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sabato 15 luglio 2017

Orwell in redazione. Ovvero, come nascondere 7mila migranti dalla prima pagina e vivere felici


Nella migliore delle ipotesi sono un visionario. Nella peggiore, un mitomane. Ieri ho dedicato un intero articolo allo sbarco in Italia di oltre 7mila clandestini in questo fine settimana, un qualcosa che in effetti ha riempito anche i telegiornali e i programmi di approfondimento di ieri. Insomma, era un qualcosa che stava accedendo davvero, era una notizia. Era la verità. Stamani, caffé e sigaretta a farmi compagnia, ho però fatto la solita rassegna stampa per vedere come i principali quotidiani raccontavano l’evento. Bene, vi offro questi tre esempi,
tanto per gradire.


E, per capire, se ancora ne aveste bisogno, che la stampa italiana è immondizia di regime. Anzi, no. E’ qualcosa di peggio: è un veicolatore di notizie che non sono nemmeno più false (vedi gi ospedali pediatrici di Aleppo, l’attacco chimico del 4 aprile con i gas letali fino alla perla del forno crematorio con appendice su Auschwitz), sono verissime e comprovabili ma hanno un’unica finalità: nascondere la realtà. “La Repubblica”, in tal senso, oggi ha compiuto il capolavoro assoluto: forse ispirati del Watergate che hanno scatenato a Chioggia, dove sono riusciti a far indagare un mitomane per apologia di fascismo balneare (volevo dirvi che al Parco Sempione c”è uno che dice di essere Jim Morrison, se volete vi organizzo un incontro per un’intervista esclusiva), il quotidiano diretto da Mario Calabresi è precipitato nel baratro del caso psichiatrico, visto che il titolo d’apertura è pienamente da Istituto Luce, fascistissimo: l’Italia cresce!

E chi lo dice? Bankitalia, lo stesso ente che non si è accorta che Zonin è soci stavano inculandosi i soldi di mezza nazione! Siete meravigliosi, la parola “servo” da oggi ha un nuovo vertice cui guardare. Poi, una bella foto-notizia in corpo centrale dell’incontro Macron-Trump a Parigi, il quotidiano editoriale su Pisapia e, ovviamente, un talloncino di richiamo sullo ius soli. Migranti? Zero. L’Europa che ci piglia a sberle? Zero? Frontex che ci sfancula? Zero. La verità non esiste. Esiste solo quella de “La Repubblica”. La quale ha almeno la decenza di non gridare allo scandalo per l’attacco sulla Spianata delle Moschee e per l’assalitore di Hurgada, forse è stato troppo anche per loro.
E “La Stampa” dell’ineffabile Maurizio Molinari? Altro vertice di bispensiero notevole. In apertura scopriamo l’inferno dell’anagrafe romana, quattro mesi per avere una carta d’identità. E parliamo di un quotidiano nazionale, con sede a Torino, non de “L’eco del Tufello”. Ora, con tutto il rispetto per gli utenti romani e la lotta alla burocrazia, cosa cazzo ce ne frega? E’ la classica notizia “fredda” che tieni via durante i periodi festivi per avere una pagina d’emergenza pronta, in caso la cronaca non offra spunti. Il problema è quando un direttore di testate decide che è più importante questa notizia di quella relativa a 7400 migranti che stanno sbarcando in Italia, oltretutto dopo il cotè di polemiche dei giorni scorsi.

Va beh, non sarà l’apertura ma certamente c’è in prima pagina? No, non c’è proprio. In compenso, scopriamo con tanto di foto centrale, che gli attori USA tornano a fumare: allarme tabagismo tra i vip d’Oltreoceano! Vuoi mettere l’appeal, rispetto a un “allarme scabbia” nei porti italiani? In compenso, da buoni paraculi, richiamano in prima un servizio sui migranti in Spagna. Di più, “nel paradiso del surf”: come dire, il governo spagnolo è peggio del nostro. Peccato che la Guardia Civil recuperi i migranti in sue acque territoriali e li scarichi da noi. E, in caso di ingressi non autorizzati, spari.

Di straordinaria importanza e attualità anche l’apertura scelta da “Il Messaggero”, il quale punta tutto sul freschissimo e inedito tema dei magistrati in politica: devono aver visto una replica di “1992” su Sky e hanno pensato che fosse fighissimo sparigliare così le carte con la concorrenza. In compenso, un richiamo alla questione migranti c’è: ma non sugli sbarchi di queste ore, Dio ce ne scampi ma bensì sulla polemica seguita alla geniale intuizione del vulcanico Marco Minniti, l’ennesima, di trasformare il porto di Civitavecchia in un hot-spot per l’attracco dei taxi del mare. In compenso, corpo centrale sull’abbinata Hurgada-Spianata e e un bel richiamo al Minculpop sulla crescita del Paese, citando da bravi impiegati della propaganda gli ultimi dati, molto lisergici, di Bankitalia sulla crescita.
E, per finire, la corazzata dell’editoria italiana, il mitico “Corriere della Sera”.

Anche in questo caso, in sede di chiusura della prima pagina, il mago Silvan deve essere passato in via Solferino, perché di 7mila e passa migranti in arrivo non c’è traccia. Nulla. In compenso, titolo forte su Bankitalia e la nobile arte dello sparare numeri a cazzo, corpo centrale sull’accoppiata Hurgada-Spianata e un meraviglioso editoriale sui femminicidi, tanto per ingraziarsi la Boldrini. Migranti? Non pervenuti. In compenso, un timido talloncino su Renzi, ius soli e la battaglia di tattica politica che ci sarebbe dietro la volontà di far saltare il provvedimento, vista la forte possibilità di andare sotto al Senato e di far cadere così il governo Gentiloni. Eh già, perché quella che doveva essere una legge di civiltà, una battaglia ideale, ora si è tramutata in una gara del cerino tra il segretario PD e il premier, dopo che i centristi hanno detto chiaro e tondo che al Senato, dove i voti sono contati, non la voteranno.

Capito, loro sono interessati ai bambini e alla loro dignità di cittadino italiano, loro sono quelli dei diritti e delle opportunità, loro sono quelli che non contrabbandano battaglie di civiltà con l’empio calcolo politico. Lo ius soli è talmente importante e storico che potrebbe finire dove merita, ovvero nel cesso, solo per garantire a Gentiloni ancora 5 mesi da premier e al Paese un altro poi di agonia, mentre nel frattempo Renzi ordisce qualche altra trama di Palazzo. Tranquilli bambini, gli stessi che giocano e vanno a scuola con i nostri, i vostri diritti (quelli di cui, di fatto, già godete tranquillamente) sono in una botte di ferro, ci pensano gli idealisti del PD a voi. Nel frattempo, dal Quirinale continua a giungere il solito, rumorosissimo silenzio.
Devono essersi adeguati al modello della stampa autorevole, tacere la realtà. Magari, di tanto in tanto, facendosi vivi con la firma sull’atto di nascita di quella pagliacciata che sarà la Commissione d’inchiesta sul sistema bancario, ennesima pantomima per gettare un po’d fumo negli occhi alla gente. Siamo in pieno “1984”, la verità è un concetto aleatorio, interpretabile, sovrascrivibile. La verità non esiste, la scelgono i media in base ai desiderata del potere. Il tutto, per nascondere l’unica, vera notizia che darebbe un senso a tutto: cosa è andato a dire o chiedere George Soros il 3 maggio scorso a Paolo Gentiloni in quel di Palazzo Chigi?

Invece di tante pantomime sulle banche, i 5 Stelle o chi per loro, chiedano conto di questo. Ogni giorno. Fino allo sfinimento. Forse avremmo tante risposte. Anche quelle relative alle fantasiose prime pagina di oggi. Ma si sa, l’allarme vero è quello neofascista: tra secchielli, palette e accendini con l’effige del Duce. Come Bela Lugosi che, a forza di interpretare Dracula sullo schermo, pensava di essere veramente il principe delle tenebre, così la stampa italiana si è trasformata in un’enorme fake news a uso e consumo del manovratore del momento: la guerra è pace, la libertà è schiavitù, l’ignoranza è forza.
fonte https://www.rischiocalcolato.it/2017/07/orwell-redazione-ovvero-nascondere-7mila-migranti-dalla-pagina-vivere-felici.html

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