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lunedì 5 giugno 2017

IMMIGRAZIONE DI MASSA..LA STRATEGIA DEL CAOS


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Il ruolo degli Stati Uniti e delle centrali mondialiste nel fomentare l’immigrazione di massa come strumento della geopolitica del caos per destabilizzare e tenere sotto l’ombrello della protezione atlantica le province europee dell’impero americano. Approfondiamo ora il discorso analizzando l’evolversi della situazione internazionale. Cominceremo dalla questione greca, facendo un rapido accenno alla tradizionale strategia geopolitica angloamericana, ci concentreremo in particolare sulle origini del Progetto Europeo per dimostrare come l’ondata di sbarchi che sta portando migliaia di clandestini sulle nostre coste sia direttamente collegata all’eurocrisi, per concludere infine con le rivelazioni dei servizi segreti austriaci, che ci forniscono l’ennesima prova che conferma che gli USA sono i responsabili dell’attuale emergenza immigratoria.
Infatti, nonostante gli Usa, durante i negoziati, recitassero la parte dell’osservatore disinteressato, la costruzione europea è sostanzialmente funzionale agli interessi egemonici atlantisti e così come ogni suo allargamento favorisce, attraverso la NATO, l’estensione dell’egemonia statunitense, ogni suo ridimensionamento ne limita il campo d’azione. Per questa ragione Bzrezinski assegnava all’Europa il ruolo di mera testa di ponte democratica degli Stati Uniti in Eurasia, sostenendo che...qualunque espansione del campo d’azione politico dell’Europa è automaticamente un’espansione dell’influenza statunitense. Un’Europa allargata e una NATO allargata serviranno gl’interessi a breve e a lungo termine della politica europea. Un’Europa allagata estenderà il raggio dell’influenza americana senza creare, allo stesso tempo, un’Europa così politicamente integrata che sia in grado di sfidare gli Stati Uniti in questioni di rilievo geopolitico, in particolare nel Vicino Oriente....

Da questo punto di vista risultano evidenti le implicazioni che deriverebbero da un’uscita della Grecia dall’Eurozona e da un’eventuale disintegrazione dell’Unione Europea. Tuttavia facciamo un rapido excursus che ci permetterà di inquadrare la questione sotto il profilo storico e di comprendere meglio anche i più recenti fatti di politica estera.
Da oltre un secolo la strategia geopolitica angloamericana consiste nell’impedire con ogni mezzo l’alleanza tra Russia e Germania, che costituisce l’unica seria minaccia alla supremazia planetaria dell’impero talassocratico che un tempo era della Gran Bretagna e oggi degli Stati Uniti. Già Bismarck nell’Ottocento guardava ad Est nella speranza di creare un asse Berlino_Mosca che si sarebbe rivelato invincibile...

Proprio per impedire la creazione di un tale asse, per il teorico della geopolitica britannica, Halford John Mackinder, era indispensabile che la Gran Bretagna si assicurasse il controllo dell’Heartland, ossia della regione eurasiatica compresa tra l’Europa orientale e buona parte dell’Asia, che possedendo la maggior parte di risorse naturali ed essendo inattaccabile dal mare, avrebbe garantito l’egemonia planetaria alla potenza capace di esercitare su di essa la propria influenza...

Quando poi il Kaiser Guglielmo II provò ad affacciarsi ad Est con la ferrovia Berlino_Baghdad la Gran Bretagna fomentò il nazionalismo balcanico per mettere a ferro e fuoco l’Eurasia. Il risultato fu la Prima guerra mondiale...

Successivamente, con la Russia fuori gioco dopo la rivoluzione bolscevica finanziata dalle banche di Wall Street in primis la Kuhn & Loeb di Jakob Shiff, grazie all’intermediazione di Lord Alfred Milner e Sir George Buchanan della Round Table gli angloamericani riuscirono finalmente a distruggere l’impero zarista e ad assicurarsi il controllo delle vaste risorse della Russia e dell’Heartland...

Tuttavia un nuovo pericolo sorse nel 1938, quando la Germania si annesse l’Austria che apriva direttamente al Reich lo spazio danubiano. Il possesso dello spazio vitale ad Est, il Lebensraum, come affermavano le teorie di Haushofer, avrebbe cambiato gli assetti politici internazionali a favore della Germania. Per fermare il Reich, che nel frattempo aveva raggiunto anche incredibili successi economici e sociali, gli angloamericani scatenarono la Seconda guerra mondiale per soffocare in germe il Nuovo Ordine Europeo, che aveva osato sfidare le oligarchie parassitarie di Londra e Wall Street e il loro sistema usurocratico di dissanguamento dei popoli...

ALLE ORIGINI DEL PROGETTO EUROPEO

Sono proprio queste stesse oligarchie che danno avvio al processo d’integrazione europea, il quale nasce e si sviluppa nel secondo dopoguerra in risposta a delle esigenze precise di natura geopolitica, strategica e militare che gli Stati Uniti si trovarono ad affrontare dopo l’occupazione dell’Europa: impedire la rinascita del nazionalismo tedesco. Francia, Gran Bretagna e Stati Uniti decisero allora di rendere la Germania economicamente forte ma militarmente e politicamente debole, e per quest’ultimo obiettivo la cessione di parti della sovranità nazionale agli organismi europei sarebbe stata cruciale...

A Washington avevano colto l’importanza economica, commerciale, politica e militare in una parola: strategica di tenere sotto il loro ombrello la parte di Europa che avevano occupato, e che non intendevano mollare. Era imperativo, per stringere d’assedio l’URSS e garantirsi la supremazia mondiale, tenere al guinzaglio l’Europa occidentale....Lond Hastings Lionel Ismay, primo comandante della NATO, affermava che l’Alleanza atlantica sarebbe servita a tenere l’America in Europa e la Russia fuori, altre che, ben inteso, l’Europa sotto l’Angloamerica....L’Europa degli Stati Uniti, così ottenuta, si sarebbe qualificata come un ostaggio, una enorme base, testa di ponte foriera di consentire una minaccia diretta all’Unione Sovietica...

Nel 1948 le Fondazioni Ford e Rockefeller finanziarono l’American Committee for a United Europe, con lo scopo di creare una società basata su un socialismo tecnocratico di stampo fabiano, che avrebbe soppiantato gli stati nazionali e segnato la tappa definitiva verso il Governo Mondiale. L’ACUE, il cui presidente era William J. Donovan del’OSS l’American wartime Office of Strategic Services, che più tardi diventerà la CIA, finanziò il Movimento Europeo, la più importante organizzazione federalista negli anni postbellici. L’idea di federazione è fondamentale per i mondialisti in quanto unione di stati che rinunciano, in parte o in tutto, alla propria sovranità in favore di un’autorità centrale...

Nel 2000 il professor Joshua Paul della Georgetown University ha pubblicato una serie di documenti segreti del Club Bilderberg, che dimostrano come da cinquant’anni la CIA e gli ambienti mondialisti stessero lavorando per creare l’Unione Europea e la moneta unica. Un promemoria, datato 26 Luglio 1950, e firmato da Donovan in persona, dà istruzioni per una campagna atta a promuovere un parlamento europeo pienamente operativo...

Un promemoria della sezione europea del Dipartimento di Stato americano, datato 11 Giugno 1965, suggerisce al vice presidente della Comunità Economica Europea, Robert Marjolin, di perseguire l’unione monetaria furtivamente. Vi si raccomanda di soffocare le discussioni fino a quando “l’adozione di tale proposta sarebbe diventata praticamente inevitabile...

Con la caduta del Muro di Berlino si riaffacciava all’orizzonte per gli angloamericani il rischio che una Germania riunificata potesse ergersi a guida di un’Europa politicamente ed economicamente sovrana, vale a dire sottratta alla poliziesca tutela delle potenze anglosassoni, motivo per il quale erano state già combattute due guerre mondiali. Grazie all’euro le lobby mondialiste potevano disporre di un formidabile strumento di dominio con cui saldare definitivamente la Germania all’Atlantico e imbrigliare l’economia tedesca legandola alle sorti del dollaro, evitando così la nascita di un gigante economico. In questo modo gli Stati Uniti avrebbero reso il sistema UE parte costitutiva di quello nordamericano in vista di un Nuovo Ordine Mondiale fondato sulla supremazia degli USA...

LA NUOVA OSTPOLITIK TEDESCA

Tuttavia in questi ultimi anni sembra essersi prodotta una frattura tra le élite angloamericane e quelle tedesche, i cui interessi sembrano non coincidere più con quelli atlantici. Ci sono buone ragioni per credere che la Germania potrebbe tornare presto alla sua tradizionale Ostpolitik. In un recente articolo apparso su Foreign Affairs, la rivista del CFR, vale a dire il governo ombra americano, l’autore paventa il rischio che la Germania possa volgere ad Est e recidere i propri legami con l’Occidente. Questo sarebbe dimostrato dall’incremento delle esportazioni tedesche in Cina in conseguenza della diminuzione della domanda interna europea, e dalle crescenti frizioni con gli USA su problemi di politica estera, in particolare sulla questione ucraina...

L’autore ipotizza uno scenario in cui un’eventuale uscita della Gran Bretagna dall’UE potrebbe incoraggiare la Germania a intensificare la sua politica di cooperazione eurasiatica tirando con sé il resto dell’Europa, e producendo così uno scisma da cui l’Occidente potrebbe non risollevarsi», cosa che farebbe naufragare definitivamente il progetto di un’unione UE NAFTA CETA auspicati da Huntington e dalle centrali mondialiste...

L’incrinarsi delle relazioni di subordinazione neocoloniale tra Germania_USA viene ribadita anche dal giornale tedesco Der Spiegel, che alla vigilia dell’ennesimo scandalo intercettazioni ad opera della NSA, esordisce in apertura con toni solenni...

Sembra tuttavia irrealistico che una Germania semi_demilitarizzata e ancora sottoposta alla tutela neocoloniale d’oltreoceano riesca a controbilanciare il predominio strategico degli USA. Quel che è certo è che le cose sembrano comunque mettersi male per gli americani, che ormai vedono disgregarsi ovunque il loro impero e non possono più contare neppure sui vecchi alleati di un tempo...

Per evitare l’integrazione economica dell’Asia e dell’Europa, compresi i piani per i treni ad alta velocità dalla Cina la Nuova Via della Seta, deriva dunque la necessità per gli Stati Uniti di portare sotto l’ombrello della NATO più nazioni possibili e d’impedire con ogni mezzo, anche con le minacce, gli attentati, le rivoluzioni colorate e i colpi di stato, che un paese ne fuoriesca o intraprenda una politica estera autonoma e contraria agli interessi americani...

Per questa ragione gli Usa fomentano le tensioni in Ucraina come presupposto per la creazione di una nuova cortina di ferro dal Mar Baltico al Mar Nero e come detonatore per l’applicazione anche in Europa, come in Medio Oriente, della strategia del caos...

La Dottrina Wolfowitz recita infatti....

Il nostro primo obiettivo è quello di prevenire il riemergere di un nuovo rivale, sia sul territorio dell’ex Unione Sovietica che altrove, che rappresenti una minaccia dell’ordine di quella posta in precedenza da parte dell’Unione Sovietica. Questa è una considerazione dominante alla base della nuova strategia di difesa regionale e richiede che ci sforziamo di prevenire a qualsiasi potenza ostile di dominare una regione le cui risorse sarebbero, sotto il controllo consolidato, sufficienti a generare potenza globale...

Questo in sostanza significa che al fine di sopravvivere e conservare il loro ruolo di primo piano sulla scena internazionale, gli USA hanno bisogno disperatamente di immergere l’Eurasia nel caos trascinando i Paesi europei in nuove, sanguinosissime guerre, come ribadisce arrogantemente George Friedman, amministratore delegato della STRATFOR, al Consiglio di Chicago per gli affari esteri......

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