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martedì 16 luglio 2019

IL PIANO PER FREGARE SALVINI - ECCO IL VERO SCOPO DELL'INTESA PD-5STELLE A BRUXELLES



IL PIANO PER FREGARE SALVINI - ECCO IL VERO SCOPO DELL'INTESA PD-5STELLE A BRUXELLES. CORDONE SANITARIO INTORNO ALLA E PROVE TECNICHE DI ALLEANZA UTILI ANCHE PER L'ITALIA IN CASO DI CRISI DI GOVERNO - C'È IL VIA LIBERA DA FRANCIA E GERMANIA CON IL BENESTARE DEI PRINCIPALI CONSIGLIERI DEL COLLE, VICINISSIMI A PAPA FRANCESCO E DA SEMPRE TIFOSISSIMI DI UN GOVERNO PD-5STELLE…

Marco Antonellis per Dagospia

matteo salvini e giuseppe conte approvazione decreto sicurezza bis 2MATTEO SALVINI E GIUSEPPE CONTE APPROVAZIONE DECRETO SICUREZZA BIS 2
Anche oggi Giuseppe Conte non le ha di certo mandate a dire commentando l'incontro di Salvini con i sindacati e le associazioni: "Se oggi qualcuno pensa che non solo si raccolgono istanze per conto delle parti sociali, ma anticipa dei dettagli di quella che ritiene debba essere la manovra economica, questo non è corretto affatto e si entra sul terreno di scorrettezze istituzionale. I tempi li decido comunque io".

Il Capitano, però, era ben consapevole che i rapporti con il Premier erano ai minimi termini così con il leader grillino Di Maio tanto che nei giorni scorsi con largo anticipo sui giornaloni odierni Dagospia ne riportava le lamentele.

LUIGI DI MAIO MATTEO SALVINILUIGI DI MAIO MATTEO SALVINI
Ma i problemi per Salvini vengono da lontano, spiegano da Bruxelles, e più precisamente dall'elezione di David Sassoli a capo dell'Europarlamento, elezione arrivata con il via libera di Francia e Germania ma soprattutto, udite udite, anche dei 5Stelle che in cambio hanno avuto per se (grazie all'intercessione Piddina) la vicepresidenza a favore del loro Fabio Massimo Castaldo (cosa che in altri tempi sarebbe stata impensabile non avendo Castaldo nemmeno un gruppo parlamentare europeo alle spalle dato che i 5Stelle sono rimasti in mezzo al guado dei non iscritti).
NICOLA ZINGARETTINICOLA ZINGARETTI

Insomma l'alleanza Pd-5Stelle per l'Italia la si sta preparando in Europa con il benestare dei popolari europei e persino dei principali consiglieri del Colle, supercattoliconi stimatissimi da Papa Francesco e da sempre vicini ad alcuni tra i principali esponenti Pd (Dario Franceschini su tutti) nonchè tifosissimi di una soluzione di governo Pd-5stelle (i bene informati sanno perfettamente che è sempre stata questa la soluzione preferita dal Capo dello Stato).

dario franceschiniDARIO FRANCESCHINI
Le dichiarazioni dei giorni scorsi poi, della candidata alla Presidenza della commissione , Ursula Von der Leyen, che ha persino rifiutato di incontrare il capo gruppo della Lega al Parlamento Europeo, Marco Zanni, non hanno fatto altro che aumentare i sospetti. Insomma, nei fatti "un'alleanza tra Partito Democratico e Movimento 5 stelle esiste già al Parlamento Europeo, forte di un accordo che ha consegnato Presidenze e Vice Presidente a partiti che hanno perso le elezioni, anzichè a  quelli che le hanno vinto", spiegano da Bruxelles. Esattamente quello che potrebbe accadere in Italia con il “governo degli sconfitti”: i 5Stelle hanno malamente perso le ultime europee così come i Piddini avevano straperso le politiche.
Mattarella BergoglioMATTARELLA BERGOGLIO

Il colpo di grazia, la certificazione che l’operazione è in corso, sono state le parole ad effetto, un vero e proprio “avviso ai naviganti”, sparate sabato scorso da David Sassoli all'Assemblea nazionale Pd: "Dobbiamo riprendere a fare politica, come sta facendo il Partito Democratico con Nicola Zingaretti...se siamo forti della nostra identità, orgogliosi del nostro passato, cosa può metterci paura ad incrociare storie diverse, temperamenti molto lontani dai nostri, gente che ci ha criticato, gente che viene da lontano, interessi che non ci appartengono?", ha spiegato il Presidente dell'Europarlamento. Dichiarazioni che sono tutto un programma a maggior ragione se provengono direttamente da Bruxelles. Insomma, caro Salvini stai sereno.

I MEDIA ATLANTISTI HANNO DIFFUSO UN ALTRO FALSO SUI “NEO NAZISTI” ITALIANI CHE HANNO COMBATTUTO NEL DONBASS



Nuove falsificazioni della stampa di sinistra e atlantista: gli estremisti neonazisti arrestati in nord Italia e provenienti dall’Ucraina sarebbero stati dalla parte della Russia.
Di recente, la polizia italiana e la Divisione Investigazioni speciali hanno condotto un’operazione contro gruppi estremisti radicali che hanno preso parte alle ostilità nel Donbass.
Secondo le principali agenzie di stampa, tre persone sono state arrestate durante un raid in varie zone del Nord Italia, mentre, durante la ricerca, la polizia ha trovato un arsenale di armi e simboli nazisti.
Quindi, se stiamo alla corrispondenza delle agenzie internazionali, la CNN ha riportato questa notizia:
“Secondo la polizia, il magazzino di armi è stato scoperto da agenti di polizia che stavano indagando sulle attività degli italiani – sostenitori dell’ideologia estremista, che hanno combattuto al fianco delle forze separatiste sostenute dalla Russia nel Donbas, nell’Ucraina orientale, nel luglio dello scorso anno”.
Simile la corrispondenza del Network britannico BBC:
” …(Gli estremisti arrestati) Sono stati riconosciuti colpevoli di aver partecipato alle ostilità dalla parte dei separatisti sostenuti dalla Russia, che controllano la maggior parte delle regioni dell’Ucraina di Donetsk e Lugansk”.
Così Il Corriere della Sera: “…..Già l’anno scorso, dalle autorità di Kiev era stato trasmesso alla nostra magistratura un elenco di 25 cittadini italiani che avrebbero combattuto dal 2014 nel Donbass dalla parte dei ribelli filorussi. La lista, redatta dai servizi segreti ucraini, era stata consegnata da un deputato di Kiev all’ambasciata italiana. In base al codice di procedura penale (articolo 331) i nostri diplomatici hanno provveduto a informare le autorità inquirenti che hanno aperto un fascicolo”.
Peccato per il Corriere della Sera e per le atre agenzie che questi elementi arrestati hanno combattuto con l’Esercito Ucraino sotto la guida di istruttori della NATOcontro gli indipendentisti filo russi del Donbass (esattamente il contrario).
Così anche il Giorno che riferisce della notizia: “….L’inchiesta è partita dal monitoraggio di cinque italiani, non coinvolti nel procedimento, che in passato hanno combattuto con le milizie filorusse nella regione ucraina del Donbass”.
Secondo l’agenzia stampa Associated Press:
“La polizia ha detto che queste perquisizioni e detenzioni sono il risultato di una precedente inchiesta sugli italiani che hanno preso parte all’insurrezione sostenuta dalla Russia nell’Ucraina orientale”.
Altrettanto la “prestigiosa” Reuters:
“Le forze di polizia d’élite hanno scoperto questa proprietà (di armi) in tutto il nord Italia dopo un’inchiesta sugli italiani che hanno combattuto dalla parte delle forze separatiste sostenute dalla Russia nell’est dell’Ucraina, ha detto la polizia in una dichiarazione”.
Di conseguenza, per i media occidentali, tutto è chiaro: gli estremisti che hanno combattuto dalla parte dei separatisti filo-russi sono stati arrestati. Ma per qualcuno che segue gli eventi nell’est dell’Ucraina, è impossibile immaginare che i sostenitori di destra del nazismo stiano combattendo dalla parte delle Repubbliche del Donbass.
Armi e simboli nazisti sequestrati a estremisti Italo-Ucraini al servizio dellUcraina e della NATO
Pertanto, passiamo alla fonte originale. Ecco il sito della polizia di stato italiana.
“L’indagine è iniziata circa un anno fa, quando la polizia di Torino, coordinata dal dipartimento di polizia centrale per la prevenzione, ha monitorato un numero di persone associate a movimenti politici di estrema destra e che ha combattuto nella regione ucraina del Donbass contro i separatisti”.
Non una sola parola sulla Russia, ma è chiaro che i neonazisti hanno combattuto CONTRO i ribelli di Donetsk, insieme agli estremisti della famigerata “Pravyj Sektor” (Settore Destro), che sono parte delle Forze armate dell’Ucraina.
Per creare un falso, tutto quello che dovevi fare è tradurre una parola, alterando leggermente la dichiarazione ufficiale della polizia, e assicurarti di mettere il mantra “sostenuto dalla Russia” che, di questi tempi, fa sempre effetto.
Uno di questi “volontari”, un ucraino, Vitaliy Markiv, che ha la cittadinanza italiana, è stato recentemente condannato a 24 anni di carcere dal tribunale della città di Pavia per aver partecipato agli omicidi nell’est dell’Ucraina.
Neo Nazisti ucraina agli ordini di Kiev e della NATO

Naturalmente i media della sinistra in Italia sono immediatamnete balzati sul fatto per la campagna sul “pericolo fascista e nazista “, dimenticando che i nazisti in Europa esistono e si trovano in Ucraina (e nei paesi baltici) protetti dalla NATO ed alleati degli Anglo USA. Una verità scomoda ma difficile da confutarenonostante le falsificazioni dei media.
Luciano Lago (Fonti varie )

lunedì 15 luglio 2019

Breve storia della schiavitù umana


Un bel cartone animato censurato negli USA



Moscopoli? Solo un polpettone complottaro per screditare, ancora una volta, l'unico governo in Europa autenticamente (ancorché blandamente) euroscettico


Di Federica Francesconi
Moscopoli? Solo un polpettone complottaro per screditare, ancora una volta, l'unico governo in Europa autenticamente (ancorché blandamente) euroscettico. Tangentopoli servì a spazzare via una classe politica corrotta sì, ma anche patriottica. Moscopoli si prefigge lo stesso obiettivo, ché a Bruxelles le bizze antieutopeiste della Lega destano forti preoccupazioni, sebbene sabotate dalla componente filo sistema del M5S. Chiaro come l'acqua che l'obiettivo sono le dimissioni di Salvini, vera spina nel fianco dell'orticello europeista. La magistratura italiana, ancora una volta, si presta ad essere uno strumento di destabilizzazione degli equilibri politici del Paese. Dietro l'angolo è pronto il governo tecnico di Draghi. Le maschere stanno miseramente cadendo a terra.
Federica Francesconi

domenica 14 luglio 2019

JUNCKER AFFONDA URSULA VON DER LEYEN: ''E' STATA NOMINATA CON ACCORDI SOTTOBANCO''

DIETRO LE QUINTE / JUNCKER AFFONDA URSULA VON DER LEYEN: ''E' STATA NOMINATA CON ACCORDI SOTTOBANCO'' (SILURO IN ARRIVO)

LONDRA - Sono in molti a lamentarsi del fatto che il modo in cui il nuovo capo della commissione europea è stato scelto non sia affatto trasparente, ma fa un certo effetto vedere che tra costoro c'e' pure Jean Claude Juncker.
A tale proposito, pochi giorni fa il presidente fuoriuscente della commissione europea ha dichiarato che la scelta del suo successore, Ursula von der Leyen non e' stata affatto trasparente e questo significa che avra' meno legittimita' democratica di quanto ne abbia avuta lui. Il che, è tutto dire...
Juncker ha poi aggiunto che lui e' stato scelto in modo trasparente visto che faceva parte del partito che ha avuto piu' voti al parlamento europeo mentre la von del Leyen e' stata scelta con accordi sottobanco fatti dai principali leader europei in modo piuttosto oscuro.
Certo che Juncker e' la persona meno adatta per parlare di trasparenza e credibilità, non fosse altro perchè ha un problema serio con l'alcol, ma probabilmente questa sua lamentela nasconde una preoccupazione profonda per il fatto che tale nomina possa rafforzare i movimenti euroscettici e l'opposizione alla UE.
A tale proposito e' importante notare come la stampa euroscettica britannica abbia usato queste nomine come prova che la UE e' una dittatura da cui bisogna uscire al piu' presto possibile e anche in Italia per la prima volta alcuni importanti opinionisti hanno sostenuto la necessita' dell'Italia di uscire dalla UE.
A parlare apertamente di Italexit sono stati Diego Fusaro e Paolo Guzzanti e se Fusaro e' famoso per il suo euroscetticismo lo stesso non si puo' dire di Guzzanti e non e' da escludere che altri diventeranno euroscettici specie se la von der Leyen appoggera' politiche lacrime e sangue a danno dei cittadini.
Da parte nostra continueremo la nostra battaglia per far uscire l'Italia dalla UE e saremo ben felici se anche altri giornalisti mainstream appoggeranno la nostra battaglia.
GIUSEPPE DE SANTIS - Londra

DUE PESI DUE MISURE


                                                                 

“Carola Rackete, Notre Dame de l’Europe”. E dietro lo striscione affisso sul ponte dell'Arcivescovado
 di Parigi la cattedrale di Notre Dame distrutta dall’incendio. Qui c’è tutta la stupidità francese e la miseria
di quel telaio psicologico europeo che è l’umanitarismo che li spinge ad accostare la devastazione
di quell’immenso patrimonio cristiano a chi lavora per distruggere la coesione dei paesi europei. È entropia.
 È una profanazione che incarna l'impetuosa e suicida corsa alla mediocrità, all’egocentrismo, alla futilità, all’infantilismo e alla decadenza dell’Occidente. Notre Dame brucia!

G-Meotti

Congo: come possono essere messi 6 milioni di morti sotto silenzio



Il genocidio è in corso, più di 6 milioni di persone (la metà delle quali ha meno di 5 anni!)Sono state massacrate nell'indifferenza generale e con il sostegno degli Stati Uniti e dell'Europa! Centinaia di migliaia di donne e ragazze sono state violentate e mutilate dagli eserciti occupanti. E tutto questo per una ragione principale: cogliere l'eccezionale ricchezza minerale che nasconde la cantina del paese ...

Conosciamo il metodo, amplifichiamo alcune notizie e nascondiamo altri ugualmente orribili. Si parla molto della crisi dei migranti e del Medio Oriente in questo momento, con la lotta al terrorismo (?), La lotta piuttosto preoccupante con l'entrata della Russia , ha chiesto al-Assad, che non sarà in pizzo, bersagliare (tutti?) gli oppositori del presidente siriano. Nel frattempo abbiamo oscura deliberatamente ciò che sta accadendo in Congo, però, anche spostare anime buone rapidi a piangere per la sorte dei migranti poveri hyped dovrebbero tenere qualche lacrima per un genocidio in corso, che non parleremo nei tuoi media preferiti, che sembrano fare in lamenti selettivi.

Un genocidio di cui i nostri leader e la comunità internazionale erano complici

Nel cuore dell'Africa, il Congo è un paese ricco, pieno di materie prime (diamanti, oro, stagno, gas, petrolio, uranio, coltan ...), foreste, acqua, donne e uomini, di una moltitudine di tribù riunite sotto una nazione attratta dai coloni, e che storicamente non corrisponde a molto. Dopo il genocidio in Ruanda, i paesi vicini hanno anche beneficiato della vaghezza politica e istituzionale in Congo (al confine con il Ruanda) per attaccare da ogni parte questo enorme paese pieno di tesori.
E gli occidentali in tutto questo? La colpevolezza dei leader americani ed europei sul genocidio in Ruanda li ha portati a perseguire una politica pro-Ruanda, lasciando i ribelli ruandesi sul lato congolese liberi di fare ciò che volevano, aiutati dagli alleati ugandesi e del Burundi. .
Ma soprattutto, le molte risorse naturali nella RDC sono vitali per le economie occidentali, in particolare per l'industria automobilistica, l'aeronautica, lo spazio, l'alta tecnologia e l'elettronica, i gioielli ... Coltan in particolare (che il Congo ha almeno 60 % delle risorse globali) è essenziale nella produzione di componenti elettronici presenti in TV, computer, smartphone ma anche alcune armi come i missili! Anche la RDC sta subendo una massiccia deforestazione. I principali importatori? USA, Europa, Cina. Non c'è da stupirsi.
Ma dal momento che l'intrusione bellica sembra interna all'Africa, nessuno può accusare gli Stati Uniti e altre potenze occidentali di approfittare delle risorse e della ricchezza del Congo intervenendo direttamente. No, è ancora più conveniente lasciare che la gente scenda tra di loro. Nel frattempo, gli Stati Uniti sostengono le dittature successive in Congo e le milizie ruandesi e ugandesi. Merry.
la povertà sostenuta e le condizioni di vita abiette, lo stupro incessante (e tasso di AIDS raggiungendo il 20% della popolazione nelle province orientali), spostamenti di popolazione, gli insulti, le epidemie ...: strategia di disumanizzazione è a posto rendere le vittime indifese, una situazione terribile in cui non ci sono parole abbastanza dure.
Finché l'opinione pubblica abdica, il congolese rimane il negro? dell'Africa? Baloji, tutto questo non ti renderà il Congo

I leader occidentali hanno così tanta sete di ricchezza da consentire un nuovo genocidio? Sì, al punto da permettere di perpetrare e persino coprire un nuovo genocidio. Con le armi, l'addestramento militare delle nostre élite. Una cosa: quello che succede in Congo, gli affari politici ed economici al genocidio, non è determinato solo dai congolesi, ma anche dai poteri carnivori, affamati di ricchezza e senza considerazione per il popolo.
La situazione in Congo sarà risolta dagli stessi congolesi. Ma la comunità internazionale deve urgentemente smettere di sostenere i ruandesi, gli ugandesi e tutte le milizie che perpetuano questo insopportabile stato di guerra permettendo loro di mettere le mani sulla ricchezza di un paese senza dover rendere conto di nessuno.
6 milioni di morti. La metà dei quali sono bambini piccoli. Il mondo dice? Gratuito? - dobbiamo - imperativamente guardare in faccia qual è la sua? libertà? lascia andare Perché tanta violenza e così poco rumore dai media?
Non è interessante per gli europei? Non è abbastanza sensazionale, questo massacro che conta milioni di persone? È troppo lontano da casa, applica ancora una volta questa odiosa legge di prossimità? Perché nessuna reazione, nessun impatto nell'immaginario collettivo, nessuna indignazione, nessuna rabbia, nessuna emozione?
Il nostro dovere di cittadini del mondo è quindi di trasmettere il messaggio. Fai sapere al mondo. Prima che il mondo si muova. Ci sono colpevoli in Europa come in Africa. Il silenzio dei potenti uccide tanto quanto il suono delle mitragliatrici. Lascia che tutti gli assassini affrontino le loro responsabilità.

Conflitto in Congo: la verità svelata

Rapporto di 26 minuti sulla situazione in Congo. Fai attenzione che questo documentario contiene immagini difficili da sostenere.
Seraphim 
Frequency Light
10:14 31-3-2016 

Discorso di JFK sulle Società Segrete



Discorso di JFK sulle Società Segrete - 27.4.1961

 "Signore e signori, la parola "segretezza" è ripugnante in una società libera e aperta e noi, come popolo, ci siamo opposti, instrinsecamente e storicamente, alle società segrete, ai giuramenti segreti e alle riunioni segrete. Siamo di fronte, in tutto il mondo, ad una cospirazione monolitica e spietata, basata soprattutto su mezzi segreti per espandere la sua sfera d'influenza, sull'infiltrazione anziché sull'invasione, sulla sovversione anziché sulle elezioni, sull'intimidazione anziché sulla libera scelta. È un sistema che ha reclutato ampie risorse umane e materiali nella costruzione di una macchina affiatata, altamente efficiente, che combina operazioni militari, diplomatiche, di intelligence, operazioni economiche, scientifiche e politiche. Le sue azioni non vengono diffuse, ma tenute segrete. I suoi errori non vengono messi in evidenza, ma vengono nascosti. I suoi dissidenti non sono elogiati, ma ridotti al silenzio. Nessuna spesa viene contestata. Nessun segreto viene rivelato. Ecco perché il legislatore ateniese Solone decretò che evitare le controversie fosse un crimine per ogni cittadino. Sto chiedendo il vostro aiuto nel difficilissimo compito di informare e allertare il popolo americano. Convinto che con il vostro aiuto l'uomo diventerà ciò che per cui è nato: un essere libero e indipendente."

 J.F.Kennedy,  parla di "un governo ombra" che annullerà gli Stati e cancellerà ogni Repubblica...subito dopo è stato ucciso.
Alfredo d'Ecclesia

venerdì 12 luglio 2019

Diego Fusaro - Madame Christine Lagarde, ecco chi è veramente


La Vera Rivoluzione


di Anna Todisco

Nel tempo dell’inganno dire la Verità è un atto rivoluzionario (G. Orwell)

La mia generazione (quelli che erano giovani o adolescenti negli anni ’60 e ’70) è vissuta un po’ nel mito della Rivoluzione, concepita come unica possibile dispensatrice di giustizia sociale e riscatto culturale. I giovani ingenui e illusi come me, attribuivano al concetto di rivoluzione l’idea di cambiamento radicale, esclusivamente costruttivo e positivo, foriero del trionfo dei più basilari e nobili diritti umani: Liberté, Egalité,  Fraternité.
Come si sa, in Italia la Rivoluzione, per fortuna o per sfortuna, è rimasta un evento mancato e noi utopistici idealisti abbiamo continuato a nutrire le nostre illusioni  innamorandoci delle altrui rivoluzioni, ancora lungi da un minimo di sano senso critico. Sì, perché allora ai nostri occhi era “tutto rose e fiori”, salvo poi scoprire che i prodotti dello slancio rivoluzionario, ovunque, erano stati menzogna e controllo ideologico, violenza, sopraffazione e ancora ingiustizia, come i fatti ci hanno rivelato.
C’è un film del 2001, diretto da Jean-Jacques Annaud, “Il nemico alle porte”, che mostra chiaramente il fallimento degli intenti rivoluzionari attraverso il monologo di Danilov, un attivo intellettuale rivoluzionario. Egli riconosce che con tanta fatica, lui e altri, hanno provato  a creare una società più giusta, dove non ci fosse nulla da invidiare ad alcuno; ma a questo mondo, persino in quello sovietico, ci sarà sempre, ammette, qualcosa da invidiare (un amore, un sorriso, un talento) perché l’uomo nella sua coscienza è rimasto uguale.
Illuminante secondo me la riflessione di Danilov, se ci poniamo di fronte al degrado generalizzato e ai disvalori imperanti nella nostra società: corruzione, malcostume diffuso, sopraffazione, avidità, egoismo, violenza etc. Il vero cambiamento non si attua attraverso movimenti politici o sociali: possiamo ammetterlo senza tema di dubbio.  L’unica via veramente rivoluzionaria che può instaurare in modo stabile e irreversibile la volontà di bene sulla terra, è la trasformazione della coscienza individuale.
Solo quando abbiamo sradicato dal nostro essere ogni capacità di nuocere, diventiamo una cellula sana della vita e possiamo contribuire alla riduzione del male, che ci sta portando quasi all’autodistruzione. Quando un congruo numero di coscienze si sarà convertito al buono e giusto, inevitabilmente, sarà generalmente compreso che l’unica modalità esistenziale funzionale alla vita è l’innocuità.
Solo allora potrà realizzarsi una società più giusta, governata da principi etici, quali la comprensione, l’amorevolezza, la reciprocità, la tolleranza. Allora il bene altrui diventerà una necessità imprescindibile e la felicità personale si tradurrà nella volontà di andare incontro agli altri.
Intanto non ci resta che conquistarci la nostra vera libertà, non adeguandoci ai modelli della cultura dominante, in cui prolifera il brutto in tutte le sue sfumature di toni putridi e perseguendo, con docile fermezza,atti veramente rivoluzionari.
Affermare il rispetto per gli altri e per la Vita, essere propugnatori del bello, calarsi nella sincerità, essere inflessibili nella ricerca della pace anziché dei propri interessi personali, essere produttori di gioia: oggi tutto ciò è la quintessenza della “rivoluzionarietà”. La cosa veramente, ma veramente più rivoluzionaria, è tendere al meglio di sé e dare se stessi alla Vita favorendone le necessità evolutive. Questo dicesi “praticare lo yoga”, realizzare l’unione.
Articolo di Anna Todisco

LA FRANCIA SOTTRAE ALL’AFRICA 10 MILIARDI DI EURO ALL’ANNO



di Andrea Costa –
Dicono: i francesi sono più ricchi degli italiani, quindi possono sforare, sforare sforare e tanto meglio se lo faranno anche oltre il 3% per soccorrere i poveri, per soccorrere chi è rimasto indietro, per aiutare le vittime del feticismo del debito pubblico.
Debito rigidissimo per la Grecia, debito rigidissimo per l’Italia, debito rigido per la Spagna, debito rigido per il Portogallo, debito flessibile per gli amici.
Quello che non ci si chiede mai è: ma la Francia da dove prende questa montagna di soldi?
Per non porgere le terga alla commissione europea, il governo italiano è stato costretto, per il prossimo triennio, a sottrarsi alla logica di porre il lato B davanti al calcio già in canna.
E per evitare la temutissima procedura di infrazione, una roba che solo a pronunciarla fa tremare le vene ai polsi, ha dovuto negoziare la propria politica economica. Pensate: la procedura di infrazione, che manco avessero detto la recisione dell’arteria femorale.
Però non importa, andiamo avanti, facciamo finta che si tratti di cosa buona e giusta, ma cerchiamo di capire per quale ragione, al contrario di altri paesi UE, la Francia può permettersi di fare ciò che vuole. La risposta per certi aspetti è perfino banale: i francesi emettono debito sapendo di poterlo sostenere.
Il problema è che la sostenibilità di queste operazioni (che peraltro fanno tutti gli Stati per mantenersi) riconduce ad un’arma segreta, o perlomeno ad un’arma semi sconosciuta, una specie di super missile che in questo caso corrisponde a una moneta battuta da Tesoro francese al di fuori del sistema europeo, e con la funzione di regolare i rapporti commerciali con 14 ex colonie africane.
Si tratta di una specie di turbo finanziario concesso soltanto alla Francia da parte dell’Unione Europea, una divisa super fotonica e privilegiata e “spintaneamente” imposta alle 14 ex colonie, di cui non dispone nessun altro paese facente parte del pollaio Ue: si tratta della Guinea Bissau e della Repubblica Centroafricana e poi di altri 12 stati (Benin, Burkina, Costa d’Avorio, Mali, Niger, Senegal, Togo, Camerun, Ciad, Congo-Brazzaville, Guinea Equatoriale e Gabon), stati questi che utilizzano la valuta CFA, stampata in una città della Francia, e ora legata al valore dell’euro ma che fu istituita all’inizio della seconda guerra mondiale.
Cosa prevede l’accordo? Come denuncia da anni il leader panafricano, Mohamed Konarè, la Francia garantisce: a) la convertibilità illimitata del Franco CFA e del Franco delle Comore in qualsiasi valuta straniera; b) il tasso fisso fisso di parità con la valuta francese (prima il Franco, poi l’euro); c) i trasferimenti di capitale all’interno dell’area valutaria gratuiti.
Il problema è che in cambio di questi primi tre principi, il 50% delle riserve valutarie dei Paesi della zona monetaria del franco CFA e il 65% delle riserve del franco delle Comore sono depositate in un conto di transazione della Banque de France a Parigi.

Tanto per capirci, se tizio volesse investire 1000 € per un progetto in Senegal dovrebbe farlo con il franco CFA e la Francia tratterrà il 50% del valore del cambio. Proprio così.
In altre parole, la Francia trattiene le riserve in franchi CFA (Franco delle Colonie Francesi d’Africa coniato nel 1945) presso la Banque de France, e queste riserve sono stimate in circa 10 miliardi di euro (4,6 miliardi per CEMAC – Comunità economica e monetaria dell’Africa centrale – a gennaio 2016 e 5,1 miliardi per WAEMU – West African Economic and Monetary Union – a dicembre 2015).
La fonte è il prestigioso Le Monde, che conferma il meccanismo messo in piedi dalla Francia. Conferma che arriva anche dalla comunità scientifica composta da numerosi economisti.
Come ad esempio il professor Massimo Amato dell’Università Bocconi di Milano, e come conferma anche un servizio di Raidue firmato da Filippo Barone, mandato coraggiosamente in onda nelle tenebre della notte.
La cifra totale che, insomma, i francesi trovano ogni anno sotto il tappeto, è di 10 miliardi di euro, un doping monetario come denunciato anche da Claudio Messora di Byoblu che lungi dall’essere il risultato di politiche economiche, oppure di emissione di titoli pubblici, è in realtà frutto di una tassa dei ricchi imposta ai poveri per sostenere la crescita economica francese.
Si spiega così, o perlomeno si spiega in parte, il motivo per cui nonostante le varie crisi susseguitesi negli anni, l’Eliseo è sempre riuscito a mantenere un rapporto deficit Pil più basso rispetto a quello di altri paesi, come ad esempio l’Italia.
Tutto questo, come è facile intuire, a scapito dell’economia dei paesi in cui è in vigore questa divisa, la quale, essendo molto forte ed avendo un tasso di cambio pari al 50%, praticamente strozza ogni forma di credito, il che equivale a creare i presupposti del disastro. E non è che i francesi non lo sappiano, anzi lo sanno benissimo.
E infatti se ne guardano bene dal rinegoziare gli accordi con i paesi africani, e si guardano bene anche dal difendersi dagli attacchi della Germania della Merkel, la quale più volte ha cercato di mettere in discussione questo sistema parallelo, senza peraltro riuscirci, ma ottenendo in cambio la sopravvivenza dell’asse carolingio. Tant’è vero che non c’è traccia di una revisione dei trattati, né per l’anno in corso, né per quello successivo, e a quanto pare neppure per quelli a venire.
La Francia, insomma, usa il pugno di ferro. Ma anche la maschera di ferro. Questi trattati non si toccano. Questa moneta non si tocca. La nostra divisa non è in discussione. Punto.
Il problema è la ricaduta sui paesi africani, che è paradossale e drammatica. Tra le altre cose, non ultima quella di non avere una propria moneta sovrana, gli africani lamentano di essere costretti ad usare la divisa francese, che però ha un valore talmente alto da non essere prestabile per mancanza di garanzie finanziarie o materiali, perché nessuna banca sarà mai disposta a erogare credito senza garanzie, e poiché l’Africa non ha una banca centrale, nessuno riesce a mettere le mani su questa valuta per creare sviluppo.
Truppe francesi nel Sahel

In sostanza, gli africani sono ancora schiavi, e non solo perché non hanno una loro valuta, ma perché sono costretti ad acquistarla dalla Francia, lasciando ai francesi il 50% del valore degli scambi. Libertè egalitè, ma i soldi a me.
A Dakar, ad esempio, le banche non prestano soldi, manco per sbaglio. Perché i soldi a Dakar servono a difendere il cambio fisso, e in ogni caso anche quando (raramente) i prestiti vengono erogati, il tasso di interesse varia dal 15 al 25%.
Il sistema di cambio del sistema CFA, quindi, costringere gli istituti di credito a non finanziare alcuna attività, ma senza il microcredito queste terre continueranno ad essere povere in eterno pur essendo tra le più ricche del mondo per quanto riguarda le materie prime tra le quali l’uranio che la Francia preleva per alimentare le sue centrali nucleari.
Così la povertà avanza, la gente vive di stenti, il lavoro non c’è, la sanità è rudimentale.
Tutto è precario. La vita è scandita da un orizzonte temporale di 12 ore invece di 24. Le condizioni sono terribili, in alcuni paesi manca sia l’acqua che l’elettricità, e perfino alcuni generi alimentari come ad esempio le cipolle che vengono importate dall’Olanda a costi altissimi.
E allora perché stupirsi se poi migliaia di persone si riversano sulle coste del Mediterraneo, pagando pure il pizzo ai trafficanti di carne umana i quali poi investono immediatamente quei denari per comprare armi e droga.
“Quello che chiede l’Africa – dice Mohamed Konaré – è una moneta propria, una divisa libera dai vincoli con la Francia, una banca centrale. Le persone muoiono nel deserto. E il paradosso, è che l’Africa pur essendo ricca di materie prime, si trova nella miseria più assoluta. Noi africani chiediamo semplicemente di poter stare nelle nostre terre, ma liberi dalla politica monetaria imposta dell’Occidente”.
Qui l’Unione Europea mostra il volto feroce, quello di un’entità geografica ma non politica, quella di un bambino senza genitori, quello di un orfano per il quale è difficile distinguere il bene dal male, quello avido degli istinti monetari e finanziari.
Nel marzo 2008 Jacques Chirac affermava: “Senza l’Africa, la Francia scivolerebbe a livello di una potenza del terzo mondo”.
Il predecessore di Chirac, François Mitterand, già nel 1957 profetizzava che “senza l’Africa, la Francia non avrà storia nel 21esimo secolo”.
Più modestamente Riccardo Cocciante nel 1974 pennellava, a sua insaputa, il ritratto di questa Europa: “E adesso siediti su quella seggiola, stavolta ascoltami senza interrompere, è tanto tempo che volevo dirtelo. Vivere insieme a te è stato inutile, tutto senza allegria, senza una lacrima, niente da aggiungere ne da dividere, nella tua trappola ci son caduto anch’io, avanti il prossimo, gli lascio il posto mio”.
Bella senz’anima. Avanti il prossimo.
Fonte: electoradio

Coltan, stupri di guerra: donne abusate per i nostri telefoni

Mukwege, "il medico che ripara le donne"

Leggere “Figlie ferite dell’Africa” di Denis Mukwege e “Denis Mukwege, L’uomo che ripara le donne” di Colette Braeckman sono esperienze devastanti per ogni essere capace di provare amore, dignità, umanità. Ascoltare le parole del dottore congolese Denis Mukwege (Premio Nobel per la Pace 2018) è una esperienza sconvolgente: oltre ogni immaginata scena di violenza… lui racconta il perché, il come, le conseguenze degli stupri sulle donne come tecnica di guerra. Spiega come lo stupro è diventato, in alcuni territori dell’Africa, un modo di fare guerra. Non si tratta di guerriglia fatta da organizzazioni improvvisate con saccheggi, uccisioni, soprusi di ogni tipo. Stuprare, deturpare le donne in modo collettivo e in pubblico, davanti ai famigliari e a tutto il villaggio significa distruggere la comunità intera, un modo efficace e senza ritorno per annientare il nemico. Le donne stuprate resteranno per sempre piagate e con gravi problemi psichiatrici; gli uomini che impotenti sono stati costretti a guardare senza poter intervenire non sopravvivono al dolore e alla vergogna e spesso se ne vanno, distruggendo tutto un tessuto sociale.
Le donne, per ignoranza e paura, sono fortemente emarginate, i figli conseguenti allo stupro sono destinati ad una vita da emarginati. Ma quante donne ha visto, ha curato Mukwege? Una, poi dieci, cento… e in vent’anni cinquantamila donne Il dottor Denis Mukwege, Premio Nobel per la Pacestuprate davanti al marito, ai figli e al villaggio, perché tutti vedano; poi, orrendamente ferite e mutilate e spesso rese sterili. Restare senza fiato ascoltando dal vivo la testimonianza di Mukwege è solo per i più forti, perché ascoltare tutto ciò che non avresti mai voluto sentire è straziante, la coscienza si frantuma, nessun pensiero minimamente positivo sopravvive. Lo stesso medico ha confessato: mi sono ritrovato incapace di reggere i racconti delle pazienti. L’orrore mi sconvolgeva… e un chirurgo deve avere la mano ferma. Da allora affido ai collaboratori il compito di ascoltare, e io opero soltanto. Ricostruisco ciò che si può fisicamente ricucire… e cerco di non pensare. Per non essere distrutto che mi impedirebbe di fare ciò che ho scelto di fare.
Leggere il libro “Figlie ferite dell’Africa” ma anche la biografia di Mukwege, “L’uomo che ripara le donne”, significa non nascondersi, non chiudere gli occhi, capire che la realtà è ben oltre ciò che possiamo immaginare… anche perché Denis Mukwege racconta ciò che sa, ciò che ha visto, non tralasciando particolari che al primo impatto possono sembrare sconvolgenti ma evitabili, perché non è così: proprio i particolari raccapriccianti faranno capire la devastazione definitiva per la società intera di un metodo bellico probabilmente mai applicato prima in modo così sistematico e coordinato. Ma perché tanta violenza, perché questa guerra politico-sociale, perché tanta spietatezza? Quasi nessuno lo sa, Mukwege, "il medico che ripara le donne"nessuno lo racconta, tutti pensano a guerre tribali per chissà quale motivazione etnica-religiosa… No! Il motivo è uno solo e si chiama: coltan…
L’80% di coltan del pianeta si trova nelle miniere congolesi. Coltan è il nuovo oro! perché con lui si fanno microchip di cellulari e computer e in Congo ben 5 eserciti si combattono per il terra più ricca del mondo, lasciando sul terreno solo desertificazione sociale. Quando i soliti ignoranti mettono in azione i microchip dei loro cellulari per insultare e offendere una donna congolese che ha chiesto protezione internazionale in Italia… la violentano, abusano ancora una volta del suo corpo, della sua famiglia, dell’intera struttura sociale e affettiva in cui credeva di poter vivere dignitosamente la propria vita… esattamente come la devastarono gli uomini di qualche esercito congolese per appropriarsi della materia prima utile ai microchip dei cellulari.
(Gianfranco Maccaferri, “Lo stupro pubblicamente esibito è l’arma da guerra per avere il coltan”, dal blog di Maccaferri del 5 luglio 2019).