Translate

mercoledì 31 ottobre 2018

Paolo Savona - Per chi sta lavorando Mario Draghi?


SOROS TELEFONA A DESTRA ED A MANCA, FACENDO E DISFACENDO GOVERNI



Alcune settimane fa in televisione Monti confermò che nel 2011, alla sua salita al governo, ricevette numerose telefonate da George Soros, il miliardario speculatore  che, tramite la sua fondazione Open Society, ha mosso mare e monti in Europa a favore dell’immigrazione africana. All’epoca a Monti consigliò di far entrare la Troika in Italia, operazione talmente distruttiva, visti gli effetti in Grecia, che neanche il Senatore se la sentì di applicare  al nostro paese.
Ora secondo le parole di Yanis Varoufakis fu sempre Soros a telefonare ad Alexis Tsipras nel luglio del 2015 per chiedere la sua testa da ministro delle finanze. In un’intervista a SkaiTVl’economista afferma che “Soros ha impugnato la cornetta per me solo una volta, quando telefonò a Tsipras per chiedere il mio licenziamento nel luglio del 2015“. Tutto nasce da un attacco dell’ex ministro della difesa Kammenos che ha accusato Varoufakis di essere al soldo di Soros, come Tsipras, per cui l’economista ha fatto questa rivelazione, sinora taciuta probabilmente perchè Soros è comunque parte di quella sinistra europeista che Yanis vuole tentare di rivitalizzare, per cui per attaccare il protoleghista Kammenos va bene anche tirare fuori le telefonate del magnate.
Al di là di queste piccole beghe politiche risulta naturale chiedersi con quale coraggio uno speculatore internazionale si arroghi il diritto di chiamare primi ministri, alcuni dei quali democraticamente eletti, per toccarne ed influenzarne le politiche.  Quante persone comuni, o quanti professori universitari,  possono telefonare ad un Presidente del Consiglio per dirgli cosa fare o non fare? Anzi chiediamoci chi ha fornito questi numeri, chi ha creato questi contatti da autentica piovra del potere? Soros non è un mito, è una realtà che vuole sovvertire le decisione democratiche dei governi. Se non ci fosse un potere a lui succube sarebbe da tempo già stato estromesso, con la sua organizzazione, da ogni vicinanza con i media e con il potere, che invece (vedi Fubini) influenza senza ritegno.
Guido Da Landriano
http://www.stopeuro.news/soros-telefona-a-destra-ed-a-manca-facendo-e-disfacendo-governi/

I politici italiani del cartello finanziario che ci ha tolto la sovranità


Il golpe è servito: dittatura finanziaria e svuotamento della sovranità nazionale. Cosa hanno in comune Andreatta, Amato, Prodi, Ciampi, Draghi, Monti e Letta? Quali sono i legami tra questi esponenti politici con le grandi istituzioni finanziarie? Come è avvenuto il furto della sovranità dell’Italia ? Le risposte di Francesaco Amodeo in questo video.


fonte http://www.imolaoggi.it/2018/10/31/i-politici-italiani-del-cartello-finanziario-che-ci-ha-tolto-la-sovranita/

Di chi è il parlamento? – La guerra per l’imposizione dei vaccini



Vaccini - Di chi è il parlamento?
Oggi alla Commissione Sanità, in parlamento, si inizia a discutere della nuovalegge sui vaccini che sostituirà la legge Lorenzin. (Ddl 770, primo firmatario Stefano Patuanelli, M5S).
Le audizioni si terranno all’interno della Commissione durante le prossime settimane: non vi sarà un dibattito esteso all’aula. I parlamentari, nel loro insieme, potranno approvare o bocciare soltanto il testo finale. La richiesta per presentarsi in audizione è scaduta oggi.
È doveroso denunciare un fatto che non so se sia meglio definire “ingiusto” o dovuto a un “conflitto di interessi” o, peggio ancora, chiamarlo uno “scippo della democrazia”. Ma temo che le tre espressioni non bastino a descrivere l’accaduto.

A fine settembre il Comitato per la libera scelta vaccinale – che riunisce 70 associazioni di genitori, sparse sul territorio italiano – ha chiesto un’aula in parlamento per presentare una proposta di legge popolare. Sono state raccolte 75.000 firme certificate (15mila in più di quelle previste dalla Costituzione), per un disegno di legge che prevede la raccomandazione delle vaccinazioni e la non esclusione dalle scuole. Qui il testo.
La richiesta però è stata rifiutata. Il parlamento ha detto No.
No, voi non potete presentare qui il vostro disegno di legge (senza dire perchè, e stop).
No ai genitori (che sono anche elettori e contribuenti).
Ma dove avrebbero dovuto presentare una proposta di legge i cittadini italiani, se non in parlamento?
E di chi è il parlamento?

Andiamo avanti.
Si è poi saputo che oggi, poco dopo l’inizio dei lavori in Commissione Sanità, alla Sala Atti parlamentari, si sta svolgendo un convegno della Glaxo: “Global Health: l’Italia driver di best practice”. L’azienda produttrice di vaccini discuterà del ruolo di primo piano svolto dall’Italia nell’ambito delle strategie vaccinali.
Prendetevi qualche minuto di tempo per leggere il comunicato dei genitori, qui: al convegno sono stati invitati gli stessi deputati della Commissione sanità che dovrebbero lavorare sulla legge. Poi, dopo le richieste di spiegazioni, qualcuno ha deciso di non partecipare al convegno.
Morale: alla richiesta di avere un’aula in parlamento, alla Glaxo è stato risposto sì. E stop.
La Glaxo produce vaccini; è un nostro fornitore. Ma lo Stato siamo noi e il portafogli è nostro…
Ma noi no, non abbiamo diritto a un posto in parlamento. Loro sì e noi no.

Paga e taci.
Mi rivolgo al ministro Grillo e al suo primo consigliere scientifico, l’epidemiologo e studioso Vittorio Demicheli che nel 2015 davanti a un Piano Vaccinale da lui giudicato “fotocopia di quello delle industrie”, scrisse su Il Sole24ore che “questo modo di fare politica sanitaria avrebbe danneggiato la cultura delle vaccinazioni e favorito quella del complotto”.
Fonte immagine
Una profezia?
E ora, ministro Grillo, che il testo di legge in discussione prevede un “obbligo flessibile” da 0 a 90 anni, per “tutte le vaccinazioni che le autorità riterranno necessarie, quando la situazione lo richiederà”, noi dovremmo stare tranquilli?
Ps. Illustro brevemente cosa occorrerebbe per farci stare tranquilli: nessun obbligo preventivo in vista di infezioni che “potrebbero” colpirci, visto che le possibilità di contrarre virus e batteri per ciascuno di noi sono infinite, possibili ma non necessarie (non è detto che tutti ci si ammali).
Le misure obbligatorie (vedi blocco del traffico causa polveri sottili o chiusura delle scuole quando c’è un’alluvione) si attuano quando un pericolo è reale; insomma, la società in cui viviamo ha tutti gli strumenti per far fronte alle emergenze (vere).
Ps. Legenda sul Ddl 770. Il testo parla di urgenze epidemiche o epidemiologicheper attuare l’obbligo vaccinale su tutta la popolazione.
Epidemica” sta per pandemia (ad esempio la suina o l’aviaria in passato solo paventate e mai avvenute). Una pandemia è già stata prevista nei prossimi anni da Bill Gates: il fondatore della Microsoft ha già calcolato che farà 33 o 34 milioni di morti. Leggete qui.
Epidemiologica” invece si riferisce al caso in cui le coperture vaccinalidovessero scendere sotto gli obbiettivi del Piano vaccinale (95% di copertura per tutti?).
Ci chiediamo: obbligo flessibile significa obbligo forever?
http://compressamente.blogspot.com/2018/10/vaccini-di-chi-e-il-parlamento-la.html

Magaldi: coraggio, e l’Italia non sarà più preda di stranieri


Vietato farsi intimorire dagli spaventapasseri a guardia dell’euro-bunker, ormai assediato da più parti: un po’ di fegato, e gli ometti del racket finanziario smetteranno di abbaiare. Juncker, Dombrovkis, Moscovici, Oettinger: «I frontman di queste istituzioni europee sono personaggi molto friabili e molto deboli: per fronteggiarli basta avere un po’ di forza, un po’ di dignità e un po’ di schiena diritta». Gioele Magaldi incoraggia il governo Conte: non si lasci intimidire dalle minacce di questi personaggi, peraltro «in scadenza», e per giunta di caratura modesta: «Non è che abbiano grande autorevolezza e prestigio per potersi imporre». Insiste, il presidente del Movimento Roosevelt: «Bisogna rompere il loro paradigma: occorre avere un po’ di coraggio, e poi si scopre, come nella vicenda del Mago di Oz, che la grande magia in realtà è fatta di cartapesta». Soltanto illusionismo, «giocato più sulla paura di chi è soggetto al timore di questa magia che non sulla forza reale di chi, questa magia, la costruisce». Forza e coraggio, dunque, di fronte ai ventilati sfracelli finanziari per il deficit al 2,4%, peraltro già smentiti da Standard & Poor’s, segno di «probabili ripensamenti in corso» nella cabina di regia del potere neoliberista, non più così granitico. «Si tratta di restare sereni e tranquilli», visto che in palio c’è l’Italia: finora, il nostro paese è stato regolarmente depredato, in modo programmatico. Ecco il punto: questo film deve finire.
«Bisogna abbandonare lo stile consueto dell’Italia», sottolinea Magaldi nella diretta web-streaming “Magaldi Racconta”, su YouTube, con Fabio Frabetti di “Border Nights”. «L’Italia – dichiara Magaldi – ha ricevuto un ruolo: quello di essere una Gioele Magaldipreda, pur essendo un paese forte e importante sul piano politico ed economico». Una preda: bottino da saccheggiare. Temi e rivelazioni che lo stesso Magaldi, massone progressista, ha concentrato nel bestseller “Massoni” (Chiarelettere), che svela ad esempio il ruolo della P2 di Gelli come terminale locale della potente superloggia sovranazionale “Three Eyes”, espressione della supermassoneria neo-feudale più reazionaria, incubatrice della globalizzazione universale fondata sulle privatizzazioni, sulla confisca dei diritti democratici e sulla precarizzazione del lavoro. L’Italia? Azzoppata dalla strategia della tensione affidata a operatori come Gladio, poi assaltata con la tabula rasa di Tangentopoli che aprì la strada al superpotere eurocratico. Risultato: declino industriale e svendita dei gioielli di famiglia. «La verità è che è stato disegnato per l’Italia un ruolo subalterno. Nessun altro grande paese sarebbe mai stato trattato così, e questo – aggiunge Magaldi – è stato fatto con la complicità delle classi dirigenti, centrodestra e centrosinistra, di questi ultimi decenni».
Adesso, ribadisce il presidente del Movimento Roosevelt, «si tratta di cambiare passo». E naturalmente, aggiunge, «i media e tutta la filiera di cortigiani politici e burocratici continuano a muoversi come se l’Italia fosse ancora un’espressione geografica, più che un’entità statuale democratica e repubblicana, dotata di una sua dignità». Ringhia, l’establishment spiazzato dal governo gialloverde: «Tutti quelli che sono abituati a fare i proconsoli di poteri apolidi e predatori masticano amaro, e tutti i giorni propinano a reti unificate questa canzone stonata sull’Italia, sul governo populista e cialtrone che non vuole rispettare i patti. Ma è una menzogna: i patti verso la democrazia e verso la dignità del popolo – scandisce Magaldi – li hanno violati quelli che hanno spacciato questa pessima costruzione europea per il grande sogno di Altiero Spinelli e di altri illustri europeisti, da Victor Hugo a Mazzini e Garibaldi». Loro, gli usurpatori dell’ipotesi-Europa (in realtà mai nata), oggi prendono nota: persino le grandi testate, ovvero «il mondo finanziario che conta», iniziano a fare dei distinguo, sull’Italia. Dicono: ma chi l’ha detto Steve Mnuchinche questa manovra è inaccettabile? Chi l’ha detto che quelle del governo Conte sono le proposte di una “cicala” che vuole mettere in crisi il risparmio, la tenuta dei conti, il futuro delle nuove generazioni?
«E’ un segnale importante – rileva Magaldi – il fatto che queste voci inizino a venire da mondi che si sono troppo spesso allineati al coro globale, intonato al contenimento e quindi anche alla devastazione dell’economia italiana». Wall Street non è unanime nel suo giudizio sull’Italia, il governo Usa si mostra indulgente verso Conte, lo stesso Steve Mnuchin (il ministro del Tesoro di Trump) dichiara che la strada del “deficit spending” è la via maestra, intrapresa anche dagli States. Cattive notizie, insomma, per gli euro-tecnocrati che vorrebbero spegnere sul nascere il timido tentativo dei gialloverdi, la loro piccola insubordinazione sul rigore di bilancio. Peccato, aggiunge Magaldi, che Lega e 5 Stelle si limitino al piccolo cabotaggio intorno al deficit, rinunciando a fare da battistrada – come Italia – nel chiedere una drastica riforma dell’Unione, basata sulla richiesta di una vera Costituzione Europea, finalmente democratica. Non mancano gli ultra-pessimisti, che ritengono irriformabile l’Ue: «Sono frange comunque minoritarie, a livello di consenso: la maggioranza dei cittadini è delusa dal modo in cui l’Unione è gestita, ma certo resta favorevole all’idea di una integrazione europea». E quelli che vorrebbero farla finita, con Bruxelles? «Secondo me sbagliano, magari in buona fede», dice Magaldi: «Senza accorgersene, fanno il gioco degli avversari: gli uni dicono che l’Ue non può cambiare, gli altri sostengono che non deve cambiare. Risultato: ragionando così, niente cambierà».
Magaldi propone un altro approccio: «Andiamo oltre la moderazione del governo Conte, in questa fase». Lo dice «agli amici del governo, alla maggioranza gialloverde» che nel futuro prossimo, alle europee e poi in Italia, dovrà affrontare un quadro politico mutevole. «Io dico: facciamo partire dall’Italia una radicale trasformazione del progetto europeo. Cioè: andiamo verso una Costituzione politica, a fondamento dello stare insieme in Europa. E’ un dogma di fede, l’irriformabilità di un’Unione nata male? Sembra speculare al dogma di quel potere, che oggi ci ripete che non si può cambiare nulla». L’Europa, Magaldi la ritiene «riformabilissima», gettando a mare «lo spirito compromesso con cui è stata costruita questa Ue, economicistica e tecnocratica». Storia: «I padri di questa costruzione post-democratica sono Jean Monnet e Richard Coudenhove-Kalergi. Monnet era un ex massone progressista, Kalergi un uomo ambivalente che prima ancora della Seconda Guerra Mondiale aveva radunato attorno al progetto paneuropeo personalità anche progressiste, non chiarendo però quale fosse la sua idea di Richard Coudenhove-KalergiEuropa». E poi invece, di concerto con Monnet, proprio Kalergi «ideò e diede avvio a un progetto neo-feudale, quasi una sorta di nuovo Sacro Romano Impero».
Un dominio pre-democratico, «dove il potere imperiale fosse nelle mani di alcune oligarchie apolidi, coi loro terminali (come vassalli e valvassori) incarnati in burocrati chiamati a occupare posti non elettivi di gestione della governance». E tutto, a partire dalla costituzione della Ceca (la comunità dell’acciaio e del carbone) è stato svolto in modo unilaterale, economicistico. Spinelli e gli europeisti, invece, volevano «qualcosa di armonioso, da costruire insieme ai cittadini, non al di sopra dei cittadini». Una Costituzione da scrivere insieme, «coinvolgendo la popolazione in consultazioni e referendum su ciascuno dei suoi articoli». Di Costituzione Europea si è parlato anni fa, ma poi non si è fatto nulla: «Ci sono solo dei trattati, in quella che è una posticcia costruzione continentale dove, mai come adesso, le nazioni sono una contro l’altra armate. E’ veramente una gabbia, dis-utile per l’interesse popolare ma utile per gli oligarchi globali». Rinunciare all’Europa e distruggere tutto per tornare alle nazioni? Falso problema, secondo Magaldi: «Che sia globale, europea, nazionale, regionale o locale, la governance non cambia se il paradigma che la ispira non è democratico». Un esempio? I nostri Comuni: «Sono strangolati dal Patto di Stabilità, voluto in sede Altiero Spinellieuropea ma discendente da una visione neoliberista che pervade tutte le istituzioni politiche e economiche internazionali più importanti».
Proprio il Patto di Stabilità «strangola le possibilità di intervento dei Comuni su un livello che è quello locale». In un mondo «ormai globalizzato perché interconnesso», si può scegliere «che tipo di globalizzazione si vuole». Disconettersi? Impossibile: le economie sono collegate, ogni decisione ha ripercussioni ovunque. «Puoi scegliere però come governarle, queste dinamiche: in nome della finanza e dei mercati, dell’interesse dei pochi a scapito dei moltissimi, oppure con un metodo finalmente democratico». Perché preoccuparsi se la governance è europea, italiana, regionale o cittadina? «Preoccupiamoci che a tutti i livelli vi sia una metodologia democratica», ovvero «che vi sia la primazia della politica sull’economia e sulla finanza, e la primazia della sovranità del popolo su qualunque altra forma di sovranità o di potere privato». Quel che conta, chiosa Magaldi, è che comunque il governo gialloverde abbia almeno manifestato la volontà di invertire la rotta suicida e autolesionistica degli ultimi decenni. Un possibile inizio, si spera, per cominciare a imporre la percezione di un’altra Italia, non più terra di conquista e facile preda, grazie alla complicità del vecchio establishment “collaborazionista”, al servizio di potentati economici stranieri.

fonte http://www.libreidee.org/2018/10/magaldi-coraggio-e-litalia-non-sara-piu-preda-di-stranieri/

martedì 30 ottobre 2018

IL GRANDE BLUFF DEI MOSCOVICI E JUNKER CON L’ITALIA



di  Luciano Lago
Avevamo scritto, non più tardi di qualche giorno fa, che la UE è una “Tigre di Carta” nei sui atteggiamenti minacciosi contro l’Italia. Come volevasi dimostrare anche giornali esteri, altamente autorevoli ed espressione del mondo finanziario anglo USA, ci confermano questa tesi nel criticare decisamente l’atteggiamento della Commissione Europea nei confronti dell’Italia.
Non per caso Bloomberg, Financial Times e Wall Street Journal, sono usciti con editoriali estremamente critici verso la caparbia ottusità dei tecno burocrati dell UE ed hanno a loro volta giustificato e persino sostenuto le buone ragioni del Governo Conte.
La considerazione di fondo è quella che l’Europa sia troppo esposta con l’Italia per permettersi di fare la “faccia dura” con il Governo italiano.
Non tutti sanno che le banche francesi e tedesche hanno in gioco con l’Italia più di $ 400 miliardi e perderebbero di molto se, in una trattativa che porti alla rottura, il paese dovesse lasciasse l’unione monetaria. In sostanza le minacce fatte da Moscovici e Junker, sono in realtà un manovra orchestrata per intimorire e ricattare ma di fatto sono un grosso Bluff.
I leader europei sono impegnati in una situazione di stallo con l’Italia, nel tentativo di costringere il governo “populista” a rinunciare al suo piano di spesa che, secondo loro, romperebbe lo schema di budget previsto dalla Commissione. Tuttavia non è chiaro fino a che punto possono andare. L’interrogativo è quello per cui ci si domanda se potrebbero loro, personaggi in cerca di rielezione, correre il rischio di spingere l’Italia fuori dall’unione monetaria?
I giornali britannici sostengono che, a giudicare dalle esposizioni delle banche francesi e tedesche, di cui soprattutto la Commissione cura gli interessi, questi hanno un forte incentivo a cercare un compromesso con il governo “populista” italiano.
Per capire il comportamento di Francia e Germania, i due membri più influenti della zona euro, bisogna verificare come si sono regolate le loro banche in altre situzioni.
Quando, ad esempio, le rivelazioni sulla cattiva gestione fiscale della Grecia hanno innescato una crisi nel 2010, le banche francesi e tedesche detenevano circa $ 115 miliardi in vari investimenti greci , secondo la Banca dei Regolamenti Internazionali. Ciò ha dato ai loro governi ampi motivi per offrire alla Grecia la linea di apparente sostegno finanziario di cui il paese aveva bisogno per sopravvivere.
Resta il fatto che, cinque anni dopo, quando un nuovo governo di sinistra cercò di ribellarsi contro l’austerità che avevano imposto, le loro esposizioni si erano ridotte a meno di $ 8 miliardi – e si dimostrarono molto più disposti a lasciare che la Grecia terminasse la sua parabola di spolpamento finanziario.
Allora non ci furono più preoccupazioni, i loro soldi erano stati messi al sicuro con il contributo di altri paesi fra cui l’Italia.
I crediti delle banche nazionali verso l’Italia, miliardi di dollari
Quindi occorre considerare quanto hanno in ballo oggi le banche francesi e tedesche in Italia e si scopre che hanno un sacco di soldi. A giugno, le istituzioni francesi hanno investito circa 316 miliardi di dollari in investimenti italiani, secondo la BRI. È molto più di quanto non abbiano mai avuto in Grecia. I crediti delle banche tedesche verso l’Italia, pari a $ 91 miliardi, erano minori ma ancora significativi.
La manovra economica del governo italiano che prevede di aumentare il deficit di bilancio al 2,4% del prodotto interno lordo rappresenta una minaccia per le banche, perché indebolisce i prezzi dei titoli di stato e mette in questione le controparti italiane. Tuttavia uno stallo che alla fine ha dovesse sospingere l’Italia fuori dall’unione monetaria sarebbe molto peggio, con una probabile e brusca svalutzione di tutte le partecipazioni italiane nelle banche franco-tedesche. Probabilmente il miglior risultato può essere una tregua che permetta all’Italia di fare un po ‘di stimolo della domanda interna in cambio di una credibile promessa di essere più frugale nel lungo periodo.
Conte con Junker
Naturalmente, mantenere a galla le banche non è l’unica ragione per cui l’Italia deve rimanere nell’euro. L’uscita della terza economia continentale dell’Europa minaccerebbe l’esistenza stessa dell’unione monetaria. Resta il fatto che, per indovinare quali sarebbero le mosse dei leader europei, risulta molto utile sapere dove sono i soldi.
L’altra ragione di non arrivare ad un punto di rottura è quella di non esporsi con gli altri paesi che hanno, anche questi, un forte contenzioso con la UE e ne contestano le restrittive politiche economiche impostate al dogma del neoliberismo e dell’austerità.
Paesi come la Polonia, l’Ungheria e gli altri del gruppo di Visegrad manifestano una sempre maggiore insofferenza verso gli organismi come la Commissione Europea, tanto che, una eventuale rottura con l’Italia, sarebbe uno stimolo per arrivare ad altre rotture clamorose.
Questo i leader europei e le oligarchie di potere che contano nella UE, di sicuro non se lo possono permettere e non lasceranno che accada.

fonte https://www.controinformazione.info/il-grande-bluff-dei-moscovici-e-junker-con-litalia/

lunedì 29 ottobre 2018

LE RADICI NAZISTE DELLA UE



Scarica PDF  gratuito


http://altrarealta.blogspot.it/

Carpeoro: S&P, l’America è con l’Italia (cioè contro Draghi)


Il verdetto di Standard & Poor’s è un segnale importante, perché vuol dire che c’è una frattura, all’interno delle Ur-Lodges reazionarie, e che l’America non segue completamente l’Europa e la linea Draghi, di sconfessione del governo italiano, ma furbescamente si posiziona a metà strada: non toglie all’Italia l’etichetta di paese dal rating ancora accettabile, ma in compenso cambia le previsioni, nel senso che ci vede nero (quindi, un colpo al cerchio e uno alla botte). Sta di fatto, però, che gli ambienti finanziari americani non solo completamente allineati a quelli europei, e questo è un segnale da registrare. Un segnale non necessariamente positivo, ma nemmeno negativo come quelli degli ambienti finanziari europei. Ne è consapevole, il nostro governo? Non ci mettono molto, a capirlo, se il loro unico neurone funziona. Poteva andare peggio, dite? No: “doveva” andare peggio, perché il “fratello” Draghi non se l’aspettava, questa botta. La sovragestione non è granitica, quei poteri discutono e litigano, hanno interessi diversi. Poi, l’Italia ha lanciato un messaggio giusto: perché, prima di questo giudizio, Conte è andato da Putin. Era un modo per non far emettere a Standard & Poor’s una sentenza negativa.
Un verdetto totalmente negativo avrebbe avuto, come conseguenza, di far salire ulteriormente lo spread, o comunque di non farlo salire quanto sarebbe salito in caso di verdetto negativo. Un aiutino al governo? Per certi aspetti sì, ma è un aiutino Gianfranco Carpeorobasato sulle menzogne. Lo spread stesso è una menzogna. Soprattutto, vorrei contestare ufficialmente, a Draghi, di essere un bugiardo. Se rivelo pubblicamente la sua identità massonica, è perché lui stesso è venuto meno alle regole della massoneria. Tutti quelli che stanno facendo questa operazione sono dei bugiardi: lo spread non può incidere sui risparmi degli italiani, che sono in euro, e l’euro non si è mai svalutato in vita sua. Quindi la smettano, di mentire. Quella sullo spread è una manipolazione, anche mediatica. Con Berlusconi gli era pure andata bene. Allora la cosiddetta opinione pubblica si allarmò molto. Questa volta lo spauracchio dello spread farà presa quasi solo nell’elettorato del Pd? Be’, le iniziative giudiziarie allora intraprese nei confronti di Berlusconi mi sembrano di entità ben diversa, rispetto a quelle nei confronti di Conte, Salvini e Di Maio. All’epoca avevano creato il terreno, per la capitolazione.
Dove porterà l’asse con Putin? Innanzitutto, Putin si è prestato ad aiutarci lanciando il segnale. Poi, vedremo dove questo potrà portare. Standard & Poor’s è un organo occulto del governo americano. E’ un organo di governo, non un’entità indipendente come si vorrebbe far credere: ha sempre fatto quello che conviene al governo statunitense. Attraverso S&P, è come se il governo americano dicesse: attenzione, l’Italia appartiene alla Nato, quindi non possiamo permettere che l’emergenza induca gli italiani a stringere legami forti con i russi, quindi vediamo di fare qualcosa che non crei all’Italia una situazione straordinariamente difficile, costringendola poi a dichiararsi alleata di Putin in tutto e per tutto. Trump e Putin? Hanno interessi comuni e interessi opposti. I loro rapporti sono molto controversi. Putin ha avuto interesse che Trump venisse eletto, anche perché Trump ha fatto un dispetto a tutti i partiti americani: era odiato dagli stessi conservatori, di cui pure fa Conte con Putinparte. Dopodiché, candidandosi, Trump aveva fatto un accordo sulla base della previsione di non essere eletto (non di esserlo: non se l’aspettava neanche lui, l’elezione). Poi lo scenario è cambiato, e adesso Trump deve difendersi anche da un’accusa di connivenza con i russi sulla sua elezione, quindi Trump e Putin devono anche mostrarsi ostili – ma la loro non è un’ostilità profondissima.
Se lo stesso spread può essere considerato un’applicazione della sovragestione, un altro caso di sovragestione è quello della Banca Centrale Europea – che non è un organo politico né un organo democratico, eppure governa l’Europa. Sempre a proposito di sovragestione: vi chiedete che fine ha fatto l’Isis? E’ dormiente, prima o poi si sveglierà. Certo, ieri l’Isis è stato usato per finalità oscure, di potere, e oggi non sta avvenendo. L’Isis resta uno strumento: e la sovragestione non lo usa, uno strumento, quando non le serve. Sarebbe “utile”, da parte di qualcuno, rispolverare lo strumento degli attentati terroristici, magari per colpire l’Italia anche da quel lato? Secondo me, no: perché oggi il pericolo, per l’establishment, sono i partiti cosiddetti sovranisti, ed eventuali attentati targati Isis li aiuterebbero. Piuttosto, consiglio al governo di non toccare i servizi segreti. Ho sentito parlare di rimozioni e sostituzioni, ma sarebbero un errore. Da anni, i servizi italiani sono leali verso lo Stato e straordinariamente efficienti: ci hanno risparmiato decine di attentati, lavorando per la nostra sicurezza quotidiana.
(Gianfranco Carpeoro, dichiarazioni rilasciate nel corso della conversazione con Fabio Frabetti di “Border Nights” durante la diretta in web-streaming “Carpeoro Racconta”, il 27 ottobre 2018 su YouTube).
fonte http://www.libreidee.org/2018/10/carpeoro-sp-lamerica-e-con-litalia-cioe-contro-draghi/

sabato 27 ottobre 2018

Il finanziamento internazionale della migrazione ingegnerizzata



Ong, Think Tanks, Globalist Billionaires e Multilateral Organizations si uniscono per progettare il movimento di popoli non europei in Occidente. Il loro obiettivo: la sostituzione degli europei e delle loro culture. I principali finanziatori di questo programma sono discussi qui ...in questo video

fonte VertigoPolitix

SU FICO, LE MAFIE DI SAN LORENZO E LA POVERA DESIRèE

SU FICO, LE MAFIE DI SAN LORENZO E LA POVERA DESIRèE
Ritorno sullo stupro di Desirée, cominciando sul  complesso immobiliare –  in   rovina da anni  –   dove gli africani l’hanno violentata fino alla morte.  Nel precedente articolo Ho espresso il sospetto che  “qualcuno”  VOGLIA   il degrado criminale di quel quartiere. Ho postato la lettera della immobiliare che ne è proprietaria e   dice di non potervi accedere perché  il complesso in abbandono è sotto sequestro, e  il curatore che ne ha la responsabilità non fa nulla per risanarlo.
La società si chiama Tunda  Orange Immobiliare. Perché   ha sotto sequestro giudiziario  l’immobile? Trovo solo un articolo del 2009, firmato da Franco Bechis  –  il miglior giornalista italiano per sbrogliare certe matasse  – che ha per titolo:

“Il fratello di Walter non paga le  tasse”.

Valerio Veltroni, fratello maggiore di Walter Veltroni che è  stato sindaco di Roma (2001-2008) e la sua società ha “omesso” imposte, in modo “reiterato”, per 500mila euro.

Valerio Veltroni, presenza costante nei Cafonal di Dagospia  –   nelle feste in cui si raduna “tutta la Roma potentona da Mattarella in giù” http://www.dagospia.com/mediagallery/Dago_fotogallery-135078/657607.htm

In realtà, era un’altra società quella che non ha pagato le tasse: Tundra II,sempre di Veltroni brother.  Orbene, questa società “ presta alla società che diventa sua unica azionista (la San Crispino Holding) 3 milioni di euro, cifra che la San Crispino in parte utilizza per acquistare la Tunda II (197.140 euro) e un’altra finanziaria del gruppo, la Tundafin (3,56 milioni di euro), anche questa manco a dirlo a guida Valerio Veltroni. La incredibile partita di giro si chiude con un’altra operazione infragruppo: la Tundafin appena acquistata dalla San Crispino grazie ai soldi prestati dalla Tunda II (che per fare questo per l’ennesima volta manda in bianco il fisco italiano), restituisce il favore, e compra per 3,8 milioni di euro la quarta società del gruppo, la Tunda orange immobiliare (e chi la guida? Sorpresa: Valerio Veltroni). Grazie a questa operazione la Tunda II (che era azionista di maggioranza della Tunda orange immobiliare) incassa 2,076 milioni di euro che le consentono di sistemare i guai chiudendo perfino il bilancio 2008 con un utile di 2,047 milioni di euro”.
Capito? No, probabilmente.  Bechis ci viene in soccorso: “In fondo è semplice. Veltroni compra con la mano destra da Veltroni che con la mano sinistra ripaga Veltroni che così presta alla destra di Veltroni i soldi per ricomprare dalla mano sinistra di Veltroni”.
E non basta: il collegio sindacale ha rimarcato  “l’incongruenza della gestione finanziaria dei crediti infragruppo, non procedendo la società energicamente nei confronti dei debitori aziendali, ma addirittura, anche nel 2009, erogando prestiti ed anticipazioni ad altre aziende del gruppo già debitrici nei suoi confronti”.   Veltroni senior regalava denaro  ai suoi   debitori che non lo pagavano?  Perché? E perché dispone di 3,56 milioni di euro, se non paga le tasse perché accusa “difficoltà finanziarie”? E infine la domanda:
Non c’è qui l’ombra di un piccolissimo conflitto d’interessi fra la posizione di sindaco 2001-2008 del fratello, e le  acrobazie finanziarie oculatamente in  perdita di Valerio Veltroni?
Incapaci di rispondere, ci limitiamo a  postare il pezzo di Bechis. Un pezzo di antologia sul modus operandi del mondo degli   “imprenditori”  palazzinari romani ammanicati.  E impuniti .
Una lettrice mi ha girato un pezzo che  m’era sfuggito, sul Quotidiano Net:

Desirée Mariottini, il magistrato: “Sgomberi? La politica ha paura”

Qui parla un magistrato, Alfonso Sabella, oggi al Tribunale di Napoli, ma che  nel 2015 è stato  assessore alla Legalità di Roma,  “ha davvero mandato le ruspe a demolire gli stabilimenti abusivi, scatenando l’inferno. “Ho toccato interessi molto forti, così a volte giravo armato”.
Addirittura?  Dunque eccoci pronti a scoprire le altissime complicità e i protettori, gli Al Capone, i Sam Giancana de San Lorenzo, pericolosissimi, coperti da immunità inconfessabili.

Politici al  servizio di lobby pecorecce

Alla domanda:
Quali poteri si scatenano contro chi usa il pugno di ferro?
il giudice risponde:  “Movimenti per la casa, associazioni più o meno riconosciute con vertici potenti. Sono lobby pecorecce, non certo l’alta finanza o poteri forti. Ma fanno perdere consensi elettorali. È un racket quello delle occupazioni – si paga per stare abusivamente in un edificio e si creano nuovi schiavi –: gli occupanti sono minacciati da chi gestisce servizi di accoglienza”.
Perché è così difficile intervenire nelle ‘zone franche’ delle città?
“Dietro il degrado ci sono interessi che fanno capo a questa o a quella parte politica. Se sgomberi un edificio occupato dall’estrema sinistra, ti applaude l’estrema destra. Se, per esempio, fai uscire Casapound, ti applaude la sinistra ma ti contrasta la destra”.
Dunque i partiti romani si piegano non di fronte a  degli Al Capone, ma a “Lobby Pecorecce” – come in fondo è tutto a Roma: delinquenti pecorecci, alla pastora, alla pajjata.  Ci sono centinaia, letteralmente, di “mafie capitali” impunite e occupanti zone franche:   Centri sociali, i Casamonica,  i  dipendenti dell’ATAC che falsificavano  i biglietti, assenteismo del 12% al giorno, “movimenti per la casa”,  ma anche al  liceo  Virgilio dove vanno i figli di paà della nomenklatura, impuniti e impunibili.  Se ci pensate anche la RAI con le sue cosche giornalistiche incistate e milionarie è una mafie pecoreccia – e persino  il Parlamento, con la sua autodichia – la possibilità di spendere e spandere quanto vuole, senza concorsi e senza controllo – è una delle mafie pecorecce e grasse   come  spaghettoni alla carrettiera.

Naturalmente il magistarto nomina Casapound…  si dimentica di dire che qui in San Lorenzo, ha  messo radici per un decennio il Collettivo di Via dei Volsci, un gruppo rosso criminale,   violentissimi  picchiatori  per uccidere, specie di Brigate Rosse intoccabili – tutta gente che era vicina al Manifesto: è abbastanza come lobby pecoreccia? In teoria il Collettivo è  stato chiuso,  ma i vecchi militanti  non si sono allontanati, se i media parlano dell’”assessore all’Ambiente di zona, Rino Fabiano, cresciuto al collettivo autonomo dei Volsci, oggi indipendente Pd” (ti pareva?).  Naturalmente anche lui  –  proprio come il fratello di Veltroni – dichiara ai giornali che  ha fatto “otto segnalazioni in sette mesi”  all’ufficio per la  sicurezza dei municipi, ma senza risposta.
Tutti a garantire che, se solo dipendesse da loro, San Lorenzo sarebbe un modello  urbano  profumato e lindo.  Un paradiso dove, beninteso, gli spacciatori e gli stupratori vengono accolti, perché loro sono per “L’integrazione”, mica come quel fascista di Salvini.
La prova è che nel maggio 2017, attivisti del centro sociale poi diventato di accoglienza  “Baobab”, hanno  cercato di impedire l’arresto di un rapinatore e stupratore seriale, della Guinea Bissau, che avevano rifugiato tra il centinaio di immigrati che Baobab ha accolto nella sua tendopoli  presso la stazione Tiburtina: stazione   che i furti, i vandalismi, le violenze rendono   una specie di terra di nessuno.   Baobab è finanziata da Soros.

E’ un tutt’uno di “accoglienza” rossa e “integrazione”    che unisce   quelli di San Lorenzo con quelli di Baobab –  una integrazione che ha permesso ai quattro negri stupratori e omicidi di Desirée di stare lì anche se mille volte fermati e rilasciati,  espulsi e mai partiti, col permesso di soggiorno “umanitario” rilasciato da magistrati rossi e accoglienti.

Due degli stupratori. Avevano il permesso (scaduto) di protezione umanitaria, istituito da ROMANO PRODI – un’invenzione giuridica  esistente solo in Italia.

A  spacciare  droga  per rendere più spumeggiante la movida studentesca che fa di San Lorenzo,  più piccanti i localini dei vecchi compagni picchiatori divenuti “accoglienti e  umanitari” attorno all’immane complesso in rovina di Veltroni brother. E’ una convergenza di businesses che  si potenziano l’un l’altro, e ciò costituisce “l’integrazione”  secondo   questi.  Lo stupro, l’occasionale stuprettino (mica tanto raro: il 6 ottobre è toccato a una turista inglese di 30 anni, violentata  a San Lorenzo da un nordafricano), e guai se invocate le ruspe – è fascista.
Quindi al massimo, la  sindaca Raggi  – dopo il massacro di Desirée  –  vieta gli alcolici dopo le 21, misura davvero draconiana, che scoraggerà di sicuro i criminali.
E’  il pecoreccio delle lobby Cafonal,   della cui eleganza morale è incaranzione una donna ello spettacolo op avanspettacolo romanesco, tale Selvaggia Lucarelli,  che ieri a proposito di  Desirée Mariottini :
pontifica: «Quindi Cucchi che spacciava e si drogava vittima delle forze dell’ordine italiane era un tossico di merda, Desiree che era stata denunciata per spaccio e si drogava vittima di stranieri era un angelo volato in cielo. La doppia morale di tanti italiani».  Per la verità, è il contrario: i media parlano del “geometra Cucchi”…
E’ il clima morale della Roma potentona che con le mafie pecorecce convive e fa gli affari.   In un clima di bontà appiccicosa. Falsa e insultante come le proposte del segretario PD Maurizio Martina su Repubblica:


E’ perfettamente calato nell’atmosfera pecoreccio-romanesca il  presidente della Camera di nome  Roberto Fico, a cadavere ancor caldo,  si è affrettato a proclamare che “non servono le ruspe” ma  “la coesione sociale è il mezzo fondamentale per costruire il resto della comunità solidale. Anche nei momenti difficili non ci vogliono ruspe ma più amore e partecipazione. Bisogna essere costantemente nei quartieri difficili senza lasciare mai nessuno solo”.
Cosa volete farci: il degrado di San Lorenzo è niente in confronto al degrado sociale, morale e politico di  un presidente  Fico, omogeneo in fondo all’atmosfera mentale e ideologica che chiama quel buco nero senza ordine né legge “il quartiere della movida”, che tollera i Casamonica e le buche. la spazzatura mai raccolta e   le cento occupazioni abusive – e le feeste cafonissime sulle terrazze de sinistra.  Sordità, insensibilità  e cecità morale ripassata  in “bontà” e “amore” – come nella Roma pecoreccia si ripassano i broccoli nell’aglio .
Ma lui mica può cavarsela così. Poiché è un politico esponente di un partito di governo, il Fico  ha il dovere di  concretizzare quelle sue frasi, elaborarne un progetto politico.
Stabilito che “non ci vogliono  le ruspe” e ancor meno i poliziotti e le pene carcerarie, ma”più amore e partecipazione”   per “costruite la comunità solidale”, che cosa propone  allo scopo?  Per esempio:  tutti questi africani clandestini e illegali, tutti giovani, tutti maschi aitanti, gonfi di testosterone –  come   può un governo accogliente disinteressarsi dei loro diritti sessuali? E’ inaccettabile. Ci comportiamo con loro come se ci aspettassimo che vivano da angeli:  inaccettabile.  Sono venuti qui  in una società liberata,  che ormai acogliue i gay e lgbt  con vera coesione sociale, e vorremmo  che  i negri  vivessero in castità?
Lo stupro occasionale della turista o dell’italiana non è certo  la soluzione soddisfacente per questi giovanotti che rischiano, col permesso di soggiorno umanitario scaduto, di subire dei traumi  oltre quelli  inenarrabili che hanno sofferto in Senegal e Nigeria.  Dunque il presidente  Fico lanci un appello a  tutte   le militanti del 5 Stelle, a madri , sorelle e mogli, perché si prodighino come Scopatrici di Sostegno  ai poveri clandestini, nei locali del fratelli di Veltroni o nella tendopoli di Baobab.  Dovrebbe cominciare  a offrire la sua compagna,  che certo aderirà a una causa tanto umanitaria – praticamente  un atto di giustizia distributiva di pari valore morale del reddito di cittadinanza.  Altrimenti sono parole al vento, “bontà e coesione”.  Fatti, non parole.
Maurizio Blondet
fonte  https://www.maurizioblondet.it/su-fico-le-mafie-di-san-lorenzo-e-la-povera-desiree/

Scie chimiche, Gianini: se smontate un aereo scoprite tutto



«Mi portino pure in tribunale», dice. «Gli dirò di fare una cosa semplicissima: basta prendere un aereo e smontarlo, per capire subito da dove vengono quelle scie». Enrico Gianini, per anni operatore aeroportuale a Milano Malpensa, ha le idee chiarissime sulle strane tracce, bianche e persistenti, che da circa 15 anni intasano letteralmente i nostri cieli. «Tutti sanno tutto, in aeroporto, ma nessuno dice niente», dichiara Gianini ai microfoni di “Border Nights”, denunciando l’omertà generale che coprirebbe la cosiddetta irrorazione quotidiana dell’atmosfera. «Sanno tutto anche i piloti, la cui mortalità sembra sia in aumento: tumori e infarti». Da quando le normative antiterrorismo li obbligano a volare in cabine sigillate, aggiunge, proprio i piloti sono i primi a respirare l’aria inquinata dai composti destinati a essere rilasciati dall’aereo sotto forma di aerosol. Gianini è convinto di aver scoperto il dispositivo clandestino: serbatoi supplementari inseriti in coda, nelle stive dei velivoli. Per trent’anni addetto al carico e scarico dei bagagli, se n’è accorto stazionando sotto gli aerei, da cui sgocciola liquido anomalo, pieno di metalli pesanti. Ne ha parlato tempo fa in un video su YouTube, che ha fatto notizia. E oggi conferma: l’operazione “cieli a strisce” continua, nell’indifferenza generale, senza che nessuna autorità di vigilanza protesti per il costante inquinamento indotto dai jet di linea trasformati abusivamente in “tanker”, aerei-cisterna.
Alluminio e cadmio, bario, manganese. E poi ferro, torio e stronzio: sono gli elementi chimici riscontrati nel liquido che gli aerei perdono, una volta a terra. L’atmosfera è cambiata, da quando è diventato massiccio il ricorso alla geoingegneria. Sul sito Enrico GianiniTanker Enemy”, Rosario Marcianò spiega che i primi esperimenti risalgono agli anni ‘80, ma il “trattamento dei cieli” è diventato intensivo, anche in Italia, dopo che l’allora primo ministro Berlusconi firmò con gli Usa nel 2001 l’accordo “Open Skies Treaty”, divenuto operativo il 23 giugno 2003. Motivazione: il contrasto del surriscaldamento climatico. Di fatto, secondo lo stesso Gianini, era un pretesto per manipolare le condizioni atmosferiche con esiti anche catastrofici, come si è visto anche nella recentissima alluvione che ha devastato il Sud, in particolare la Calabria. Ma in fenomeno è vistoso anche in Sicilia e Sardegna. «Da allora – dice Gianini – è aumentata la concentrazione anomala di piogge, capaci di trasformare ruscelli asciutti in impetuosi torrenti». Gianini crede alla manipolazione sistematica usata come arma: cita i vigneti della Loira e della Borgogna, qualche anno fa distrutti dalle intemperie (caldo africano, seguito da gelate) allo scopo di “convincere” François Hollande a rinunciare alla sua iniziale politica anti-austerity.
Nel dossier “Owning the weather”, il generale Fabio Mini, già a capo delle forze Nato in Kosovo, conferma che la “guerra climatica” è ormai una realtà: si possono creare nubi artificiali per “accecare” le difese avversarie, ma quelle stesse nubi possono essere “fabbricate” per provocare siccità o eventi alluvionali, danneggiando l’agricoltura e le infrastrutture. Gianini parla di voli-fantasma, militari, che una volta in Italia vengono classificati civili. Ma cita soprattutto le compagnie low-cost, Ryanair e EasyJet, come i maggiori vettori dell’aerosol atmosferico: sospetta che alcune compagnie campino, letteralmente, con questo “lavoro” clandestino, non essendo sostenibile il bilancio economico del solo trasporto dei passeggeri a bassissimo costo. Inoltre, aggiunge, la recentissima liberalizzazione delle quote da seguire, all’interno delle rotte, rende ancora più efficace l’azione di “disseminazione chimica” del cielo, consentendo sorvoli a minore altitudine. Visivamente, lo strano spettacolo a cui tutti possono assistere è ormai familiare: mentre le ormai rarissime “contrails” (scie di condensazione) svaniscono quasi Parigisubito, le “chemtrails” rilasciate dagli aerei restano nell’aria per ore, fino ad espandersi e abbassarsi, creando un velo capace di appannare il sole e ingrigire il cielo.
Fate un esperimento semplicissimo, dice Gianini: se al mattino trovate la vostra auto cosparsa di una leggera polverina, vedrete che quella polvere – stranamente – si attaccherà alla calamita che avrete cura di far scorrere sul parabrezza. E’ vero che la “sabbia del deserto” può essere anche ferrosa, ammette Gianini, ma ben di rado la sabbia del Sahara “piove” fino alle nostre latitudini, dove invece la “polverina” è pressoché quotidiana. «Oppure – scherza – fate la prova del nove con il comandante di un aereo: quando vi imbarcate, provate a domandargli “scusi, oggi spruzziamo o voliamo puliti?”, e state a vedere che faccia fa». Non teme ritorsioni sul lavoro, Gianini: «Ho di fatto già abbandonato Malpensa, ma per altri motivi. Mai mi avrebbero licenziato per la mia denuncia pubblica: avrebbe fatto troppo rumore e avrebbe costretto i media a parlare del caso, cioè delle scie». Movente e regia? I massimi poteri, secondo Gianini: «I mafiosi, in confronto, sono dei dilettanti». Ma perché nessuno parla, a parte lui? E soprattutto – gli domanda il conduttore di “Border Nights”, Fabio Frabetti – come si fa a custodire un segreto così ingombrante? Non è improbabile che tutte quelle persone – piloti, assistenti, meccanici, controllori di volo – tengano sempre la bocca chiusa, per anni, senza che a nessuno scappi mai una parola?
Enrico Gianini ha una spiegazione anche per questo: il programma di irrorazione dei cieli, dice, è stato avviato in modo graduale, dopo una partenza in sordina affidata a pochissimi voli. Poi l’operazione è cresciuta progressivamente, poco alla volta, ma in modo inesorabile. Quello che ieri poteva sembrare un’anomalia, oggi è la normalità – di cui tutti, sostiene, sono al corrente. «E se lavori in aeroporto a chi la racconti, questa cosa, sapendo che i tuoi colleghi la sanno già?». E la polizia aeroportuale? «Mi rivolsi anche a loro», racconta sempre Gianini, «e ho visto che non erano molto contenti delle mie curiosità». Ma, aggiunge, non è stato mai ostacolato nelle sue ricerche, quando si aggirava sotto la pancia degli aerei armato della bottiglietta con cui raccogliere il liquido, inquinatissimo, che colava sull’asfalto. «In fondo, a nessuno – nemmeno ai poliziotti – fa piacere scoprire che qualcuno può avvelenare impunemente l’aria che poi respiriamo tutti». Che fare?Chemtrails«Semplice: continuare a denunciare il fenomeno, sperando che prima o poi qualcuno si svegli, controlli e intervenga. Ripeto: basta prendere un aereo a caso e smontarlo, per vedere che la coda è ingombra di cisterne piene di liquido».
Il caso è clamoroso: di scie chimiche, semplicemente, è vietato parlare. Chi lo fa viene deriso, preso per un cretino visionario e complottista. Le tante interrogazioni parlamentari, sul tema (presentate anche da esponenti del Pd) sono rimaste senza risposta. Ogni tanto, anche sui media mainstream filtra qualche notizia, perlomeno riguardo all’impalpabile mondo dei voli civili, sempre protetto dalla massima discrezione: la “Stampa” ricorda che, se un pilota muore d’infarto mentre è ai comandi, viene sostituito dal suo vice fino all’atterraggio, senza che i passeggeri abbiano il minimo sentore dell’accaduto. Su “Smartweek”, Federico Ciapparoni scrive: «Non è raro che fumi tossici facciano breccia nella cabina di pilotaggio». E aggiunge che molti piloti hanno condotto aerei affollati «mentre respiravano dalle mascherine attraverso cui fluisce l’ossigeno, mentre tutti i passeggeri erano ignari di ciò che accadeva nella cabina». Sulle “chemtrails”, però, la rimozione più eclatante sembra quella della gente comune: ormai ci si è abituati a vedere il cielo “a strisce”, quasi fosse un fatto naturale. Il fenomeno è invece palesemente artificiale: tutti vedono che sono gli aerei a depositare quelle strisce, che poi diventano “nuvole”, ma quasi nessuno si chiede perché. Già: perché, oggi, i cieli sono diventati “sporchi”? Nessuno sente il bisogno di scoprire come mai – da una quindicina d’anni – i normalissimi aerei di linea “sporcano” il cielo, fino a cancellare l’azzurro?
fonte http://www.libreidee.org/2018/10/scie-chimiche-gianini-se-smontate-un-aereo-scoprite-tutto/