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giovedì 31 agosto 2017

Ur-Sinistra e i Costruttori del Caos – Prima parte



UR-SINISTRA E I COSTRUTTORI DEL CAOS – PRIMA PARTE

La Ur-Sinistra che fa la geremiade del Caos provocato dall’immigrazionismo senza controllo, con la sua retorica della dimensione epocale e dell’inevitabilità delle Migrazioni, vuole in realtà sopprimere la memoria storica e culturale di tutti gli Umani.
Una premessa. Il semiotico Eco aveva coniato il termine di Ur-Fascismo, perché voleva imporre un’ermeneutica secondo la quale esisterebbe da sempre un Ur-Fascismo: Ur-Fascismo, il Fascismo Eterno, ovviamente da combattere sempre senza quartiere.
Invece, come abbiamo visto in Illuminismo e Cabala, fin da Babilonia esiste una classe di banksters internazionalisti (Cfr. Joseph P. Farrell e David Astle) che si è arricchita con l’usura, l’arbitraggio di metalli preziosi e il commercio di schiavi.
Questa classe ha sempre appoggiato economicamente gli Imperi Transnazionali e Globali, come l’Impero Romano e l’Impero Britannico, poiché l’Internazionalismo e la Globalizzazione favoriscono enormi affari e viaggiano di comune accordo.
L’idea popperiana di “Open Society” globale e globalizzata – realizzata de facto da George Soros l’attuale Architetto del Caos e dagli altri Costruttori del Caos globale, in buona parte appartenenti alle stesse famiglie che, partendo da Babilonia ed espandendosi prima nel Mediterraneo e poi in tutto il Mondo, hanno impoverito e indebolito l’intera Civiltà Umana – è il sufflato ideologico dell’Illuminismo Totalitario-Meccanicistico e dei suoi feti deformi conosciuti come Capitalismo e Libero Mercato.
Tale casta, tramite il Templarismo e la Moneta come debito, si è diffusa in tutto il Mondo. 
Dal ‘900 in poi, con il concorso le Ur-Lodges Eversive Sovranazionali, ha imposto la sua ideologia e il suo Potere Assoluto per mezzo della Finanza Globalizzata.
Tutte le società socialdemocratiche e comuniste, come la Fabian Society, furono controllate da tale supercasta.
Erano massoni della stessa matrice anche Marx ed Engels. Tanto che Max Horkheimer, della Scuola di Francoforte, pur marxista, prese le distanze da Karl Marx,

“Ciò che Marx immaginò essere il socialismo è in realtà il mondo amministrato”.

Ur-Sinistra e Caos
George Soros Architetto del Caos – Immagine satirica


LA UR-SINISTRA FA L’APOLOGETICA DEL CAPITALISMO

Se ne avvide anche il filosofo marxista György Lukács, nella sua crociata contro l’irrazionalismo:

Un’ultima caratteristica dell’irrazionalismo, molto cara a Lukacs, è l’idea di apologetica indiretta: essa “mette in rilievo senza riguardo i lati cattivi e gli orrori del capitalismo, ma afferma che essi non sono proprietà specifiche del capitalismo, ma della vita umana, dell’esistenza in generale”. Per apologetica l’autore intende un’esaltazione e legittimazione del sistema capitalistico; tuttavia, nei filosofi irrazionalisti, apparentemente anticapitalisti, essa è indiretta poiché legittimano il sistema economico-sociale vigente considerandolo come l’unico possibile in quanto le sue contraddizioni fanno parte della realtà stessa o dell’esistenza umana in quanto tale. La tendenza dell’irrazionalista a negare la realtà, a negare la storia si trasforma così a livello sociale in una sua incondizionata e subdola affermazione. (Wikipedia, voce György Lukács)

Ciò di cui il Lukács non potè rendersi conto è che tutta la Sinistra mondiale era, da sempre, serva silente e complice dell’ideologia dell’apologetica indiretta – ma soprattutto diretta – dell’Illuminismo Totalitario e della Dittatura del Capitale.
Lo stesso Stalin, dapprincipio funzionale ai fini della Cabala Massonica Globale – gli unici giacimenti petroliferi che non vennero nazionalizzati in URSS appartenevano alla Standard Oil del Gran Maestro Globale John Davison Rockefeller – essendo un notorio psicopatico e criminale inaffidabile, prese all’ultimo le distanza dalla Massoneria Eversiva, tanto che l’Unione Sovietica rappresentò, fino al suo crollo, l’unico katechòn che impediva all’Anticristo di impadronirsi del Mondo grazie al Capitalismo e al Liberismo.
Oggi sembra che anche papa Bergoglio non faccia più il katechòn in Vaticano.
Riteniamo che Massimo Cacciari sia felice della cosa. (Cfr. Maurizio Blondet, “Gli Adelphi della dissoluzione”)


BLOCCATI I TAXI DEL MARE DI SOROS

Le varie inchieste siciliane sulle ONG che operano nel Mediterraneo, il piano Minniti e una presunta “Brigata 48” hanno fatto crollare gli sbarchi degli immigrati a luglio e soprattutto ad agosto.
Le prefiche della Ur-Sinistra hanno immediatamente iniziato a elevare alti lai di protesta.
L’ex direttore di Repubblica, Ezio Mauro, soloneggia «che l’effetto spettacolare» prodotto dal Governo «è un’inversione morale per cui non potendo fermare le vittime prima che partano dai loro Paesi e non riuscendo a colpire gli scafisti, si criminalizzano i soccorritori che salvano chi sta morendo in mare». Conclude definendo «onda melmosa» le critiche rivolte alle ONG.
Poteva mancare il presidente della Camera Laura Boldrini? Ovviamente, no.
Ella ha ammonito che «non si spara sulla Croce Rossa, non si colpiscono i soccorritori».


“BISOGNEREBBE”

Caustico le risponde Marco Travaglio, con un editoriale sul Fatto Quotidiano intitolato “Bisognerebbe”:

Appena un politico dice “bisognerebbe”, dovrebbe ricevere una bella cartella esattoriale e pagare una tassa, cara e salata. […]

Gl’intellettuali, non avendo compiti operativi, possono pure sognare l’impossibile e chiedere la luna: i governanti no. Se non condividono una soluzione, hanno il dovere di indicarne un’altra, possibilmente realizzabile ed efficace. O di dimettersi dagli incarichi pubblici per sedersi al bar a pontificare in libertà con i milioni di citì della Nazionale.

È il consiglio che, con tutto l’affetto del mondo, ci sentiamo di dare a Laura Boldrini, presidente della Camera a sua insaputa. O almeno così si spera: altrimenti non si comprende come la massima autorità della maggior assemblea legislativa possa dissociarsi su Repubblica dal Codice per le Ong dettato dal governo, approvato dall’Ue, condiviso persino dalla Cei e firmato da 5 su 8 di quelle operanti nel Mediterraneo. […]

Molti criticano alcune Ong, quelle indagate dai pm, perché alcuni loro operatori erano in combutta con gli scafisti e li aiutavano (si spera che abbiano smesso) nella loro moderna tratta degli schiavi. Ma la parola “scafisti” non è mai usata dalla Boldrini.

Eppure è ansiosa di “rimettere le cose e i valori al loro posto, nonostante una propaganda assordante che spinge molte voci al silenzio per paura di vedersi investire da insulti e minacce”. Addirittura. E le Ong che, per aver collaborato con la Polizia italiana e i pm di Trapani, sono tacciate da altre di collaborazionismo, sbirritudine, spionaggio al servizio di razzisti e fascisti? Peggio per loro.

È il momento della solita geremiade sulle Ong che “salvano migliaia di vite” e “meritano la nostra gratitudine”. […] Ed “è inaccettabile la criminalizzazione di un intero gruppo sociale. Se un chirurgo sbaglia un intervento e fa morire un paziente deve risponderne, ma non per questo chiudiamo le sale operatorie di tutta Italia”. Giusto, ma siccome non sono indagati tutti gli operatori di tutte le Ong né si propone di cacciarle dal Mediterraneo, non si capisce di che parli e con chi ce l’abbia la Presidenta.

O forse si capisce: “Meritano rispetto le ragioni delle Ong, anche di quelle preoccupate per la presenza di armi a bordo prevista dal codice… va compresa l’esigenza di essere disarmati sempre, comunque e dovunque”. La presidente della Camera sta incitando le Ong a ribellarsi al governo? Lo sa o no che le famigerate “armi” non sono quelle delle SS, ma della polizia giudiziaria di un Paese democratico, a disposizione di un potere indipendente chiamato magistratura e incaricato di prevenire e reprimere reati? Le Ong hanno diritto di accettare (come 5 di esse) o di rifiutare (come le altre 3) la polizia giudiziaria a bordo; ma il governo italiano ha diritto di affidare salvataggi e sbarchi alle Ong munite dei requisiti minimi di legalità e non a quelle che seguitano a fare come pare a loro. […]

In Italia – diceva Longanesi – si pretende di fare la rivoluzione d’accordo con i carabinieri. Ora che facciamo, li vogliamo pure disarmati? E poi: cosa propone, la Boldrini, in alternativa al Codice? Testuale: “Dobbiamo ‘accoglierli tutti’? No. Il flusso dei migranti va gestito dall’Italia e da un’Europa che deve riuscire a farsi carico delle proprie responsabilità”. La supercazzola sull’Europa, perfetta per gettare la palla in tribuna. “Bisognerebbe”. Manca solo “la pace nel mondo”, poi la Presidenta è pronta per Miss Italia.


“QUOUSQUE TANDEM ABUTERE, UR-SINISTRA, PATIENTIA NOSTRA?”

Enough is enough. La misura è colma.
Gli Italiani sono stufi di una Ur-Sinistra elitista, ultraliberista e antioperaista.
Citiamo il filosofo Diego Fusaro:

Trovo francamente disgustosi e osceni gli insulti rivolti a Laura BoldriniLi condanno in toto. Anche perché, a dire il vero, finiscono per giovare alla signora Boldrini, facendo passare per martire colei che è invece, a rigore, espressione, vettore ed emblema della metamorfosi kafkiana della sinistra italiana in forza di completamento ideologico, culturale e politico del nesso di forza classista, ossia di quella concretissima contraddizione che siamo soliti chiamare capitalismo. La volgarità degli insulti deve dunque cedere il passo alla marxiana critica dell’ideologia. Diciamolo apertis verbis: la signora Boldrini è la dramatis persona della ridefinizione della sinistra da forza di lotta contro il capitale (Gramsci) a forza di lotta per il capitale (Saviano, D’Alema, Renzi, Sofri, e via discorrendo).

Come ho cercato di chiarire nel mio Pensare altrimenti (Einaudi 2017), il capitalismo è un’aquila a doppia apertura alare. L’anticomunitaria e globalista “destra del denaro” detta le regole econonomico-finanziarie tutelanti gli interessi dell’apolide global class post-borghese. La “sinistra del costume” fissa i modelli e gli stili di vita funzionali alla riproduzione del sistema dell’integralismo economico (godimento individualistico, relativismo, nichilismo, laicismo assoluto, abbandono dell’anticapitalismo e dell’anti-imperialismo, ecc). […]

Se la destra del denaro decide che a esistere è solo l’individuo consumatore e che “la società non esiste”, allora la sinistra del costume delegittimerà ogni forma di comunità, santificando l’atomo individuale portatore di diritti civili e favorendo in ogni modo la cultura del narcisismo.

Ancora, se la destra del denaro aspira a ridurre l’umanità a un pulviscolo di monadi senza identità e senza spessore culturale, infinitamente manipolabili dalla pubblicità e dal circuito della società dei consumi, la sinistra del costume delegittimerà l’idea stessa di natura umana come ab intrinseco autoritaria e silenzierà come omofobo e sessistachiunque ritenga che secondo natura vi siano uomini e donne, padri e madri. […]

Ecco spiegata la figura di Laura Boldrini, vestale della sinistra del costume.

Enough is Enough


L’APOLOGETICA DELLA UR- SINISTRA AI COSTRUTTORI DEL CAOS

Come scrive Claudio Martelli su Panorama del 17 agosto 2017, «se l’atteggiamento degli Italiani rispetto all’immigrazione è passato dalla quasi unanimità di favorevoli del 1990 alla quasi unanimità di contrari di oggi, è proprio in conseguenza del lungo prevalere si una retorica cieca e contraddittoria e di scelte politiche irresponsabili». Quella che noi definiamo laretorica della Ur-Sinistra. Conclude così Martelli: «Per i cultori del fatalismo umanitario l’immigrazione è una catastrofe inevitabile e il loro realismo politico consiste nell’ammantarsi di nobili principi e arrendersi».
La Ur-Sinistra è completamente funzionale e asservita agli interessi della Globalizzazione Liberal-Capitalistica.
L’assurdo è che l’Ur-Sinistra finge di non capire l’attuale status quo.
Scrive Giampaolo Rossi sul suo blog “L’Anarca”:
Niente da fare, è più forte di loro. Per quanti sforzi facciano (in verità molto pochi) non riescono ad accettare la realtà; anche quando la realtà li prende a schiaffoni e urla: “guardatemi sono qui, davanti a voi!!!”.
Il loro sistema neuronale è programmato per negare l’evidenza, per cancellare ciò che è, a vantaggio di ciò che pensano sia. La realtà per la sinistra è come l’aglio per i vampiri: appena gliela mostri, scappano urlando posseduti dal demone dell’Ombra.
Di chi parla Rossi?  Ça va sans dire, del solito Ezio Mauro…
Un esempio fra tutti: questo editoriale di Ezio Mauro scritto dopo l’orrore di Barcellona, ovviamente su Repubblica.Tra le 4000 parole utilizzate per raccontare la nostra libertà attaccata e minacciata, non troverete una sola voltail termine “Islam” o “musulmani”. Il massimo concesso è “Isis” che vuol dire tutto e nulla. Perché l’Isis è semplicemente l’epifenomeno, la manifestazione visibile e temporanea di un processo storico più complesso che riguarda la guerra secolare interna all’Islam, e la guerra secolare dell’Islam all’Occidente.


LA DA’WA

Apodittica la chiosa finale sulla Daʿwa:

Dawa impiega diversi mezzi per “raggiungere l’obiettivo di imporre la legge islamica alle società”. Tra questi vale la pena ricordare:
  • L’immigrazione, funzionale a diffondere l’Islam e corrisponde alla Hijrah dottrinale, meritoria per ogni musulmano che la pratica: migrare per poi diffondere la Sharia è compito di ogni credente di Allah
  • La riduzione dello status sociale delle donne per trasformarle in macchine riproduttive ai fini del mutamento demografico” dell’Occidente
  • L’appoggio “ai partiti politici progressisti nelle società democratiche” perché più inclini “ad accettare le richieste islamiche in nome della coesistenza pacifica”
“Gli sforzi di Dawa nei paesi occidentali mirano sia a convertire i non musulmani all’Islam politico, sia a creare opinioni più estreme tra i musulmani esistenti, in linea con la legge della Sharia non riformata”.
Dawa è il “Cavallo di Troia” con cui l’Islam si traveste da “minoranza” in Occidente, utilizza le garanzie concesse alle minoranze e approfitta degli “utili idioti” che consentono la sua penetrazione. (Giampaolo Rossi, cit.)


I FINTI INGENUI DELLA UR-SINISTRA

Quelli che fanno il panegirico del migrante come “risorsa”, del migrante “che ci paga le pensioni”, e chiedono a gran voce la rapida approvazione dello “ius soli” e dello “ius culturæ” fingono di dimenticare che, se l’Italia ha goduto di una sorta di immunità dagli attentati rivendicati da Isis-Daesh, lo deve proprio al fatto di avere pochi immigrati islamici di seconda o terza generazione, ma improvvidamente tale dato verrebbe spazzato via da una rapida approvazione dello “ius soli”, con 800.000 nuovi cittadini italiani, in larga maggioranza di origine islamica.
Scrive infatti AnalisiDifesa.it citando il Mattino di Napoli:

A differenza di altri paesi europei in Italia non vi sono ancora numeri consistenti di immigrati islamici di seconda o terza generazione (bacino privilegiato del jihadismo), i foreign fighters sono 125 (contro 200 in Spagna, 800 in Germania e forse il doppio in Francia e Gran Bretagna) e di questi ne sono finora rientrati solo una mezza dozzina.

Benchè in fase processuale siano stati rimessi in libertà molti islamici sospettati di aver aderito a gruppi jihadisti, le espulsioni di radicalizzati sono oltre cento dall’anno scorso, inclusi alcuni imam salafiti. Molti jihadisti identificati non hanno la cittadinanza italiana, a differenza di altri paesi Ue, quindi possono essere espulsi.

Inoltre in Italia non ci sono ancora “cittadelle islamiche” come quelle presenti in Gran Bretagna, Belgio, Francia o Svezia, amministrate di fatto dalla sharia e divenute “no go area” fuori controllo in cui neppure la polizia entra.


IN NOME DEL PAPA RE

Last but not Least, l’intervento di papa Bergoglio, che chiede al Parlamento Italiano una rapida approvazione dello Ius Soli e dello Ius Culturæ.

Il Papa è convinto che le migrazioni siano un fenomeno epocale da gestire con umanità e lungimiranza: “accogliere proteggere, promuovere e integrare” – sono i quattro verbi attorno a cui ruota il messaggio per la giornata mondiale del migrante e del rifugiato del 2018. […] Siamo nella civiltà che non fa figli, ma anche chiudiamo la parta ai migranti: questo si chiama suicidio. (Andrea Ricciardi, corsera.it)

Ovviamente la Ur-Sinistra italiana, che vegeta in uno stato semicomatoso di totale assenza di idee e politiche costruttive, si è subito posta a coorte dietro il vessillo papale, emettendo come sol uomo un acutissimo peana di esaltazione bergogliana.
Gli Ur-Sinistri, come sempre dimentichi della Storia, e intenti come sono a far dimenticare la Storia ai propri Popoli (Cfr. George Santayana), neanche si sono accorti del successo in Francia del libro di Michel De Jaeghere, “Gli ultimi giorni dell’Impero Romano”, che evidenzia come Roma sia crollata sotto il triplice peso della denatalità, dell’aggravio della pressione fiscale e dell’invasione progressiva e distruttiva degli stranieri barbarici dal limes fino a Roma.
Gli stessi problemi che stanno facendo deragliare l’Europa, in primis Grecia e Italia.
Ne “Il Golpe del Papa re”, Alessandro Sallusti prova a mettere le cose in chiaro:

E’ possibile far capire a un Papa re, pure un po’ marxista, che in democrazia decidono i cittadini e non i sovrani e i cardinali? Penso di no, del resto se la Chiesa avesse sposato questo principio Bergoglio probabilmente non sarebbe oggi sulla Cattedra di San Pietro ma pensionato in una parrocchia di Buenos Aires. Per dirla tutta neppure Gentiloni sarebbe premier. Che due non eletti provino a segnare il futuro dell’Italia è cosa davvero pericolosa.

Ha ragione il già citato Rossi a definirlo ironicamente papa Francesco Soros

Francesco Soros – Immagine satirica


DA AYLAN A JAVI E’ TUTTA UN’ALTRA STORIA

Chiosa Marcello Foa sul suo blog “Il Cuore del Mondo”:

E’ giunto il momento di smascherare l’ossimoro dietro a cui si trincerano le autorità dopo fatti come questi. Il refrain è sempre lo stesso: orrore per gli attentati, ma noi siamo migliori, noi non dobbiamo aver paura; dunque dobbiamo continuare a mantenere le frontiere aperte e ad accogliere gli immigrati islamici. Paradossalmente fino ad oggi questo approccio è stato vincente, ma razionalmente non sta in piedi.

Anche l’ultimo attentato in Finlandia è avvenuto al grido di Allah Akbar.

E questo perbenismo porta a inaccettabili forme di autocensura. Guardate queste immagini:

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Vi ricordano qualcosa? La prima la conoscete tutti. I media non si sono fatti scrupoli nel mostrare l’immagine del piccolo Aylan, perché serviva a giustificare moralmente l’immigrazione, ma la seconda immagine, segnalata su twitter, non diventerà una hit mondiale. La maggior parte del pubblico non la vedrà mai, eppure mostra un altro bambino di tre anni ucciso (Javi Martìnez, ndr) assieme alla madre dai terroristi islamici sulla Rambla. Viene censurata. Perché se venisse diffusa susciterebbe un’altra ondata emotiva ma nel senso contrario a quello desiderato dal mainstream multiculturale e globalizzante. E’ un’ipocrisia, ma rivelatrice. Così si gestisce l’opinione pubblica.


E’ IL CAOS, IL CAOS GLOBALE

E’ il Caos, il Caos Globale in cui i Costruttori del Caos ci hanno precipitato da decenni (se non da secoli…).
Thierry Meyssan ha spesso parlato della “teoria del caos” del politologo neocon Leo Strauss.

Quando, nel 2003, la stampa statunitense ha cominciato a evocare la “teoria del caos”, la Casa Bianca ha risposto evocando un “caos costruttivo”, lasciando intendere che si sarebbero distrutte delle strutture oppressive affinché la vita potesse sgorgare senza ostacoli.

Ma né Leo Strauss né il Pentagono, fino a quel momento, avevano mai utilizzato questa espressione. Al contrario, secondo loro, il caos doveva essere tale che niente potesse strutturarsi, tranne la volontà del Creatore dell’Ordine nuovo, gli Stati Uniti.

Il principio di questa dottrina strategica può essere così riassunto: il modo più semplice per saccheggiare le risorse naturali di un Paese sul lungo periodo non è occuparlo, ma distruggere lo Stato. Senza Stato, niente esercito. Senza esercito nemico, nessun rischio di sconfitta. Da quel momento, l’obiettivo strategico delle forze armate USA e dell’alleanza che esse guidano, la NATO, consiste esclusivamente nel distruggere Stati. Ciò che accade alle popolazioni coinvolte non è un problema di Washington.

Questo progetto è inconcepibile per degli Europei, i quali, dalla guerra civile inglese, sono stati convinti dal Leviatano di Thomas Hobbes che è necessario rinunciare a certe libertà, o addirittura accettare uno Stato tirannico, piuttosto che venire sprofondati nel caos.

I Costruttori del Caos non hanno sempre necessità di attaccare direttamente uno Stato per destabilizzarlo. Libia, Siria e Ucraina sono casi esemplari. Combattono “le Guerre per Procura”
E’ chiaro che adesso i Paesi da destabilizzare e/o condizionare politicamente, economicamente  e socialmente sono quelli della UE, in particolare l’Italia, posta ai confini di tutte le linee di faglia delle civiltà di cui parlava Samuel P. Huntington ne“Lo scontro delle civiltà e il Nuovo Ordine Mondiale”.


LA FINE DELLA STORIA

Francis Fukujama sembrava, con il suo saggio “La fine della Storia”, aver predetto un periodo di millenaria stasi sotto la Dittatura del Capitale Transnazionale.
L’Impero Sovietico s’era accortocciato sotto il peso delle sue contraddizioni interne e della pressione esterna esercitata da Dipartimento di Stato USA, Three Eyes Lodge e Open Society Foundations di Soros. Pertanto, era crollata la diga di contenimento all’Anticristo Neoliberista e Globalista.
La nomina di Karol Wojtyla a papa – voluto all’interno delle mura pietrine da Zbigniew Brzezinski – aveva funzionato da detonatore della crisi del Patto di Varsavia grazie all’uscita della Polonia.
Immagine di David Dees
Il seguito è storia: il finanziamento di tutti i movimenti di opposizione da parte del Soros, il crollo del muro di Berlino, l’applicazione delle teorie di destabilizzazione di Gene Sharp per favorire il successo delle Rivoluzioni Colorate finanziate dall’Architetto del Caos (sempre Soros), l’esplosione dell’Unione Sovietica e la formazione di compagini nazionali (Bielorussia, Ucraina, Russia, Georgia, etc.), tutto faceva il gioco dei Cabalisti Globali.
I cabalisti temono da sempre un superstato che raggruppi tutte le nazioni dell’Eurasia fondato sull’Heartland (Cfr. Halford Mackinder) e la destabilizzazione dell’Unione Sovietica è servita allo scopo.
Tale modus operandi è stato applicato ripetutamente dalla talassocrazia USA negli anni successivi.
L’Irak è stato occupato e praticamente diviso in base alle etnie (Sciiti, Sunniti, Curdi), il clan Karzai riesce a malapena a controllare Kabul, il regime legittimo siriano di al-Assad è da anni sottoposto ad una logorante guerra civile portata avanti dai Curdi, da al-Qa’ida e dall’Isis, gli ultimi due finanziati dalla CIA, e tutti inondati di armi dai wahhabiti dell’Arabia Saudita, dagli Emirati del Golfo e dagli USA.
La Libia, che aveva con Gheddafi il reddito pro-capite più alto dell’Africa, principale alleato italiano e fattore di stabilità nella zona, è stata smembrata in due dall’intervento militare di Francia e USA.
Emblematico il ghigno della cabalista Hillary Clinton con la citazione di Cesare, “Veni, Vidi, Vici”, tradotta con “We came, We saw, He died” (Ella si riferisce alla liquidazione di Mu’ammar Gheddafi):


fonte http://www.isoladiavalon.eu/ur-sinistra-e-caos-1/

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