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venerdì 29 giugno 2018

Il primo ministro spagnolo incontra in segreto Soros. Ecco spiegata l'aggressivita' di Madrid nei confronti dell'Italia...













di Cesare Sacchetti


Un incontro segreto e a porte chiuse nel palazzo della Moncloa, la sede istituzionale del governo spagnolo, sarebbe avvenuto lo scorso 27 giugno tra George Soros e il neo primo ministro spagnolo, il socialista Pedro Sanchez.

A riportare la notizia è stato il giornale online spagnolo OK Diario, secondo il quale i due avrebbero conversato della nuova politica del governo socialista. Stando a questa versione, l’incontro tra Soros e Sanchez sarebbe avvenuto al di fuori dell’agenda degli appuntamenti ufficiali del primo ministro spagnolo.

Verso le 7 di sera del 27 giugno, le porte della Moncloa si sono aperte per ricevere il magnate americano che si sarebbe dimostrato piuttosto interessato a capire i nuovi passi che seguirà l’esecutivo spagnolo.

Solamente un anno fa, era l’ex primo ministro, Paolo Gentiloni, a ricevere ufficialmente a palazzo Chigi George Soros e l’incontro aveva suscitato aspre polemiche soprattutto considerato il controverso ruolo attuale del magnate nel finanziamento di quelle Ong che di fatto incoraggiano e alimentano l’immigrazione illegale.

Questa volta è Sanchez a rivestire i panni di Gentiloni e ad essere interessato, apparentemente, a dotarsi dei consigli e delle indicazioni di Soros.

La differenza di fondo tra i due incontri è che il primo, quello di Gentiloni, non avvenne in maniera riservata, mentre il secondo di Sanchez è trapelato solamente grazie alle informazioni riportate dalla testata spagnola citata.

Secondo Vox Populi, un altro giornale spagnolo, Soros non si sarebbe solamente limitato ad incontrare il premier Sanchez, ma avrebbe avuto anche un altro incontro a margine con il ministro degli esteri spagnolo, Josep Borrell, e successivamente sarebbe stato ricevuto anche dai politici socialisti Narcìs Serra e Javier Solana, ex segretario generale della NATO.

Gli interessi di Soros nella penisola iberica toccano in particolare il ramo delle costruzioni, attraverso l’impresa spagnola FCC, Fomento de Construcciones y Contratas, della quale il magnate è divenuto recentemente azionista principale acquisendone il 25% del capitale azionario, ed Endesa, la più grande società di energia elettrica in Spagna, dove l’1,5% delle azioni è finito nelle sue mani nel 2015.

L’ufficio stampa della Moncloa è stato interpellato dai media spagnoli che hanno riportato la notizia per avere conferma dell’incontro, ma i portavoce dell’esecutivo hanno fatto sapere di “non poter confermare con chi si vede il presidente a meno che non sia previsto nell’agenda ufficiale.”

Restano le perplessità sulle ragioni che hanno spinto, in un momento particolarmente delicato per l’UE sui migranti e visti i rapporti tesi di Madrid con l’Italia, il primo ministro spagnolo a concedere un’udienza riservata ad un personaggio che ha sicuramente un ruolo di primo piano nella dottrina di un’Europa senza confini e convinto sostenitore dell’immigrazione di massa.

Sulla notizia c’è stato un blackout pressoché completo dei media mainstream spagnoli ed internazionali che hanno praticamente ignorato questo importante fatto, così come i media italiani che hanno preferito “sorvolare” su questo incontro a porte chiuse con un personaggio già noto in Italia per la famigerata speculazione ai danni della lira nel lontano 1992.

Nonostante questo, non sono mancate le polemiche in Spagna da parte di alcuni gruppi di opposizione extraparlamentare, su tutti la formazione politica VOX, che su Twitter per voce del suo leader Santiago Abascal, ha duramente criticato il governo spagnolo per aver ricevuto “uno dei personaggi (Soros n.d.r.) più sinistri dell’attualità che alimenta il traffico di esseri umani con le sue Ong.”

Qualche osservatore a questo punto si chiede se il nuovo piglio aggressivo di Madrid contro il governo Conte non sia dovuto all’influenza che Soros pare avere sul governo spagnolo, molto critico contro la nuova politica italiana dell’esecutivo sul contenimento dell’immigrazione.

fonte http://ilsapereepotere2.blogspot.com/2018/06/il-primo-ministro-spagnolo-incontra-in.html

I LEGAMI TRA MACRON E I POTERI FORTI, ecco tutto ciò che c'è da sapere

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Di Salvatore Santoru

Da diverso tempo alcuni ricercatori ed analisti politici sostengono che l'attuale presidente franceseEmmanuel Macron sia stato e/o è sostenuto da parte di determinati 'poteri forti', sia francesi che internazionali.
Secondo alcuni esperti e/o analisti di controinformazione e stando a non pochi teorici della cospirazione, lo stesso leader di En Marche! sarebbe un 'politico di fiducia' delle 'élite mondialiste' che seguono l'agenda del cosiddetto 'Nuovo Ordine Mondiale'.


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Comizio di Macron al Louvre, La Nation

Andando maggiormente nello specifico, c'è da dire che queste teorie risultano alquanto interessanti ma assai più interessante è constatare il 'collegamento provato' che esiste tra il politico francese e alcune personalità e/o gruppi che sono considerati alquanto influenti in Francia e nel mondo.
Più precisamente, in questo caso non si tratta del solito e mero 'cospirazionismo' ma di informazioni esatte e la cui attendibilità è facilmente verificabile da chiunque.

                       I legami tra Macron e i Rothschild

I Rothschild sono una famiglia di banchieri particolarmente potente e influente, sia nei paesi occidentali che nel mondo(1). Secondo certa controinformazione e non poche teorie del complotto, tale 'dinastia finanziaria' sarebbe la più influente a livello globale e avrebbe anche un potere politico decisamente imponente. 
Su tale questione, c'è da dire che vere o false che siano queste teorie risulta comunque indubbio il fatto che gli stessi Rothschild siano una 'dinastia finanziaria' decisamente importante e potente a livello internazionale.


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Cronologia dell'ascesa politica ed economica di Macron, Pinterest

Per quanto riguarda i legami esistenti tra Macron e tale influente famiglia di banchieri, bisogna ricordare che lo stesso attuale presidente francese fu advisor proprio presso la banca d'affari Rothschild & Cie Banque(2). Su ciò, c'è da segnalare che fu proprio al futuro leader francese che fu affidata la responsabilità di una delle più importanti negoziazioni della banca nel 2010, quella tra Nestlé e la Pfizer(3).

Inoltre, non bisogna dimenticare che la candidatura di Macron e l'ascesa del partito En Marche! è stata sostenuta (e forse anche finanziata) dal banchiere David Rothschild(4).

                                 Il legame con Jacques Attali

Jacques Attali è un noto economista, banchiere e saggista molto popolare nei 'circoli dell'establishment francese'(5). Andando nei particolari, diversi ricercatori della controinformazionesostengono che Attali sia un 'intellettuale di punta' dello stesso establishment e alcuni ritengono che il suo pensiero sia di stampo 'globalista'(6).


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Attali e Macron, Il Giornale

Comunque sia, non pochi opinionisti hanno ritenuto Attali  il vero 'deus ex machina' dell'attuale governo francese.
Per approfondire, c'è da segnalare che lo stesso economista ha affermato di essere stato colui che l'ha presentato "a Hollande per farlo lavorare all'Eliseo"(7).

                         Il legame con l'alta finanza

Durante la campagna presidenziale francese si era sostenuto che l'ascesa di En Marche! era stata sostenuta economicamente da parte di importanti personalità e/o gruppi operanti nel campo dell'alta finanza internazionale. Al giorno d'oggi non si sa se queste teorie siano vere ma, allo stesso tempo, è indubbiamente vero che l'attuale governo francese non dispiace a certi esponenti degli stessi 'poteri forti' finanziari.


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Lloyd Blankfein, Independent
Andando maggiormente nel particolare, non si può dimenticare che nel gennaio 2018 lo stesso presidente della Francia si rese artefice della promozione di una 'mini Davos' alla alla Reggia di Versailles. Più specificatamente, in quell'occasione Macron invitò ben 140 dirigenti di importanti banche e multinazionali, tra cui Lloyd Blankfeindi Goldman Sachs e Jamie Dimon di JPMorgan(8).

                                                    CONCLUSIONE

Come già fatto intuire in precedenza, questo breve scritto si è basato sui dati e non sulle mere 'teorie della cospirazione'.Tenendo conto di ciò, si può concludere che effettivamente Macron è un leader alquanto 'benvoluto' da certi 'poteri forti' internazionali e che la sua agenda politica sia decisamente in linea con quella portata avanti dalla cosiddetta 'élite globalista'.

NOTE:

(1) "Storia dei Rothschild, la dinastia con più soldi di una banca (e tanto, tantissimo, potere)", https://www.informazioneconsapevole.com/2016/12/storia-dei-rothschild-la-dinastia-con.html

(2) https://it.wikipedia.org/wiki/Emmanuel_Macron#Impiego_in_banca

(3) "Macron e i suoi affari alla Rothschild"http://www.repubblica.it/economia/2017/05/06/news/macron_e_i_suoi_affari_alla_rotschild-164703106/

(4) "Emmanuel Macron, il candidato che non ti aspetti", http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Emmanuel-Macron-il-presidente-fuori-dal-sistema-e85ea295-349f-46b4-b967-a598a3ce6572.html

(5) https://en.wikipedia.org/wiki/Jacques_Attali

(6) Su Attali si veda questo mio vecchio articolo(forse troppo 'cospirazionista', ma dotato di interessanti spunti per approfondire), https://www.informazioneconsapevole.com/2014/05/jacques-attali-e-il-nuovo-ordine.html

(7) "Jacques Attali, l'uomo ombra dietro la vittoria di Emmanuel Macron", http://www.ilgiornale.it/news/mondo/jacques-attali-luomo-ombra-dietro-vittoria-emmanuel-macron-1389323.html

(8) "En route to Davos, Macron makes Versailles the place to be", https://www.reuters.com/article/us-france-business-versailles/en-route-to-davos-macron-makes-versailles-the-place-to-be-idUSKBN1F81RS

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FOTO IN ALTO: Tagesspiegel

fonte https://www.informazioneconsapevole.com/2018/06/ecco-cosa-si-deve-sapere-su-macron-e-i.html

Beccati sul fatto i “Caschi Bianchi” mentre organizzavano una nuova provocazione di armi chimiche



I “White Helmets” (caschi bianchi), ovvero quelli che equivalgono al settore delle PR dell’ISIS, ad uso mediatico, sono stati scoperti dagli abitanti di Idlib (nord della Siria), mentre si preparavano a “essere pronti appena in tempo” per un imminente attacco chimico a sorpresa fatto dal “regime di Assad” che loro stessi stavano predisponendo per mettere in scena un vero spettacolo dell’horror da rivendere ai media occidentali per provocare indignazione contro le truppe di Assad e possibilmente ottenere un bombardamento USA.
Oggi la Tass ha scoperto la storia, quello mentre è un buon segno è che questo si scopra in anticipo, prima che le cose possano accadere. Speriamo che questo da solo significhi che un tale piano è sventato, una “fase flag” questa volta morta all’arrivo.

A quanto pare, il fatto è che questi ragazzacci del Casco Bianco, di fatto collegati dai gruppi terroristi e finanziati dai servizi di intelligence britannici e USA, sono stati colti in flagrante mentre preparavano una provocazione, dove naturalmente avevano immagazinato in modo inopportuno alcune sostanze chimiche israeliane o europee in standby, pronti a creare una scena di avvelenamento enorme in Idlib. Il capo del Centro russo per la riconciliazione, ha fatto conoscere ieri tutto questo.
Questa parte è particolarmente interessante, perché è stata la Russia – lì sul terreno – che da qualche tempo ha smascherato a livello sempre più ufficiale, questi tipi di elmetto bianco. È stato dimostrato che un casco bianco è solo un altro lavoro per un combattente delle FSA o dell’ ISIS. Il livello di salario è all’incirca lo stesso, rischia di peggiorare la vita. Nel complesso non è un brutto concerto.
Quello che i russi hanno ufficialmente segnalato attraverso i loro vari mezzi di comunicazione, come detto, è che sulla base di una telefonata proveniente da una residenza locale della provincia, i White Helmets sono stati avvistati con un convoglio di sei auto, tutte con il logo dei White Helmets. C’era anche un camion che era stato caricato con equipaggiamento protettivo, contenitori per liquidi, sette missili e apparecchiature video. Se è vero, questa è una prova abbastanza schiacciante.
Caschi bianchi e terroristi (stessi soggetti)
Nonostante questo, nessuno ha catturato alcuna foto . Dovrebbe essere creduta la soffiata? Il punto principale, probabilmente, dovrebbe essere creduto. Il modo in cui i russi sono venuti a conoscenza delle loro informazioni, probabilmente non ha nulla a che fare con i resoconti locali di Maaret al-Numan, all’interno di Idlib. Di sicuro avremmo visto una foto di questo fatto se questa scena fosse stata vista da un vero residente.
Questo è il più grande segno che forse è stato qualcuno che ha lavorato all’interno di quelli che hanno fatto trapelare questo ai siriani o ai russi. Dobbiamo tenere presente che nell’ultima settimana ci sono state altre aree in cui le unità dell’FSA si sono arrese, poi altre combattono fianco a fianco alleate con l’esercito arabo siriano, contro le formazioni dell’ISIS. Uno scenario piuttosto bizzarro, ma sarebbe stato solo uno dei tanti scenari in cui un tipo di FSA abbastanza amichevole per infiltrarsi nell’organizzazione al livello base, avrebbe avuto l’opportunità di far uscire la notizia.
Fonte: Fort Russ
Traduzione e sintesi: Alejando Sanchez

https://www.controinformazione.info/beccati-sul-fatto-i-caschi-bianchi-mentre-organizzavano-una-nuova-provocazione-di-armi-chimiche/#

Immigrazione, accordo nella notte al Consiglio europeo: Giuseppe Conte costringe Emmanuel Macron a mediare

Giuseppe Conte, Emmanuel Macron
Dopo la brusca interruzione nella serata di giovedì, il Consiglio europeo sull’immigrazione si sblocca nel cuore della notte. “I 28 leader hanno trovato un accordo sulle conclusioni del consiglio europeo, inclusa l’immigrazione”. Così su Twitter il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk dopo una maratona durata 13 ore e mezzo tra liti e bozze d’intesa strappate e ricucite in continuazione in un turbolento vertice a Bruxelles. Alla fine, in qualche modo, l’Italia la spunta, costringendo Emmanuel Macron alla mediazione a cedere su punti importanti. È infatti una bozza elaborata dal nostro Paese e dalla Francia apre uno spiraglio sull’accordo, in questo caso basato su “centri chiusi” e volontari nei quali distribuire gli immigrati che arrivano in Europa. In cambio, la Germania otterrebbe una soluzione sui movimenti secondari: punto decisivo per Angela Merkel, perché su questo si giocava il futuro del suo governo.
Dopo aver sbattuto i pugni sul tavolo, Giuseppe Conte strappa una sostanziale vittoria e lo sottolinea: “Da questo Consiglio esce un’Europa più responsabile e solidale, l’Italia non è più sola”. E sulla eventualità che l’Italia realizzi sul suo territorio dei centri di accoglienza per i migranti su base volontaria previsti dall’accordo raggiunto al Consiglio Ue, il capo del governo prende tempo: “E’ una decisione che ci riserveremo di prendere, è una decisione collegiale ma non siamo invitati a farlo“. In definitiva, nelle conclusioni del vertice viene affermato il principio che ” tutte le navi che attraversano il Mediterraneo, quindi anche le Ong, devono rispettare le leggi e non devono interferire con le operazioni della Guardia costiera libica”, spiega Conte aggiungendo che “è passato il principio che il tema della gestione dei flussi deve essere affrontato secondo un approccio più integrato che riguarda la dimensione esterna, quella interna e il controllo delle frontiere”. Si afferma anche il principio, secondo Conte, che “chi arriva in Italia, arriva in Europa”.
Ancora, il premier italiano riferisce che nel documento approvato “si è finalmente affermato il principio del rifinanziamento del fondo fiduciario per l’Africa che ci torna particolarmente utile per le rotte dei migranti nordafricani” e viene anche chiesto che vengano “intensificati i rapporti e gli accordi con i paesi di origine e transito dei migranti”. Macron fa buon viso, affermando: “L’Europa vivrà ancora per lungo tempo la sfida della migrazione, dobbiamo fare fronte a questa sfida restando fedeli ai nostri valori. Oggi è una tappa importante perché siamo riusciti a ottenere una soluzione europea e un lavoro di cooperazione”. “Molti predicevano un mancato accordo o il trionfo di soluzioni nazionali, questa sera abbiamo trovato soluzioni europee”, ha aggiunto Macron. Meno entusiasta la Merkel, la quale sottolinea che “abbiamo ancora molto lavoro da fare per superare le divisioni”.
fonte http://www.liberoquotidiano.it/news/esteri/13355204/immigrazione-consiglio-europeo-accordo-28-paesi-nella-notte-ong-sbarchi-giuseppe-conte-emmanuel-macron.html

È stata l’amministrazione Obama a creare la crisi europea dei rifugiati



Questo articolo di Strategic Culture ha il merito di individuare la vera causa della migrazione di massa attualmente in atto dai paesi dell’Africa e del Medio Oriente verso l’Europa: non inevitabili calamità naturali, ma aggressive politiche neocolonialiste messe in atto dall’America di Obama e appoggiate da alcuni stati europei. L’articolo prende alcune posizioni opinabili – per esempio la feroce critica all’attuale amministrazione USA, pur ammettendo che le responsabilità maggiori sono da ricercarsi nella precedente – tuttavia ha il grosso merito di fare chiarezza su quale sia il nemico da combattere: non i popoli europei che si ribellano a questa immigrazione, non gli immigrati stessi, che ne sono le prime vittime, bensì il neocolonialismo occidentale.


Di Eric Zuesse, 24 giugno 2018


Il 18 giugno l’attuale Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha sostenuto che la leadership della Germania e delle altre nazioni dell’UE, ha causato la crisi dei rifugiati che l’Europa sta affrontando:

“Il popolo tedesco si rivolta contro la sua leadership dal momento che l’immigrazione sta mettendo in crisi la già fragile coalizione di Berlino. La criminalità in Germania è in aumento. Un grave errore commesso in tutta Europa ammettere milioni di persone che hanno così fortemente e violentemente cambiato la sua cultura!”

Il governo USA sta chiaramente mentendo. È lo stesso governo americano ad avere causato questa crisi, che gli europei faticano ad affrontare. La crisi esisterebbe se gli Stati Uniti non avessero invaso e cercato di rovesciare (e in alcuni casi effettivamente rovesciato) i governi in Libia, Siria e altri Paesi – i posti da cui questi rifugiati stanno scappando? Il governo degli Stati Uniti e alcuni dei suoi alleati in Europa (quelli ai quali in realtà deve davvero andare parte della responsabilità di questa crisi) hanno causato queste guerre e questi colpi di Stato, ma il governo tedesco non era tra di loro, né lo erano molti altri Stati in Europa. Se il governo americano non avesse condotto queste invasioni, probabilmente neanche la Francia avrebbe partecipato. Il solo governo degli Stati Uniti è responsabile di avere creato questi rifugiati. Il governo americano stesso ha creato questo enorme fardello in Europa e ancora si rifiuta di accettare i rifugiati che esso stesso ha prodotto, dopo avere invaso e bombardato per rovesciare il governo (tra gli altri) della Libia, e poi della Siria e avendo sostenuto Al Qaeda nell’organizzare ed armare jihadisti da tutto il mondo per mandarli in Siria, per rovesciare il governo e sostituirlo con uno scelto dall’alleato-chiave mediorientale degli Stati Uniti, la famiglia reale Saudita, proprietaria dell’Arabia Saudita, e determinata a conquistare la Siria. Trump dà la colpa ad Angela Merkel per il fatto – in sostanza – che è stata alleata del regime USA, un regime aggressivo da decenni, e di cui lo stesso Trump è ora leader, anziché mettere fine alla situazione e ripristinare la democrazia negli Stati Uniti e in questo modo, ripristinare la pace e la libertà (dagli USA) nelle altre nazioni, in Europa e altrove (ad esempio in Siria, Yemen ecc.). Trump accusa la Merkel, non se stesso e il suo predecessore – cioè non le persone che nei fatti hanno creato questi rifugiati.

Non posso immaginare un’ipocrisia più pura di questa, che oggi proviene da Trump, non più da Obama, colui che, in realtà, è stato la causa del problema.


“L’UE ha la più alta percentuale di popolazione immigrata; ha una popolazione di 56 milioni di persone nate all’estero. E a causa della guerra perenne e del caos in Medio Oriente, l’ammontare della popolazione trasferita nella regione, soprattutto il numero dei rifugiati, è la maggiore del mondo intero… Ci sono un grande numero di rifugiati e richiedenti asilo che si dirigono verso i paesi dell’Unione Europea. Dopo la primavera araba, soprattutto dopo lo scoppio della guerra civile in Siria nel 2011 e l’ascesa dello “Stato islamico” nel 2013, l’intera UE ha sperimentato la più grande ondata di rifugiati dalla seconda guerra mondiale.”

Tutte queste invasioni sono state, e sono, invasioni che provengono da paesi dove il regime degli Stati Uniti vuole rovesciare il governo.

Per comprendere l’origine più profonda di questo problema, si deve capire innanzitutto la continua ossessione del regime USA per la conquista della Russia post-comunista e post patto di Varsavia; e, in secondo luogo, è necessario comprendere la conseguente e coerente ossessione del regime USA, dopo la presunta fine della guerra fredda, di assumere il controllo dei paesi alleati della Russia, compresi non solo quelli all’interno dell’Unione Sovietica e del relativo Patto militare di Varsavia, ma anche in Medio Oriente, soprattutto Siria e Iran, ma anche Paesi come la Libia, dove il leader era di nome un sunnita, ma tuttavia in buoni rapporti con la Russia. (Il link ci fornisce la documentazione non solo di ciò che viene detto qui, ma documenta anche che l’alleanza tra le due aristocrazie, degli Stati Uniti e dell’Arabia Saudita, è essenziale all’obiettivo medio-orientale dell’aristocrazia USA; e l’aristocrazia di Israele serve come un agente essenziale dei Sauditi a questo proposito cruciale, perché i Sauditi si basano pesantemente sul regime israeliano per fare la loro attività di lobby a Washington. In altre parole: l’obiettivo permanente dell’America è quello di isolare la Russia per poter infine prendere il controllo della Russia stessa. Questa è in definitiva la causa della crisi dei rifugiati in Europa).

All’inizio della promessa era post-guerra fredda, nel 1990, il regime USA, sotto l’allora Presidente George Herbert Walker Bush, si accordò privatamente e ripetutamente con il regime URSS, sotto l’allora presidente Mikhail Gorbaciov, per porre fine alla guerra fredda – assicurando che la NATO non si sarebbe espansa “nemmeno di un centimetro verso est” – e che non ci sarebbero state ulteriori alleanze degli Stati Unite contro l’URSS (che sarebbe presto diventata la sola Russia). Il regime USA promise che non avrebbe ammesso nella NATO alcuno dei Paesi che allora facevano parte del Patto di Varsavia (Albania, Bulgaria, Cecoslovacchia, Ungheria, Polonia e Romania) né dei Paesi della stessa URSS fuori dalla Russia (Armenia, Azerbaijan, Bielorussia, Estonia, Georgia, Kazakistan, Kirghizia, Lettonia, Lituania, Moldavia, Tagikistan, Turkmenistan, Ucraina e Uzbekistan), tranne la parte est della Germania. Il regime USA stava semplicemente mentendo. Ma il governo Russo rispettò tutti i suoi impegni. La Russia era ora intrappolata, a causa della fiducia di Gorbaciov nei bugiardi, il cui vero obiettivo era la conquista del mondo – non la pace.

Oggi la NATO include tutti i paesi dell’ex patto di Varsavia, e ora il regime USA sta puntando a portare a bordo anche la Bosnia, la Georgia, l’ex Repubblica Yugoslava di Macedonia e l’Ucraina. La Georgia e l’Ucraina sarebbero i primi paesi ex URSS – non semplicemente ex membri del patto di Varsavia, ma già parti dell’URSS stessa – ad unirsi all’alleanza militare anti-russa, se una di esse sarà ammessa. La sola possibilità che ciò accada va ben oltre quello che l’ingenuo Gorbaciov avrebbe mai potuto immaginare. Non aveva la minima idea di quanto malvagio fosse (e sia ancora) il Deep State american (quello che controlla l’America). Ma ora noi lo sappiamo. La storia è chiara e univoca a riguardo.

Il portavoce della NATO, la Brookings Institution, titolava il 15 novembre 2001, “L’allargamento della NATO prosegue; espansione dell’alleanza e completamento dell’integrazione europea” fingendo che questa espansione avesse lo scopo di aiutare i cittadini europei, e non di conquistare la Russia.

L’Ucraina ha il più lungo confine europeo della Russia, e quindi è stata il primo obiettivo degli USA. Ma prima di impadronirsene gli USA avevano provato nel 2008 ad aizzare la Georgia contro la Russia, e il georgiano Mikheil Saakashvili fu un agente statunitense chiave in quel tentativo. Saakashvili venne poi coinvolto nel violento colpo di stato che rovesciò il governo ucraino liberamente eletto nel febbraio 2014. Saakashvili organizzò il contingente georgiano di cecchini che furono mandati in Ucraina per sparare sulla folla in Piazza Maidan e che uccise sia poliziotti sia dimostranti, in modo che le pallottole sembrassero provenire dalla polizia (Berkut) e/o da altre forze del governo ucraino democraticamente eletto. (Aprite questo link per vedere due sicari georgiani che descrivono a cuor leggero la loro partecipazione al colpo di Stato, e si riferiscono al ruolo dell’ex presidente georgiano Saakashvili nel colpo. Ecco una raccolta di video più completa che descrive e mostra il colpo di stato stesso. Come ho fatto notare, la testimonianza di questi sicari georgiani è totalmente coerente con quanto ha stabilito l’indagine del Ministro degli Esteri UE il 24 febbraio 2014 riguardo i sicari che “erano gli stessi sicari che uccidevano persone di entrambi gli schieramenti” e che questi sicari provenivano “dal nuovo governo di coalizione” e non dal governo che stava per essere disarcionato –  insomma si è trattato di un colpo di Stato, non di una “rivoluzione” come la gente di Obama sostenne, e come la gente di Trump ora sostiene. Il regime USA ha agenti in tutti i paesi dell’ex URSS – non solo in Europa Occidentale.

Il colpo di stato di Obama per strappare l’Ucraina alla sua precedente neutralità e farne immediatamente un paese neo-nazista selvaggiamente ostile alla Russia ha distrutto l’Ucraina – non solo dal punto di vista dell’UE, ma (e aprite il link se non lo sapete già) dal punto di vista degli stessi ucraini. Chi non vorrebbe andarsene da lì?

L’Europa ha rifugiati proveniente anche dall’Ucraina, non solo (anche se principalmente) dal Medio Oriente.

Il nemico dell’Europa non è l’élite russa, ma quella americana. Il nemico sono le industrie che controllano le multinazionali internazionali americane – non i miliardari che controllano le multinazionali russe; sono le persone che controllano il governo USA, e nessun russo, i veri decision maker, che sono dietro le politiche europee. Perché l’Europa progredisca, è necessario che gli europei sappiano chi sono i loro veri  nemici. La radice di tutti i problemi sono gli USA, il falso alleato dell’Europa. L’attuale America non è l’America del Piano Marshall. Il governo USA è ormai nelle mani di gangster. E vogliono dominare il mondo. La crisi europea dei rifugiati non è che una delle semplici conseguenze.

Infatti, Obama iniziò, prima del 2011, a pianificare queste operazioni di cambio di regime in Libia, Siria e Ucraina. Ma, in ogni caso, nessuna delle operazioni di cambio di regime che hanno causato l’attuale – e senza precedenti – flusso di immigrati in Europa è iniziato a causa di quello che hanno fatto i leader europei (salvo la loro cooperazione col regime USA). Il nemico dell’Europa oggi è il governo USA, che è tutt’altro che amico dei popoli europei. Quando Trump dà la colpa di questa crisi ai leader europei sta semplicemente mentendo e calunniando.

E questo fatto è aggiuntivo alla simile bugia calunniosa di Trump contro gli stessi immigrati. L’8 maggio, il giornale tedesco Die Welt titolava: “Il numero dei reati scende al livello più basso dal 1992” e riferiva che il ministro degli interni tedesco, Horst Seehofer, annunciava le statistiche dei crimini nazionali per il 2017, dicendo: “La Germania è diventata più sicura,” più sicura che negli ultimi 30 anni. Seehofer è un membro dell’amministrazione della Cancelliera Merkel che sta provando a sostituirla facendo appello alla forte parte anti-immigrazione del suo partito conservatore, ma perfino lui ha dovuto ammettere, in sostanza, che l’uscita contro gli immigrati che Trump aveva fatto il 18 giugno è una grossa bugia; l’esatto opposto della verità. Il commento twittato da Trump era quindi una calunnia non solo nei confronti della Merkel e degli altri leader europei, ma anche dei profughi che il regime degli Stati Uniti stesso aveva prodotto. Che vergogna! Quanto dovrebbe vergognarsi Trump?

La crisi dei rifugiati non è causata dai rifugiati stessi; e nemmeno dai leader europei; è dovuto al regime USA che mente praticamente sempre – le persone che controllano davvero il Governo Americano e le multinazionali americane.

Il 21 giugno, Manlio Dinucci di Global Research titolava “Il circuito della morte nel ‘Mediterraneo allargato’” e esordiva dicendo: “I media e gli attori politici, concentrati come sono sul flusso migratorio dal sud al nord attraverso il Mediterraneo, stanno trascurando gli altri flussi del mediterranei – quelli che vanno da nord a sud, composti da forze militari e da armi.” Ma chi vende più armi nel mondo sono gli Stati Uniti, non l’Unione Europea; quindi porre tutta l’attenzione sui miliardari europei è sbagliato. I principali colpevoli sono sullo stesso lato dell’Atlantico di Trump, e ciò che viene ignorato, su entrambi i lati dell’Atlantico. Il vero problema non è dall’altra parte del Mediterraneo; è dall’altra parte dell’Atlantico. Ecco dove si trova il nemico dell’Europa.

Il 7 agosto 2015, avevo scritto “Gli USA stanno distruggendo l’Europa”, dicendo che:

“In Libia, Siria, Ucraina e in altri paesi della periferia o confinanti con l’Europa, il Presidente USA Barack Obama ha perseguito una politica di destabilizzazione, e perfino bombardamenti e altre forme di assistenza militare, che hanno spinto milioni di rifugiati a lasciare quei paesi periferici per dirigersi verso l’Europa, alimentando i sentimenti di estrema destra anti-immigrazione e di conseguenza destabilizzando la situazione politica in tutta Europa, non solo sulle periferie, ma finanche nell’Europa del Nord. 

La situazione non è cambiata con Trump.

fonte http://vocidallestero.it/2018/06/28/e-stata-lamministrazione-obama-a-creare-la-crisi-europea-dei-rifugiati/