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venerdì 1 giugno 2018

Superciuk Junker. di Stefano Davidson

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Al Superciuk Junker va ricordato che come premier del Lussemburgo si oppose alla lotta Ue sull'evasione fiscale come dimostrano tutt'oggi i documenti sui 'ruling' e gli accordi fiscali tra lo Stato e le multinzaionali (Amazon, Ikea, Deutsche Bank Procter&Gamble, Pepsi e Gazprom, etc...) che favorirono le sopracitate, o altre ed eventuali, per la bellezza di 18 anni. 

Bisogna ricordargli dei miliardi di euro che ha permesso che venissero sottratti al fisco (ovviamente anche a quello europeo) grazie alla certificazione "perfettamente legale" di strutture e scatole societarie di responsabilità sull'andamento economico della UE.

Agli altri va ricordato che Spugna al Financial Times e a Bloomberg, che ne chiesero le dimissioni rispose, dopo giorni di imbarazzato silenzio, con un consueto scarica barile (immagino di rum): «Non sono l’architetto del sistema fiscale del mio Paese, hic!»

Stefano Davidson

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