell’uomo post-medievale, Dio ha scelto di rafforzare l’autorità nella Sua Chiesa, così che le anime che desideravano la salvezza ma non avevano abbastanza virtù interiore, potevano almeno essere dirette verso il Cielo da un’autorità esterna. Ma naturalmente, il Diavolo si mise al lavoro soprattutto sugli uomini di Chiesa che occupavano alti posti di autorità e dopo quasi mezzo millennio è come se il Signore Iddio avesse detto: “Se non volete la Mia Chiesa, avrete la vostra Neochiesa”, e fu il Vaticano II.

Così ora l’autorità della Chiesa è danneggiata al di là di ogni riparazione umana, ed Egli userà altri mezzi per trarre dal nostro mondo spiritualmente esausto ancora un altro raccolto di anime. Un castigo garantirà l’iniziale splendore della Chiesa della Sesta Età, ma il diavolo e il peccato originale avranno una natura umana su cui lavorare: quella indebolita in profondità dal liberalismo della Quinta Età, così che non ci vorrà molto tempo per giungere alla Settima Età dell’Anticristo. Ma che sarà l'Età di alcuni dei più grandi cattolici di tutta la storia della Chiesa - una messe di speciali grandi Santi.

Kyrie eleison.
Eleison Comments DXI
GOD ENLISTS
Commenti settimanali di
di S. Ecc. Mons. Richard Williamson
Vescovo della Fraternità Sacerdotale San Pio X

  29 aprile 2017
Pubblichiamo il commento di S. Ecc. Mons. Richard Willamson. Relativo alle drammatiche condizioni della Chiesa odierna e alla immancabile Provvidenza di Dio.
Questi commenti sono reperibili tramite il seguente accesso controllato:
http://stmarcelinitiative.com/eleison-comments/iscrizione-eleison-comments/?lang=it



fonte https://apostatisidiventa.blogspot.it/2017/04/egli-usera-altri-mezzi.html

sabato 29 aprile 2017

Macron si disinfetta dopo aver stretto la mano ad un operaio: com’è umano l’uomo dei Rothschild


Il rag. Fantozzi direbbe: “com’è umano Lei“!
Ecco il VIDEO sconvolgente che riprende MACRON, candidato dei Rothschild alla presidenza francese, mentre si disinfetta dopo aver stretto la mano ad un operaio della Whirlpool di Amiens:
Mi auguro che il popolo francese sappia scegliere e NON voti per questo candidato di plastica, costruito ad arte dell’establishment eurista e globalista.
Giuseppe PALMA
 fonte http://lacostituzioneblog.com/2017/04/28/macron-si-disinfetta-dopo-aver-stretto-la-mano-ad-un-operaio-come-umano-luomo-dei-rothschild-di-giuseppe-palma/

Schiavi comprati e venduti nella Libia “liberata” dagli Usa

La Libia “liberata” dagli Usa è diventata un colossale mercato degli schiavi. Lo dimostra un report di Carey Wedler su “Zero Hedge”, che accusa l’Occidente: le stesse menti criminali, che hanno ridotto il territorio libico a disgustoso “business di carne umana”, stanno cercando di fare la stessa cosa in Siria. «È ben noto che l’intervento Nato a guida Usa del 2011 in Libia, con lo scopo di rovesciare Muhammar Gheddafi, ha portato ad un vuoto di potere che ha permesso a gruppi terroristici come l’Isis di prendere piede nel paese», premette Wedler. «Nonostante le conseguenze devastanti dell’invasione del 2011, l’Occidente è oggi lanciato sulla stessa traiettoria nei riguardi della Siria». Ieri Obama ha stroncato Gheddafi con la scusa di “proteggere il popolo libico”, e oggi – senza uno straccio di prova sulle responsabilità di Assad nell’attacco coi gas – Trump minaccia di abbattere il regime di Damasco. Ma, al netto della propaganda, «emergono sempre più chiaramente i pericoli connessi all’invasione di un paese straniero e alla rimozione dei suoi leader politici». Lo conferma il “Guardian”, con «nuove rivelazioni sugli effetti collaterali degli “interventi umanitari”: la crescita del mercato degli schiavi».
Il quotidiano inglese scrive che sebbene «la violenza, l’estorsione e il lavoro in schiavitù» siano stati già in passato una realtà per le persone che transitavano attraverso la Libia, recentemente il commercio degli schiavi è aumentato». E oggi «la Migranticompravendita di esseri umani come schiavi viene fatta apertamente, alla luce del sole», scrive Wedler, in un post ripreso da “Voci dall’Estero”. «Gli ultimi report sul ‘mercato degli schiavi’ a cui sono sottoposti i migranti si possono aggiungere alla lunga lista di atrocità che avvengono in Libia», afferma Mohammed Abdiker, capo delle operazioni di emergenza dell’Iom, International Office of Migration, un’organizzazione intergovernativa che promuove “migrazioni ordinate e più umane a beneficio di tutti“, secondo il suo stesso sito web. «La situazione è tragica. Più l’Iom si impegna in Libia, più ci rendiamo conto come questo paese sia una valle di lacrime per troppi migranti». Il paese nordafricano viene usato spesso come punto di uscita per i rifugiati che arrivano da altre parti del continente. Ma da quando Gheddafi è stato rovesciato nel 2011, spiega Abdiker al “Guardian”, «il paese, che è ampio e poco densamente popolato, è piombato nel caos della violenza: e i migranti, che hanno poco denaro e di solito sono privi di documenti, sono particolarmente vulnerabili».
Un sopravvissuto del Senegal, proveniente dal Niger, racconta che stava attraversando la Libia insieme a un gruppo di altri migranti, tutti in fuga dai paesi di origine. Avevano pagato un trafficante perché li trasportasse in autobus fino alla costa, dove avrebbero corso il rischio di imbarcarsi per l’Europa. Ma, anziché portarli sulla costa, il trafficante li ha condotti in un’area polverosa presso la cittadina libica di Sabha. Secondo quanto riportato da Livia Manente, la funzionaria dell’Iom che intervista i sopravvissuti, «il loro autista gli ha detto all’improvviso che gli intermediari non gli avevano passato i pagamenti dovuti e ha Mohammed Abdikermesso i passeggeri in vendita». Molti altri migranti hanno confermato questa storia, aggiunge la Manente: i profughi descrivono «i vari mercati degli schiavi, indipendenti l’uno dall’altro, e le diverse prigioni private che si trovano in tutta la Libia». Le stesse storie, aggiunge la funzionaria, sono confermate dai migranti che hanno trovato asilo nell’Italia del sud.
Il sopravvissuto senegalese ha detto di essere stato portato in una prigione improvvisata che, come nota il “Guardian”, in Libia è cosa comune: «I detenuti all’interno sono costretti a lavorare senza paga, o in cambio di magre razioni di cibo, e i loro carcerieri telefonano regolarmente alle famiglie a casa chiedendo un riscatto. Il suo carceriere chiese 300.000 franchi Cfa (circa 450 euro), poi lo vendette a un’altra prigione più grossa dove la richiesta di riscatto raddoppiò senza spiegazioni». Quando i migranti sono detenuti troppo a lungo senza che il riscatto venga pagato, continua il “Guardian”, vengono portati via e uccisi. «Alcuni deperiscono per la scarsità delle razioni e le condizioni igieniche miserabili, muoiono di fame o di malattie, ma il loro numero complessivo non diminuisce mai», sottolinea il quotidiano britannico. «Se il numero di migranti scende perché qualcuno Livia Manentemuore o viene riscattato, i rapitori vanno al mercato e ne comprano degli altri», dice ancora Livia Manente. Le fa eco Giuseppe Loprete, capo della missione Iom in Niger: «È assolutamente chiaro che loro si vedono trattati come schiavi», ha detto.
Loprete ha gestito il rimpatrio di 1.500 migranti nei soli primi tre mesi dell’anno, e teme che molte altre storie e incidenti del genere emergeranno man mano che altri migranti torneranno dalle coste libiche: «Le condizioni stanno peggiorando, in Libia: penso che ci possiamo aspettare molti altri casi nei mesi a venire». Ora, conclude Wedler, mentre il governo degli Stati Uniti «sta insistendo nell’idea che un cambio di regime in Siria sia la soluzione giusta per risolvere le molte crisi di quel paese», è ormai sempre più evidente che la cacciata dei dittatori – per quanto detestabili possano essere – non è una soluzione efficace. «Rovesciare Saddam Hussein non ha portato solo alla morte di molti civili e alla radicalizzazione della società, ma anche all’ascesa dell’Isis», sottolinea l’analista. «Mentre la Libia, che un tempo era un modello di stabilità nella regione, continua a precipitare nel baratro in cui l’ha gettata “l’intervento umanitario” dell’Occidente». Un pozzo nero e senza fondo, nel quale «gli esseri umani vengono trascinati nel nuovo mercato della schiavitù, e gli stupri e i rapimenti affliggono la popolazione». Chi preme sulla guerra, conclude Wedler, deve sapere che non farà altro che produrre «ulteriori inimmaginabili sofferenze».
fonte http://www.libreidee.org/2017/04/schiavi-comprati-e-venduti-nella-libia-liberata-dagli-usa/

Padroni di tutto, anche dei giornali: chi crede alle loro news?

Industria, energia, finanza, cemento, sanità. E poi, anche, informazione. Editori puri? Non pervenuti. Chi stampa giornali, in Italia, ha soprattutto altri interessi. Qualcuno può stupirsi se poi “la verità” fatica a imporsi, sui mediamainstream? «Ecco chi controlla i giornali in Italia: praticamente sono 9 entità, ma in realtà sono molte di meno se si considerano i legami, le infiltrazioni, le affiliazioni, le “amicizie”», scrive “Coscienze in Rete”, citando l’ultimoreport del Cnms, Centro Nuovo Modello di Sviluppo, una Onlus che monitora lo stato dell’informazione partendo dalla lettura dell’assetto proprietario dei media. «I nomi? Li conosciamo tutti, ma non tutti hanno avuto modo di apprezzare come questo dominio sia pervasivo», sostiene il blog di Fausto Carotenuto, sottolineando come venga spesso dato «enorme risalto» a fonti «autorevoli», internazionali: il gioco si svela scoprendo, ad esempio, il legame tra “La Stampa” e l’“Economist”. In altre parole, gli uomini del quarto potere: «Sono loro che, tramite sottoposti, ci dicono quotidianamente qual’è la realtà».
E sono «indispettiti», oggi, per il fatto che «un numero sempre crescente di persone ha cominciato a capire che la realtà che gli raccontano questi signori non coincide con quello che si vede», e quindi «cercano informazioni in rete, da fonti alternative». John Elkann e Sergio MarchionneEccoli qui, i proprietari del pensieromainstream, in ordine alfabetico: Agnelli, Angelucci, Berlusconi, Cairo, Caltagirone, Conferenza Episcopale Italiana, Confindustria, De Benedetti, Maria Luisa Monti. «Ovviamente a loro va aggiunto Rupert Murdoch, proprietario di Sky, e chiunque gestisca la Rai in qualunque momento (tanto è sempre qualcuno che prende ordini dal governo, che a sua volta è stato messo lì anche tramite l’informazione mainstream)». Niente di strano, quindi, se oggi sono nati «tormentoni come “fake news” o “post-verità”, forieri di leggi sulla censura del web». Tormentoni «proposti ed amplificati da questi signori», che ormai «passano da una tv all’altra, da un giornale all’altro». Il problema? «Le testate sono tante. I padroni, però, sono molto pochi. E fanno i finanzieri, i costruttori, gli industriali e i religiosi».
Imprenditori impeccabili? Non esattamente: «I loro nomi saltano spesso fuori, una volta uno, una volta l’altro, in storie di magagne, truffe, magna-magna, inquinamento, guerre, malasanità: proprio quelle storie che cercano di comprendere le persone che si svegliano, andando a cercare informazioni on-line». Dal punto di vista dei “padroni della notizia”, aggiunge “Coscienze in Rete”, «è sacrosanto che le uniche informazioni che debbano avere il “bollino blu” siano le loro. Come ci permettiamo, noi, di volerci fare gli affari loro?». Molto utile, quindi, dare un’occhiata allo studio del Cnms, dove si scopre che l’unico giornale italiano auto-prodotto dai giornalisti, in cooperativa, è “Il Manifesto”, che però distribuisce appena 11.000 copie al giorno. Largamente indipendente è il “Fatto Quotidiano”, nono in graduatoria con 45.000 copie in edicola: accanto ad Antonio Padellaro e Cinzia Monteverdi, titolari del 16% delle azioni, figurano – con analoga partecipazione azionaria – la società Edima Srl, «società di vari industriali marchigiani, fra cui il calzaturiero Enrico Paniccià», e l’editrice Chiarelettere, Urbano Cairopartecipata al 49% dal grande Gruppo Editoriale Mauri Spagnol. Tra i soci minori, alla fondazione, comparivano: Francesco Aliberti (12%), Bruno Tinti (8%), Marco Travaglio (5%), Peter Gomez (3,2%) e Marco Lillo (2,5%).
Ma i grandi numeri, ovviamente, li fanno i super-quotidiani: il podio è composto, nell’ordine, dal “Corriere della Sera” (322.000 copie diffuse al giorno), da “Repubblica” (249.000 copie) e dal “Sole 24 Ore” (197.000). Il “Corriere” appartiene a Rcs Group, al 60% nelle mani di Urbano Cairo, patron de “La7” e già collaboratore di Berlusconi in Fininvest, coinvolto nell’inchiesta Mani Pulite. Rcs Media Group è una corazzata: gestisce “Gazzetta dello Sport” e “Corriere del Mezzogiorno”, nonché “Corriere di Bologna”, “Corriere del Veneto”, “Corriere Fiorentino”, “Corriere del Trentino”, “Corriere dell’Alto Adige”, e poi riviste a larghissima diffusione come “Oggi”, “Amica”, testate come “Abitare”, “Sw”, “Living”, “Dove”, “Io”, “Style”, “Sette”. E all’estero, partecipa alla gestione di giornali come “El Mundo”, “Expansiòn” e “Marca”. Cairo non è solo al comando: gli sono accanto, tra gli altri, Mediobanca (con il 10% delle azioni) e l’industriale Diego Della Valle (con il 7,3%). A ruota, il quotidiano milanese è seguito dalla storica rivale romana, fondata da Eugenio Scalfari: oltre a “Repubblica”, il gruppo guidato da Carlo De Benedetti controlla importanti periodici (“L’Espresso”, “National Geographic”), storici quotidiani a diffusione regionale come “Il Mattino” di Napoli, “Il Piccolo” di Trieste, “Il Tirreno”, insieme a quotidiani di Mantova, Modena, Reggio Emilia, Ferrara e Carlo De BenedettiPavia. Senza contare le radio (“Radio Capital”, “Radio Deejay”) e l’informazione solo su web (“Huffington Post”, di Lucia Annunziata).
«Oltre che nell’editoria – scrive il Cnms – la famiglia De Benedetti opera nei settori industriale e sanitario. L’insieme delle tre attività formano un unico impero economico, al cui vertice si trova Cir Spa, detenuta al 46% da F.lii De Bendetti Spa e al 15% da Cir stessa», secondo dati Consob aggiornati al 2017. «Il gruppo operativo nel settore industriale è Sogefi, che produce componenti per auto. Nel settore sanitario è Kos, che gestisce varie cliniche private. Fino al marzo 2015, Cir comprendeva anche la società energetica Sorgenia, poi ceduta alle banche con le quali era indebitata, fra cui Monte dei Paschi. Nel 2015 l’insieme delle attività controllate da Cir ha prodotto un giro d’affari di 2,5 miliardi di euro. La famiglia De Benedetti opera anche nel settore finanziario tramite vari fondi d’investimento che fanno capo a Cofide». La “Repubblica” è gestita dal Gruppo editoriale L’Espresso, che raccoglie pubblicità tramite la controllata A.Manzoni & C. Altro azionista di rilievo, aggiunge il Cnms, è Giacaranda Maria Caracciolo, col 6%. «Va segnalato che il 30 luglio 2016 il Gruppo L’Espresso ha concluso un accordo con Fca (Fiat Chrysler Automobiles, guidata da Sergio Marchionne), per condividere la proprietà del quotidiano “La Stampa”. Secondo l’accordo, “La Stampa” verrà trasferita al Gruppo L’Espresso, maVincenzo Boccia, presidente di Confindustrianel contempo verrà ampliato il capitale del gruppo per permettere ai vecchi proprietari della testata torinese di entrare nella compagine azionaria del Gruppo L’Espresso».
Al terzo posto in Italia tra i quotidiani più venduti, con 197.000 copie distribuite, figura il “Sole 24 Ore” , di proprietà di Confindustria al 67,5% (il resto è azionariato diffuso). Il “Sole” è tallonato dalla “Stampa” di Torino, della famiglia Agnelli guidata da John Elkann (auto, immobiliare efinanza), che detiene anche il 43% del settimanale inglese “The Economist”. Il quotidiano – 176.000 copie diffuse al giorno – è gestito da Itedi, una società di comunicazione e raccolta pubblicitaria e (in attesa dell’esecuzione dell’accordo col Gruppo L’Espresso) appartiene ancora per il 77% a Fca (Fiat-Chrysler), a sua volta posseduta per il 30% da Exor, cassaforte della famiglia Agnelli. Il restante 23% è in quota a Ital Press Holding, società del genovese Carlo Perrone. Al gruppo Agnelli fa anche capo “Il Secolo XIX”, storico quotidiano di Genova. Se le prime quattro testate fanno capo al mondo degli affari, con 124.000 copie diffuse ogni giorno si fa largo, al quinto posto, “Avvenire”, quotidano dei vescovi italiani, gestito da Avvenire Nuova Editoriale Italiana. L’80% del capitale sociale è di proprietà della Fondazione di Religione “Santi Francesco d’Assisi e Caterina da Siena”, espressione della Cei, Conferenza Episcopale Italiana. «Oltre a varie altre realtà ecclesiastiche risultano proprietari Italcementi Il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Ceidi Carlo Pesenti per il 3,8% e Gold Line Spa, azienda di lavorazione di gioielli, per un altro 3,8%». Ad “Avvenire” fanno capo agenzie di stampa come Fides e Sir, la radio “inBlu” e il canale televisivo “Tv2000”.
Sempre a Roma è stampato il “Messaggero”, sesto quotidano più venduto in Italia, con 113.000 copie diffuse. Il patron, Francesco Gaetano Caltagirone, opera anche nei settori finanziario, cementiero, immobiliare, dell’acqua, delle costruzioni. «L’insieme delle attività forma un unico impero economico, al cui vertice si trova Caltagirone Spa detenuta al 54% da Francesco e al 33% dal fratello Edoardo», scrive il Cnms. «Il gruppo operativo nel settore cementiero è Cementir, mentre in quello delle costruzioni è Vianini Lavori». Tramite le sue società, continua la Ong, Caltagirone è presente anche nella gestione dell’acqua con una partecipazione del 5% in Acea e del 48% in Acqua Campania Spa. «Nel 2015 l’insieme delle attività controllate da Caltagirone Spa ha prodotto un giro d’affari pari a 1,4 miliardi di euro». Il quotidiano è gestito da  Caltagirone Editore, un gruppo attivo nei settori della comunicazione: stampa di quotidiani, Tv, internet e raccolta pubblicitaria. «Il gruppo Francesco Gaetano Caltagironeeditoriale appartiene per il 60% a Francesco Gaetano Caltagirone». Altri quotidani del gruppo sono “Il Mattino” di Napoli, “Il Gazzettino” di Venezia, e il “Corriere Adriatico”.
A Maria Luisa Monti appartiene invece il gruppo che stampa “Il Resto del Carlino”, quotidiano di Bologna (101.000 copie), e controlla anche “Il Giorno” e “Quotidiano Nazionale”, che ha accorpato “La Nazione” di Firenze. «Il quotidiano è gestito da Poligrafici Editoriale Spa, gruppo attivo nell’editoria e nella raccolta pubblicitaria». La società editoriale «appartiene per il 62% a Monrif Spa, controllata a sua volta da Maria Luisa Monti». Altri azionisti di rilievo di Poligrafici Editoriale sono Andrea Della Valle col 10% e Fondazione Cassa di Risparmio di Trieste col 5%. Solo all’ottavo posto, nella graduatoria dei quotidiani più letti, si posiziona il berlusconiano “Il Giornale”, con 66.000 copie diffuse. Il quotidiano è gestito da Società Europea di Edizioni Spa (editoria e pubblicità), che appartiene per il 63% a Paolo Berlusconi tramite le società Pbf Srl (46%) e Arcus Multimedia (17%). Il restante 37% è in quota ad Arnoldo Mondadori Editore. A sua volta, l’azionista di maggioranza di Mondadori (53%) è Maria Luisa Monti RiffeserSilvioBerlusconi (Mediaset) tramite Fininvest. Del gruppo Mondadori fanno parte 40 brand italiani a larghissima diffusione (tra cui “Chi”, “Donna Moderna”, “Focus”, “Grazia”, “Sorrisi e Canzoni Tv” nonché il settimanale “Panorama”), più svariate testate francesi.
Dopo il “Fatto”, al nono posto, la classifica della stampa presenta “Italia Oggi”, con 40.000 copie quotidiane, di proprietà di Paolo Panerai. «Il quotidiano è gestito da Class Editori Spa, gruppo attivo nei quotidiani, riviste, radio e Tv», spiega il Cnms. «Class Editori appartiene per il 10% a Paolo Panerai, il 60% a Euroclass Multimedia Holding Ss, il resto è azionariato diffuso». Curiosità: Euroclass Multimedia è domiciliata in Lussemburgo, «per cui i proprietari non sono ufficialmente identificabili». Ma, secondo indiscrezioni, «oltre ad alcune società riconducibili a Panerai, figurano anche varie banche, fra cui Unicredit col 13%». Al gruppo “Italia Oggi” fa capo anche il quotidiano “Milano Finanza”, insieme al periodico “Class”, a “Radio Classica” e al canale televisivo “ClassTv”. A seguire – con 27.000 copie – è il quotidiano “Libero”, della famiglia Angelucci, gestito da Editoriale Libero Srl. Il socio di maggioranza è la Fondazione San Raffaele, che detiene il 60% del capitale, mentre il rimanente 40% è detenuto dalla finanziaria Tosinvest. «Ma è noto che dietro entrambe queste realtà si cela la famiglia Angelucci», scrive il rapporto del Cnms. Benché impegnati in attività immobiliari, finanziarie ed editoriali tramite Antonio Angeluccila finanziaria Tosinvest, il vero affare di Antonio Angelucci e del figlio Gianpaolo sarebbe la sanità, gestita tramite la San Raffaele Spa, che dispone di 26 strutture private, 3.000 posti-letto, oltre 1.000 medici specialistici e 2.800 dipendenti.
«Nel corso degli anni – continua il Cnms – la stampa si è occupata a più riprese delle attività degli imprenditori Angelucci a causa di indagini e processi per reati fiscali e finanziari. Nell’agosto 2016 la casa di cura San Raffaele di Cassino è stata condannata dalla Corte dei Conti a restituire al servizio sanitario nazionale 31 milioni di euro per avere erogato servizi di qualità non appropriata. Un’indagine per frode fiscale avviata nel 2014 ha messo in luce l’esistenza di almeno tre società (Th Ss, Three e Sps di Lantigos) utilizzate dagli Angelucci in Lussemburgo per le proprie attività finanziarie». Il gruppo è titolare dello storico quotidiano romano “Il Tempo”, nonché di giornali proviciali come “Corriere di Siena”, “Corriere di Viterbo”, “Corriere di Arezzo” e “Corriere dell’Umbria”. Chiudono la lista il “Manifesto”, in dodicesima posizione (con poco più di diecimila copie) e “Il Foglio”, i cui dati di diffusione non sono però disponibili. La proprietà fa riferimento a Valter Mainetti, e il quotidiano (fondato da Giuliano Ferrara) è gestito da Foglio Edizioni, posseduta al 97,5% da Sorgente Group attraverso la società Musa Comunicazione. A sua volta, Sorgente Group è partecipata per il 35% da Valter Mainetti, mentre il restante 65% è detenuto dalla Roma Fid Società Fiduciaria Spa, che agisce per conto di altri membri della famiglia Mainetti. «Sorgente Group Spa – spiega il Cnms – è parte di un complesso multinazionale con società localizzate negli Stati Uniti, Lussemburgo, Gran Bretagna, Emirati Arabi, Brasile. Svolge attività nei settori della finanza, del risparmio gestito, dell’immobiliare, delle costruzioni». In Italia opera anche nell’editoria tramite Musa Comunicazione. Ma, appunto, quella è solo una piccola parte del business.
fonte http://www.libreidee.org/2017/04/padroni-di-tutto-anche-dei-giornali-chi-crede-alle-loro-news/

venerdì 28 aprile 2017

Charles Bukowski: “La schiavitù non è mai stata abolita, è stata solo estesa per includere tutti i colori della pelle”.

Charles Bukowski, prima di diventare uno scrittore di fama mondiale, lavorava per le poste degli Stati Uniti, e trovava quel lavoro estremamente noioso e mortificante.


Ed è proprio per questo che l’8 dicembre del 1986 Bukowski scrisse al suo editore John Martin che gli aveva offerto 100 dollari al mese per tutta la vita a patto che lo scrittore lasciasse il suo lavoro e scrivesse a tempo pieno:


Ciao John, grazie per la bella lettera. Non credo che faccia male, ogni tanto, ricordare da dove si è venuti. Tu conosci da dove vengo. Perfino le persone che provano a scriverne o a farci film non ci riescono.

Li chiamano “dalle 9 alle 5”. Ma non è mai dalle 9 alle 5, non c’è una pausa pranzo libera in quei posti, in effetti in molti di quei posti per continuare ad avere un lavoro non pranzi.

E poi c’è lo STRAORDINARIO e sembra che non lo registrino mai correttamente e se te ne lamenti, ecco, c’è un altro poveraccio pronto a prendere il tuo posto.

Conosci il mio vecchio detto:

“La schiavitù non è mai stata abolita, è stata solo estesa per includere tutti i colori della pelle”.
E quel che fa male è la costantediminuzione di umanità di coloro che combattono per tenersi lavori che non vogliono ma temono un’alternativa peggiore. Le persone semplicemente si sono svuotate. Sono corpi con teste ubbidienti e piene di paura.
Il colore abbandona i loro occhi. La voce s’imbruttisce. E il corpo. I capelli. Le unghie. Le scarpe. Tutto s’imbruttisce.

Quando ero giovane non riuscivo a credere che le persone potessero desiderare di rinunciare alle proprie vite a simili condizioni.

Ora che sono anziano, non riesco ancora a crederci.
Perché lo fanno? Sesso? Tv?
Un’auto a rate? O per i figli?

Figli che finiranno per fare le stesse cose che hanno fatto loro?

Tempo fa, quando ero ancora abbastanza giovane e passavo da un lavoro all’altro, ero così stupido da arrivare a dire ai miei colleghi:


“Ehi, il capo potrebbe arrivare qui da un momento all’altro e licenziarci tutti, ve ne rendete conto?”.

Loro mi guardavano e basta. Stavo ponendo una questione che non volevano entrasse nelle loro teste.



Ora nell’industria si stanno operando ampi licenziamenti (acciaierie fallite, cambiamenti tecnologici). Centinaia di migliaia di persone vengono licenziate e le loro facce sono allibite:

– “Ho dato all’azienda 35 anni…”

– “Non è giusto…”

– “Non so cosa fare…”

Non pagano mai gli schiavi abbastanza da dargli la possibilità di ottenere la libertà, solo quanto basta per sopravvivere e tornare al lavoro. Io riuscivo a vedere tutto questo. Perché gli altri no? Mi sono reso conto che la panchina del parco poteva essere un posto altrettanto buono, o anche il bancone del bar. Perché non arrivare lì da solo, prima che mi ci mettano gli altri? Perché aspettare?
Non pagano mai gli schiavi abbastanza da dargli la possibilità di ottenere la libertà
Ho scritto solo per il disgusto verso tutto questo, ed è stato un sollievo uscire da questo sistema. E ora che sono qui, un cosiddetto scrittore professionista, dopo aver dato via i primi 50 anni della mia vita, ho scoperto che ci sono altre cose disgustose oltre al sistema.Mi ricordo una volta, mentre stavo lavorando come imballatore in questa azienda di lampadine, uno degli imballatori all’improvviso disse: “Non sarò mai libero!”.Uno dei capi stava passando di lì (si chiamava Morrie) e scoppiò in questa fragorosa risata, godendosi il fatto che questo tizio fosse intrappolato per la vita…



Così la fortuna che ho avuto a tirarmi finalmente fuori da quei posti, non importa quanto tempo c’è voluto, mi ha dato una gioia, la gioiosa felicità del miracolo.

Ora scrivo da un corpo vecchio e da una vecchia mente, ben oltre il tempo in cui la maggior parte degli uomini penserebbe mai di portare avanti una cosa del genere, ma avendo cominciato così tardi sono in dovere con me stesso di continuare, e quando le parole incominciano a vacillare o e ho bisogno di essere aiutato a salire le scale e non sono più in grado di distinguere un merlo da una graffetta, sento tuttavia che una parte di me ricorderà (non importa quanto sarò andato lontano) come sarò arrivato, passando per l’omicidio e i guai e la circoncisione, fino almeno a una morte dignitosa.

Non aver sprecato del tutto la propria vita mi sembra una degna realizzazione, almeno per me.

Charles Bukowski


http://terrarealtime2.blogspot.it/2017/04/charles-bukowski-la-schiavitu-non-e-mai.html

Gabriele Del Grande: illuso o colluso?



Del Grande è tornato, dopo qualche giorno di comoda prigionia in Turchia, fermato per avere cercato di visitare zone interdette ai giornalisti.
Gabriele Del Grande da semplice blogger, dato che non ha mai fatto l’esame per entrare nell’albo, da anni si occupa di medio oriente vistando paese e culture diverse.
Suo è il blog Fortress Europe (1) , che si occupa principalmente dei migranti, e pubblica lunghi elenchi di vittime morte durante il viaggio verso l’Europa.
L’impronta buonista e globalista è d’obbligo, dato che il principale finanziatore del nostro eroe è l’Open Foundation di Soros.
E già questo dovrebbe essere sufficiente per un arresto ed una condanna, ma in molti paesi del mondo – e soprattutto in occidente – esseri del genere sono venerati ed idolatrati, come detentori dell’Unica vera Verità….
Ma cominciamo con una analisi di uno scritto di ottobre 2012 , pubblicato nel blog di Del Grande.
Immaginiamo lo stupore degli investigatori turchi, quando si sono trovati davanti parole del genere.
Poveri poveri “combattenti per la libertà, che tagliano la testa agli “sgherri di Assad” con una specie di spada…
Una lunga elegia a puntate dei combattenti musulmani, dei “combattenti per la libertà” come lui li definisce, che vengono ad aiutare i poveri siriani oppressi.
Del Grande poi sfocia in una vera e propria apologia del terrorismo, secondo me andando pericolosamente vicino alla responsabilità penale, ma dato che è Soros che lo finanzia…  Non sono terroristi integralisti, ma “appartenenti alla grande comunità sunnita…
Ragioniamo però su cosa è successo dopo il 2012. All’inizio della guerra civile in Siria, molti militari appartenenti alla maggioranza sunnita hanno disertato ed hanno iniziato una vera e propria guerriglia con l’esercito regolare, capitanato da Assad, esponente della minoranza Alawita. Già nel 2012 “l’esercito Libero Siriano” si è disgregato, ed i suoi membri sono entrati nelle varie fazioni integraliste, fazioni volta per volta finanziate ed organizzate da monarchie del Golfo, turchi, americani e si sospetta pure israeliani.
Fine dei viaggi in Siria per Del Grande, il rischio di finire sotto le mani del governo di Assad o di iraniani e Hezbollah, di cui parla così bene da giustificarne l’uccisione sul posto (in quanto “mercenari del regime“), è troppo grande.
Per compiacere il suo padrone non gli rimane che di recarsi in Turchia. Per intervistare i profughi Siriani ivi presenti: stranamente i turchi sono subito attratti da questa persona, questo giornalista che non è un giornalista, ma blogger che si avventura senza credenziali in zone proibite.
E una incredibile mobilitazione scuote tutti i media, un caos simile a quello avvenuto dopo la morte di Regeni. Ma cosa ha di così attraente questo ragazzo, da farlo trattenere diversi giorni, continuamente interrogato dalle autorità turche? Cosa ha di così interessante, da spingere addirittura la fondazione di Soros a finanziare il suo blog, pieno di liste di migranti morti in mare e poco altro?
Che sia Gabriele a parlare per Gabriele, dunque.
Il buon Gabriele conosce personalmente alcuni degli organizzatori della iniziale primavera araba di alcuni anni fa. Manifestazioni “spontanee” volute dagli USA (cioè da loro finanziate). Ma dove sono finiti questi “innocenti idealisti” scacciati dalla deriva islamista che ha portato prima molti militari siriani di fede sunnita a disertare e poi li ha fatti confluire nelle organizzazioni salafite? In Danimarca, Belgio , Germania, per esempio. Questo coordinamento sparso per l’Europa aiuta a far attraversare avanti ed indietro il confine turco siriano ad “attivisti”. Attivisti che noi immaginiamo intenti a brandire fotocamere e taccuini, mentre non abbiamo il coraggio di vedere cosa esattamente impugnano: fucili di precisione e spade per tagliare la testa agli “sgherri del regime“.
Sicuramente questi ragazzi sparsi per l’Europa, potranno essere gli unici rappresentanti della società civile siriana a potersi fregiare dello status di “laico”, e a rappresentare, nel nuovo governo di dopo la guerra gli interessi occidentali. Una specie di “Generazione Erasmus” ma un filino più cazzuta, pur se impregnata del “buonismo” e del “politicamente corretto”, i veri cancri della società civile europea.
Gente che non penserà un momento a veder calpestare l’intera nazione siriana dal globalismo e dalla finanza, basta che sia garantito il diritto di passaggio ai migranti e che finalmente anche i froci musulmani possano sposarsi.
E tutti gli altri? La stragrande maggioranza? Quelli che non sono migranti in ciabatte semianalfabeti o froci?  Che si fottano.
Capito adesso come mai i turchi e Soros erano così interessati? E capite come mai non sia tanto contento della sua liberazione?
By Nuke “il pazzo” di Liberticida
(1) http://fortresseurope.blogspot.it
http://liberticida.altervista.org/gabriele-del-grande-illuso-colluso/

Procura Catania. ‘Le ong sono finanziate dagli scafisti’.

Giuseppe Sandro Mela.

2017-04-28.

Al Capone . Scheda Segnaletica.

Cerchiamo di chiarire innanzitutto i fatti accertati e le frasi pronunciate.

Carmelo Zuccaro. Procuratore di Catania.

«alcune Ong potrebbero essere finanziate dai trafficanti di uomini …. le finalità potrebbe essere quella di destabilizzare l’economia italiana per trarne dei vantaggi»

*

«La Procura di Catania ha delle ipotesi di lavoro, che non sono al momento prove, neppure quella sui loro finanziamenti»

*

«alcune Ong potrebbero essere finanziate da trafficanti»

*

«Ci sono dei natanti di Ong che superano i confini delle acque internazionali, staccano i transponder (i segnalatori satellitari, ndr) per non farsi localizzare e rendersi invisibili a chi li deve monitorare. Vi sono Ong che prendono chiamate dalla Libia in cui si dice: Stiamo per mettere in mare i gommoni, intervenite!»

*

«Alcune agenzie che non svolgono attività di polizia giudiziaria (intendendo cioè dei servizi segreti, ndr), hanno documentato i contatti ma si tratta di atti che non posso utilizzare processualmente, anche se mi danno la conoscenza certa che questo avviene»

*

Luigi Di Maio. Movimento Cinque Stelle.

«Non so se è chiaro: Ong forse finanziate dagli scafisti! Gli ipocriti continuino pure ad attaccarmi, io vado fino in fondo»

*

Matteo Salvini. Leader lega Nord.

«bisogna arrestare i trafficanti e affondare tutte le navi usate!»

*

Andrea OrlandoGuardasigilli. (PD).

«la procura di Catania parli attraverso le indagini, gli atti, perché credo sia il modo migliore. Se il pm ha elementi in questo senso faremo una valutazione. In generale, non è giusto ricostruire la storia delle Ong come la storia di collusi con i trafficanti, è una menzogna»

*

«Spero che la procura di Catania parli attraverso le indagini, gli atti, perché credo sia il modo migliore. Se il pm ha elementi in questo senso faremo una valutazione»

*

«la visione degli operatori delle Ong che sono tutti al servizio degli scafisti, come detto da qualche aspirante statista, non va bene»

*

Marco Minniti. Ministro degli Interni. (PD).

«Vanno evitate generalizzazioni e conclusioni affrettate. Deve esserci una rigorosa valutazione degli atti»

*

«la commissione Difesa del Senato sta svolgendo una serie di audizioni, e ha preannunciato sue conclusioni entro la prima settimana di maggio»

*

«generiche accuse non suffragate ancora da riscontri concreti»

*

Vincenzo Melone. Comandante generale della Guardia Costiera.

«chi ha ricevuto per primo la chiamata di emergenza ha l’obbligo giuridico di proseguire nell’attività di soccorso»

*

«la violazione di tale obbligo, oltre alle implicazioni di ordine morale, prevede conseguenze penalmente rilevanti»

*

La Stampa. Giornale.

«La sua indagine poggia sui report di alcuni servizi segreti – quello tedesco e quello olandese – che da mesi monitorano alla loro maniera le comunicazioni da e per la Libia. Si sono mossi, i servizi d’intelligence del Nord Europa, attraverso le navi militari inquadrate nel dispositivo europeo Eunavformed-Sophia e attraverso alcuni natanti fantasma. Dapprima sono stati informati i rispettivi governi. Poi i loro rapporti sono stati veicolati da Frontex alla procura di Catania attraverso canali riservati»

* * * * * * *

Dal nostro sommesso punto di vista, le procure della repubblica fanno più che bene ad indagare ogniqualvolta ricevano denuncie oppure vogliano chiarire se in una certa quale situazione siano o meno accaduti fatti penalmente rilevanti: è questo un loro preciso dovere.

Nel converso, sempre a nostro modo di vedere, le indagini dovrebbero essere sempre coperte da un segreto istruttorio. Qualora i giudici inquirenti ritengano di avere in mano prove probanti, allora rinviino a giudizio, perché un Tribunale accerti, sentite le accuse e valutate le difese, fatti e responsabilità.

Sempre a nostro parere, ai magistrati inquirenti dovrebbe essere proibito rivelare fatti istruttori in corso di indagine, massimamente in conferenze stampa oppure in interviste televisive.

Infine, la politica dovrebbe tenersi ben lontana dai procedimenti giudiziari.

* * * * * * *

Di questi giorni un Procuratore della Repubblica ha avanzato severe accuse contro le ong, e non solo loro, di essere finanziate e corrotte dal denaro degli scafisti o, meglio, dei loro mandanti.

Se da un punto di vista logico formale la cosa non sorprende – sarebbe invero impossibile organizzare simili migrazioni di massa senza connivenze o combutte – si resta sorpresi di diversi elementi emersi:

– Oltre alle indagini della procura, esisterebbero report di intelligence che avvalorerebbero la tesi della connivenza ong – scafisti. I servizi segreti non lavorano certo con il metodo giuridico cui devono attenersi i Magistrati. Ciò non significa che i loro report non siano veritieri: significa solo che non sono utilizzabili in sede di giudizio, salvo speciali procedure.

– «Dapprima sono stati informati i rispettivi governi. Poi i loro rapporti sono stati veicolati da Frontex alla procura di Catania attraverso canali riservati». Il silenzio dei Governi su fatti di simile portata è semplicemente sinonimo di omertosa connivenza, sempre che non siano essi stessi i mandanti di questi processi migratori.

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Ciò appurato, il giudizio sulle organizzazioni non governative è severamente negativo. Nessuno intende generalizzare, ma nella stragrande maggioranza dei casi esse sono vere e proprie associazioni per delinquere.

Soros George. Uno stato negli stati. Ecco i suoi principali voivodati.

I massoni francesi esortano al voto. Domenica conteremo quanto valgono.

Iniziata la rivolta mondiale contro il regime liberal di Mr Soros.

Procura di Catania. Ong in combutta con gli scafisti.


→ Corriere. 2017-04-28. «Le Ong finanziate dagli scafisti». L’accusa del pm, rabbia del governo.

Il procuratore di Catania in tv, Minniti: vanno evitate generalizzazioni e conclusioni affrettate. Orlando: parli con gli atti. In serata la precisazione: non ho prove.

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Le reazioni dei ministri dell’Interno e della Giustizia all’ennesima sortita del procuratore di Catania Carmelo Zuccaro sugli sbarchi di migranti, fanno ben comprendere l’irritazione del governo. Perché di fronte alla scelta del magistrato di andare in televisione per ribadire il sospetto che «alcune Ong potrebbero essere finanziate dai trafficanti di uomini» e addirittura che «le finalità potrebbe essere quella di destabilizzare l’economia italiana per trarne dei vantaggi» prima Marco Minniti e poi Andrea Orlando lo invitano a «non trarre conclusioni affrettate» e soprattutto a «parlare con gli atti». Tanto che in serata Zuccaro è costretto a precisare: «La Procura di Catania ha delle ipotesi di lavoro, che non sono al momento prove, neppure quella sui loro finanziamenti». L’appello alla cautela del governo non viene però accolto da Luigi Di Maio del Movimento Cinque Stelle che ormai da giorni soffia sul fuoco della polemica e ora rilancia: «Non so se è chiaro: Ong forse finanziate dagli scafisti! Gli ipocriti continuino pure ad attaccarmi, io vado fino in fondo.» Una posizione che lo accomuna al leader della Lega Matteo Salvini secondo il quale «bisogna arrestare i trafficanti e affondare tutte le navi usate!».

Lo scontro

Sceglie «Agorà» su Raitre il procuratore per ripetere le sue accuse. «Io so» dichiara sibillino, e forse è proprio questa sua affermazione a provocare la reazione del governo. Mentre Orlando auspica che «la procura di Catania parli attraverso le indagini, gli atti, perché credo sia il modo migliore. Se il pm ha elementi in questo senso faremo una valutazione. In generale, non è giusto ricostruire la storia delle Ong come la storia di collusi con i trafficanti, è una menzogna», Minniti spiega in Parlamento: «Vanno evitate generalizzazioni e conclusioni affrettate. Deve esserci una rigorosa valutazione degli atti». Poi sottolinea che oltre alle indagini svolte a Catania «la commissione Difesa del Senato sta svolgendo una serie di audizioni, e ha preannunciato sue conclusioni entro la prima settimana di maggio».

La Guardia costiera

Uno degli appuntamenti chiave dell’indagine parlamentare è fissato il 4 maggio con l’audizione del comandante generale della Guardia Costiera Vincenzo Melone. Perché sarà l’occasione per comprendere cosa accade nel Mediterraneo. Nessuno nega che possa esserci un interesse dei trafficanti a caricare sulle navi il maggior numero possibile di disperati che cercano di arrivare in Europa. Il problema è che i mezzi utilizzati dalle organizzazioni criminali non hanno alcuna capacità di effettuare l’intera traversata. E dunque, spesso, sono gli stessi scafisti a contattare con i telefoni satellitari il Centro Nazionale di Soccorso Marittimo della Guardia Costiera a Roma. A questo punto la procedura prevede di allertare i centri competenti, ma spesso dalla Libia non arrivano risposte e dunque la legge impone che «chi ha ricevuto per primo la chiamata di emergenza ha l’obbligo giuridico di proseguire nell’attività di soccorso». E quindi di contattare il mezzo navale più vicino e adatto a svolgere il salvataggio. Non c’è possibilità di sottrarsi, più volte il comandante Melone ha chiarito che «la violazione di tale obbligo, oltre alle implicazioni di ordine morale, prevede conseguenze penalmente rilevanti».

La Libia

Di fronte a tutto questo si sta cercando di far funzionare l’accordo con la Libia che invece incontra numerose difficoltà. l’Italia si è impegnata a consegnare motovedette e chiede in cambio il controllo delle coste e delle spiagge. Un negoziato che le polemiche non aiutano. Soprattutto se, fanno notare al Viminale, si basano su «generiche accuse non suffragate ancora da riscontri concreti».

→ Stampa. 2017-04-28. Le Ong dividono il governo: Orlando le difende, Minniti chiede chiarezza

Il Guardasigilli contro il procuratore di Catania: atti, non parole

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Sulla vicenda delle Ong, nel governo si parlano lingue diverse. A qualche giorno dall’esplosione della polemica su quale sia il ruolo delle organizzazioni non governative nel salvataggio dei migranti in mare, dopo che ancora ieri il procuratore di Catania, Carmelo Zuccaro, ad «Agorà», ha affermato che «alcune Ong potrebbero essere finanziate da trafficanti» (salvo poi chiarire che si tratta di «ipotesi di lavoro, non prove») impostazioni diverse si sono chiaramente avvertite ieri, quando sono intervenuti il ministro della giustizia, Andrea Orlando, e quello dell’Interno, Marco Minniti. Ma anche l’ex segretario ricandidato del Pd, Matteo Renzi.  

«Spero che la procura di Catania parli attraverso le indagini, gli atti, perché credo sia il modo migliore. Se il pm ha elementi in questo senso faremo una valutazione», richiama il Guardasigilli Orlando a evitare di esprimersi con valutazioni personali. «In generale, non è giusto ricostruire la storia delle Ong come la storia di collusi con i trafficanti, è una menzogna», bacchetta, dopo che già mercoledì sera, nel corso del confronto tra candidati alle primarie Pd, aveva attaccato il grillino Di Maio per le sue parole sui «taxi del Mediterraneo»: «Dovrebbe vergognarsi». Perché, oltre che ministro del governo Gentiloni, Orlando è candidato alle primarie, e non dimentica di voler rappresentare l’ala sinistra del partito. Quella che sta con le Ong, che le difende, e sull’inchiesta si mostra più che prudente. 

E se sulla frase di attacco a Di Maio c’è sintonia col resto del governo («evitare giudizi affrettati», ha raccomandato anche Minniti) e con Renzi («la visione degli operatori delle Ong che sono tutti al servizio degli scafisti, come detto da qualche aspirante statista, non va bene»), è sull’impostazione generale che si individua una linea di frattura.  

 «Che qualcuno non si stia comportando bene direi che è possibile. Arrivo a dire, è probabile», dichiara l’ex premier a «Porta a porta»: «Che ci siano state alcune vicende discutibili, per me è innegabile. Se qualche Ong va a qualche miglio dalla costa, credo si debba intervenire», considera, «dopodiché vanno combattuti gli scafisti, non i volontari». Altro che la cautela di Orlando. Una linea che, nel governo, incarna bene il ministro Minniti: «Le questioni sollevate non possono essere sottovalutate», ha spiegato ieri in un question time alla Camera, per questo il governo «segue lo sviluppo» di numerose indagini – da quella della procura di Catania a quella della Commissione difesa – e «ha aperto un canale di scambio informativo con la Commissione europea e l’agenzia Frontex».  

Certo, anche il responsabile del Viminale invita a «non generalizzare», ma anche a non sottovalutare, e garantisce che «gli esiti finali» di tutte le inchieste in corso «verranno valutati con grande attenzione». D’altra parte, quando il presidente della Commissione difesa del Senato, Nicola Latorre, propose un’indagine conoscitiva sul tema, i segnali che gli arrivarono dall’esecutivo furono di incoraggiamento. 

Due linee a confronto, insomma. Quella «dura» di Minniti sulla questione migranti in generale, secondo qualcuno stava rischiando di trovarsi isolata: più vicina a un approccio solidale è considerata la ministra Pinotti, legata al mondo scout, così come il cattolico Delrio, o anche la Farnesina, dove il viceministro Mario Giro è molto legato alla comunità di Sant’Egidio ed è stato il primo a rifiutare di considerare il salvataggio in mare da parte delle Ong come «pull factor», fattore di attrazione per le partenze. «Ma il Parlamento e l’opinione pubblica sono con Minniti», assicura un sostenitore del governo. E, soprattutto, è con lui il quasi certo nuovo segretario del Pd.


→ Stampa. 2017-04-28. Carte dai servizi tedeschi e olandesi ma non utilizzabili nel processo

Il cul de sac dell’inchiesta catanese, la disomogeneità delle procedure.

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All’ennesima intervista del procuratore di Catania, Carmelo Zuccaro, che forse mai si era espresso tanto chiaramente sui comprovati contatti tra scafisti e alcune associazioni umanitarie, spingendosi a dire che a suo avviso «alcune Ong potrebbero essere finanziate dai trafficanti», si è alzata un coro sdegnato: Fuori le prove! Come se fosse facile.  

Intanto c’è da dire che un procuratore della Repubblica non può andare in televisione e squadernare atti coperti dal segreto investigativo. Ma in questo caso Zuccaro ha un problema in più: le poche intercettazioni che ha sul tavolo provengono da servizi segreti e non sono state acquisite secondo le regole della procedura penale italiana. Di qui il suo grande imbarazzo.  

È un rebus giuridico che al momento non ha soluzione. La sua indagine poggia sui report di alcuni servizi segreti – quello tedesco e quello olandese – che da mesi monitorano alla loro maniera le comunicazioni da e per la Libia. Si sono mossi, i servizi d’intelligence del Nord Europa, attraverso le navi militari inquadrate nel dispositivo europeo Eunavformed-Sophia e attraverso alcuni natanti fantasma. Dapprima sono stati informati i rispettivi governi. Poi i loro rapporti sono stati veicolati da Frontex alla procura di Catania attraverso canali riservati. 

Quei rapporti, però, pur utilissimi per l’inchiesta, sono assolutamente inutilizzabili ai fini del procedimento italiano. La legge è molto chiara. Siccome gli 007 tedeschi e olandesi si muovono senza avere avuto l’autorizzazione preventiva di un magistrato, a differenza dell’intelligence italiana, le loro intercettazioni è come se non esistessero.  

Ed ecco perché Zuccaro si agita tanto: «Alcune agenzie – diceva anche ieri al sito LiveSicilia – che non svolgono attività di polizia giudiziaria (intendendo cioè dei servizi segreti, ndr), hanno documentato i contatti ma si tratta di atti che non posso utilizzare processualmente, anche se mi danno la conoscenza certa che questo avviene». Il rischio, insomma, è che il caso finisca nel nulla per mancanza di prove processualmente valide. 

Su quanto avviene in mare, Zuccaro ha le idee chiare: «Ci sono dei natanti di Ong che superano i confini delle acque internazionali, staccano i transponder (i segnalatori satellitari, ndr) per non farsi localizzare e rendersi invisibili a chi li deve monitorare. Vi sono Ong che prendono chiamate dalla Libia in cui si dice: Stiamo per mettere in mare i gommoni, intervenite!». Pare che siano stati documentati comportamenti ambigui di marinai libici in divisa, che non si sa se e a quale Guardia costiera rispondano.  

Nel frattempo sono arrivati a Catania anche i rapporti riservati dell’intelligence italiana. Altre segnalazioni delicatissime. È stato ricostruito, ad esempio, l’enorme andirivieni dei gommoni nei giorni di Pasqua, con porti di partenza e navi delle Ong in attesa. Sono quelle ricostruzioni che nel governo italiano hanno fatto pensare che vi fosse «una regia» dietro la partenza simultanea di ben 8500 migranti.  

Questi rapporti, ai sensi della legge 124 sui servizi segreti, sarebbero acquisibili dal magistrato, tramite una delega specifica alla polizia. Ma forse non possono bastare per impiantarvi un procedimento penale. Occorre molto di più. Servirebbe ad esempio qualche prova concreta di un trasferimento di soldi che accompagni i «contatti». Zuccaro lo sa, perciò ha dato disposizione ai suoi investigatori di seguire prioritariamente i flussi finanziari. Ha anche chiesto rinforzi specialistici a Roma. E certo ha trovato un orecchio attento nel ministro dell’Interno, Marco Minniti, che ieri in Parlamento da una parte ha invitato a evitare «giudizi affrettati, attenendosi quindi ad una rigorosa valutazione degli atti», ma dall’altra ha riconosciuto le questioni sollevate dai deputati di Forza Italia «non possono essere sottovalutate».

Giuseppe Sandro Mela.

fonte https://senzanubi.wordpress.com/2017/04/28/procura-catania-le-ong-sono-finanziate-dagli-scafisti/