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martedì 7 maggio 2019

Se non sono squilibrati mentali non li vogliamo!



Ai microfoni della Zanzara su Radio 24 Oliviero Toscani attacca a testa bassa e finisce per gettare fango su tutti quelli che sono politicamente schierati a destra. "Lasciar entrare gli immigrati musulmani sarà la nostra fortuna - dice - invece di quei quattro coglioni di italiani che non capiscono un cazzo". Parole al vetriolo che lasciano sbigottiti perché fanno seguito a un'intimidazione (tutt'altro che velata) ai figli di Matteo Salvini. "Gli auguro che succeda a suo figlio di essere su una barca e non gli permettono di sbarcare - tuona il fotografo - quanto godrei se gli potesse succedere".

L'intervista a Toscani è un profluvio di odio contro Salvini, contro la Lega, contro la destra e, più in generale, contro gli italiani. Parole violentissime infarcite di insulti che sono state pronunciate alla Zanzara e che sono destinate a scatenare una polemica senza fine. Ovviamente al centro della sua invettiva c'è l'emergenza immigrazione e la direttiva del Viminale che ha portato alla chiusura dei porti italiani ai barconi pieni di islamici partiti dalle coste del Nord Africa. "Salvini è un incivile", tuona il fotografo schierandosi totalmente al fianco dei clandestini maomettani. "Ma che clandestino del cazzo - sbotta in radio - cosa vuol dire clandestino? Non sono clandestini sui barconi, c’è della gente, ci sono i nostri fratelli musulmani. Clandestino è il Padre Eterno, che non l’ho mai visto". A suo dire l'invasione non esiste. E, infischiandosene dei numeri dei disperati che negli ultimi anni si sono riversati sulle nostre coste, auspica che ne arrivino altri. Li considera migliori "di quei quattro coglioni di italiani che non capiscono un cazzo”.


Toscani non porta argomenti. Solo insulti. E, anche quando si trova d'accordo con Salvini (per esempio sul fatto che non bisogna farsi le canne), si inventa un distinguo dopo l'altro e finisce nel solito sproloquio. "Non gli tira più l’uccello", dice riferendosi al leader del Carroccio. Quindi passa a inveire contro i sovranisti in generale ("Abbiamo una destra ignorante") e a lodare i francesi. "La Gioconda è italiana perché l'ha fatta Leonardo da Vinci. Ma è meglio resti in Francia perché è curata meglio che se ce l’avessimo noi". Uno sproloquio, appunto. Senza capo né coda. "Smettiamola con questo campanilismo che ci rincretinisce - incalza - io mi sento più vicino a Parigi che a Canicattì”.



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