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venerdì 20 luglio 2018

GIULIANO AMATO GUIDA LA HITLERIZZAZIONE DEL GOVERNO

GIULIANO AMATO  GUIDA LA HITLERIZZAZIONE DEL GOVERNO




“Il sovranismo ha sempre una matrice razzista. Rischia di danneggiare l’idea di Europa e di compromettere la difesa del fondamento delle istituzioni”.  Di tutti i deliri anti-razionali che il settarismo delle oligarchie ci ha fatto ascoltare la settimana scorsa, questo espresso da Giuliano Amato  all’associazione avvocati e giuristi ebrei, è il più direttamente  minaccioso contro il governo eletto, e  il più pericoloso.
Da parte di un giudice costituzionale,  l’equazione “Sovranismo = razzismo”, è di una rozzezza e semplicismo  di cui  il personaggio, che si ritiene un giurista, deve vergognarsi. Indica una cieca  malevolenza  della Corte, una dichiarata ostilità di parte:  il governo non potrà aspettarsi dalla suprema istanza giuridica nessuna terzietà, nessuna  oggettività di giudizio. Abbiamo dunque una Corte apertamente  faziosa, che senza alcuno scrupolo, senza nemmeno fingere, si proclama settaria; che quando sarà chiamata a giudicare, giudicherà per principio e pre-giudizio contro il governo: un  pericolo estremo per la libertà politica, senza precedenti nella storia. Se  non forse nei tribunali sovietici,   che  come teorizzavano  essi  stessi, non miravano a stabilire non so che ridicola “giustizia”, ma alla “eliminazione del nemico di classe”.
Ovviamente la  volontà di recuperare la sovranità, monetaria, politica, sui propri  confini  e  sulle proprie leggi, nulla ha a che fare col “razzismo”;   è una istanza di liberazione politica  giustificata dall’oppressione di oligarchie sovrannazionali che, proprio perché non riconoscono i confini, non riconoscono il diritto come  istanza di reciprocità e umanità – perché solo all’interno dei confini si applica un diritto non disumano (basta vedere quel che han  fatto alla Grecia, o anche ai nostri italiani: povertà triplicata, invalidi con sussidio di 280 euro al mese e spese per “migrante” estraneo  e straniero da 1450…).  Ma quando Amato, non solo da giudice costituzionale, ma da ebreo fra gli ebrei, dichiara”razzista” il   “sovranismo” – con  ovvie e pesanti allusioni a Salvini –  fa di più:  da Padrone del Discorso,  sta preparando la “narrativa”  per la satanizzazione della sua vittima predestinata,  la sua trasformazione in imputata del Delitto Supremo,  imperdonabile –  ciò che prelude, e rende giustificabile, la sua futura eliminazione senza nemmeno un processo.  Che bisogno  c’è di  processo, una volta stabilito che chi vuole recuperare un poco di sovranità popolare è Razzista? E’ il nuovo Hitler, non occorre cercare oltre.
Se  credete che io esageri (ma è l’esperienza che  mi fa parlare) , guardate mezz’ora di telegiornale  e constata come qualunque personaggio politico di sinistra abbondantemente intervistato,  evoca contro Salvini l’accusa di razzismo, di disumanità e spietatezza.

Notate i sapienti scivolamenti del linguaggio:  Tito Boeri, il caporione dell’INPS insediato dalle sinistre, non si  limita a sabotare  il “decreto Dignità”  dando cifre false; di fronte alle proteste di Di Maio, parla di “negazionismo economico”.  Il termine sembra assurdamente fuori luogo,  ma serve a evocare lo spetto del “Negazionismo” assoluto, che s’identifica col Male Assoluto: Negazionismo dell’Olocausto.
Ripetete che i nuovi ministri si macchiano di Negazionismo, e  a poco a poco  ci si avvicina all’esito preconizzato  dall’anarchico Valerio Ferrandi,  figlio di un ex di Prima Linea che  assassinò un carabiniere nel 1977: “Salvini, in nome della bellezza e dell’intelligenza. Fai un gesto nobile. Sparati in bocca. Ps: prima o poi verrai appeso a un lampione”.  Certo il tizio si porta avanti – e adesso, denunciato da Salvini,  dice: “La mia non era una minaccia ma un invito a studiare la storia per evitare che si ripeta”.
Lo stesso invito espresso da Giuliano Amato, in fondo.
E non c’è dubbio che la magistratura ordinaria assolverà trionfalmente il Ferrando.  La magistratura “ordinaria”  “da  la caccia”  senza quartiere   – è il termine usato dai pm – ai 49 milioni presunti della Lega (che non esistono: tutta la malversazione precedente riguarda 700 mila euro malversati da Belsito e Bossi), li cercherà “anche nei territori”, il Riesame di Genova avendo decretato che “la Lega Nord finanziò le sue associazioni locali: quindi i soldi vanno sequestrati anche lì”. I  magistrati hanno infatti  stabilito che “c’è continuità” fra la vecchia gestione e la nuova Lega.  Per esempio, scrive l’organo delle procure Fatto, “hanno puntato il dito sul trasferimento gratuito di 26 mila euro dalla vecchia Lega Nord alla neonata Lega Toscana”:  se esistesse in Italia una  giustizia oggettiva, sarebbe facile opporre che un trasferimento  simile non ha nulla di sospetto come dotazione di una nuova sede locale  di un partito, e che 26 mila euro sono ben lontani dai 49 milioni cui  i procuratori “danno la caccia” .  Ma qui abbiamo appunto a che fare con una magistratura di parte, faziosa fino al delirio, che non riconosce alla Lega il diritto che  viene riconosciuto alle altre formazioni politiche, e disconosce a Salvini il diritto di  agire, anzi di parlare, anzi di esistere.
“Lasciateci processare Salvini!”, urla la Procura di Toirno – per la terza volta esige dal ministro di grazia e “giustizia”  che dia  l’autorizzaione a procedere contro il ministro dell’Interno.  E’ il terzo sollecito che il procuratore capo Armando Sppadaro  fa giungere al ministro. La colpa di Salvini per cui lo voglio trascinare  in giudizio: nel 2016, in un comizio, disse “Magistratura Schifezza”.   Lesione della  Divina Fazione , Vilipendio, bestemmia: Salvini non ha diritto all’opinione, gli sia strappata l’immunità parlamentare, la libertà di pensiero, il dritto di tribuna. Salvini è  un razzista,. Lo dice anche  Giuliano Amato –  Corte Suprema. Presto, sarà appeso a un lampione.  Non c’è bisogno di processo.
Si tratta di eliminare un nemico di classe, mica di far giustizia. Dopo adeguato linciaggio radio-televisivo, in corso.
Infatti i tg parlano solo di Salvini razzista, di salvini disumano, e tacciono notzie come:

La mafia nigeriana che si impianta sempre più solidamente in Italia,  in palese combutta con le ONG salvatrici:


Nè  i giudici  aprono un dossier quando Gino Strada  ammette, in tv, che la sua Emergency  (tanto caritatevole ONG)  ha pagato 230mila euro al mese alla ONG  maltese  MOAS per usare la loro nave,  scalzato poi dalla  CROCE ROSSA “gli ha offerto 400mila euro AL MESE, la MOAS ci ha sfrattati”.  Scusate, nessuna curiosità sul perché enti dediti al bene dei poveri profughi trovano conveniente pagare  tanto per stare su una nave che  li raccoglie? E’ un buonissimo investimento,  evidentemente.  Quanto rende? E perché  la “carità” ai migranti rende così tanto da meritare tali “investimenti”?
“Emergency faceva assistenza migranti, Moas si occupava delle spese logistiche di trasferimento. Contribuivamo con il nostro personale sanitario che pagavamo noi. Abbiamo dato 150mila euro al mese per le spese logistiche. Dopodiché ci hanno chiesto di dare di più, 180mila o 230mila, noi abbiamo discusso tra di noi e abbiamo accettato. Poi ci hanno telefonato e ci hanno detto: ‘Vogliamo che sbarcate domani perché la Croce Rossa ci dà 400mila euro’”.
Qui c’è qualcosa di più losco, di innominabilmente criminale che   il “razzismo”.
MA:

Non c’è dubbio che Giuliano Amato sia ancora una volta al centro della spoliazione delll’Italia, a cui ha dato la sua opera decisiva  e continua e coerente. Collaboratore di Craxi eppure  intoccato da Mani Pullite,  messo a capo del governo durante la tempesta giudiziaria  nel 1992, spiana la strada alle  privatizzazioni, ossia alle svendite a capitali stranieri delle migliori e più avanzate aziende pubbliche (a cominciare dalla Nuovo Pignone).   Amato si dimette nell’aprile 1993  – attenzione, senza voto di sfiducia del parlamento – e lascia il posto al governatore della Banca d’Italia, che nessuno ha eletto a fare il capo del governo: Ciampi, il quale gestirà da par suo l’attacco alla lire di Georges Soros.  Ossia: chiesto alla Bundesbank se era disposta a “difendere la lira” con le sue enormi possibilità, e  ottenutone un rifiuto ( contrariamente agli accordi), Ciampi con Amato ministro avrebbero dovuto rinunciare subito alla “difesa” che era già persa in anticipo; invece dilapidarono almeno 14 mila miliardi in una difesa, che si concluse come doveva: con la prevista sconfitta. Sconfitta che comportò una svalutazione della lira del 25% .  Proprio nel momento  guarda caso, in cui il governo offriva in vendita le imprese-gioiello da ”privatizzare”: gli stranieri poterono quindi comprarle con quello sconto ulteriore. Ciò mentre il Pool giudiziario di Mani Pulita contribuiva validamente ad abbassare il prezzo, con le retate e gli arresti del presidente dell’ENI , Emanuele Cagliari, tenuto in galera preventiva fino al suicidio;  il “suicidio” di Gardini e la retata di tutti i dirigenti della Ferruzzi, nostra efficiente multinazionale granaria;  in questo clima di  terrore giudiziario  fatto pesare sui manager pubblici,  Ciampi, con Prodi, operò la  privatizzazione della Banca Commerciale Italiana , del Credito Italiano, e la “ristrutturazione”  dell’ILVA ossia la distruzione della grande siderurgia nazionale,  Se l’Italia d’oggi è l’ombra “sudamericana” di quella che fu così distrutta, bisogna ringraziare Ciampi e Amato. E infatti sono stati ingraziati:  uno con la presidenza della Repubblica, l’altro come giudice costituzionale, nominato a quella eccelsa poltrona da Napolitano.
Capite bene dunque perché ha ragione di considerare il”sovranismo” un razzismo, da eliminare con linciaggio e senza processo.
Maurizio Blondet
fonte https://www.maurizioblondet.it/giuliano-amato-guida-la-hitlerizzazione-del-governo/

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