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giovedì 9 maggio 2019

I 21 pupazzi di Giorgetto Soros continuano a rompere le palle con l'Europa

Il Presidente Sergio Mattarella

Potrebbero godersi i loro privilegi,potrebbero fare da garanti ai cittadini delle loro nazioni invece devono scodinzolare per accontentare i loro padroni in primis il Giorgetto,che li vuole arzilli ,non devono avere vuoti,pause e riflessioni varie.Devono esportare menzogna,e più menzogna dell'Europa?
Hanno paura di non assolvere al proprio compito e hanno paura di una nuova Norimberga che faccia venir fuori le malefatte di questi servi criminali.
Alfredo d'Ecclesia



'Appello congiunto al voto per le elezioni europee del maggio 2019 firmato dai Capi di Stato di 21 Paesi dell’Unione Europea.
L’Europa è la migliore idea che abbiamo mai avuto
L’integrazione europea ha aiutato a realizzare la secolare speranza di pace in Europa dopo che il nazionalismo sfrenato e altre ideologie estremiste avevano portato l’Europa alla barbarie di due guerre mondiali. Ancor’ oggi non possiamo e non dobbiamo dare per scontate la pace e la libertà, la prosperità e il benessere. È necessario che tutti noi ci impegniamo attivamente per la grande idea di un’Europa pacifica e integrata.
Le elezioni del 2019 hanno un’importanza speciale: siete voi, cittadini europei, a scegliere quale direzione prenderà l’Unione Europea. Noi, Capi di Stato di Bulgaria, Repubblica Ceca, Germania, Estonia, Irlanda, Grecia, Francia, Croazia, Italia, Cipro, Lettonia, Lituania, Ungheria, Malta, Austria, Polonia, Portogallo, Romania, Slovenia, Slovacchia e Finlandia, ci appelliamo quindi a tutti i cittadini europei che hanno diritto a farlo affinché partecipino alle elezioni per il Parlamento europeo a fine maggio prossimo.
I popoli europei si sono liberamente uniti nell’Unione Europea, un’Unione che si basa sui principi di libertà, uguaglianza, solidarietà, democrazia, giustizia e lealtà all’interno e tra i suoi membri. Un’Unione che non ha precedenti nella storia d’Europa. Nella nostra Unione i membri eletti del Parlamento Europeo condividono con il Consiglio dell’Unione Europea il potere di decidere quali regole si applicano in Europa e come spendere il bilancio europeo.
Siamo tutti europei
Ormai da tempo per molti in Europa, soprattutto tra le nuove generazioni, la cittadinanza europea è divenuta una seconda natura. Per loro non è una contraddizione amare il proprio villaggio, la propria città, regione o nazione ed essere al contempo convinti europeisti.
La nostra Europa, insieme, può affrontare le sfide
In questi mesi, più che in passato, l’Unione Europea si trova ad affrontare grandi sfide. Per la prima volta da quando il processo di integrazione europea è iniziato, alcuni parlano di ridimensionare certe tappe dell’integrazione, come la libertà di movimento o di abolire istituzioni comuni. Per la prima volta uno Stato membro intende lasciare l’Unione. Al contempo, altri invocano maggiore integrazione all’interno dell’Unione o dell’Eurozona oppure un’Europa a più velocità.
Su questi temi esistono differenze di opinioni sia tra i cittadini che tra i Governi degli Stati membri, così come tra noi Capi di Stato. Ciononostante, tutti noi siamo d’accordo che l’integrazione e l’unità europea sono essenziali e che vogliamo che l’Europa continui come Unione. Solo una comunità forte sarà in grado di affrontare le sfide globali dei nostri tempi. Gli effetti di cambiamenti climatici, terrorismo, globalizzazione economica e migrazioni non si fermano ai confini nazionali. Riusciremo a far fronte con successo a queste sfide e a proseguire il cammino dello sviluppo economico e della coesione sociale solamente lavorando insieme come partner uguali al livello istituzionale.
Vogliamo un’Europa forte e integrata
Dunque abbiamo bisogno di un’Unione Europea forte, un’Unione dotata di istituzioni comuni, un’Unione che riesamina costantemente con occhio critico il proprio lavoro ed è in grado di riformarsi, un’Unione costruita sui propri cittadini e che ha nei suoi Stati membri la propria base vitale.
Quest’Europa ha necessità di un vivace dibattito politico su quale sia la direzione migliore per il futuro, a partire dalla base fornita dalla Dichiarazione di Roma del 25 marzo 2017. L’Europa è in grado di sostenere il peso di un dibattito che includa un’ampia gamma di opinioni e di idee. Ma non si deve ritornare a un’Europa nella quale i Paesi siano avversari piuttosto che partner alla pari.
La nostra Europa unita ha bisogno di un voto forte da parte dei popoli, ed è per questo che vi chiediamo di esercitare il vostro diritto a votare. È un voto sul nostro comune futuro europeo.
Rumen Radev
Presidente della Repubblica di Bulgaria
Miloš Zeman
Presidente della Repubblica Ceca
Frank-Walter Steinmeier
Presidente della Repubblica Federale di Germania
Kersti Kaljulaid
Presidente della Repubblica di Estonia
Michael D. Higgins
Presidente d’Irlanda
Prokopios Pavlopoulos
Presidente della Repubblica Ellenica
Emmanuel Macron
Presidente della Repubblica Francese
Kolinda Grabar-Kitarović
Presidente della Repubblica di Croazia
Sergio Mattarella
Presidente della Repubblica Italiana
Nicos Anastasiadis
Presidente della Repubblica di Cipro
Raimonds Vējonis
Presidente della Repubblica di Lettonia
Dalia Grybauskaitė
Presidente della Repubblica di Lituania
János Áder
Presidente della Repubblica di Ungheria
George Vella
Presidente della Repubblica di Malta
Alexander Van der Bellen
Presidente della Repubblica d’Austria
Andrzej Duda
Presidente della Repubblica di Polonia
Marcelo Rebelo de Sousa
Presidente della Repubblica Portoghese
Klaus Iohannis
Presidente di Romania
Borut Pahor
Presidente della Repubblica di Slovenia
Andrej Kiska
Presidente della Repubblica Slovacca
Sauli Niinistö
Presidente della Repubblica di Finlandia


 Roma, 09/05/2019

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