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giovedì 8 giugno 2017

Renzi e gli affari del Qatar


Qatar's Crown Prince Sheikh Tamim bin Hamad al-Thani (C) arrives at Al-Sadd Stadium for the final Crown Prince Cup soccer match between Qatari teams Al-Sadd and Lekhwaiya in Doha May 4, 2013.   REUTERS/Fadi Al-Assaad (QATAR - Tags: SPORT SOCCER ROYALS)e gli affari del Qatar
Il Qatar è uno dei Paesi più piccoli del mondo, allo stesso
 tempo detiene una fetta di maggioranza della ricchezza
mondiale.
Ricchezza che con le crisi dell’ultimo decennio dagli
Stati Uniti  all’Europa, è andata ad amplificarsi
sempre più.

La Qatar Investment Authority risiede nella top ten mondiale per capacità di spesa disponendo quindi di uno dei fondi sovrani più ricchi del mondo. Se un tempo erano le armi e la capacità militare a fare grande una potenza, oggi più che mai sono le azioni e le partecipazioni ad influire nei poteri decisionali. Il Qatar ha fatto la sua fortuna grazie al gas naturale di cui è ricco ed oggi la sua fortuna l’ha investita nell’intero globo. Negli Stati Uniti gli investimenti del Qatar sono investiti in proprietà e media, in Asia sono i grattacieli e l’energia mentre in Europa, grazie anche alla crisi, sono le banche ad essere oggetto del mirino di Doha. Barclays (la quota è ora al 6,3%) a Credit Suisse, fino in tempi recenti a Deutsche Bank, dove Doha punta a superare il 10%, ed è proprio in questo contesto che nell’inverno scorso Renzi provò a far salvare Monte dei Paschi di Siena proprio dagli arabi del Qatar, che rifiutarono però, la gentile offerta. La storia è poi nota, Mps ha ricevuto l’intervento dello Stato e Renzi diede la colpa all’esito del referendum per il flop dell’affare. Manovre da imprenditore non espertissimo più che da politico quelle di Renzi che tanto ricordano (l’odiato o forse amato?) il sicuramente più esperto in trattative ex premier Silvio Berlusconi. Nella carriera politica di Matteo Renzi le conoscenze sono significate tutto, l’abilità dell’ex premier infatti è stata sempre quella di essere amico della persona giusta al momento giusto e questa abilità l’ha conservata anche negli anni di governo in cui come ha rivelato l’inchiesta de l’Espresso, il giovane toscano è riuscito ad intrecciare un rapporto molto stretto con la dinastia Al-Thani, la famiglia che detiene il potere monarchico assoluto in Qatar.
Qatar, una potenza finanziaria
Qatar, una potenza finanziaria
Tamim bin Hamad al-Thani nato nel 1980, è l’attuale emiro del Qatar, uno degli uomini che hanno sostenuto le “pacifiche” rivolte in Siria che poi hanno portato alla formazione dell’attuale ISIS come rivelò un articolo del Financial Times pubblicato nel non lontanissimo Maggio 2013. Al-Thani è oggi considerato un grande amico di Renzi avendogli quest’ultimo aperto un enorme giro d’affari in Italia: banche, alberghi, armi, navi da guerra, compagnie aeree, sport, cultura, tutti settori in cui la QIA (Qatar Investment Authority) ha messo le mani negli ultimi mesi e anni. Valentino è stato rilevato da investitori qatarioti, in Sardegna Qatar Airways detiene il 49% di Meridiana e sempre qatariota è il gruppo alimentare Inalca. E poi, ancora, alberghi di lusso, come ad esempio il Four Season a Firenzedove Matteo Renzi ha insediato il suo quartier generale. L’operazione è stata conclusa pagando una somma stimata intorno ai 150 milioni, ai proprietari del Palazzo della Gherardesca capolavoro dell’architettura rinascimentale che comprende anche quattro ettari di parco a pochi minuti a piedi dal centro città. Casualmente o meno, i proprietari Corrado e Marcello Fratini, erano legati a Renzi per via del comune amico Jacopo Mazzei, l’uomo d’affari che gestisce le attività immobiliari dei due fratelli fiorentini. Renzi in seguito ha confermato di aver introdotto Al Thani ad un probabile salvataggio di Mps, poi fallito, e poi il 19 gennaio l’ex presidente del Consiglio è sbarcato in Qatar per poi rientrare in Italia dopo poche ore. I motivi della trasferta, sono ignoti eppure il viaggio non è mai stato smentito dal diretto interessato. Di pochi giorni fa è la notizia di un avvicinamento del Qatar anche all’affare Alitalia.
Eppure esaminando bene, la famiglia Al Thani pur tentando e approcciandosi a varie operazioni, raramente è andata poi ad acquisire realtà incerte. Al Qatar non piacciono neanche le banche italiane, sempre sull’orlo del default e gli preferiscono senz’altro quelle dei paesi nordeuropei, da Deutsche Bank, a Barclays, al Credit Suisse. In Italia, invece, hanno una predilezione per il mattone, il turismo e per la moda: il futuristico complesso di Porta Nuova, la «Manhattan d’Italia» che ha reso il profilo di Milano una piccola New York, è un investimento da 2 miliardi. E poi come già accennato gli alberghi: oltre al Four Seasons, lo storico Gallia di Milano, costato 100 milioni e il Westin Excelsior di Roma, famoso per la suite, unica al mondo, con cinema privato. Nell’elenco non manca Venezia con il Gritti Palace e ultima ma non per importanza la holding Katara specializzata in alberghi.
Il ricevimento dell’Emiro del Qatar 
Tornando a Renzi, i primi contatti con la famiglia Al Thani iniziarono a Parigi nel Novembre 2015 durante la conferenza sul Clima, in seguito, nel gennaio 2016 si ebbe la prima visita ufficiale di Al Thani a Roma a Palazzo Chigi. Lì iniziarono i primi approcci verso quella che poi divenne un’alleanza finanziaria concretizzata nell’accordo con FSI, il Fondo della Cassa Depositi e Prestiti che poi investirà in Inalca Cremonini, tra i leader nel food made in italy nel mondo. In quella fase iniziò anche la disperata trattativa per il possibile intervento di Doha in Mps, ma l’emiro non si fece abbindolare e lasciò il dossier all’indomani del referendum. 
Ancora turismo: mezza Sardegna oggi è sotto l’influenza di Doha. Il fondo sovrano ha rilevato la Costa Smeralda per una somma stimata di 700 milioni (200 milioni di equity, più 50 di investimenti più i debiti). È proprio sull’isola che il Qatar ha dimostrato di avere una grande visione strategica: alberghi di lusso e il controllo di Meridiana, la compagnia aerea di Olbia in modo da controllare tutta la filiera del turismo, quello che conta, quello che porta i soldi, non come quello dei fori e dei pellegrini. Infine, sempre in zona, ha speso 1,2 miliardi per terminare il Mater Olbia, il progetto ospedaliero del San Raffaele rimasto a metà.
Cibo, moda, immobili, ma anche e soprattutto turismo. D’altronde sono queste le vere ricchezze su cui l’Italia dovrebbe puntare e mentre i nostri imprenditori arrancano, le politiche scellerate e interessate degli ultimi governi hanno fatto in modo di far entrare gli investitori esteri che contano per farci comprare tutto ciò che funziona, lasciando all’Italia l’onere di sistemare quello che non funziona. E mentre in questi giorni Qatar e Arabia Saudita si scaricano le responsabilità a vicenda per definire chi abbia favorito di più l’ascesa dell’Isis, noi continuiamo a piangere i morti degli attentati europei mentre dall’altra parte proseguiamo a regalare ai loro mandanti pezzi d’Italia in tutti quei settori che da soli produrrebbero la nostra ripresa.
fonte http://www.lintellettualedissidente.it/italia-2/renzi-e-gli-affari-del-qatar/

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