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domenica 28 aprile 2019

Come la Francia “fa la cresta” sull’Africa con i Franchi CFA

La Francia tramite i “Franchi CFA” controlla e impoverisce ben 14 ex colonie africane, costringendo molti africani ad emigrare altrove.

Come la Francia fa la cresta sull' Africa con i Franchi CFA
Il Colonialismo Francese è terminato solo in maniera formale, in quanto la Francia adotta un controllo finanziario su ben 14 ex colonie: Camerun, Ciad, Gabon, Guinea Equatoriale, Repubblica Centrafricana, Repubblica del Congo, Benin, Burkina Faso, Costa d’Avorio, Guinea Bissau, Mali, Niger, Senegal e Togo, con un totale di popolazione di circa 160 milioni di abitanti.

Il controllo economico e monetario francese sulle ex colonie, tramite i Franchi CFA

La Francia adotta su questi un controllo economico e monetario, stampando e imponendo loro una moneta, i Franchi CFA, che garantiscono degli introiti per Parigi e tolgono del tutto la sovranità monetaria a tali stati. Il “Franco Coloniale”, detto CFA all’origine significava Franco delle Colonie Francesi d’Africa, abbreviato FCFA, e oggi diventato acronimo di Comunità Finanziaria Africana, imposto da Parigi nel 1945 all’indomani della seconda guerra mondiale a tutte le colonie del tempo.
Nonostante, con gli anni ’60 sia terminato il colonialismo, il CFA garantisce alla Francia ancora oggi introiti provenienti dalle ex colonie. Questo tema è risaputo da decenni dalle istituzioni italiane e soprattutto europee, ma è stato portato solo ora all’attenzione dell’opinione pubblica italiana tramite il Ministro Luigi Di Maio e Alessandro Di Battista (M5S), il quale, ospite nella trasmissione “Che tempo che fa” ha dichiarato: Attualmente la Francia stampa la moneta utilizzata in 14 paesi africani, i quali per mantenere un tasso fisso d’interesse sono costretti a versare circa il 50% dei loro denari in un conto corrente gestito dal tesoro francese. In questo modo la Francia gestisce la sovranità di questi paesi, impedendo loro la legittima indipendenza. Fino a quando non si strapperà questa manetta nei confronti dei popoli africani, continueranno a scappare le persone, a morire in mare, a trovarsi altre rotte e a provare a venire in Europa. Di seguito il video dell’ intervento.

Ma come la Francia riesce ad avere introiti tramite i Franchi CFA? Come riportato da “Il Fatto Quotidiano” in un articolo di Gianluigi Paragone: “Se volessimo mandare 10 euro per sostenere un progetto solidaristico in Camerun, oppure fare un investimento in dollari o altra moneta in Senegal, accade che di questi soldi mandati in Africa, metà resta come riserva di denaro (che serve per cambiare valuta quando fanno acquisti all’estero) e l’altra metà resta nelle casse del Tesoro francese. Avete letto bene: tutto il denaro cambiato in Franco Cfa – ripeto: moneta ufficiale delle 14 ex colonie francesi – viene inviato alle banche centrali africane, ma almeno la metà resta nelle casse francesi come garanzia del cambio fisso Cfa/euro. Il tutto nel silenzio dell’Europa e soprattutto della Bce, perché non ha alcun controllo su questa moneta visto che il tasso di cambio dipende dalla Banca centrale francese.”
Questo vale per tutto il denaro che entra in qualsiasi di questi 14 paesi, compresi gli aiuti umanitari. Con questi soldi trattenuti, la Francia ci paga una parte, seppur irrisoria, del suo debito pubblico… Si avete capito bene, questi paesi contribuiscono nel pagamento di una parte del debito pubblico francese, pur essendo nella miseria e nella povertà più assoluta! Non è la ricca Francia a sostenere il debito africano, ma i poveri africani a sostenere il debito francese!!!

I Franchi CFA nell’economia africana

Questa moneta sta di fatto impedendo la crescita di questi paesi africani e ha provocato una inflazione talmente alta da far lievitare il costo di numerosi beni di prima necessità di 4 o 5 volte rispetto ai paesi europei. Tanto per farvi un esempio, un barattolo di nutella costa 10 euro… Ciò sta accadendo perchè gli africani hanno in mano una moneta forte che va al pari passo con l’euro, che gestisce una economia debole come quella africana.
Per non parlare delle banche africane che per concedere prestiti in franche CFA ai poveri africani, oltre a chiedere delle garanzie assurde applicano dei tassi di interesse altissimi: dal 15 al 24 per cento. Questo è uno dei principali motivi che spingono molti africani a scappare dalla loro terra di origine per venire in Europa. Ma non finisce quì. Maggiori dettagli sull’argomento in questione in questo servizio da non perdere realizzato dalla trasmissione Night Tabloid su Rai 2. Dopo aver letto questo articolo concedetevi 10 minuti del vostro tempo per guardare questo servizio, vi aprirà letteralmente gli occhi sulla questione africana e sulla crescente immigrazione.

Armi e munizioni francesi in Libia. Macron colto con le mani nel sacco. La denuncia arriva da Al Jazeera. Haftar minaccia i militari italiani: andate via da qui

EMMANUEL MACRON

Qualcuno non voleva crederci ma ora sostenere che Emmanuel Macron non stia aiutando il generale Khalifa Haftar nella conquista di Tripoli sarà davvero complicato. Eh si perché ieri, come comunicato dalla rete all news Al Jazeera, la Francia è stata colta con le mani nel sacco a consegnare motoscafi e armi nel porto di Ras Lanuf, importante scalo petrolifero costiero nel Golfo di Sirte, all’autoproclamato Esercito nazionale libico (Lna) guidato da leader della Cirenaica.
Un episodio che se confermato non dovrebbe sorprendere perché non farebbe altro che aggiungersi ad altri precedenti, come il caso delle settimane scorse in cui alcuni specialisti francesi erano stati sorpresi nel Paese nordafricano, che mettevano in mostra il vizietto dei transalpini di immischiarsi nella faccenda libica. Così poco importa se l’Onu e letteralmente mezzo mondo, Italia inclusa, si siano schierati dalla parte del governo di unità nazionale del premier Fayez Al Serraj perché Macron intende giocare la sua partita sottobanco e a dispetto di tutto e tutti.
Anzi, il premier francese, ciò a rendere ancor più losca la vicenda, ad oggi non ha riconosciuto in maniera aperta e pubblica Haftar. Insomma un bluff che ora è stato definitivamente smascherato. Quel che è peggio è che in tutta questa situazione, dopo settimane di scontri, la crisi libica continua ad aggravarsi sempre più e a pagarne il prezzo sono i cittadini dello Stato nordafricano. E infatti, anche grazie agli aiuti ricevuti, da ieri l’esercito del Generale ha ripreso a bombardare pesantemente la zona Sud della Capitale, causando decine di morti e feriti.
Ma la situazione nelle ultime ore sembra essere ulteriormente precipitata. Le truppe fedeli ad Haftar, forti dell’appoggio francese ma anche di quello americano, sentono la vittoria dietro l’angolo e infatti hanno alzato il tiro arrivando a minacciare, non tanto velatamente, i nostri stessi militari. “Occorre che l’Italia ritiri al più presto il suo ospedale militare da Misurata”, città fedele ad Al Serraj, perché “abbiamo le prove che quella struttura ormai non ha più nulla di umanitario, ma costituisce un valido aiuto per le milizie che combattono contro il nostro esercito”.
A parlare così è il generale Ahmed Mismari, ossia il portavoce di Haftar, che ha poi proseguito spiegando: “L’ospedale era stato inviato per assistere i feriti negli scontri contro Isis a Sirte nel 2016. Ma quei combattimenti sono terminati da un pezzo, perché restano 400 soldati italiani? Da quella base partono gli aerei che bombardano le nostre truppe e causano vittime anche tra i civili. Crediamo che gli italiani abbiano un ruolo nel addestrare le milizie. Non va bene, devono andarsene”. Una dichiarazione che, in modo tutt’altro che casuale, è arrivata a poche ore dalla telefonata tra il premier Giuseppe Conte e il suo omologo Al Fajez, con cui l’Italia ha ribadito l’intenzione di arrivare ad una “stabilizzazione del Paese” in modo pacifico.

sabato 27 aprile 2019

Alberto Micalizzi:"STANDARD&POOR’S NON TAGLIA IL RATING".

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STANDARD&POOR’S NON TAGLIA IL RATING

Standard&Poor’s (S&P) ha appena comunicato di non modificare il rating dell’Italia, che resta a livello BBB, dunque a ridosso dell’area spazzatura.

Come anticipai nei miei post del 27 Ottobre scorso (“S&P non taglia il rating”), del 21 Ottobre (“Moodys graffia ma non affonda”) e del 23 Febbraio 2019 (“Altro colpo a salve di Fitch”) le agenzie di rating hanno esaurito le frecce al proprio arco e le loro minacce sono ormai dei bluff.

Non ho la sfera di cristallo, ma conosco i meccanismi e gli equilibri che sorreggono gli operatori dei mercati finanziari.

Perché non fanno più paura?

Circa il 75% del debito pubblico italiano ad oggi è detenuto da grandi banche d’affari internazionali, da Banca d’Italia, dalla BCE e dalle altre banche dell’Eurosistema, in primis dalle banche francesi (Credit Agricole in testa). Questa percentuale è cresciuta sensibilmente negli ultimi anni come denuncio da tempo, fino al punto che i titoli del Tesoro disponibili per le famiglie italiane sono passati dal 54% del 1992 al 6% del 2018!

Dunque, siamo diventati la vacca grassa da mungere per alimentare i profitti delle grandi banche internazionali. Se i BTP diventassero spazzatura si verificherebbero perdite ingenti in conto capitale di cui soffrirebbero in primis le stesse grandi banche che sono in gran parte azionisti delle agenzie di rating...

Ecco perché non possono più tagliare in rating!

Adesso occorre tirare dritto, ignorare completamente le agenzie di rating (e lo spread) ed attuare un piano di ricollocamento dei titoli del tesoro sui risparmiatori domestici. Non c'è tempo da perdere.

Così risparmieremo decine di miliardi di interessi all’anno e potremo chiudere il capitolo delle ingerenze esterne nelle decisioni politiche del Paese.


Alberto Micalizzi

venerdì 26 aprile 2019

Mafia nigeriana, ecco come la "piovra nera" sta conquistando l'Italia

Risultati immagini per NIGERIAN MAFIA

Di Pietro Mecarozzi

La mafia non è più solo Cosa nostra. I padrini han cambiato pelle e accento, mentre l’Italia è teatro inconsapevole di un passaggio di consegne tra due delle più potenti organizzazioni criminali della storia. Da Nord a Sud, la mafia nigeriana sta invadendo regioni e città dell’Italia, con o senza la collaborazione dei clan nostrani. Eiye, Black Axe, Viking e Mefite sono le quattro grandi cosche africane, conosciute anche come Cult. A queste si aggiungo i piccoli gruppi e i cosiddetti cani sciolti, per un organico complessivo che raggiunge di diritto le prime posizioni tra le strutture criminali più pericolose al mondo.

 Nata intorno agli anni ’80, la mafia nigeriana affonda le sue radici nei campus africani, dove gruppi prevalentemente formati da studenti di etnia Ibo e Yoruba, quindi con un elevato grado di istruzione, riuscirono a garantirsi la protezione dello Stato e del mondo politico grazie a uno scambio di favori che seguì la crisi del petrolio e il conseguente vacillamento della stabilità interna. La pietra angolare: il traffico di sostanze stupefacenti. Seguito da quello di organi, il racket della prostituzione, l’ingerenza sulle rotte dell’immigrazione, estorsioni e via dicendo. Una struttura verticale che fa capo ai Don, le figure di grado più alto, ma nella quale anche le donne (cosiddette maman, fondamentali nella gestione della prostituzione) possono essere investiste di nomine importanti e non solo destinate all’infelice compito di mule per il trasporto intracorporeo di ovuli contenti droga. 

La genesi di questa pericolosa mafia parte proprio da quei viaggi tanto rischiosi quanto (se portati a termine) redditizi, che hanno contribuito non poco al successo e all’espansione della cosca in termini materiali e geografici. Se prima infatti il compito di queste organizzazioni era quello di "stampella" alla quale si appoggiavano le grandi famiglie mafiose, ultimo ma non meno importate il caso dei due boss nigeriani pentiti e della ramificazione che il loro clan aveva intrapreso nel territorio rientrante in quello della famiglia di cosa nostra di “Palermo Centro” (mandamento di “Porta Nuova”), adesso il discorso è decisamente cambiato. Primo su tutti l’esempio di Castel Volturno, dove la mafia autoctona ha lasciato il posto a una delle perle insanguinate della collana che è l’organizzazione mafiosa nigeriana. Controllo totale su prostituzione (in particolare quella minorile) ed estorsione senza sconti di pena, neanche per i connazionali che hanno aperto delle attività nel nostro Paese e che - per far fede ai vincoli corleonesi! - sono tra i più martoriati. Eroina e oppiacei vengono acquistati in Oriente, mentre per la cocaina i ponti conducono in Sud America, per finire con un giro di prostituzione tenuto in piedi grazie al continuo rimpinguamento di forze da sfruttare proveniente direttamente dalle coste libiche Un po’ come un allievo che supera il maestro, la cosca nigeriana - contro ogni previsione - muove i suoi primi passi nel nord Italia, come afferma la relazione semestrale del 2018 della Direzione investigativa antimafia: “Storicamente, la presenza di comunità nigeriane va fatta risalire, fin dagli anni ’80, specialmente nel nord Italia, in Piemonte, con Torino in testa, in Lombardia, in Veneto e Emilia Romagna”. Per poi specificare: “ In Italia, il primo arresto di un nigeriano narcotrafficante risale al 1987. 

L’operatività di gruppi organizzati si è poi estesa, nei primi anni ’90, anche al centro-sud, specialmente in Campania, nel casertano e sul litorale domitio”. Un’ascesa partita dal settentrione e che registra ad oggi un impressionante network malavitoso: eroina e oppiacei vengono acquistati in Oriente, mentre per la cocaina i ponti conducono in Sud America, per finire con un giro di prostituzione tenuto in piedi grazie al continuo rimpinguamento di forze da sfruttare proveniente direttamente dalle coste libiche. La mafia di Langtan, conosciuta anche così dall’omonima cittadina della Nigeria, è un problema che adesso anche l’Italia, oltre a gran parte dell’Europa, non può più ignorare. Senza contare che questi clan cultisti rivestono una sorta di aggregatore sociale non solo per gli adepti già assoldati che partono dalla Nigeria per approdare poi sulle sponde italiane, bensì “picciotti” si diventa anche una volta in Italia, senza nessuna nozione di base ma con un battesimo a dir poco indimenticabile. A caratterizzare queste organizzazioni criminali, dunque, non contando il “metodo mafioso” ibrido tra un modello siciliano e quello di una gang, è il rito di iniziazione. “Vengono, infatti, utilizzati riti di iniziazione chiamati ju-ju, molto simili al voodoo e alla macumba, propri della cultura yoruba, immancabilmente presenti in Nigeria, nella fase del reclutamento delle vittime. Tali riti diventano, poi, funzionali alla “fidelizzazione” delle connazionali, che una volta giunte in Italia vengono destinate alla prostituzione” notifica il rapporto della Dia. E ancora, dalle parole di un pentito, è possibile capire la violenza di questi passaggi tribali, spesso traducibili in pestaggi e cruenti sevizie: denudati e buttati a terra, vengono presi a calci e pugni dai confratelli sotto lo sguardo del santone; tagli sul corpo e un calice di sangue e lacrime offerto come prova di fiducia per concludere. L’affiliazione è dolorosa e lontano dal nostro immaginario comune di ingresso nel mondo mafioso (Cosa nostra generalmente premia chi decide di arruolarsi). Il primo germoglio criminale nasce proprio nei centri di accoglienza, mentre l’humus in grado di alimentare questa sanguinosa giostra è proprio il flusso degli sbarchi Questo dovrebbe bastare per capire il livello di pericolosità del fenomeno. Ma dai dettagli emersi durante i processi che hanno coinvolto i primi pentiti della “piovra nera” si capisce che la situazione è ben più grave del previsto: “Un membro dei Maphite è andato a casa di un componente dei Black Axe e ha ucciso la madre, tagliandole il corpo a pezzi. Poi ha portato i resti nella scuola dove il figlio della donna stava seguendo la lezione e li ha buttati lì, scatenando il panico e il terrore. Sono scappati tutti via. Dopo due mesi da questo episodio, i Black Axe sono andati a casa della mamma di un componente dei Maphite e hanno cavato gli occhi ai suoi genitori e poi li hanno decapitati con un’ascia”. Non c’è perdono, tantomeno codici di onore. A suonare l’allarme sono, inoltre, i centri di accoglienza. Tra "stipendi" d’oro dei veritici dei clan e transazioni di denaro difficilmente rintracciabili, in quanto il metodo utilizzato è quello dell’hawala, niente banche ma una rete fittissima di referenti in vari paesi del mondo (in sostanza fanno rimesse), la questione ha contagiato l’intero dossier immigrazione. Dalla Libia vengono reclutate e obbligate a imbracarsi giovani donne nigeriane, le quali una volta in Italia vengono assegante a un joint, ovvero i posti sui marciapiedi, costringendole non solo a prostituirsi ma tenendo altresì la famiglia, rimasta in patria, in ostaggio. I soldi ricavati da prostituzione e droga, pertanto, sono il carburante che tiene in vita le varie cellule sparse per l’Africa, primo filtro essenziale della cosca. 

E qui entrano in gioco i C.a.r.a. Recentemente sono stati bloccati a Parigi, Marsiglia, Nizza, Nancy, una decina di nigeriani, tutti ricercati in Italia e tra cui si nascondeva Happy Uwaya, ritenuto il boss dell’organizzazione. Secondo lo Sco (il Servizio centrale operativo) gli arrestati erano membri del clan Vikings e avevano come base operativa il Cara di Mineo, in provincia di Catania. In altre parole, spesso il primo germoglio criminale nasce proprio nei centri di accoglienza, mentre l’humus in grado di alimentare questa sanguinosa giostra è proprio il flusso degli sbarchi. Non è un caso, pertanto, se il numero di detenuti nigeriani (aggiornato al 31 marzo 2019) è di 1.604 contro i 679 del 2007. L’indagine Athenaeum di Torino, infine, è la prova di come i tentacoli di questa organizzazione criminale si siano infiltrati in profondità, sostituendo un virus nostrano con un virus straniero.

FONTE: https://www.linkiesta.it/it/article/2019/04/24/mafia-nigeriana-estorsione-racket-prostituzione/41918/

https://www.informazioneconsapevole.com/2019/04/mafia-nigeriana-ecco-come-la-piovra.html

Glifosato: molto peggio di quanto potessimo immaginare



WILLIAM ENGDHAL
journal-neo.org
Mentre nuovi studi continuano ad indicare un legame diretto tra il diffusissimo erbicida glifosato e varie forme di cancro, la lobby dell’agroalimentare si batte ferocemente per ignorare o screditare le prove sia dei danni a caricio degli esseri umani che di altro genere. Una seconda sentenza, emessa da una giuria statunitense ha appena stabilito che la Monsanto, ora facente parte della Bayer AG tedesca, dovrà pagare 81 milioni di dollari come risarcimento danni al querelante, il sig. Edwin Hardeman, che aveva contratto un linfoma non Hodgkin. La sentenza e una schiera di altri 11.000 procedimenti penali attualmente aperti nelle corti americane e volti ad accertare gli effetti del glifosato, hanno colpito duramente Bayer AG, mentre l’azienda annunciava diverse migliaia di licenziamenti e la quotazione delle sue delle azioni precipitava.
In un processo a San Francisco, la giuria è stata unanime nel ritenere  il diserbante Monsanto Roundup, a base di glifosato,  responsabile del cancro del sig. Hardeman. I suoi avvocati hanno dichiarato: “È chiaro dalle azioni di Monsanto che [all’azienda] non importa se il Roundup provoca il cancro e si concentra invece sulla manipolazione dell’opinione pubblica e sulla minimizzazione nei confronti di chiunque sollevi preoccupazioni valide e legittime riguardo al Roundup.” È la seconda sconfitta per i legali di Monsanto, dopo che un’altra giuria aveva decretato, nel 2018, che il Roundup, a base di glifosato, era da ritenersi responsabile del cancro di cui era affetto un giardiniere di una scuola californiana, che aveva contratto la malattia dopo aver irrorato, tutti i giorni, per anni e senza protezioni le aiuole della scuola con Roundup. In quella sede, una giuria aveva ritenuto Monsanto colpevole di “malvolenza ed abusi,” dato che i dirigenti della società, come si era scoperto dalle e-mail interne dell’azienda, sapevano che i loro prodotti a base di glifosato potevano causare il cancro e avevano nascosto queste informazioni al pubblico.
Un nuovo studio indipendente dimostra che le persone maggiormente esposte al glifosato hanno un rischio aumentato del 41% di sviluppare un tumore linfoma non-Hodgkin (NHL). Una meta-analisi di sei studi con quasi 65.000 partecipanti ha preso in esame il legame esistente tra erbicidi a base di glifosato e l’immuno-soppressione, le alterazioni del sistema endocrino e le modificazioni genetiche. Gli autori hanno trovato “lo stesso risultato chiave: l’esposizione a GBH (erbicidi a base di glifosato) è associata ad un aumentato rischio di NHL (linfoma non-Hodgkin).” Inoltre, hanno affermato che il glifosato “altera il microbioma intestinale” e che ciò potrebbe “avere un impatto sul sistema immunitario, causare infiammazione cronica ed aumentare il rischio di infezioni da agenti patogeni.” Il glifosato“può anche agire come una sostanza chimica perturbatrice del sistema endocrino, perché si è scoperto di recente che può alterare la produzione degli ormoni sessuali nei ratti di entrambi i sessi.”
In uno studio a lungo termine condotto da scienziati francesi sotto la guida di Gilles Eric Seralini, Michael Antoniou e colleghi, è stato dimostrato che anche livelli molto bassi di erbicidi a base di glifosato causano epatopatia non alcolica. I livelli a cui i ratti erano stati esposti, per kg di peso corporeo, erano molto inferiori a quelli consentiti nella nostra alimentazione. Secondo la Mayo Clinic, oggi, dopo più di quarant’anni di uso dilagante dei pesticidi al glifosato, 100 milioni, o un Americano su tre, soffre attualmente di una patologia epatica. Alcune sono state diagnosticate anche in bambini di 8 anni.
Ma il glifosato non ha solo effetti allarmanti sulla salute umana. I pedologi stanno iniziando a rendersi conto che i residui dei trattamenti con glifosato hanno anche effetti potenzialmente distruttivi sulla qualità del terreno e sulle sue sostanze nutrive, conseguenze che possono richiedere anni per essere annullate.
Uccidere anche i terreni
Mentre la maggior parte dell’attenzione è comprensibilmente focalizzata sugli effetti umani dell’esposizione al glifosato, la sostanza chimica più utilizzata al mondo oggi in agricoltura, gli scienziati indipendenti stanno iniziando a prendere in considerazione un’altra allarmante caratteristica di questo agente agrochimico: il suo effetto sugli elementi nutritivi essenziali del suolo. In uno studio sulla qualità dei terreni nell’UE, la rivista online Politico.eu ha rilevato che gli effetti dovuti all’irrorazione di glifosato sulle principali colture dell’agricoltura europea, oltre ad uccidere le piante infestanti, stanno avendo conseguenze disastrose sulla qualità stessa del suolo.
Gli scienziati dell’Università austriaca delle risorse naturali e delle scienze della vita di Vienna hanno dimostrato che la produzione di turricoli da parte dei lombrichi era quasi scomparsa dalla superficie dei terreni agricoli dopo tre settimane dal trattamento con glifosato. La turricolazione è il processo con cui verme, scavando, spinge la parte fertile del terreno verso la superficie, azione fondamentale per un terreno sano e per l’apporto nutritivo alle piante. Uno studio condotto presso l’Università olandese di Wageningen su campioni di humus prelevati da oltre 300 località in tutta l’UE ha rilevato che l’83% dei terreni conteneva uno o più residui di pesticidi. Non a caso, “Il glifosato e il suo metabolita AMPA, derivati del DDT e fungicidi ad ampio spettro … erano le sostanze maggiormente presenti nei campioni di terreno e alle più alte concentrazioni.”
L’utilizzo di svariati pesticidi, soprattutto quelli a base di glifosato come Roundup, è esploso negli ultimi quarant’anni in tutta l’UE, così come negli Stati Uniti. L’industria agroalimentare afferma che questo è il motivo del notevole aumento della produttività del settore agricolo. Tuttavia, se si guardano più da vicino i dati, mentre le rese medie dei principali cereali come riso, grano e mais sono più che raddoppiate dal 1960, l’uso di pesticidi, come quelli a base di glifosato, è aumentato di 15-20 volte. Stranamente, mentre l’UE richiede il monitoraggio di moltissime attività, il controllo dei residui di pesticidi nel suolo non è richiesto a livello di UE. Fino a poco tempo fa, gli effetti dell’uso intensivo di pesticidi come Roundup venivano ignorati dalla ricerca scientifica.
Le prove addotte dai pedologi stanno iniziando a rivelare chiari collegamenti tra l’uso di pesticidi come il glifosato e le drammatiche cadute nella fertilità del suolo e il collasso dei sistemi e dei microrganismi essenziali per una buona qualità del terreno. I lombrichi ne costituiscono uno dei più importanti.
È noto che i lombrichi svolgono un ruolo vitale per l’apporto delle sostanze nutritive nel suolo. I terreni senza vermi sono terreni che non forniscono quegli elementi essenziali di cui abbiamo bisogno per un’alimentazione sana, un problema pandemico di esaurimento del suolo che è emerso a livello globale negli ultimi quarant’anni, guarda caso lo stesso periodo in cui l’uso dei pesticidi è esploso in tutto il mondo. I lombrichi sono utili in quanto ottimizzano il riciclo delle sostanze nutritizie del suolo, favoriscono l’attività di altri microrganismi benefici per il terreno ed aumentano la concentrazione di nutrienti facilmente assimilabili dalle piante.
L’UE non pone limiti alla quantità di glifosato che può essere irrorata sulle colture, anche se è accertato che il glifosato può uccidere proprio quei funghi e quei batteri di cui le piante hanno più bisogno per l’assorbimento delle sostanze nutritizie, oltre agli effetti sui lombrichi. Questo è il lato oscuro principale.
Dove stiamo andando?
Quello che sta diventando sempre più chiaro è il colossale (e ovviamente deliberato ed ufficiale) far finta di non vedere  i potenziali pericoli dei pesticidi a base di glifosato da parte degli organi di regolamentazione, non solo nell’UE e negli USA, ma anche in Cina, dove oggi si produce anche più glifosato di Monsanto. Da quando è scaduto il brevetto del Monsanto Roundup, la Cina con le sue industrie chimiche, tra cui Syngenta, Zhejiang Xinan Chemical Industrial Group Company, SinoHarvest e Anhui Huaxing Chemical Industry Company, è diventata il principali produttore mondiali di queste sostanze, ma anche uno dei maggiori consumatori, un presagio non buono per il futuro della sua leggendaria cucina.
Il glifosato è il componente chimico di base per circa 750 diverse marche di pesticidi in tutto il mondo, oltre al Roundup di Monsanto-Bayer. Residui di glifosato sono stati trovati nell’acqua potabile, nel succo d’arancia, nelle urine dei bambini, nel latte materno, nelle patatine fritte, negli snack, nella birra, nel vino, nei cereali, nelle uova, nella farina d’avena, nei prodotti a base di grano e nella maggior parte degli alimenti convenzionali testati. In breve, è dappertutto.
Tuttavia, nonostante le prove schiaccianti, i burocrati della Commissione europea e dell’EPA statunitense continuano ad ignorare la prudenza e a non mettere al bando questa sostanza chimica tossica in attesa di un’indagine indipendente approfondita e su periodi più prolungati. Se fossi cinico, penserei quasi che questo continuo sostegno ufficiale agli erbicidi a base di glifosato sia qualcosa di più di  semplice stupidità o ignoranza burocratica, probabilmente anche più della semplice corruzione, anche se questa, sicuramente, ha il suo ruolo. La qualità nutrizionale della nostra catena alimentare viene sistematicamente distrutta e questo è qualcosa che va oltre il semplice profitto del settore agroalimentare.
William Engdhal
Fonte: journal-neo.org
Link: https://journal-neo.org/2019/04/14/glyphosate-worse-than-we-could-imagine/
14.04.2109
Scelto e tradotto da Markus per comedonchisciotte.org

mercoledì 24 aprile 2019

Fine di Aprile: E` ancora tempo di incendi e sacrifici rituali


La fine di aprile è conosciuta come “il periodo più violento dell’anno”. Abbastanza opportunamente, i calendari occulti richiedono fuoco e sacrifici umani durante questo importante periodo di 15 giorni. Quest’anno, la fine di aprile è stata caratterizzata dall’incendio di Notre-Dame e dall’orribile attentato nello Sri Lanka. L’agenda occulta e` a pieno regime?

Nel 2013 (ripostato oggi), ho pubblicato un articolo intitolato Fine di Aprile: Un tempo di sacrifici umani in cui ho spiegato l’estrema importanza di questo periodo dell’anno nei calendari occulti. In effetti, le ultime due settimane di aprile, che culminano il 1 maggio, potrebbero essere soprannominate “il periodo più magico dell’anno”, ma per tutte le ragioni sbagliate.
Uno sguardo veloce alla storia recente rivela qualcosa di strano: molti eventi violenti che hanno coinvolto morti di massa per fuoco (o attentati) si sono verificati nelle ultime due settimane di aprile. Ecco alcuni esempi:
  • 19 aprile 1993 – Massacro di Waco: Un assedio dell’FBI portò al rogo del quartier generale di una setta chiamata Davidiani, Oklain cui morirono 76 persone tra uomini, donne e bambini.
  • 19 aprile 1995 – Venne bombardato un edificio federale di Oklahoma City – Persero la vita 168 persone.
  • 20 aprile 1999 – Il massacro della Columbine – Morirono 13 persone, 21 i feriti.
  • 16 Aprile 2007 – Massacro della Virginia Polytechnic Institute – 32 uccisi, 17 feriti.
  • 16 aprile 2013 – Esplosioni alla maratona di Boston – 3 uccisi, 107 feriti.
  • 18 aprile 2013 – Esplosione dell’industria di fertilizzanti in Texas . 15 persone uccise (Si noti che questo evento si è verificato a circa 20 anni dal massacro di Waco. Inoltre, il 16 aprile del 1947, una nave carica di nitrato di ammonio attraccata al porto di Texas City saltò in aria, provocando la morte di circa 576 persone).
Se si guarda indietro alla storia (e al di fuori degli Stati Uniti), si troverà una lunga lista di eventi orribili accaduti tra il 15 aprile e il 1 ° maggio. La maggior parte di questi eventi presenta le stesse caratteristiche: un gran numero di vittime innocenti che muoiono a causa del fuoco.
Nel corso degli anni, questo strano fatto è stato osservato da diverse fonti. Ecco alcuni esempi.
Un articolo della CNN sulla violenze del 2011
Un articolo di Live Science a riguardo degli eventi violenti di Aprile del 2013
Un articolo del 2016 del Washington Post
Le conclusioni di questi articoli sono piuttosto simili: “Non sappiamo cosa sta succedendo e siamo spaventati”. Sebbene le fonti dei media riconoscano questa bizzarra anomalia di aprile, non forniscono una spiegazione razionale. Perché? Perché la verità è occulta.
CALENDARIO OCCULTO
Ecco una sintesi del significato della fine di aprile nei calendari occulti.
“19 aprile – 1 maggio – Sacrificio di Sangue alla Bestia, un periodo critico di 13 giorni. Il sacrificio di fuoco è richiesto il 19 aprile.
Il 19 aprile è il primo dei 13 giorni del rituale satanico relativo al fuoco – il dio del fuoco, Baal, o Molech / Nimrod (il Dio Sole), noto anche come il dio romano, Saturno (Satana / Diavolo). Questo giorno è un importante giorno per il sacrificio umano, il quale richiede sacrifici di fuoco con un’enfasi sui bambini. In questo giorno sono avvenuti acuni eventi storici molto importanti”.
-– Occult Holidays and Sabbaths, Cutting Edge
Mentre le date esatte dei rituali occulti variano a seconda delle fasi lunari e ad altre variabili, Aprile e` un mese per i sacrifici umani. Nel corso dei secoli e attraverso le civiltà, la seconda metà di aprile fu sempre un periodo in cui era costume attuare sacrifici di sangue. Erano spesso celebrati attraverso l’adorazione di Baal (o divinità collegate).
L’adorazione di Baal prese molti nomi (Enlil, Molech, ecc.) E si diffuse in diverse civiltà. Essendo un dio del sole e un dio della fertilità, i rituali che celebravano Baal avvenivano dopo l’equinozio di primavera (un tempo di rinascita) e spesso implicavano sacrifici umani.
Un sacrificio di un bambino a Baal nell’antica Cartagine
“Il culto di Baal celebra ogni anno la sua morte e risurrezione come parte dei riti di fertilità cananea. Queste cerimonie spesso includevano il sacrificio umano e la prostituzione nel tempio “.
– Baal, Enciclopedia Mythica
Questa pratica è stata menzionata anche nella Bibbia.
“Hanno costruito gli alti luoghi di Baal per bruciare i loro bambini nel fuoco come offerte a Baal – qualcosa che non ho comandato o menzionato, o pensato”.
– Geremia 19: 5
Oggi esiste ancora l’antica pratica dei sacrifici di sangue. Tuttavia, in questa epoca di mass media, l’élite occulta partecipa a mega-rituali fatti per essere visti dal mondo intero. Perché? Per una maggiore potenza magica.
“Il sacrificio umano richiesto durante molte di queste date occulte deve contenere i seguenti elementi, ognuno dei quali è esagerato al massimo grado possibile:
1. Trauma, stress e angoscia mentale, puro terrore
2. L’atto finale nel dramma dovrebbe essere la distruzione di un incendio; preferibilmente una conflagrazione.
3. Le persone devono morire come sacrifici umani, specialmente i bambini, dal momento che Il Male considera il sacrificio umano dei fanciulli come il più desiderabile ”
– Ibid.
Al momento della stesura di questo articolo, il tempo non è ancora finita. Tuttavia, alcuni eventi rientrano già nei “criteri” di questo periodo.
INCENDIO DI NOTRE DAME
Il 15 aprile, la famosa Cattedrale di Notre-Dame di Parigi è stata inghiottita dalle fiamme, un evento che è stato pesantemente mediatizzato in tutto il mondo.
La guglia della cattedrale di Notre-Dame si ruppe mentre il mondo guardava incredulo.
Per coloro che conoscono il legame occulto tra aprile e il fuoco, l’evento di Notre-Dame è stato difficile da ignorare. E ci sono volute solo poche ore prima che le teorie fluttuassero online.
Ad essere onesti, quando ho visto il filmato, ho subito pensato all’agenda occulta di aprile. Tuttavia, un’altra parte di me ha pensato: “Questo potrebbe essere solo un incidente”.
In ogni caso, il filmato del fuoco – e il suo significato simbolico – mi ha immediatamente ricordato le immagini che sono state pubblicate su questo sito alcuni anni fa.
Nel film 9, una cattedrale (che assomiglia a Notre-Dame) viene attaccata da robot con un occhio solo e brucia. La scena rappresentava la caduta del cristianesimo e l’inizio di una nuova era . Il film è stato rilasciato il 9/9/9 – esattamente 10 anni fa.
Nel video virale I, Pet Goat II, una cattedrale si sgretola quando la figura di Gesù naviga verso la luce del sole. Ancora una volta, questo ha rappresentato la caduta delle religioni
Il fuoco di Notre-Dame è stato un attacco simbolico al cristianesimo? Forse. Tuttavia, sento il bisogno di menzionare un fatto importante: Notre-Dame è, in realtà, un tempio occulto. E ‘stato costruito dai Cavalieri Templari (gli antenati dei Massoni) e tutto è al 100% basato su principi occulti.
La “Scala Philosophorum” incisa sulla Cattedrale di Notre-Dame, che rappresenta i 9 stadi dell’alchimia.
Spiegare tutti gli elementi occulti di Notre-Dame richiederebbe un intero libro. Tuttavia, è sicuro dire che la Cattedrale non è altro che una rappresentazione fisica delle credenze e della filosofia dell’élite occulta. Forse è questo il motivo per cui, poco dopo l’incendio, miliardari di spicco hanno promesso centinaia di milioni di euro per ricostruire questo tempio.
Meno di una settimana dopo il fuoco di Notre-Dame, il mondo ha assistito a un attacco reale al cristianesimo. Durante la domenica di Pasqua. E, purtroppo, si adatta esattamente ai “requisiti” dei sacrifici di fine aprile.
BOMBE NELLE CHIESE IN SRI LANKA IL GIORNO DI PASQUA
Il 21 aprile, lo Sri Lanka è stato colpito da una serie di attacchi coordinati nelle chiese e negli hotel di lusso, uccidendo almeno 290 persone. La prima ondata di attacchi ha colpito durante gli intensi servizi pasquali nelle chiese nel cuore della comunità cristiana minoritaria del paese, nelle città di Colombo, Negombo e Batticaloa.
Le rovine della chiesa di San Sebastiano a Negombo.
Dobbiamo fare un passo indietro e riconoscere la natura orribile, satanica e simbolica di questi attacchi: centinaia di persone sono state uccise mentre erano in chiesa, in un giorno sacro e hanno celebrato la risurrezione di Gesù Cristo.
Orribilmente simbolico.
Al momento di scrivere queste righe, nessun gruppo si è assunto ufficialmente la responsabilità degli attacchi. E, mentre il governo dello Sri Lanka ha incolpato un gruppo jihadista locale poco conosciuto di nome National Thowheed Jamath per gli attentati, il gruppo non si è ancora fatto avanti. Inoltre, le autorità credono anche che gli attentatori avessero un sostegno internazionale. Un funzionario del governo ha dichiarato:
“C’era una rete internazionale senza la quale questi attacchi non avrebbero potuto avere successo.”
Stranamente: le autorità dello Sri Lanka sono state avvertite di una potenziale bomba due settimane prima degli attacchi. Il portavoce del governo Rajitha Senaratne ha dichiarato in una conferenza stampa che gli avvertimenti non sono stati trasmessi al Primo Ministro,
Un tweet di un funzionario governativo sul rischio di un attentato dell’11 aprile.
CONCLUDENDO
Nel mio articolo del 2013 sugli attentati di Boston, ho scritto queste parole:
Mentre molti pensano che questi eventi alla fine di aprile siano una coincidenza, rimane il fatto: eventi violenti di massa che implicano morte e fuoco avvengono regolarmente durante lo stesso periodo di tempo dedicato occultamente a Baal, che è venerato attraverso il fuoco e il sacrificio umano.
Purtroppo, nel 2019, la “profezia” e` stata, ancora una volta soddisfatta. A peggiorare le cose, gli attacchi sono avvenuti nei contesti più satanici: i fedeli sono stati uccisi durante le celebrazioni della domenica di Pasqua.
Speriamo di arrivare al primo maggio senza altre tragedie.