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lunedì 30 dicembre 2019

Marco Rizzo contro i sindaci di 'pseudosinistra': 'Questi fessi dov'erano quando c'era da fare ...


Marco Rizzo (Comunisti Italiani) inferocito contro Orlando e De Magistris: 'La sinistra sta scomparendo dal Paese, questi sindaci di pseudosinistra fanno fuffa politica, sono in campagna elettorale. Roba da pazzi, Gramsci si rivolta nella tomba'.

Prodi al Quirinale con l’aiuto di Grillo, Pd, Cina (e Sardine)


Dietro i vaffa di Grillo c’è una strategia? Sembrerebbe di sì, scrive Federico Ferraù sul “Sussidiario”: «L’Elevato vuole rinsaldare l’alleanza col Pd, renderla organica, perfino con un nuovo contratto di governo». Un accordo che andrebbe ben oltre le regionali in Emilia e Calabria, per avere come orizzonte l’elezione del successore di Mattarella. E non solo. Guardano al “Quirinale 2022” anche le ormai numerose scelte filo-cinesi dei 5 Stelle. Quasi ogni mossa dei pentastellati «sembra tutelare gli interessi della Cina in Italia» dice a Ferraù, che l’ha intervistato, il giornalista Mauro Suttora, già collaboratore di “Newsweek” e “New York Observer”, oggi nella scuderia di “Libero”. Ma attenzione; «Se il Pd perde in Emilia-Romagna, il governo cade», dunque niente è già scritto. La tesi di Suttora: Grillo vuole Prodi al Quirinale e conta di riuscire nell’impresa grazie alla Cina, cui l’ex leader dell’Ulivo è legatissimo. Il padre-padrone dei 5 Stelle, premette Suttora, ha capito che tenere in piedi questo governo e rimandare le elezioni è l’unico modo per non ridurre i 5 Stelle ai minimi termini. Poi naturalmente ci sono i piccoli tatticismi di giornata: «I grillini devono far vedere che sono sempre in tensione permanente con il Pd, perché se appaiono remissivi perdono ancora più voti». Fattibile, l’accordo M5S-Pd su Emilia e Calabria? «Sì, perché in Calabria il Pd non ha niente da perdere nel sostenere il M5S».
Il voto su Rousseau che ha sconfessato Di Maio? Un incidente: «Hanno indetto il voto pensando di legittimare una decisione già presa, quella di non presentarsi alle regionali, come chiedeva Di Maio», e invece «gli attivisti hanno decretato l’opposto». Grillo e ProdiQual è stato l’errore di Casaleggio e Di Maio? «Hanno sottovalutato il fatto che nel M5S sono rimasti solo quelli che non vedono l’ora di agguantare uno stipendio», dice Suttora. «E così tra gli attivisti prevale la volontà di presentarsi, anche sapendo di arrivare molto lontani dalle percentuali di un anno fa». Rousseau non è trasparente, osserva Ferraù: è la piattaforma di una società privata. Il sospetto sull’imparzialità resta, ma stavolta Suttora ritiene che il voto sia stato onesto. Tuttavia, aggiunge, questo non basta a fare del Movimento 5 Stelle un partito normale, «perché non si è mai visto che un capo politico rimanga al suo posto dopo aver perduto la metà dei voti». Di Maio, peraltro, «se ne sarebbe già dovuto andare dopo le europee». E invece è rimasto, sottolinea Ferraù, e l’ha fatto «con la benedizione di Grillo e il sì di Casaleggio».
Per Suttora, però, la cosa più grave è la recentissima cena di Grillo con l’ambasciatore cinese Li Junhua e la sua successiva permanenza nell’ambasciata di Pechino (per due ore e mezza) senza che si sappia nulla di quello che si sono detti: «Pensiamo a cosa sarebbe successo se Salvini si fosse intrattenuto a cena con l’ambasciatore russo a Roma». Ferraù prova a mettere insieme il ruolo dei 5 Stelle nella firma del memorandum con la Cina, la presenza di Di Maio a Shangai per il Ciie e la sua assenza al G20 dei ministri degli esteri in Giappone, ma anche il ritiro dello scudo penale sull’Ilva e l’assordante silenzio sulla rivolta e la repressione a Hong Kong. Domanda: i 5 Stelle sono stupidi o furbi? «Anche Macron fa gli affari con la Cina, ma da posizioni di forza e tutelando i suoi interessi», risponde Suttora. I grillini, invece, «sembrano fare l’opposto: tutelano gli interessi strategici della Cina in Italia». Qualcuno, in tutto questo, intravede un disegno prodiano. «Prodi è da tempo in Suttorarapporti con la Cina e potrebbe essere un buon candidato al Colle di M5S e Pd», conferma Suttora. «Si tratta però di un disegno che ha bisogno di due anni per realizzarsi», aggiunge: «E due anni, in politica sono un’era geologica».
Intanto, resta da vedere cosa succede a Bologna il 26 gennaio. «Se il Pd perde, il governo cade», pronostica Suttora. Addio Conte-bis, a maggior ragione se il partito di Zingaretti dovesse perdere con anche il supporto dei 5 Stelle: «Sarebbe una bocciatura dell’intera coalizione di governo». Di Maio dice che i grillini porterebbero via voti alla Lega? Improbabile: ormai, al nord il Movimento 5 Stelle è sotto il 10%, ragiona Suttora. In Emilia, «un accordo di desistenza aiuterebbe il Pd», ma senza l’accordo il M5S finirebbe per «togliere a Bonaccini quei 4 punti che potrebbero essere decisivi in una sfida combattuta sul filo di lana». E le Sardine, intanto? Sono più grilline o più piddine? «Sono sceme», taglia corto Suttora. «E in questo superano anche i grillini, che almeno nel 2008 raccoglievano le firme per tre referendum sull’editoria». Chiosa il giornalista: «Quando ho letto il manifesto “Benvenuti in mare aperto” mi è sembrato una via di mezzo tra i pensieri new age di Coelho e i propositi degli alcolisti anonimi. Nondimeno lo scopo è chiaro: andare contro Salvini».

I politici italiani dell'European Council on Foreign Relations, di Soros




Consiglieri italiani di ECFR


Giuliano Amato, Giudice della Corte Costituzionale
Vincenzo Amendola, Ministro degli Affari europei
Giampiero Auletta Armenise, Presidente&CEO, Mistral
Emma Bonino, Senatrice; Già Ministro degli Affari Esteri; Già Commissario europeo 
Mara Carfagna, Vice Presidente, Camera dei Deputati
Claudio Corbino, Presidente, Associazione Diplomatici
Marta Dassù, Senior Director European Affairs, The Aspen Institute; Editor-in-Chief, Aspenia
Piero Fassino, Presidente, CeSPI
Lorenzo Fioramonti, Ministro dell'Istruzione, Università e Ricerca
Franco Frattini, Presidente di Sezione del Consiglio di Stato, già Ministro degli Esteri e Vicepresidente della Commissione Europea
Sandro Gozi, Deputato (eletto) del Parlamento europeo; già Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio
Monica Maggioni, Amministratore Delegato, RAI COM
Marco Margheri, Responsabile ufficio di rappresentanza a Washington DC, ENI
Giovanna Pancheri, Corrispondente per gli Stati Uniti&Nazioni Unite, Sky Tg24
Mauro Petriccione, Direttore Generale DG Azione per il clima, Commissione Europea
Lapo Pistelli,Executive Vice President – Direttore Relazioni Internazionali, ENI
Romano Prodi, Presidente, Fondazione per la Collaborazione tra i Popoli; già Presidente della Commissione Europea; già Presidente del Consiglio
Lia Quartapelle, Membro della Commissione Affari Esteri, Camera dei Deputati

Nicolò Russo Perez, Coordinatore Programma International Affairs, Compagnia di San Paolo
Pasquale Salzano, Ambasciatore d'Italia in Qatar
Stefano Sannino, Ambasciatore d'Italia in Spagna
Giuseppe Scognamiglio, Direttore, eastwest; Presidente, EWEI
Nathalie Tocci, Direttore, IAI; Special Advisor dell’Alto Rappresentante per la Politica Estera Europea/Vice Presidente della Commissione Europea


Il massone Berlusconi appoggia il governo Conte due










Testo di Giovanna Fisichella (29 dicembre)

Qualcuno dice che ci sia dietro la Carfagna, ad aiutare Giuseppi, perché odia Salvini. Può essere, visto che la Carfagna risulta nella lista dell'European Council on Foreign Relations, di Soros, dove ci stanno anche la Bonino, Prodi, D'Alema, Gozi, la Quartapelle, Fioramonti, Fassino, Giuliano Amato, la giornalista Bilderberg Monica Maggioni, oltre a gente che lavora per i banchieri Rothschild, insomma gente che ruota intorno al Bilderberg. Logico quindi che la Carfagna odi Salvini, ha scelto l'élite mangia popoli. Un suo “aiuto” al governo Giuseppi 2 quindi non sarebbe poi così sorprendente.

Finanziarizzare la paura: dietro a Greta 118 trilioni di dollari

Che affarone, Greta Thunberg: Goldman Sacks ha appena sfornato il primo indice globale dei titoli ambientali di alto livello quotati a Wall Street, indice condiviso da tutte le maggiori banche d’affari «per attirare fondi d’investimento e sistemi pensionistici statali». Anche Tino Oldani, su “Italia Oggi“, prende nota dell’inchiesta di un veterano dell’indagine geopolitica come William Engdahl, rinomato analista statunitense e autore di bestseller sulle “guerre del petrolio”. Dirompente, il reportage sul business-Greta che Engdall ha pubblicato sul newsmagazine canadese “Global Research”, diretto dall’economista Michel Chossudovsky. «Il fallimento della conferenza Cop 25 di Madrid sul clima non deve stupire più di tanto», premette Oldani su “Italia Oggi”. «Ormai, dietro le divisioni tra gli Stati non ci sono soltanto le profonde divergenze di interessi sul divieto progressivo dei combustibili fossili, ma anche il proliferare sul web di studi contrari al mainstream mediatico sulla cosiddetta emergenza climatica». Proprio alla vigilia del vertice di Madrid, ha fatto irruzione su “Global Research” l’indagine di Engdhal, che dall’alto dei suoi 75 anni, «citando nomi e fatti precisi», espone la sua tesi clamorosa. Eccola: «La grande finanza mondiale, alleata per l’occasione con l’Onu e l’Unione Europea, si starebbe servendo in modo cinico di Greta Thunberg come icona mediatica per creare allarmismo sul riscaldamento climatico provocato dall’uomo».
Global warming di origine antropica? Solo fake news, per Engdhal, diffuse a tappeto in modo globale con uno scopo preciso: «Innescare di conseguenza il business più redditizio dei prossimi decenni, il cosiddetto Green New Deal, la rivoluzione Mark Carney, Bank of England, sponsor di Gretadell’economia verde». Il tutto, sintetizza Oldani, con un piano di investimenti per oltre 100 trilioni di dollari, da raccogliere con massicce emissioni di obbligazioni speculative. Ovvero: «Fondi da riversare, mediante il credito, sulle nuove imprese climatiche, anche a prescindere dal loro effettivo valore e know-how». Tutto questo, ovviamente, «a scapito dei settori dell’economia “colpevoli” di inquinare, e con duri sacrifici per milioni di lavoratori e consumatori, ma enormi profitti per gli istituti finanziari che hanno sposato questo business». Oldani riassume bene il vasto studio di Engdall. Sono due gli uomini chiave di questa “agenda verde mondiale”: il banchiere inglese Mark Carney, 54 anni, capo della Banca d’Inghilterra, e l’ex vicepresidente Usa Al Gore, 71 anni, vice di Bill Clinton (1993-2001), da sempre ambientalista, oggi ricco presidente del gruppo Generation Investment, impegnato negli investimenti a lungo termine sulla sostenibilità ambientale.
Carney, sostiene Engdhal, è stato «la mente finanziaria dell’intero progetto mondiale». Nel dicembre 2015, il Financial Stability Board della Banca dei Regolamenti Internazionali (Bri), presieduto da Carney, ha creato una task force sulla divulgazione finanziaria legata al clima (Tcfd) per «consigliare investitori, finanziatori e assicurazioni sui rischi legati al clima». Nel 2016 questa task force si è attivata: è composta da 31 banchieri nominati dalla Bri e presieduta dal finanziere Michael Bloomberg, ora in corsa per le primarie Usa con i democratici. Insieme alla City of London Corporation e al governo del Regno Unito, ha avviato la Green Finance Initiative, con la missione di pilotare trilioni di dollari in investimenti verdi. «Tra i primi ad aderire, il principe Carlo, futuro re d’Inghilterra, che insieme alla Bank of England e alla City of London ha promosso i Green Bonds». Cosa sono? Si tratta di «strumenti finanziari verdi», studiati per «reindirizzare piani pensionistici e Carlo d'Inghilterrafondi comuni d’investimento verso progetti verdi». In pratica, aggiunge Oldani citando Engdall, «la task force ideata da Carney costituisce la cabina di regia e include i rappresentanti dei maggiori operatori finanziari del pianeta». Ci sono tutti: da Jp Morgan a BlackRock, «uno dei più grandi gestori di patrimoni del mondo».
Questa ricostruzione di Engdhal, precisa sempre Oldani, trova conferma nel libro bianco “Strategia di finanza verde”, pubblicato nel luglio scorso da Philip Hammond, ex premier britannico, dove si afferma che l’iniziativa «supportata da Carney e presieduta da Bloomberg» è stata «approvata da istituzioni che rappresentano 118 trilioni di dollari di attività a livello globale». Il piano, sostiene l’analista Usa, consiste nella finanziarizzazione dell’intera economia mondiale «usando la paura di uno scenario da fine di mondo per raggiungere obiettivi arbitrari come le emissioni zero di gas serra». Più avanti si legge: «Gli eventi assumono una svolta cinica quando ci troviamo di fronte ad attivisti climatici molto popolari e fortemente promossi, come Greta Thunberg o la 29enne Alexandra Ocasio-Cortez di New York e il loro Green New Deal». Chiarisce Engdahl: «Per quanto sinceri possano essere questi attivisti, c’è una macchina finanziaria ben oliata dietro la loro promozione a scopo di lucro». In altre parole: con la scusa del “green”, a centinaia di milioni di persone verranno proposti prodotti finanziari che di “verde” non hanno nulla. A questo, sostiene Engdahl, servirà la faccia pulita dell’inconsapevole Greta Thunberg.

domenica 29 dicembre 2019

Foggia, il Tar respinge il ricorso degli ambientalisti e dà l’ok alla costruzione del deposito di Gpl più grande d’Europa

Foggia, il Tar respinge il ricorso degli ambientalisti e dà l’ok alla costruzione del deposito di Gpl più grande d’Europa



La sentenza è arrivata dopo una battaglia che va avanti dal 1999. Così, la Energas, azienda leader del settore, potrebbe ottenere la definitiva autorizzazione alla costruzione della struttura, alla quale sono collegati anche un gasdotto, un raccordo ferroviario e un pontile a Santo Spiriticchio di Manfredonia
La sentenza è arrivata. Il Tar di Bari si è pronunciato respingendo i ricorsi contro la Valutazione di impatto ambientale (Via) positiva presentati dal Comune di Manfredonia, dalla Lega italiana protezione uccelli e dal Comitato Associazioni operanti nel sociale per la tutela e la valorizzazione del territorio di Capitanata e del Gargano. A cantare vittoria, invece, è Energas spa, azienda leader nel settore della distribuzione di Gpl che, così, può portare avanti la costruzione del deposito più grande d’Europa nell’area di Manfredonia.
Per la precisione, al centro della disputa ci sono un deposito, un gasdotto, un raccordo ferroviario e un pontile a Santo Spiriticchio di Manfredonia, Comune del Foggiano, all’interno del Parco Nazionale del Gargano. Su un’area di 180mila metri quadrati sono previsti “12 serbatoi tumulati da 5.000 metri cubi ognuno, con una leggera sopraelevazione del tumulo di stoccaggio”, si legge nella scheda del progetto sul portale di Energas che dovrebbe occuparsi della sua realizzazione, insieme a quella del gasdotto, fino al pontile del porto, lungo circa 10 chilometri, di cui cinque sottomarini e cinque su terraferma, e del raccordo ferroviario di circa 1.800 metri, tra il deposito e la vicina stazione di Frattarolo. Il deposito, in particolare, sarà da record. Il più grande d’Europa.
“Il deposito avrà un impatto ambientale contenuto. Non si prevede l’installazione di impianti di processo né emissioni inquinanti di alcun tipo. Il progetto è stato redatto nella scrupolosa osservanza di tutte le norme vigenti ed è stato sottoposto a un’accurata analisi dei rischi da parte di un pool di tecnici specializzati”, spiegano da Energas che punta così a rassicurare la popolazione. Ma sono in molti a essere preoccupati: “Non è possibile che, come un fulmine a ciel sereno, una mattina ci svegliamo e ci ritroviamo 12 serbatoi, lunghi come un campo di calcio, con un diametro uguale a una palazzina di due piani che contengono Gpl e una nave gasiera da 20mila tonnellate di Gpl da scaricare – è il commento del Caons alla sentenze del Tar – I bagnanti sulle spiagge di Manfredonia e Siponto devono pregare che non ci sia una perdita”. Le preoccupazioni riguardano non solo la salute delle persone, ma anche l’ambiente naturale perché l’area interessata dal progetto insiste, anche se marginalmente, nella rete comunitaria “Natura 2000”, di fatto coincidente con i siti di importanza comunitaria “Valloni e steppe pedegarganiche”.
Contrari anche Italia NostraLegambiente, una lunga lista di associazione ambientaliste e non soltanto loro: “Mi chiedo se, sulla bilancia di un possibile sviluppo economico, valga la pena promettere posti di lavoro compromettendo l’equilibrio di un delicato ecosistema, già largamente provato, mettendo a rischio sia la salute di un’intera popolazione, sia il mantenimento di numerosi lavori esistenti in altri settori, dall’agricoltura alla pesca e al turismo”, ha detto l’arcivescovo di Manfredonia, monsignor Franco Moscone. Quel che è incontrovertibile è l’esito del referendum consultivo comunale del 13 novembre 2016: superiore al 96% il numero dei cittadini contrari al progetto.
La questione, scandita dai pronunciamenti dei tribunali amministrativi, si trascina da oltre venti anni. Da gennaio 1999, quando Pierluigi Bersani, ministro dell’Industria, concede alla società Isosar Srl, successivamente inglobata da Energas, l’installazione di un deposito Gpl da 60mila metri cubi. La Via presentata a novembre 1999 è negativa anche a causa del parere contrario del Mibact. Nel 2001 il parere è annullato dalla sentenza del Tar, anche perché con il decreto del Presidente della Repubblica dello stesso anno “Nuova perimetrazione del Parco Nazionale del Gargano” viene superata una delle criticità evidenziate: l’inclusione nell’area del Parco.
I pronunciamenti del Tar, nel 2002 e nel 2004, e del Consiglio di Stato, nel 2003 e nel 2009, confermano la sentenza del 2001. Non è finita: a ottobre 2013 Energas presenta ancora la richiesta di compatibilità ambientale, ma aggiornata. Al “parere istruttorio favorevole” della Direzione generale del Mibact nel novembre 2014 si aggiunge, a giugno 2015, il parere ambientale favorevole del Servizio Ecologia della Regione Puglia. Preceduto dai pareri favorevoli della Commissione tecnica di verifica dell’impatto ambientale dell’agosto 2014, del febbraio e dell’ottobre 2015. A dicembre dello stesso anno ecco il decreto di compatibilità ambientale, sottoscritto dal ministro dei Beni Culturali, Dario Franceschini, e da quello dell’Ambiente, Gian Luca Galletti. I ricorsi del 2016 al Tar Puglia del Comune di Manfredonia, Lipu e Caons hanno riaperto la questione. Che anche dopo la sentenza è tutt’altro che chiusa.
“I ricorsi respinti non determinano alcun tipo di cambiamento in una vicenda che rimane cristallizzata esattamente a un anno fa, con la raccolta al Mise dei pareri favorevoli espressi dalla Commissione tecnica di verifica dell’impatto ambientale Via/Vas, ma che senza un’intesa da parte della Regione Puglia non comporteranno la costruzione del deposito”, ha dichiarato Angelo Riccardi, sindaco di Manfredonia fino allo scorso marzo. Insomma, sembra proprio che a decidere possa essere il Governatore pugliese, Michele Emiliano.

GEARÓID Ó COLMÁIN: MACRON HA IL COMPITO DI LIQUIDARE LA NAZIONE FRANCESE, POTENZIARE IL BLOCCO EUROPEO



Parigi (FNA) – Gearóid Ó Colmáin, giornalista e analista politico, afferma che Macron è il cagnolino dell’UE che esegue il suo programma di austerità e “attua le misure antisociali dell’UE” per dissolvere il patrimonio francese.
In un’intervista esclusiva con l’FNA, Colmáin ha messo in guardia i movimenti sociali, compresi i giubbotti gialli, dell’intenzione delle élite di fuorviarli, affermando che “l’oligarchia” utilizza i media per fare il lavaggio del cervello alle persone e indirizzarle verso “cause approvate dalle élite”.
Gearóid Ó Colmáin è un analista politico indipendente con sede a Parigi. È anche corrispondente di American Herald Tribune.
Di seguito è riportato il testo completo dell’intervista:
D: Perché il presidente francese che assiste alla domanda di protesta del popolo francese ogni sabato continua il programma di austerità?
A: Il programma di austerità proviene direttamente da Bruxelles, che ne è responsabile. Macron è stato nominato per attuare le misure antisociali dell’Unione Europea. L’UE è un cartello bancario. Non ha interesse a migliorare la vita delle persone ma si occupa degli interessi delle lobby finanziarie. Gli oligarchi di Bruxelles non hanno una visione per il futuro, loro eseguono le direttive delle centrali finanziarie.
Macron dice che lui è europeo, ma in realtà vuole attuare il programma della grande sostituzione degli europei. Lui dice di essere democratico, ma la Commissione è un organismo autoreferenziale che non è eletto da nessuno dei popoli europei. L’UE è di fatto una dittatura finanziaria.
D: Perché il governo continua a spendere una fortuna per equipaggiare e schierare migliaia di forze di polizia in tutto il paese?
A: La polizia schierata si trova lì per proteggere l’oligarchia dalla rabbia della gente. L’oligarchia ha un dipartimento di pubbliche relazioni chiamato media mainstream. Il loro compito è di manipolare e fare il lavaggio del cervello alle masse e dirigerle lontano da cause sociali per indirizzarle verso cause approvate dall’élite, come l’attivismo sui cambiamenti climatici, come le sardine, ecc. Il lavoro di Macron è dissolvere la nazione francese e potenziare la costruzione europea. Tuttavia il super-stato dell’UE si basa su una grande bugia. Non c’è nulla di europeo al riguardo. Tutte le libertà che abbiamo in Europa provengono dalla nostra eredità cristiana; i macronisti vogliono distruggere lo stato nazionale e sostituirlo con un ordinamento transnazionale.
D: Come vedi i sindacati e gli attivisti che si uniscono alle proteste?
A: I sindacati in Francia sono stati cooptati dall’oligarchia. Sono guidati da associazioni e movimenti finanziati da élite che promuovono l’ideologia che non ha niente a che fare con la classe lavoratrice, come il riscaldamento globale. L’ideologia del riscaldamento globale era una riqualificazione del malthusianismo da parte delle élite americane alla fine degli anni ’50. Il suo scopo è quello di fornire una base morale per uno stato mondiale in cui tutte le attività delle masse sono monitorate scientificamente, inclusa eventualmente la quantità di aria che si respira. È l’ideologia più totalitaria e tirannica che gli uomini abbiano mai pensato, ed è una totale assurdità!
Il climatismo ha completamente preso il controllo del movimento operaio. Così ora, i lavoratori sono incoraggiati a unirsi agli scioperi, insieme ai bambini delle scuole di lavaggio del cervello, “in marcia per il pianeta”. È uno spettacolo patetico e mostra ancora una volta che la sinistra è ora ossessionata dalla manipolazione dei bambini. Se non sta forzando la perversione sessuale su di loro nelle scuole (vedi la propaganda LGBT), li sta spaventando per i cambiamenti climatici e la fine del mondo. I comunisti chiamavano una volta questo genere di cose decadenza borghese.
Il movimento dei giubbotti gialle avrebbe dovuto essere una rivolta contro quella che chiamo carbonofobia, vale a dire la convinzione irrazionale che il carbonio sia pericoloso, quando in realtà è la base della vita stessa. Ma invece, ora fanno parte del problema. Ricorda che la rivolta originale dei giubbotti gialli riguardava l’aumento dei prezzi del carburante. Se il regime verde avrà successo, le persone della classe operaia saranno ridotte in schiavitù in quasi ogni modo immaginabile. Tuttavia quasi ogni cosiddetto movimento della attuale sinistra crede oggi nei cambiamenti climatici come il principale problema. È un culto estremamente pericoloso e desviante.
Si tratta di un modo di allontanare la gente dalla sostanza dei veri problemi che consistono nel riappropriarsi dei diritti sociali, quelli del lavoro, delle tutele, della lotta alla precarietà ed al caro vita, contro le privatizzazioni e le politiche neoliberiste. Troppo comodo agitare il feticcio del clima e distrarre la gente ed i lavoratori dai loro diritti.
Fonte: FNA Press Tv
Traduzione: Luciano Lago

IL SILENZIO ASSORDANTE DEI MEDIA OCCIDENTALI SULLE ULTIME INFORMAZIONI DI WIKILEAKS È IL VERO SCANDALO



di Caitlin Johnstone
Questo sta diventando davvero molto strano.
WikiLeaks ha pubblicato ancora un’altra serie di documenti interni trapelati all’interno dell’Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche (OPCW) aggiungendo ancora più materiale alla montagna di prove sulle quali è stato smentito il presunto attacco di armi chimiche avvenuto a Douma, in Siria, nell’ultimo anno che aveva provocato attacchi aerei su quella nazione da parte degli Stati Uniti, del Regno Unito e della Francia.
Questo nuovo sccop di WikiLeaks include una e-mail del capo del gabinetto dell’OPCW Sebastien Braha (che secondo quanto riferito è così detestato dagli ispettori dell’organizzazione che lo chiamano “Voldemort”) che ha lanciato un attacco al Ian Henderson Engineering Assessment il quale aveva scoperto che l’incidente di Douma era probabilmente un evento organizzato. Si vede Braha che ordina al personale OPCW di “rimuovere tutte le tracce, se del caso, della loro consegna / conservazione / qualunque cosa” dal registro sicuro dell’organizzazione.
WikiLeaks

@wikileaks
“Minutes from an OPCW meeting with toxicologists specialized in chemical weapons: “the experts were conclusive in their statements that there was no correlation between symptoms and chlorine exposure”. https://wikileaks.org/opcw-douma/#OPCW-DOUMA%20-%20Release%20Part%204 …
La cancellazione include anche i verbali di un incontro di tossicologia OPCW con “tre tossicologi / farmacologi clinici, un chimico bioanalitico e tossicologico”, tutti e quattro specialisti nell’analisi delle armi chimiche.
“Per quanto riguarda la coerenza dei sintomi osservati e riportati delle presunte vittime con possibile esposizione a cloro gassoso o simili, gli esperti hanno concluso in modo definitivo che non vi era alcuna correlazione tra sintomi ed esposizione al cloro”, si legge nel documento.
Secondo il referto dei minuti trapelati dall’incontro di tossicologia, l’esperto capo ha offerto “la possibilità che l’evento sia un esercizio di propaganda” come una potenziale spiegazione dell’incidente di Douma. Gli altri esperti OPCW hanno concordato che il “messaggio da asporto” chiave dell’incontro era “che i sintomi osservati erano incompatibili con l’esposizione al cloro e che nessun altro prodotto chimico candidato evidente che causava i sintomi poteva essere identificato”.
Come in tutti gli altri, molti indizi , parecchi di questi, molte e diverse notizie filtrate che sono state originate da fughe di notizie dalla OPCW circa l’incidente Douma , nessuna delle informazioni importanti contenute in queste pubblicazioni è stata inclusa in una qualsiasi delle relazioni pubbliche della OPCW in materia. Secondo il Rapporto finale dell’OPCW pubblicato a marzo 2019, il team investigativo ha scoperto “ragionevoli motivi per cui ha avuto luogo l’uso di una sostanza chimica tossica come arma. Questa sostanza chimica tossica conteneva cloro reattivo. La sostanza chimica tossica era probabilmente il cloro molecolare. “
Ora sappiamo che questi “motivi ragionevoli” contengono più buchi di un filtro per spaghetti eseguito da una squadra di cuochi. Si tratta di informazioni estremamente importanti su un crimine di guerra irrisolto che ha provocato decine di morti civili e ha portato a un atto di guerra che è costato ai contribuenti decine di milioni di dollari e ha avuto molte conseguenze geopolitiche di vasta portata.
Eppure i mass media occidentali, stranamente, non hanno avuto assolutamente nulla da dire su questa storia estremamente degna di nota.
Al momento della stesura di questo articolo, una ricerca di Google News per questa storia fa apparire esclusivamente un articolo della RT, uno della Al-Masdar News e alcune voci di fonti di notizie di cui non hai quasi mai sentito parlare come UrduPoint News e People’s Pundit Daily .
Non commettere errori: è cosa folle. Il fatto che un importantissimo notizia che riveste grande rilevanza geopolitica non abbia sempre qualsiasi copertura mediatica dalle notizie mainstream, diffuse a tutti , è assolutamente folle, una sorta di delirio Stark.
Fino alle perdite dell’OPCW, le filtrazioni di WikiLeaks hanno sempre fatto notizia principale. Tutti ricordano come il ciclo di notizie del 2016 sia stato in gran parte dominato dalle e-mail trapelate dal Partito Democratico emerse dal punto vendita. Anche la pubblicazione relativamente minore degli agenti ICE di WikiLeaks dell’anno scorso, contenente informazioni che erano già pubbliche , ha raccolto titoli dai principali punti vendita statunitensi come The Washington Post , Newsweek e USA Today . Ora, in questa storia esponenzialmente più importante, nessuna copertura dai media occidentali.
Il silenzio mortale dei mass media sullo scandalo OPCW sta diventando il vero scandalo, di uguale o forse persino maggiore significato dello scandalo OPCW stesso. Apre un’intera litania di domande che hanno un’enorme importanza per ogni cittadino del mondo occidentale; domande quali, come dovrebbero le persone partecipare alla democrazia se tutti le fonti a cui si rivolgono normalmente per prendere decisioni di voto informate si rifiutano categoricamente di riferire loro dell’esistenza di massicce notizie come lo scandalo OPCW? In che modo le persone devono affrontare tali cospirazioni di silenzio quando non esiste alcun meccanismo per trattenere tutti i mass media per spiegare la loro complicità in questo? E con quale meccanismo tutti queste fonti si unificano in quella cospirazione del silenzio?
Possiamo almeno avere un’idea di quell’ultima domanda con le e-mail interne di Newsweek che sono state pubblicate due settimane fa dal giornalista Tareq Haddad . Le e-mail presentano più editor di Newsweek che dicono ad Haddad che non avrebbero pubblicato una parola sulle perdite di OPCW per due motivi : (1) perché nessun altro fonte ufficiale stava segnalando su queste, e (2) perché la società di gestione narrativa Bellingcat finanziata dal governo americano aveva ha pubblicato un articolo ridicolo e fasullo che spiega perché le perdite non fossero degne di nota. Da allora Haddad si è dimesso da Newsweek .
Douma, guerra in Siria
Potremmo essere certi che questa storia verrà oscurata nelle redazioni di tutto il mondo in modo simile, e forse usando quelle stesse scuse. Finché nessun altro “rispettabile” (cioè editore) copre questa storia, può essere trattato come una non-storia, usando un’operazione ingannevole di gestione narrativa finanziata dal governo degli Stati Uniti come giustificazione, se necessario. Se un giornalista ha gettato la sua vita nel caos e nell’incertezza rassegnando le dimissioni e soffiando sul fischio di questa cospirazione del silenzio, potremmo essere certi che lo stesso stia accadendo a innumerevoli altri che non hanno il coraggio e / o la capacità di fare lo stesso.
Mark Ames
Molti commentatori di media alternativi stanno evidenziando questo blackout dei media sui social media oggi.
“I nostri coraggiosi cani da guardia dei media continuano a mantenere un blackout completo sugli informatori dell’OPCW che perdono il debunking dell’attacco WMD a Douma. Le fughe di notizie dimostrano che Trump – come Dubya – ha usato falsi armi di distruzione di massa per bombardare il paese arabo, quindi un organismo OPCW che falsifica per nascondere le bugie ”, ha twittato il giornalista Mark Ames.
“Gli Stati Uniti hanno attaccato la Siria per un attacco chimico da parte di Assad l’anno scorso. Ma gli scienziati ufficiali OPCW che hanno indagato sull’evento non hanno trovato prove dell’esercito siriano che abbia usato armi chimiche. I media hanno scelto di ignorare questa storia e licenziare i propri giornalisti che provano a parlarne ”, ha twittato l’ autore e analista Max Abrahms.
“This is the FOURTH leak showing how the OPCW fabricated a report on a supposed Syrian ‘chemical’ attack,” tweeted journalist Ben Norton. “And mainstream Western corporate media outlets are still silent, showing how authoritarian these ‘democracies’ are and how tightly they control info.”
“Media silence on this story is its own scandal,” tweeted journalist Aaron Maté.
But this spin machine is twirling off its axis trying to normalize this silence.
I fantini narrativi di Bellingcat come il “ricercatore senior” Nick Waters si stanno già cimentando nella percezione e riescono tutti a credere che i loro occhi stiano mentendo a loro. Waters ha una discussione su Twitter che viene condivisa da tutti i soliti spinmeister siriani che sostengono, sulla base di nessuna prova, che WikiLeaks sta pubblicando selettivamente i documenti che deve creare una falsa impressione degli eventi nell’OPCW. Waters afferma erroneamente che un’e-mail di Sebastien “Voldemort” Braha – il ragazzo al centro dello scandalo – dimostra che Ian Henderson non faceva parte della Fact-Finding Mission (FFM) a Douma, in contraddizione con le affermazioni fatte dal anonimo secondo informatore OPCW che segue lo pseudonimo di “Alex”.
Come Waters è consapevole al cento per cento, Henderson faceva assolutamente parte della missione di accertamento dei fatti di Douma e uno dei membri della FFM che in realtà era andato a Douma non meno. Ho messo insieme un thread di Twitter che confuta le ridicole affermazioni di Waters ma in breve sembra essere stata fatta una distinzione arbitraria tra la FFM e il “team principale della FFM”, o ciò che è etichettato come ” FFM Alpha team “in una nuova e-mail trapelata cercando di emarginare la valutazione di Henderson. Henderson in realtà andò a Douma come parte della FFM, a differenza di quasi tutti i membri del cosiddetto “core team” che, tranne un paramedico, operava esclusivamente in un’altra nazione (probabilmente la Turchia).
Ovviamente, la distinzione se Henderson fosse o non fosse “nella FFM” è anch’essa irrilevante e arbitraria, poiché sappiamo per certo che è un ispettore OPCW di lunga data che è andato a Douma e ha contribuito con una valutazione che era nascosta alla pubblico dall’OPCW.
Quindi, questa narrativa è stata messa a punto dai propagandisti finanziati dal governo americano a Bellingcat è falsa da cima a fondo, ma ciò che è esasperante è che sappiamo già chi saranno i redattori nelle sale stampa.
Brian Stelter
È assolutamente sorprendente quanto Bellingcat sia strettamente intrecciato con i vertici dei media mainstream e l’inquadramento pubblico di ciò che sta accadendo in Siria. Poche ore dopo l’ultimo calo di WikiLeaks, il conduttore della CNN Brian Stelter ha condiviso un articolo sul fondatore di Bellingcat ed ex collega senior del Consiglio Atlantico Eliot Higgins, che avverte dei pericoli rappresentati dai giornalisti dei media alternativi che coprono storie sottostimate come lo scandalo OPCW.
Messa in scena di attacco con Armi chimiche a Douma, Siria
“Abbiamo questo ecosistema mediatico alternativo che sta guidando molta disinformazione. Non è compreso dai giornalisti o da nessuno al di là di un gruppo molto ristretto di persone che sono realmente coinvolti con esso ”, recita l’ironica citazione di Higgins nel brano condiviso da Stelter.
Abbiamo assistito a una folle corsa da esperti dei mass media per dare a questa operazione di gestione narrativa finanziata dal governo degli Stati Uniti una legittimità non acquisita e immeritata, sfornando tweet come Stelter e fulmini di The New York Times , The Guardian e The New Yorker . Questa legittimità non acquisita e immeritata viene quindi utilizzata dagli editori per giustificare la ricerca di Bellingcat per istruzioni su come pensare a informazioni importanti sulla Siria piuttosto che effettuare le proprie indagini e analisi di base. È un ciclo di feedback auto-validante che in questo modo funziona in modo molto conveniente per il governo che finanzia Bellingcat.
Non si sa esattamente cosa stia accadendo nelle redazioni di tutto il mondo per mantenere la cospirazione del silenzio sullo scandalo OPCW, ma quello che è noto è che da solo questo scandaloso silenzio è sufficiente per screditare completamente i mass media per sempre. Wikileaks ha esposto questi sbocchi per il motore di propaganda monolitica che sono realmente, e lo hanno fatto semplicemente pubblicando perdite estremamente degne di nota dopo perdite estremamente degne di nota.
Per farci gestire meglio la percezione, questi mostri dovranno letteralmente confiscare le nostre orecchie e i nostri bulbi oculari.
Nick Waters
Fonte: Caitlin Johnstone
Traduzione: luciano Lago