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lunedì 5 novembre 2018

#monitorella "L'Italia va posta al riparo dall'instabilità finanziaria"

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"L'Italia va posta al riparo dall'instabilità finanziaria"
mmmm....
Allora, sappiamo che grandi fondi speculativi scommettono quotidianamente su un calo dell'Italia. E sappiamo anche, o è facile dedurre, che se questo non avviene allora gli tocca farlo accadere e per questo si servono dei loro cagnolini Moody's, S&P e Fitch di cui in gran parte sono soci ed azionisti.
Tra quelli che ci speculano contro per esempio c'è Bridgewater (160 miliardi di dollari gestiti) che già a febbraio aveva investito 3 miliardi di euro in titoli a grande capitalizzazione in Piazza Affari.
Bridgewater, si dovrebbe sapere, che fa parte del Council for Foreign Relationship USA (che si occupa dello studio e dell'analisi dei problemi globali e giocano un ruolo chiave nella definizione della politica estera degli Stati Uniti e la cui attività è spesso criticata poiché accusata di essere strumentale alla realizzazione della teoria del complotto del nuovo ordine mondiale ), il cui referente in Italia è dal 1978 (omicidio Moro) il "fasciocomunista" Giorgio napolitAno.
Marshall Wace LLP, altro fondo speculativo vanta invece 30 miliardi di fondi in gestione e a Maggio scorso "ha aperto una serie di posizioni per circa 500/600 milioni scommettendo al ribasso su un paniere di titoli italiani con una netta prevalenza di bancari e finanziari" come riportava La Stampa.
AQR Capital Management, sta scommettendo da mesi sul ribasso di Azimut, Banco Bpm, Bper Banca, Leonardo, Ferrari, Saipem, Tenaris, Ubi Banca e Unipol.
Parliamo poi di George Soros in visita a Gentiloni un anno fa? Già, perché Soros Fund Management infatti è tra i President's Circle del Council For Foreign relationship USA e anche lui scommette e specula sull' Italia da un bel po' di tempo.
Se poi volessimo rimanere a casa nostra, ci sarebbe da chiedersi, se la risposta non fosse già palese, come mai il moniteggiatore nulla ebbe da dire sul Kalandrino e i giochini a Londra di Davide Serra?
Voglio dire, riassumendo quanto al tizio succitato, è difficile non notare che la sua ascesa finanziaria abbia coinciso esattamente con il periodo di Matteo Renzi premier da lui stesso "sponsorizzato" con stanziamenti per la Fondazione Open, che organizza la Leopolda.
Guarda caso la miniera d'oro per Serra (e chi ne ha goduto di riflesso, magari su conti chissà dove) è stato il settore dei crediti marci delle banche, i cosiddetti NPL(non performing loans), ovvero dove per anni ha ciurlato l'abusivo coi suoi compari.
Va considerato anche come secondo un rapporto di Ernst&Young, dal titolo “Navigare nelle opportunità italiane del credito”, tra i primi colpi di Algebris tra il 2015 e il 2016 ci furono:
- 320 milioni dalla Cassa di risparmio di Bolzano,
- 450 milioni dalla Bper (in coppia con il fondo Cerberus).
Dopo le operazioni censite da Ernst&Young, nel 2017 Algebris riceve dal Banco Bpm un portafoglio di crediti difficili della bellezza di 693 milioni di euro.
Globalmente dal 2014 a oggi Serra avrebbe rilevato NPL del valore nominale di 2,6 miliardi, frutto di 75 operazioni con 35 banche che potrebbero salire a 3 miliardi: dietro l’intervento in Creval (“progetto Gimli”).
Quindi la domanda è:
considerato che chi ha messo lì dov'è (in modo a dir poco "alternativo") chi ultimamente monitoeggia quotidie in merito ai conti, ai risparmi e alla finanza, sono comunque tutti della fatta di quelli di cui sopra, ma cosa caffo dice?
etuttoduntrattoilcoro!
lascio a voi le parole.
Stefano Davidson

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