Translate

martedì 11 giugno 2019

Alexandr Dugin, filosofo russo e ideologo del movimento antiglobalista,è stato cacciato dall'università di Messina perché accusato di essere fascista e fomentatore di odio

Risultati immagini per dugin

Risultati immagini per dugin


di   Federica Francesconi

Le voci fuori dal coro mefitico, che ci propina la solita narrativa edulcorata di una realtà drammatica ed insopportabile, fanno sempre paura. Alexandr Dugin, filosofo russo e ideologo del movimento antiglobalista, in questi giorni in Italia per tenere un ciclo di conferenze a tema, è stato cacciato dall'università di Messina, dove oggi avrebbe dovuto tenere una lectio magistralis, perché accusato di essere fascista e fomentatore di odio. Mamma li fascisti russi!
È una pandemia, quella dello spauracchio del ritorno del fascismo, che colpisce per lo più soggetti psicologicamente instabili, superficialmente colti, con scarsi strumenti intellettuali per difendersi dal condizionamento di massa e una consapevolezza del Sé molto vicina allo zero. Il populismo e il sovranismo oggi sono dipinti come l'anticamera del fascismo. C'è una strategia precisa dietro alla demonizzazione di figure di intellettuali che si richiamano ai valori della patria, della solidarietà e della sovranità popolare. L'Ancien régime fondato sullo sfruttamento dell'uomo sull'uomo e del pianeta sta crollando. I calcinacci dell'edificio pericolante del mondialismo iniziano a cadere sulla testa dei loro luciferini architetti, di conseguenza le reazioni di costoro si fanno più rabbiose. Dugin è bollato come fascista, Fusaro e tantissimi altri intellettuali, tra i quali anche la sottoscritta, vituperati e ridicolizzato ed ostracizzati. La libertà di pensiero non può essere tollerata dai guardiani del mondialismo e dai loro fidati sgherri, uomini e donne trasformati in cyborg, incapaci di prefigurarsi mentalmente altri mondi, altri futuri, altri orizzonti di senso rispetto a quelli presenti propinatici dall'élite. A perdere, tuttavia, saranno questi ultimi. L'Eone presente si avvia alla sua fine, il nichilismo apparentemente trionferà, ma solo chi avrà mantenuto un orizzonte di senso davanti all'insensatezza del mondo sopravviverà sul piano spirituale. Gli altri, i pavidi, i codardi, i tiepidi, che per convenienza non si sono schierati o si sono schierati dalla parte del non senso spacciato per ragionevolezza, ineluttabilità e necessità, sopravvivranno solo come larve mosse da meri meccanismi fisici.
Il momento per schierarsi è adesso: o dalla parte di Chronos, il tempo divoratore che distrugge tutto, o dalla parte del Chairòs, il Tempo dell'inatteso, dell'imprevedibile e dell'impensabile che fa irruzione nella Storia.


Federica Francesconi

Nessun commento:

Posta un commento