Translate

domenica 30 giugno 2019

Da Soros al Ministero della Giustizia: la consigliera politica di Migliore lavorava a Open Society


La consigliera politica del sottosegretario si occupava fino all’anno scorso di selezionare ONG e università italiane ed europee da finanziare con 5 milioni di dollari su progetti antidiscriminazione – immigrazione
«Fuori dal sistema organizzato per il salvataggio in mare»: il messaggio che arriva dal Viminale a tutte le Ong che hanno scelto di non firmare il Codice di condotta è forte e chiaro. E con la missione di navi militari italiane al largo delle coste libiche per contrastare le partenza sei barconi non si potrà più solcare il Mediterraneo violando le regole e agevolando gli affari dei trafficanti. Lo stop imposto alla nave Iuventa della Ong tedesca Jugend Rettet con l’accusa di favorire l’immigrazione clandestina è diretta conseguenza della stretta del governo italiano.
Del governo italiano fa parte anche il sottosegretario al Ministero della Giustizia Gennaro Migliore, uno dei più strenui difensori dell’operato delle Ong impegnate nel recupero dei migranti. Quando, più di due mesi, fa il procuratore capo di Catania Carmelo Zuccaro, denunciò il fenomeno di un “traffico umanitario” e di possibili collusioni, Migliore così si espresse:
«Credo che un magistrato debba parlare con gli atti. Sono molto sorpreso e mi aspetto che ci sia un ulteriore chiarimento da parte del dottor Carmelo Zuccaro… Stiamo mettendo in gioco la vita delle persone, perché queste Ong hanno avuto il grande merito di salvare migliaia di esseri umani». Chissà se all’ex esponente di Rifondazione Comunista e Sel queste esternazioni siano state suggerite dalla sua capo segreteria nonché ghost writer Costanza Hermanin.
Si apprende dal suo curriculum vitae, consultabile sul sito giustizia.it, che fino al giorno prima di essere chiamata da Migliore al Ministero di via Arenula (il 1° Marzo 2016, con un compenso annuo lordo di quasi 80 mila euro) con il compito di sviluppare, fra gli altri, “progetti relativi all’accesso al culto musulmano, alla prevenzione della radicalizzazione in carcere; di monitorare la giurisdizione in  materia d’asilo e relative proposte di riforma; di curare le relazioni internazionali e ghost-writing, Hermanin fosse una dipendente della Fondazione Open Society dell’uomo d’affari e “filantropo” George Soros. Proprio Open Society, che si ispira alla «società aperta» teorizzata dal filosofo Karl Popper, di cui Soros è stato allievo (dove per aperta si intende multietnica e senza confini ) e altri gruppi legati al milionario finanziano generosamente le “navi soccorso” gestite dalle Ong (Moas, Jugend Rettet, Stichting Bootvluchting, Médecins sans frontières, Save the children, Proactiva Open Arms, Sea-Watch.org, Sea-Eye, Life boat).
Ecco quanto riportato nel cv di Costanza Hermanin:
1° Maggio 2009 → 28 Febbraio 2016 Senior Analyst, antidiscriminazione e migrazioni, manager del progetto Italia Consigliere del Presidente della Fondazione in materia di immigrazione e discriminazione razziale —-Coordinamento delle relazioni istituzionali di Open Society Foundations con l’Unione europea, il Governo italiano, il Consiglio d’Europa e le Nazioni Unite nei settori non-discriminazione e immigrazione Direzione progetto Italia e selezione ONG e università italiane ed europee da finanziare su progetti antidiscriminazione – immigrazione (circa 80 selezionate nel periodo 2010-2015 per un importo pari a 5 milioni di dollari), Coordinamento del team politiche interne dell’UE di Bruxelles (5 persone) e supervisione di sei consulenti, di cui tre su progetti finanziati in Italia. Nel 2014 ha organizzato una serie di consultazioni a porte chiuse con il Presidente del Consiglio europeo sull’agenda per l’immigrazione Post-Stoccolma Ideatrice dei progetti: Amato Group, CrossOver Diritti, Equality Data Initiative e European Protection Now!-Open Migration” (poi sviluppato da CILD Italia)
Datore di lavoro: Open Society Foundations – Open Society European Policy Institute Rue du Trône 130, B 1050 Brussels
La stessa Hermanin il 17 maggio scorso scriveva un articolo nel suo blog su Huffington Post dal titolo:
Perché la questione delle ONG nel Mediterraneo sembra una fake news architettata da siti esteri.
Dunque, il consigliere politico presso il Ministero della Giustizia – come lei stessa si definisce nel sopracitato blog-, riteneva e non si sa se ritenga ancora, che i rapporti fra alcune Ong è i trafficanti siano una “fake news” cioè una bufala, una notizia falsa.
«Adesso che la Commissione difesa del Senato ha chiuso l’indagine conoscitiva sul ruolo delle ONG nel Mediterraneo… è giunto il tempo di fermarsi a riflettere su come si sia formato il vortice mediatico, politico e persino giudiziario sulle operazioni di salvataggio compiute nel Mediterraneo» scrive Hermanin. Un complotto dunque. E continua: «La news arriva in Italia tramite un altro sito di disinformazione apertamente filorusso, SitoAurora, che riprende la notizia di Gefira il 7 dicembre. L’8 dicembre la notizia è su comedonchisciotte.org
Mesi più tardi, il 6 marzo, il blogger Luca Donadel – in quello che diverrà un video virale – riprende esattamente metodologia e informazioni del sito Gefira per avvalorare la tesi della cospirazione delle ONG.
La storia più recente è nota e il vero putiferio giornalistico e televisivo che si scatena dopo l’audizione del procuratore Zuccaro. Ciò che è inquietante però» puntualizza il capo segreteria di Migliore «è che persino la stampa italiana di qualità abbia fatto riferimento ad alcune notizie diffuse dai siti summenzionati, come le presunte collusioni tra le ONG e i sostenitori di Hillary Clinton, incluso George Soros, descritte per esempio da Zero Hedge. Queste tesi sono finite persino su La Stampa che, in un articolo del 23 aprile, sollevava esattamente gli stessi dubbi del sito sedicente di analisi finanziaria rispetto ai finanziatori delle navi».
Quindi per Costanza Hermanin ad essere “inquietanti” non sono i rapporti fra le Ong e i trafficanti di esseri umani che permettono a migliaia di migranti irregolari di venire letteralmente presi e trasportati sulle nostre coste. Ad essere “inquietanti” sono i procuratori che tentano di far luce e giustizia sulla questione e la stampa che ne dà conto e che osa accusare il suo ex datore di lavoro di finanziare le operazioni di trasbordi in mare, con tutte le ben note consegenze per il nostro Paese.

Laura Tecce

TUTTI GLI AMICI ITALIANI DI SOROS



Gli amici di Soros: Gennaro Migliore, Pierfrancesco Majorino, Luigi Manconi, Mario Morcone, Marco Perduca, Cècile Kyenge, Sergio Cofferati, Barbara Spinelli, Gianni Pittella, Laura Boldrini


Maurizio Blondet 29 luglio 2017 

di Francesca Totolo

(MB: riprendo l’ottimo lavoro di Francesca Totolo per il sito di Luca Donadel, https://www.lucadonadel.it/soros-e-collegamenti-politici-italiani/

“Più una situazione si aggrava, meno ci vuole a rovesciarla, e più grande è il lato positivo”. George Soros


Il noto filantropo ungherese naturalizzato americano nacque nel 1930 a Budapest con il nome di György Schwartz. Presto però dovette affrontare il dolore causato dal “re di tutti i mali“, il fascismo, che costrinse lui e la sua abbiente famiglia a cambiare il proprio cognome in Soros per sfuggire dal crescente antisemitismo nel Paese.
Anzi il padre del “neo-battezzato” George fece di più: Tividar comprò al piccolo erede dei documenti falsi che certificavano l’avvenuta adozione da parte di un cittadino ungherese che per professione aiutava gli ufficiali nazisti a confiscare le proprietà ed i beni degli ebrei magiari mandati nei campi di sterminio. L’infante Soros non poté fare altro che obbedire al volere del padre naturale, seguendo così il finto genitore adottivo e collaborando con lo stesso nelle operazioni di confisca a danno di quelli che sarebbero dovuti essere i suoi “amici“. In seguito, un Soros dichiarò a proposito di questa vicenda: “naturalmente sarei potuto essere stato dall’altra parte o potrei essere stato tra coloro a cui ho confiscato i beni. Ma non c’è alcun senso a teorizzare su questo ora, perché è come il mercato, se non l’avessi fatto io, qualcun’altro lo avrebbe fatto comunque. Io ero solo uno spettatore in quella situazione, quando la proprietà veniva confiscata: siccome non ero io il responsabile non avevo alcun senso di colpa“.1Per fortuna, quindi, la vicenda non segnò minimamente la coscienza di Soros e non ebbe nessuna ripercussione sulla sua condotta “morale“; forse non fu lo stesso per le vittime delle confische a cui prese parte.

Nel 1947, un Soros si trasferì in Inghilterra per sfuggire questa volta dal nuovo regime filosovietico instauratosi in Ungheria. Giunto in terra britannica, si riservò la migliore educazione possibile, studiando al London School Of Economics dove incontrò il suo vate nonché ispiratore morale, Karl Popper.

“La società aperta è aperta a più valori, a più visioni del mondo filosofiche e a più fedi religiose, ad una molteplicità di proposte per la soluzione di problemi concreti e alla maggior quantità di critica. La società aperta è aperta al maggior numero possibile di idee e ideali differenti, e magari contrastanti. Ma, pena la sua autodissoluzione, non di tutti: la società aperta è chiusa solo agli intolleranti”. Karl R. Popper, La società aperta e i suoi nemici.

Giovano laureato in economia, nel 1954 diede inizio alla sua lunga e promettente carriera come impiegato nel reparto arbitraggio della banca d’affari londinese Singer & Friedlander. Nel 1956, capì che l’Europa era troppo piccola per contenere tutto il suo entusiasmo giovanile e si trasferì nella patria delle speranze, gli Stati Uniti d’America, dove consolidò le proprie esperienze nel ramo finanziario specializzandosi nella gestione dei mercati del vecchio continente operando in diversi istituti bancari. La svolta dell’ambizioso Soros avvenne nel 1969 quando fondò il Quantum Fund, che gli garantì rendimenti elevatissimi per più di un decennio.

Da bambino ebreo di Budapest perseguitato dal terribile fascismo ungherese, George Soros si trasformò in deciso uomo d’affari non lesinando neanche azioni speculative sui mercati finanziari (e comunque se non le avesse fatte lui, le avrebbero fatte altri, no?). Le speculazioni sorosiane riguardarono anche l’Italia; nel 1992, Soros partecipò insieme ad altri “investitori” ad un attacco alla Banca d’Italia causando una epica svalutazione della lira, l’uscita dal Sistema Monetario Europeo e la seguente crisi economica. Il “filantropo”, futuro paladino delle associazioni umanitarie dichiarò: “Ai tempi presi una posizione sulla lira perché avevo sentito dichiarazioni della Deutsche Bundesbank. Si trattava di dichiarazioni pubbliche, non ho avuto contatti personali. Quella fu una buona speculazione”. Lo fu un po’ meno per i portafogli del popolo italiano.
Soros non si limitò alle speculazioni operate sulla lira; anche l’Inghilterra subì lo stesso trattamento.

I suoi passatempi con le monete nazionali però non rimasero impunite in altri stati: in Francia fu processato e giudicato colpevole di “insider trading”, e dovette sborsare 2 miliardi di dollari, in Indonesia fu condannato all’ergastolo e in Malesia, invece, alla pena di morte.

Poi come San Paolo, il Soros ebbe l’illuminazione sulla via di Damasco (forse per quello che ha così a cuore le vicende del popolo siriano).
Ecco che da “avido” speculatore senza scrupoli, George Soros si trasforma nel benevolo filantropo, patron di ogni causa che riguardi la discriminazione e che impedisca una società civile “aperta” e inclusiva. Con il passare degli anni, la sua Open Society Foundations si impone come regina in ambito “umanitario”, occupandosi un po’ di tutto, dai diritti civili delle persone LGBT a quelli dei migranti musulmani in territorio europeo, aspirando ad un mondo senza confini di popperiana memoria.

La sua fondazione è molto attiva anche nel nostro Paese sostenendo diverse associazioni (Onlus e Migranti in Italia), e interagendo a vario titolo anche con illustri rappresentanti delle nostre istituzioni, come membri del parlamento nostrano ed europeo, e del governo, nonché con i sindaci delle città più esposte ai flussi di migranti (ricordiamo la stretta collaborazione con Giusi Nicolini a Lampedusa trattata nell’approfondimento Analisi ONG nel Mediterraneo).

A livello nazionale, li troviamo quasi tutti riuniti il 6 luglio del 2015 in occasione delle conferenza “Rivitalizzare l’accoglienza in Italia: Seminario di alto livello sul rafforzamento e l’espansione della capacità di accoglienza per i richiedenti asilo” organizzata dalla Fondazione De Gasperi (di cui Angelino Alfano è presidente), dal Migration Policy Institute (di cui la OSF è tra i maggiori finanziatori) e ovviamente dalla Open Society Foundations.2





Vediamo nel dettaglio chi è intervenuto al seminario e i relativi legami con la Open Society Foundations:
Costanza Hermanin è Segretaria Particolare del Sottosegretario di Stato alla Giustizia On. Gennaro Migliore; uno dei suoi principali compiti è il “Monitoraggio della giurisdizione in materia d’asilo e relative proposte di riforma”. Dal 2009 al 2016, la Hermanin è stata Senior Analyst “Antidiscriminazione e Migrazioni” e manager del Progetto Italia della Open Society Foundation. Con Miriam Anati (anch’essa presente al seminario), ha sviluppato il progetto Open Migration (trattato nell’approfondimento Onlus e Migranti in Italia).3 4


Gennaro Miglioreè Sottosegretario di Stato al Ministero della Giustizia(nel governo Renzi e confermato nel governo Gentiloni) ed esponente del PD (dopo diversi cambi di casacca); in precedenza, è stato presidente della “Commissione parlamentare di inchiesta sul sistema di accoglienza e di identificazione, nonché sulle condizioni di trattenimento dei migranti nei centri di accoglienza, nei centri di accoglienza per richiedenti asilo e nei centri di identificazione ed espulsione”. L’On. Migliore è sempre in prima linea quando gli eventi, le conferenze e i progetti riguardano la Open Society Foundations; la scelta della Hermanin come sue assistente sarà stata semplice.5 6 7 8 

Pierfrancesco Majorino è assessore alle “Politiche Sociali, Salute e Diritti” del Comune di Milano (nella giunta Pisapia e riconfermato in quella di Beppe Sala). Majorino sempre presente alle iniziative promosse dalla Open Society Foundations e dalla associazione da questa sostenute, ha organizzato la mobilitazione “20 Maggio senza Muri” a Milano dove sono accorse tutte le Onlus e le organizzazioni sorosiane (trattata nell’approfondimento Onlus e Migranti in Italia).10 11 12


Luigi Manconi [un sardo che pratica ancora l’endogamia, convivendo con la miliardaria di Stato Berlinguer . nd.Blondet] è senatore delle Repubblica Italiana eletto nelle fila del PD, presidente della “Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani” e presidente dell’associazione “A Buon Diritto” fondata e sostenuta dalla Open Society Foundations (Manconi e “A Buon Diritto” sono stati trattati nell’approfondimento Onlus e Migranti in Italia).
Mario Morcone ha ricoperto diverse cariche in altrettanti governi; è Capo di gabinetto del ministro Andrea Riccardi (fondatore della Comunità di Sant’Egidio trattata nell’approfondimento Associazioni Religiose e Migranti in Italia) durante il governo Monti nel 2011; nel 2014, è Capo del Dipartimento per le Libertà Civili e l’Immigrazione presso il Ministero dell’Interno e nel 2017 viene nominato Capo di Gabinetto del Ministero dell’Interno. Ricordiamo che ASGI e A Buon Diritto sono tra le associazioni italiane fondate e finanziate grazie alla Open Society Foundations.13 14


Marco Perduca, storico esponente del Partito Radicale, viene eletto nelle liste del PD nel 2008; per la prima metà della legislatura è membro della III Commissione permanente “Affari esteri ed emigrazione” e successivamente diventa membro della II Commissione permanente “Giustizia”, nonché segretario della Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani e membro della Commissione parlamentare per la semplificazione della legislazione. Ora si occupa dell’Associazione Luca Coscioni (finanziata anche dalla Open Society Foundations) e della Open Society Foundations.15 16


Open Society European Policy Institute, sezione della Open Society Foundations che si occupa di “spostare” il dibattito politico in Europa a favore dei valori portanti della fondazione, ha tracciato una lista di interlocutori “affidabili” con cui confrontarsi all’interno del Parlamento Europeo.17 18Sono diversi i nomi dei politici italiani eletti nel Parlamento Europeo elencati come “fidati”: Cécile Kyenge, Sergio Cofferati, Barbara Spinelli (giornalista ed editorialista di “La Repubblica”, nota anche per la petizione da lei promossa insieme ad altri personaggi dove si chiedeva l’esclusione di Silvio Berlusconi dal Senato a causa del “conflitto di interessi” nel 201319) e Gianni Pittella.




Presente fin dal 1999 nel Parlamento Europeo (quattro mandati) e noto “europeista”, dal 2014 Gianni Pittella è capogruppo dell’Alleanza Progressista dei Socialisti e dei Democratici (S&D). L’Onorevole si batte per unificare politicamente gli stati membri dell’Unione Europea, attuando così il progetto degli Stati Uniti d’Europa. Pittella si è speso in un accorata critica all’interno dell’Europarlamento contro il presidente ungherese Viktor Orban, reo di aver “spinto” la legge approvata dal parlamento magiaro che prevede la chiusura della Central European University fondata da George Soros a Budapest.20


Nella lista di Soros, spicca il nome di Cécile Kyenge; nota attivista per i diritti dei migranti e dei richiedenti asilo, nel 2013 è stata Ministro dell’Integrazione del governo Letta e strenua promotrice della proposta di legge sul riconoscimento della cittadinanza ai figli degli immigrati nati sul suolo italiano (il cosiddetto “ius soli”); nel 2014 viene eletta Europarlamentare nelle fila del PD. La Kyenge è sempre stata molto attiva nelle iniziative e nelle associazioni sponsorizzate dalla Open Society Foundations, come ad esempio nella campagna “L’Italia sono anch’io” (trattata nell’approfondimento Associazioni Religiose e Migranti in Italia), e nella campagna “LasciateCIEntrare“.21



Passiamo ora ad un argomento di forte attualità: la “Commissione sull’intolleranza, la xenofobia, il razzismo e i fenomeni di odio Jo Cox”, commissione fortemente voluta dal Presidente della Camera Laura Boldrini. Apparentemente sembrerebbe lontana dall’influenza della Open Society Foundations di George Soros, e invece no; la commissione è formata da esponenti politici di diversi schieramenti e da “consulenti” appartenenti ad associazioni e organizzazioni sorosiane: Amnesty International, ARCI, Associazione 21 Luglio, Lunaria, Associazione Carta di Roma, Cospe Onlus e Human Rights Watch.22 23


Il Presidente della Camera ha presenziato anche a diversi eventi organizzati da associazioni vicine alla Open Society Foundations come, ad esempio, il lancio della campagna “Non aver paura. Apriti agli altri, apri ai diritti” (campagna trattata nell’approfondimento Associazioni Religiose e Migranti in Italia). Non dimentichiamo poi la grande battaglia contro le fake news intrapresa dalla Boldrini; sono stati innumerevoli i suoi appelli per liberare i social network dalle bufale. Come poteva rimanere indifferente George Soros di fronte al dilagare di notizie non conformi “al pensiero unico”? Così il magnate ha deciso di finanziare Poynter, ovvero la società responsabile della definizione dei metodi e dei criteri utilizzati per classificare le notizie in base al grado di affidabilità.24 25


Una considerazione finale: valutando le ingenti risorse economiche investite da George Soros nella campagna elettorale di Hillary Clinton (25 milioni di dollari) e della sua successiva disfatta elettorale, siamo sicuri che il sostegno del magnate della Open Society Foundations nel lungo periodo possa portare a riscontri positivi nelle carriere politiche dei suoi “fidati alleati”?
Fonti:

(http://www.cittadinanzattiva.it/newsletter/20141016-344/files/coalizione-italia-programma.pdf)

Soros e la Moralità… intermittente

George Soros: “Io non posso preoccuparmi delle conseguenze sociali derivanti da quello che faccio. Come competitor io devo competere per vincere”.


Nel 2018, il Financial Times sceglie come uomo dell’anno, il miliardario e filantropo americano di origini ungheresi, George Soros.
La scelta, spiega il quotidiano economico della City, è politica: “Di solito scegliamo la persona dell’anno solo in base agli obiettivi raggiunti, stavolta l’abbiamo scelta anche per i valori che rappresenta: Soros è l’alfiere riconosciuto della democrazia liberale e della società aperta, idee attaccate sistematicamente dai populisti“.
Eppure Soros è additato ovunque nel globo, presso una certa opinione pubblica, come l’origine di tutti i mali, l’uomo che in virtù dei suoi soldi (e responsabile delle speculazioni degli anni Novanta sulla lira e sulla sterlina) ha il potere di manovrare l’opinione pubblica di Europa, Americhe, Paesi sperduti della sconfinata Asia, formare e far cadere governi, decidere recessioni e causare improvvisi crolli di Borsa, spostare carovane di migranti da un continente a un altro, svuotare addirittura quei continenti per riempirne altri (Mosè si era limitato a separare le acque per un fugace passaggio).
A dimostrazione del suo “elevato livello morale” ecco, dunque, una breve intervista di qualche anno fa:
Giornalista: “Negli ultimi 2 anni lei è stato accusato del dissesto finanziario di Thailandia, Malesia, Giappone, Indonesia e Russia.”
Soros: “Esatto, tutte quelle che ha menzionato.”
Giornalista: “Lei è, dunque, così potente?”
Soros: “No, io credo ci sia un grande equivoco. Io fondamentalmente sono lì per fare soldi. Io non posso preoccuparmi delle conseguenze sociali derivanti da quello che faccio. Come competitor io devo competere per vincere. Come essere umano, sono preoccupato per la società in cui vivo.”
Giornalista: “Con quale Soros sto parlando ora? Quello immorale o quello morale?”
Soros: “E’ la stessa persona. È la stessa persona, delle volte, impegnata in attività immorali e che nel resto del tempo prova ad essere morale.”
NO COMMENT!
Riferimenti: https://www.ilsole24ore.com/art/george-soros-persona-dell-anno-perche-scelta-financial-times-AE0ODN2G

Riflessione sulla Condizione Umana


di Ambra Guerrucci

In questa società, l’intera educazione è stata strutturata in modo da creare conflitto interiore nelle persone.

La morale, le istituzioni e l’educazione non fanno altro che creare tensione nell’uomo: ci sembra di non fare mai una cosa giusta, di non riuscire a fare ciò che pensiamo essere nostro dovere fare; questa irrequietezza viene instillata nell’infanzia e non abbandona più la persona, la perseguita, la fa vivere in costante ansia fisica, psichica e mentale.
Se ci rilassiamo, abbiamo paura di sprecare tempo, ci vengono in mente mille cose da fare che sembrano improrogabili; se facciamo qualcosa, una parte di noi commenterà che abbiamo bisogno di riposarci, che non possiamo continuare così, sempre di corsa, o impazziremo. Se facciamo qualcosa di buono per una persona, subito affiorerà in noi il pensiero che stiamo sbagliando, siamo ingenui e che, fare del bene, conduce al solo risultato di essere sfruttato, mentre se fai del male, penserai che stai commettendo un peccato, che andrai all’inferno o che lo sconterai nella prossima vita.
Questa è la tensione mentale che ci segue sempre, non ci concede tregue, costantemente pronta a condannarci, perché ogni cosa che facciamo sembra essere un errore. Tutto questo esiste solo perché hanno violentato le nostre menti con regole, comandamenti e schemi mentali imposti dall’esterno, che non provengono dalla consapevolezza della nostra vera natura.
Nessuno può liberare l’umanità da tutte le distorsioni energetiche che ci offuscano la vista e ci impediscono di percepire le cose come obiettivamente sono, nessuno può far uscire dall’illusione l’umanità. L‘unico modo per trovare la libertà è lavorare su di noi, per uscire dagli schemi con cui le nostre menti sono state “programmate”, nonché sradicare i dogmi che governano la nostra vita e ci impediscono di scendere nelle profondità del nostro essere e di vivere secondo questa consapevolezza.
Ciò che è stato fatto da secoli è creare disarmonia tra le energie umane, per squilibrare l’insieme del Sé, rendere mente, corpo, spirito e anima in conflitto tra di loro così che non cooperino all’unisono, poiché uniti e illuminati dalla luce della coscienza renderebbero l’uomo libero, così forte da non poter più essere manipolato.
Hanno fatto in modo di indottrinarci, farci tendere alla condanna a priori di determinati comportamenti ritenuti immorali, a reprimere gli impulsi provenienti dal corpo, le energie sessuali e le energie creative. Se seguiamo l’emotività, la razionalità ci farà sentire dei “deboli”, viviamo in una costante guerra civile interiore! È necessario abbandonare questa lotta o perderemo la bellezza di ogni attimo, non riusciremo a vivere totalmente, ad amare incondizionatamente, ridere di cuore ed essere padroni della nostra vita.
L’uomo ha la possibilità di sbocciare solo quando vive in modo totale, entrando in profondità nell’attimo presente senza perdersi in congetture mentali, sensi di colpa o preoccupazioni per il futuro, solo allora le varie energie dell’individuo trovano equilibrio, il mondo sembra avere sfumature che fino al giorno prima non riuscivamo a cogliere, divenendo pura poesia.
Quando l’essere umano vive in totale armonia con ogni attimo, in unità di coscienza interiore, può vivere l’esperienza di sentire il divino dentro di sé, sentirsi ovunque, trascendere il tempo e lo spazio. La scissione di coscienza è stata creata e promossa dalle religioni, dal sistema, dai dogmi e adesso è l’ora che ci liberiamo di tutto questo. Dovremo smettere di perpetuare ciò che è passato e di trascinarlo nel futuro, di continuare a tirare avanti idee morte e dogmi agonizzanti, dovremo cominciare a vivere il momento, andando nella direzione in cui ci guida la nostra interiorità, ma per fare questo dobbiamo prima scendere in profondità dentro di noi e conoscerci come coscienza, scoprire chi siamo in realtà.
Sarebbe ideale, per una naturale crescita interiore, vivere secondo la nostra essenza, ritrovare la nostra innocenza. Chi comanda questo mondo nell’ombra, da millenni, ha scoperto qualcosa di estremamente importante per ottenere potere; ha capito che creando una scissione all’interno dell’uomo, incrementando la frammentazione dell’essere, si ottiene potere su di lui per sempre.
Un uomo scisso è un uomo debole e manipolabile, un uomo integro, invece è un individuo ed è libero da qualsiasi tipo di interferenza ed ha la forza di accettare ogni avventura, ogni sfida. Lo scopo di qualsiasi dottrina è questo: creare conflitto tra le varie parti che compongono l’essere, insegnare all’uomo a reprimersi, ad odiare chiunque sia di un’altra dottrina, a chinare il capo e costringerlo a vivere in guerra con se stesso, così da allontanarlo dalla scoperta della sua vera natura.
Il giorno in cui lasceremo perdere le dottrine e inizieremo a vivere seguendo la nostra luce interiore, osservando istante per istante che cosa avviene dentro di noi, accettandoci per quello che siamo, inizieremo davvero il percorso verso la conquista della libertà. Per arrivare a questo traguardo, è fondamentale essere se stessi, seguire ciò che le nostre qualità intrinseche ambiscono a realizzare, non attaccarsi a niente di esterno, ma impegnarsi a conoscere la nostra interiorità ed affidarsi solo ad essa. A volte cadremo, ma ci rialzeremo perché sappiamo benissimo che è così che si cresce; ci troveremo di fronte a pericoli, ma essi sono necessari per la nostra evoluzione; andremo fuori strada, ma questo servirà per non perderci più.
Ci sono stati grandi Maestri d’amore sulla terra, peccato che il loro messaggio sia stato storpiato per creare stupide regole di condotta; ciò che diceva Gesù era pura poesia, parlava con il cuore, ma paradossalmente in suo nome è stato versato molto sangue. I saggi erano qui a insegnare alle persone ad essere individui, persone con una coscienza unitaria che non hanno bisogno di qualcuno che gli dica in cosa credere.
Dovremo essere originali, semplicemente noi stessi, per conoscere la vita come danza con l’esistenza; se lasciamo andare le nostre convinzioni, sorge naturale la comprensione che ognuno è unico e dovrebbe accettarsi esattamente com‘è. Quando parlo di accettazione, intendo che ogni persona dovrebbe essere vera, esprimersi senza cercare di soddisfare le aspettative altrui o corrispondere alla personale idea di perfezione, questo è il solo modo per iniziare una trasformazione interiore.
È giunto il momento di lasciare andare i nostri ideali di perfezione, la paura di essere giudicati (che nasce dal fatto che noi stessi giudichiamo gli altri) perché tutto questo ci fa rimanere immobili, ci impedisce di esprimere la nostra unicità e di essere realmente degli individui nel vero senso del termine, persone che pensano con la propria mente anziché con la mente collettiva.
Il problema è che ci hanno insegnato a condannarci qualora si commettano errori,per questo non riusciamo a vivere totalmente, seguendo la nostra interiorità e ricercando in essa le risposte ai nostri interrogativi; è molto più semplice scaricare le responsabilità della nostra conoscenza della realtà su una religione, seguire comandamenti imposti dall’esterno, piuttosto che ricercare da soli la verità dentro di noi, ma così facendo rimaniamo bloccati, limitiamo la nostra crescita interiore con degli obsoleti schemi mentali.
Dovremo dimenticare i concetti “giusto” e “sbagliato”, la vita non può essere ridotta a questo schema, ciò che è giusto in un momento potrebbe non esserlo in quello successivo e viceversa. Niente può rimanere statico in un mondo in cui l’energia fluisce costantemente, nella realtà sovra-mentale niente può essere etichettato in questo modo, magari in termini quali evolutivo o nocivo per la nostra evoluzione, perché un concetto può essere in sintonia con l’esistenza oppure non esserlo, senza così decidere che cosa è adatto o cosa non lo è adesso; non si può continuare a perpetuare schemi preconfezionati poiché l’esistenza è un flusso che scorre in modo costante e ciò che vi è in armonia adesso, potrebbe non esserlo tra appena un minuto.
L’unico modo per sapere che cosa è giusto per noi è rimanere centrati e consapevoli, così da essere in grado di rispondere a questa vita in costante divenire, in maniera sempre nuova ed in linea con la nostra evoluzione. Quando iniziamo a vivere in profondità ogni attimo, ci rendiamo conto di quanto la vita sia sorprendente, perché non esistono due istanti uguali e l’evoluzione non si arresta mai, quindi, nessuna risposta prefabbricata può essere soddisfacente.
Tutte le vecchie religioni hanno dettato comandamenti che sono ormai obsoleti, e il solo termine comandamento è orribile, poiché implica che sei comandato e quindi schiavo di qualcuno. Smettiamo di lasciar decidere ad altri che cosa sia giusto o cosa è sbagliato, scendiamo in profondità dentro di noi, conosciamo la nostra vera natura e non potremo fare mai più niente di sbagliato nei confronti di noi stessi o degli altri.
Se ognuno di noi realizzasse realmente il proprio essere, non ci sarebbe più bisogno di polizia e penitenziari, l’umanità diventerebbe adulta e nessuno avrebbe bisogno di essere punito, di essere messo in castigo come un bambino, perché saprebbero bene che facendo del male ad un altro lo si fa solo a noi stessi. Un’altra cosa importante è non voltarsi mai a guardare il passato… ci sembrerebbe, infatti, di aver commesso degli errori. In realtà, niente lo è stato, e l’aver fatto determinate scelte è spesso giustificato dal contesto in cui le abbiamo fatte e, in ogni caso caso, erano le esperienze che dovevamo fare per essere esattamente ciò che adesso siamo.
Quando ci libereremo del senso di colpa e seguiremo la nostra essenza più profonda usciremo dal nostro inferno, ci sentiremo freschi come la rugiada che accarezza i fiori al mattino e luminosi come il firmamento nella notte, la vita acquisterà una nuova profondità e vivremo ogni giorno come una danza con l’esistenza.
Abbandoniamo ogni ideologia, usciamo dalle nostre prigioni, siano esse cristiane, hindu, comuniste, fasciste, repubblicane, democratiche; lasciamo andare queste idee che ci forniscono risposte preconfezionate. Se fai una domanda a un cristiano cercherà risposta nella bibbia, un libro scritto millenni fa, le cui risposte non sono più adatte in questo tempo, visto che da allora è cambiato tutto.
Per quanto tempo ancora ci attaccheremo ad un passato morto invece di fluire con l‘energia universale? Per quanto tempo ancora ci aggrapperemo a ideologie, invece di cercare la verità dentro di noi? È bene leggere di tutto, informarsi a trecentosessanta gradi, ma tratteniamo solo ciò che può esserci utile, prendiamo questi testi come un dono dal passato, doni di anime poetiche, ma che nella vita moderna hanno perso la loro pertinenza. In ogni testo sacro, ideologico e filosofico esiste la parola fine, ma la vita non ha una fine, nemmeno la morte è la fine di tutto, niente può finire, ma solo trasformarsi.
L’unico modo per non rimanere indietro rispetto all’esistenza, è smettere di aggrapparsi alle ideologie altrui, eliminare il senso di colpa e ritrovare la nostra innocenza, vivere ogni attimo come se avessimo solo questo, fornendogli tutta la nostra attenzione. Non dobbiamo più lasciare che gli altri decidano per noi che cosa si può fare e cosa no, che cosa è corretto o erroneo, prendiamo in mano le redini della nostra vita ed iniziamo a vivere da individui. Fino a quando si rimane schiavi, l’anima risulta addormentata e alla mercé di chiunque abbia il potere di servirsene.
Diventa un ricercatore, inizia a cercare la verità, accetta ogni sfida che ti porta l’esistenza e tirerai fuori le tue qualità nascoste, il tuo potenziale. Creare attorno a noi armonia, vivere in piena accettazione di ciò che siamo e delle cose che ci accadono, significa preparare il terreno alla nostra conquista della libertà.
Articolo di Ambra Guerrucci – Facilitatore in Dinamiche Inconsce, scrittrice e ricercatrice spirituale