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mercoledì 7 giugno 2017

Gli Stati del Golfo spariranno nel nulla

Moon of Alabama 5 giugno 2017
Incoraggiata dagli USA, l’Arabia Saudita lanciava una campagna per sottomettere il Qatar a Stato cliente. Il piano è ormai al culmine. In poche ore Bahrayn, Egitto, Emirati Arabi Uniti e Arabia Saudita hanno tagliato i rapporti con il Qatar. Tutti gli spazi marittimi e aerei sono chiusi al traffico dal Qatar ed anche le rotte terrestri. I qatarioti dovranno lasciare questi Paesi entro 14 giorni. I diplomatici del Qatar entro solo 48 ore. Le conseguenze immediate sono enormi. Ogni anno, circa 37 milioni di passeggeri passano da Doha. Ma la Qatar Airways ora deve sorvolare gli spazi arei iraniano, iracheno e turco per raggiungere l’Europa. (Se la situazione persiste, gli Emirati Arabi Uniti probabilmente ordineranno numerosi nuovi aerei). Metà del cibo per il Qatar arriva dall’Arabia Saudita attraverso l’unico confine terrestre del Qatar. 600-800 camion al giorno non possono più passare. I 19 voli al giorno tra Doha e Dubai sono sospesi. I prezzi del petrolio aumentavano dell’1,6% e la borsa del Qatar s’ingolfava. Le ragioni dell’immediata frattura sono molteplici, e poco a che fare con l’Iran. I sauditi accusano il Qatar di sostenere i terroristi, come se la Gran Bretagna accusasse gli Stati Uniti d’imperialismo, o la mafia la malavita di gangsterismo. Come osservava Joe Biden quando era vicepresidente, i due Paesi wahhabiti Qatar e Arabia Saudita finanziano il terrorismo in Siria, Iraq e altrove. Ma il punto di vista saudita è che il Qatar più “liberale” supporta semplicemente i terroristi “sbagliati”. Il governo del Qatar e il suo portavoce al-Jazeera hanno imposto e sostenuto il governo della fratellanza musulmana in Egitto. I sauditi hanno rovesciato tale governo finanziando un colpo di Stato. Il Qatar sostiene il governo della fratellanza musulmana in Turchia. Sostiene Hamas, affiliata alla fratellanza. Il Qatar finanzia vari gruppi filo-al-Qaida in Libia, Siria e Afghanistan. I taliban hanno la loro unica missione diplomatica a Doha. Fino a poco prima i sauditi finanziavano lo SIIL. Ora principalmente finanziano i vari gruppi jihadisti in Siria controllati dalla CIA. Gli EAU sponsorizzano il generale libico Haftar che combatte il gruppi di al-Qaida sostenuti dal Qatar. I sauditi coccolano Israele e non badano alla causa palestinese che il Qatar supporta. Ci sono divergenti interessi sugli idrocarburi. Il Qatar è il maggiore esportatore mondiale di gas, concorrenza seria alle esportazioni di petrolio saudita. Recentemente ha intensificato i rapporti con altri produttori e clienti nella regione del Golfo e altrove. Alle dimensioni geografiche e demografiche della frattura concorrono matrimoni e rapporti tra tribù saudite e qatariote. Vi sono voci che importanti tribù del Najd saudita, in particolare gli al-Tamim, abbiano rinnovato i legami con l’emiro principe Tamim bin Hamad al-Thani. Questo è un “insulto” per gli al-Saud. Oman e Quwayt non hanno preso posizione e cercano di mediare. La Turchia è alleata con il Qatar ma rimane sospettosa. C’è un nuovo accordo sulla difesa tra Qatar e Turchia che promette il sostegno turco se il Qatar viene attaccato. L’esercito turco ha una base in Qatar con circa 600 soldati. Una quota enorme degli investimenti esteri in Turchia proviene dal Qatar. Il governo turco e qatariota si coordinano nel sostenere al-Qaida e altri taqfiri nella guerra in Siria.
Lo scontro tra Qatar e Paesi del Consiglio di cooperazione del Golfo è stato reso possibile dall’amministrazione Trump: “Mentre l’amministrazione Obama ha cercato di migliorare l’impegno degli Stati Uniti verso il GCC, Trump si è concentrato invece su Arabia Saudita ed Emirati Arabi quali pilastri del suo approccio regionale. Vi sarebbero forti legami tra il consigliere di Trump e genero Jared Kushner e Muhamad bin Salman d’Arabia Saudita, nonché Yusuf al-Utayba, l’imponente ambasciatore degli EAU a Washington. I principali responsabili dell’amministrazione Trump, come il segretario alla Difesa Jim Mattis e il direttore della CIA Mike Pompeo, hanno opinioni su Iran e fratellanza musulmana praticamente identiche a quelle di Riyad e Abu Dhabi”. Trump cade nella trappola saudita-israeliana. I falchi del Pentagono sognano la “NATO araba” per combattere l’Iran, che potrebbe presto avere la sua prima guerra, ma contro uno dei suoi membri. Lo spettacolo “del globo” (non satanico) e l’illimitato sostegno statunitense all’Arabia Saudita esacerbano le fratture nel GCC e ne ostacoleranno le operazioni. L’esercito statunitense ha enormi interessi in Qatar e altri Paesi del Golfo. Al-Udayd in Qatar è la più grande base aerea degli USA in Medio Oriente ed è anche il quartier generale del Comando Centrale statunitense con circa 10000 soldati a guidare la lotta contro lo SIIL. La Quinta Flotta della Marina statunitense è ospitata nel vicino Bahrayn che ha dichiarato la guerra fredda al Qatar. Qualsiasi disputa o difficoltà tra i Paesi del Golfo ostacola le operazioni militari statunitensi. A Washington, una lunga campagna lobbistica di sauditi ed emiratini contro il Qatar procede da mesi. Un lobbista saudita minacciava il governante del Qatar dello stesso destino di Mursi in Egitto. Email piratate tra l’ambasciatore degli EAU Yusuf al-Utayba e le organizzazioni lobbistiche israeliane a Washington sono state recentemente pubblicate, mostrando che la lobby “Fondazione per la difesa della democrazia” consiglia la dittatura degli EAU su come combattere la dittatura del Qatar. Alla fine dello spettacolo del “globo” sauditi e statunitensi presentarono un documento che dichiara diverse organizzazioni e l’Iran “sostenitori dei terroristi”. Il Qatar si rifiutò di firmarlo. I clerici sauditi poi dichiaravano i governanti del Qatar, gli al-Thani, non più “membri del clan di Abdal Wahhab“, togliendogli la legittimità religiosa. Il Qatar cercava di calmare la situazione, annunciando che sei soldati erano stati feriti durante la guerra dei sauditi nello Yemen ed espellendo alcuni capi di Hamas. Un mediatore arrivava in Quwayt, finora senza alcun risultato.
Il bullismo estremo sul Qatar di sauditi ed emiratini, con la totale chiusura di tutte le frontiere, è destinato ad imporre la capitolazione immediata. Finora il Qatar persiste ma alla fine è probabile che ceda. Dovrà smettere di sostenere il “terrorismo” cioè la fratellanza musulmana. Un altro scenario è un putsch a Doha con un burattino saudita pronto a guidare il regno. Se ciò non riuscisse potrebbe seguire una mossa militare. Il Qatar non può resistere all’invasione saudita. Per l’Iran è l’occasione per colpire ulteriormente il GCC intensificando le relazioni con il Qatar. Potrebbe aumentare le esportazioni alimentari nel Paese e ospitare i voli aerei del Qatar, in cambio del ritiro dalla Siria. Il piano USA/Arabia Saudita per affrontare l’Iran attraverso il GCC sarebbe allora in serio pericolo. Non importa come finisca con il Qatar, l’unità del GCC (ancora) una volta appare un trucco. Non può essere riparato. La “leadership” saudita si dimostra essere solo brutale, creando resistenze. I piani statunitensi per un GCC unito sotto la guida saudita e il controllo statunitense sono scombussolati. Il perno di tutto ciò è la guerra saudita allo Yemen. I sauditi sostengono il governo fantoccio di Hadi e due anni fa radunarono gli altri Stati del Golfo, compreso il Qatar, per combattere gli huthi nello Yemen settentrionale, che accusano di ricevere sostegno iraniano. Non vi è alcuna prova di tale affermazione. Guerra e coalizione sono falliti. La resistenza huthi continua e lo Yemen sprofonda nella carestia grazie al blocco alle frontiera saudita, e un’epidemia di colera si estende rapidamente, la guerra va concludendosi. Quwayt, Oman e Qatar parlano con gli huthi a Sana. Una settimana prima, le truppe degli EAU impiegarono elicotteri per combattere la milizia filo-saudita presso l’aeroporto di Aden. Stati Uniti e Gran Bretagna invocano la fine della guerra e, a porte chiuse, minacciano di ritirargli il sostegno. I sauditi sotto la nuova leadership vanno oltre le proprie capacità. Così Trump quando ne ha sollevato il ruolo. Le “scimmie saudite con il Macbook” non possono essere un serio attore politico in questo mondo. Il loro denaro ha permesso tale finzione per tanto tempo. Ciò ricorda la previsione di due anni fa di un avvocato di Sana:
@ Bafana3
Alla fine di questa guerra allo Yemen, gli Stati del GCC guidato dall’Arabia Saudita spariranno nel nulla. Non so cosa li sostituirà. 9:29 am, 15 ago 2015”.Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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