Translate

domenica 19 maggio 2019

UNO DEI MAGGIORI FALSI STORICI DI SEMPRE



UNO DEI MAGGIORI FALSI STORICI DI SEMPRE:
L'11 Maggio 1860, il corsaro Garibaldi a capo di 1088 mercenari ,tra questi il foggiano Moisè Maldacea con il grado di Maggiore, e con l'unica donna, Rosalia Motmasson,moglie del massone Francesco Crispi, sbarcarono a Marsala,con l'aiuto e la compiacenza del massone Primo Ministro borbonico Don Liborio Romano e dei massoni negli altri comandi militari del Regno delle due Sicilie. Via terra i Savoia inviarono un esercito di mercenari svizzeri,tedeschi,ungheresi,inglesi di 180 mila uomini e due contingenti savoiardi. Senza alcuna dichiarazione di guerra venne aggredito e colonizzato il regno. Solo 12 anni prima i “terroni” del 10° reggimento fanteria “Abruzzi” e un battaglione di volontari napoletani,corsero in aiuto ai fratelli del nord,umiliati militarmente dagli austriaci comandati dal Maresciallo Josef Radetzky.

Chi era don Peppino Garibaldi, il cosi detto eroe dei due mondi? Descrittoci bello, alto, biondo, coraggioso, idealista, non era che un volgare pirata! Garibaldi portava i capelli lunghi per nascondere mezzo orecchio mancante, staccatogli da un morso di una ragazza sedicenne stuprata dall'eroe! Era alto solo 1,65, aveva le gambe arcuate . Dopo aver conosciuto il massone Mazzini a Marsiglia, si arruolò nella marina piemontese e nel 1834, tentò un’insurrezione a Genova contro il Piemonte, scoperto fuggì in Francia, processato in contumacia fu condannato a morte per alto tradimento! Nel 1835 raggiunse il Brasile e fra i 28 e i 40 anni Garibaldi visse da corsaro assaltando navi e saccheggiandole.

A Rio de Janeiro s’iscrisse alla sezione locale della Giovane Italia, (che era una setta segreta strumento della massoneria) e nel 1837, coi soldi della carboneria ,Garibaldi mise in mare una barca da 20 tonnellate battezzata col nome ’ Mazzini’, nave questa che servì per predare imbarcazioni brasiliane. In Uruguay fu assoldato per battersi contro l’egemonia cattolico-ispanica, per assicurare il monopolio commerciale dell’Impero Britannico.

Nel 1844, a Montevideo iniziò la sua vera carriera massonica, dopo l’iniziazione avuta con l’iscrizione alla Giovane Italia. La carriera massonica di Garibaldi culminò col 33° grado ricevuto a Torino nel 1862, mentre ottenne la suprema carica di Grand’Hierofante del Rito Egiziano del menphis-misraim nel 1881. Il Grande Oriente di Palermo gli conferì tutti i gradi dal 4° al 33° e a condurre il rito fu mandato Francesco Crispi accompagnato da altri cinque ‘Fra Massoni’.

La spedizione dei Mille fu finanziata dalla massoneria inglese con una somma spaventosa di piastre turche equivalenti a oltre un miliardo di euro attuali.Con tale montagna di danaro poté corrompere generali ,alti funzionari e ministri borbonici, tra i quali non pochi erano massoni.

Da una nota del bollettino del Grande Oriente risalente al 1867, si legge: < Come poteva vincere Francesco II, se il suo Primo Ministro, Don Liborio Romano era massone d’alto grado?>.

Garibaldi appena arrivato a Palermo ,saccheggiò il Banco di Sicilia, di ben cinque milioni di ducati, una cifra astronomica dei tempi, che superava il 60% del denaro circolante in tutta l’Italia dei tempi ,fece depredare tutte le chiese e tutto ciò che trovava sulla sua strada.

In una lettera Vittorio Emanuele II ebbe a lamentarsi con il massone Cavour circa le ruberie del pirata nizzardo: - “Come avete visto, ho liquidato rapidamente la sgradevolissima faccenda Garibaldi, sebbene (siate certo) questo personaggio non è affatto un così docile né onesto come lo si dipinge, e come voi stesso ritenete. Il suo talento militare è molto modesto, come prova l’affare di Capua, e il male immenso che è stato commesso qui, ad esempio l’infame furto di tutto il denaro dell’erario ,è da attribuirsi interamente a lui, che s’è circondato di canaglie, ne ha seguito i cattivi consigli e a piombato questo infelice paese in una situazione spaventosa”.

Papa Pio IX,così lo definì < Garibaldi un metro di 
letame> ,a fronte di quanto esposto brevemente, il Papa non si sbagliava affatto!

fonte Gino Longo

Nessun commento:

Posta un commento