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sabato 28 settembre 2019

L'inquietante culto di Greta Thunberg


Il Culto di Greta Thunberg è estremamente inquietante e tocca un nuovo livello di bassezza in quella che sembra essere l’agonia della civiltà occidentale. Anche se credessi veramente che il gas presente in natura, che ognuno di noi espira migliaia di volte al giorno e che le piante usano per la fotosintesi, finirà per essere la nostra morte, sarei comunque profondamente disturbato dall’uso che viene fatto di questa ragazzina (chiaramente mentalmente instabile) come bambino poster per la promozione di questo genere di agenda.

Questo video del suo intervento alle Nazioni Unite ne è un esempio emblematico, così come la sua dichiarazione alla riunione di Davos all’inizio di quest’anno, in cui aveva deciso di far conoscere a tutti il proprio marchio di disperata infelicità:
“Gli adulti continuano a dire che dobbiamo pensare ai giovani, che dobbiamo dare loro speranza. Ma io non voglio la vostra speranza. Non voglio che voi siate fiduciosi. Voglio vedervi in preda al panico. Voglio che sentiate la paura che io provo ogni giorno. Voglio che facciate qualcosa. Voglio che agiate come fareste in una crisi. Voglio che vi comportiate come se la casa stesse bruciando, perché è così.”
Gli eventi sostenuti da fatti incontrovertibili non hanno bisogno dell’aiuto di ragazze adolescenti, un tantino inquietanti ed emotive per sostenere la propria causa. Al contrario, una società razionale potrebbe pensare che le ragazze adolescenti un tantino inquietanti ed emotive possano essere in qualche modo di ostacolo ai fatti, perché è probabile che si allontanino da essi e spostino il problema dal regno della ragione e del discorso razionale a quello dell’emozione e dei sentimenti.
Che poi è esattamente il nocciolo della questione e il perché lei faccia quello che fa. Fino all’anno scorso o giù di lì, era assolutamente possibile, senza venire considerati dei pazzi, essere della ragionevole opinione che qualsiasi cambiamento del clima globale non fosse necessariamente il prodotto di azioni umane. Certo, l’accusa assolutamente ipocrita di essere un “negazionista” è stata sempre più utilizzata per diffamare quelli che mettevano in dubbio le suddette affermazioni, sottintendendo che mantenere una simile opinione era come negare il genocidio nazista di milioni di Ebrei. Nonostante ciò, e il fatto che la maggior parte dei media ufficiali tendenzialmente considerasse come un fatto provato l’affermazione che gli esseri umani sono responsabili del cambiamento climatico, era ancora quasi possibile dissentire senza essere trattati come dei paria o come persone molto crudeli.
Questa situazione era chiaramente intollerabile per coloro che hanno più da guadagnare dalla diffusione di queste affermazioni, motivo per cui (almeno così mi sembra) hanno deciso di alzare la posta, usando (e intendo proprio dire USARE) una bambina per perorare la loro causa. E non una bambina qualsiasi. Una che ha una storia di depressione e di altre malattie mentali e che è in grado di fare appelli straordinariamente emotivi e “profetici” al “mondo.” Se si trattasse solo di fatti, non ci sarebbe bisogno di queste tattiche, tuttavia l’incessante riproposta di un simile personaggio è chiaramente destinata a chiudere qualsiasi ulteriore dibattito, perché tutti quelli che criticano il suo messaggio possono ora essere automaticamente etichettati come cafoni insensibili, dal cuore di pietra e senza un minimo di compassione.
Ma ci sono cretinate ancora più emotive. Senza dubbio ci saranno persone che si sono comportate molto male con la signorina Thunberg e, senza dubbio, la ragazzina avrà subito qualche ignobile sopruso. Dopotutto, ci sono molti individui spregevoli a cui piace far del male agli altri. Ma è assolutamente possibile opporsi al suo messaggio, ed è perfettamente ragionevole risentirsi del fatto che sia stata sfruttata in questo modo per promuovere un’agenda portata avanti da quelli molto più in alto di lei nella catena alimentare, e questo senza volerle alcun male o addirittura senza essere spregevoli. Personalmente, le auguro ogni bene e che possa trovare sia la speranza che la felicità.
Vale tuttavia la pena ricordare che non è stato dal campo dei cosiddetti “negazionisti” di fatti e di ragioni che è stata presa la decisione di usare una bambina ansiosa e disturbata per utilizzarla come portavoce globale e farle fare appelli emotivi al mondo. Al contrario, [la decisione] è arrivata da quelli che affermano di avere i fatti, le prove e la scienza consolidata. Perché? Se la scienza è davvero consolidata e i fatti sono davvero incontrovertibili, perché il bisogno di usare una ragazzina vulnerabile per portare avanti la propria agenda, come è chiaramente accaduto?
A livello personale, temo per la signorina Thunberg. Senza dubbio scoprirà, prima o poi, di essere stata usata da coloro che pensava fossero suoi amici, solo per scoprire che erano pronti a lasciarla andare, non appena avesse servito al loro scopo. Finirà, tra 20 o 30 anni, per essere una domanda nelle gare di quiz dei pub e in Trivial Pursuit (sì, credo che il mondo, i bar e i giochi da tavolo saranno ancora tutti qui).
A livello sociale, francamente, la cosa ha tutto lo sgradevole sapore di una deliberata campagna per far vergognare la gente e costringerla al silenzio sfruttando una bambina palesemente molto disturbata. E il fatto che ci siano persone pronte ad usare questo tipo di tattica emotiva per promuovere la propria agenda è davvero abbastanza sinistro e non promette nulla di buono. Siamo pericolosamente vicini a diventare una società interamente governata dall’emozione, piuttosto che dalla ragione, e i risultati si vedono nella crescente incapacità da parte di ampie fasce di popolazione ad accettare anche la sola possibilità che siano consentite opinioni diverse dalla propria.
Che siate d’accordo con il messaggio della signorina Thunberg, che siate scettici o che lo rifiutiate apertamente, il suo sfruttamento e il culto che è cresciuto intorno a lei dovrebbero inquietarvi.
Rob Slane
Fonte: theblogmire.com
Link: http://www.theblogmire.com/the-disturbing-cult-of-greta-thunberg/
23.09.2019
Scelto e tradotto da Markus per comedonchisciotte.org


CONFERMATO: GLI USA PROTEGGONO I MILIZIANI DELL’ISIS IN IRAQ E LI ADDESTRANO CONTRO LE MILIZIE SCIITE



di Drago Bosnic
Una operazione d’attacco in cui 11 Comandanti dell’ISIS Sono stati uccisi dalle Forze di Sicurezza Irachene Rivelano Il Coinvolgimento Degli Stati Uniti Con L’ISIS.
BAGHDAD – Quasi una dozzina di famigerati comandanti terroristi dell’ISIS sono stati uccisi in operazioni militari dalle forze irachene in un raid, in un incontro ravvicinato avvenuto nella provincia di Salahuddin, come hanno riferito i media in lingua araba.
Il sito web, Sumeria News, in lingua araba cita una fonte irachena del Qatar, al-Abidi, che afferma che le forze di sicurezza delle operazioni di al-Jazeera, sostenute dai reparti Iracheni delle “Hashd al-Sha’abi” (forze di mobilitazione popolari dell’Iraq) e dall’aviazione siriana, in una mossa preventiva hanno attaccato un centro di comando dell’ISIS nella regione di al-Matajat, nella provincia di Salahuddin, dove erano stati convocati in riunione i comandanti terroristi.
Al-Abidi ha riferito che tutti gli 11 comandanti dell’ISIS presenti alla riunione, incluso il governatore dell’ISIS nella provincia di Salahuddin, sono stati uccisi. Il quartier generale di comando delle operazioni militari di al-Jazeera sostenuto dalle forze di al-Hashd e l’Aeronautica siriana ha dato il via alle operazioni di rastrellamento per ripulire i resti dell’ISIS nelle parti settentrionali della città di Raveh, nella provincia di al-Anbar, a sud di Salahuddin Provincia. Il sito web arabo di Skypress ha citato le fonti affermando che le forze statunitensi hanno addestrato circa 400 forze irachene d’élite e hanno formato l’ unità tigre con 50 di loro per assassinare i comandanti delle Hashd al-Shaabi, in particolare quelli che si oppongono alla presenza dell’esercito americano in Iraq .
“Queste forze sono state addestrate dagli ufficiali dell’intelligence e dagli ingegneri tecnici statunitensi per trovare la posizione di tutti i comandanti”, hanno aggiunto.
TOPSHOT – Fighters from the Hashed Al-Shaabi (Popular Mobilization units) advance towards the town of Tal Afar, west of Mosul,
Il rapporto è arrivato dopo che il comandante del movimento Asa’eb al-Haq, affiliato alle forze popolari irachene di Hashd al-Shaabi, ha dichiarato il mese scorso che le forze statunitensi hanno cercato duramente di evacuare i comandanti dell’ISIS dalla città assediata di Tal Afar, a ovest di Mosul. Dopo che sono apparse foto sui media che mostrano le forze statunitensi che assistono i terroristi dell’ISIS, Javad al-Talaybawi ha affermato che gli americani stanno progettando di allontanare i comandanti dell’ISIS da Tal Afar che è sotto l’assedio delle forze irachene.
Nel frattempo, Iskandar Watut, membro della Commissione per la sicurezza e la difesa del parlamento iracheno, ha chiesto di sondare foto e filmati che mostrano gli aerei statunitensi che scaricano pacchi di aiuti sulle regioni detenute dall’ISIS. Watut ha inoltre aggiunto che abbiamo visto diverse volte che gli aerei statunitensi hanno lasciato cadere pacchi di generi alimentari, armi e altri oggetti necessari sulle regioni detenute dall’ISIS, e hanno invitato la difesa aerea dell’Iraq a vigilare sugli aerei della coalizione a guida statunitense. Testimoni oculari hanno rivelato a febbraio che gli aerei militari statunitensi hanno aiutato i terroristi dell’ISIS nella regione di Tal Afar a ovest di Mosul.
“Abbiamo visto diversi pacchi lanciati da un aereo dell’esercito americano nelle aree circostanti della città di Tal Afar nella provincia di Ninive occidentale e sei persone sono anche uscite da un aereo americano nelle aree controllate dall’ISIS”, citano i media in lingua araba, come un certo numero di testimoni oculari ha riferito.
La città di Tal Afar è sotto l’assedio delle forze di volontariato irachene (Hashd al-Shaabi) ormai da circa tre mesi e gli sforzi compiuti dai terroristi dell’ISIS per aiutare i loro compagni assediati a Tal Afar sono falliti finora. La notizia arriva quando l’esercito iracheno ha riferito che l’aeronautica militare americana ha aiutato i terroristi dell’ISIS nelle aree controllate dal gruppo terroristico. Il comando militare iracheno afferma che l’esercito americano sta cercando di trasferire i comandanti dell’ISIS intrappolati nelle aree assediate dall’esercito iracheno in regioni sicure.
Fonti: FRN Al Abidi
Traduzione: Luciano Lago

martedì 17 settembre 2019

Il caos climatico, il nuovo affare di Bill Gates

Il cambiamento climatico è arrivato (ndr c’è sempre stato) , è caotico (ndr perché manipolato)  e gli affaristi di crisi lo sanno. Uno di questi è Bill Gates, che prepara il suo arsenale composto da tecnologie eticamente dubbie come la geoingegneria solare, la biologia sintetica e gli organismi transgenici.

Data la dura certezza del cambiamento climatico, la Commissione globale per l’adattamento , GCA, propone di effettuare investimenti miliardari da parte degli Stati, per adattarsi a questa nuova situazione. “Senza adattamento, i cambiamenti climatici possono deprimere la crescita dei raccolti agricoli mondiali fino al 30% entro il 2050”, si avverte.
 
Questa proposta non propone un cambiamento nei comportamenti inquinanti e raccomanda solo di adattarsi a questa nuova realtà.
Si dice che quando subiamo una grande perdita, attraversiamo diverse fasi, tra cui la negazione e la rabbia. Questo potrebbe applicarsi a ciò che accade con la crisi climatica. Ma mentre molti di noi discutono tra la prima e la seconda fase, altri già fanno piani per capitalizzare il caos.
 
Il business dell’adattamento
 
Il GCA consiglia di investire in sistemi e infrastrutture di allerta precoce per adattarsi a temperature più elevate, mare in aumento, tempeste più intense, precipitazioni più imprevedibili e oceani più acidi.
 
La suddetta organizzazione, che è composta da un gruppo di personaggi pubblici, promette che le sue ricette ci porteranno a “una migliore crescita e sviluppo; proteggerà la natura, ridurrà le disuguaglianze e creerà opportunità”. Un’intera rivoluzione sociale! Vorrei che fosse così facile.
 
La Commissione, guidata da Ban Ki-moon, ex segretario generale delle Nazioni Unite, Bill Gates e Kristalina Georgieva, direttore esecutivo della Banca mondiale, propone raccomandazioni specifiche in settori chiave: sicurezza alimentare, ambiente, acqua, aree urbane, infrastrutture, gestione del rischio di catastrofi e finanza.
L’ACC avverte che, senza misure di adattamento ai cambiamenti climatici, il numero di persone che potrebbero non disporre di acqua sufficiente nel 2050 supererà i 5.000 milioni e che, entro 20 anni, nel 2030, oltre 100 milioni di persone all’interno dei paesi nello sviluppo cadranno al di sotto della soglia di povertà.
 
Uno degli attori più diligenti in questo progetto è Bill Gates, che, secondo la rivista Forbes, è il secondo personaggio più ricco del mondo, che insieme ad altre 25 persone insieme hanno una ricchezza equivalente a quella di 3,8 miliardi di persone nel mondo.
Cifre oscene e più debiti
 
La Commissione globale per l’adattamento definisce la necessità di investire 1,8 trilioni di dollari in tutto il mondo in cinque aree dal 2020 al 2030: sistemi di allarme rapido, infrastrutture resistenti al clima, miglioramento dell’agricoltura delle terre aride, protezione globale della mangrovia e investimenti da realizzare rendere le risorse idriche più resistenti.
 
Avvertono che i cambiamenti climatici aumenteranno i prezzi dei prodotti alimentari, poiché la loro produzione e disponibilità saranno ridotte e quindi il reddito dei piccoli agricoltori sarà ridotto.
Questa competizione per i beni scarsi alimenterà a sua volta i conflitti e le migrazioni regionali, facendo a pezzi il tessuto già sfilacciato della società, specialmente nei paesi in via di sviluppo.
 
Ma fanno un altro avvertimento: “Mentre gli investimenti di adattamento hanno chiari benefici economici [$ 7,1 trilioni secondo i loro calcoli], possono richiedere grandi pagamenti anticipati prima di raccogliere benefici a medio e lungo termine”, quindi “il settore il pubblico dovrebbe creare incentivi per espandere la partecipazione del settore privato agli investimenti di adattamento”.
 
Detto questo, è chiaro chi pagherà il debito climatico.
 
Il vortice di guadagni degli speculatori
 
Bill Gates promuove apertamente l’uso della tecnologia per risolvere gli attuali problemi del cambiamento climatico, di cui non è disposto a discutere sulle cause.
 
Ecco perché investe in settori come la geoingegneria solare, promuove la creazione di microbi attraverso la biologia sintetica e lo sviluppo e l’uso di organismi transgenici in diverse aree.
 
Un esempio di ciò è che propone di eliminare le malattie trasmesse dalle zanzare che possono colpire più di 4.000 milioni di persone, attraverso l’uso di zanzare geneticamente modificate .
  1. Four billion people are at risk from mosquito-borne diseases. We can get that number down to zero if we invest in new tools — like a set of techniques for genetically modifying mosquitoes — to complement the ones we already have.

The Mosquitoes Are Coming for Us  They are our apex predator, the deadliest hunters of human beings on the planet.

È chiaro che personaggi come questo non rinunceranno alla loro fonte di ricchezza che sono quei miliardi di poveri esposti a malattie e non terranno conto delle domande etiche su tali tecnologie.  
 
Un altro investimento di Bill Gates, forse più pericoloso, è l’impegno assunto per la geoingegneria solare, con l’intenzione di manipolare l’ambiente con il presunto obiettivo di bilanciare o eliminare alcuni degli impatti dei cambiamenti climatici.
 
Un team di Harvard, che ha il sostegno finanziario del miliardario, con un progetto chiamato Stratospheric Controlled Perturbation Experiment, Controlled Stratospheric Perturbation Experiment, SCoPEx , prevede quest’anno di rilasciare sperimentalmente nella stratosfera del carbonato di calcio e che le particelle sono attese nel riflettere la luce solare, circostanza che abbasserebbe la temperatura del pianeta.
 
Inutile dire che questi esperimenti vengono condotti negli Stati Uniti, un paese che non ha ratificato la Convenzione sulla diversità biologica , il CBD e non accetta l’approccio precauzionale del CBD sulla geoingegneria. Peggio ancora, gli Stati Uniti si sono ritirati dall’accordo di Parigi.
 
Una delle preoccupazioni è che bloccando l’ingresso della luce solare nelle colture, questo può cambiare le modalità della pioggia, danneggiando gravemente alcune aree del mondo.
 
 
Ci sono anche gravtimori che questa tecnologia possa essere utilizzata come arma, colpendo alcune regioni per il cambiamento climatico e come avvertono i ricercatori del gruppo ETC, Silvia Ribeiro e Jim Thomas, che potrebbero diventare uno tsunami tecnologico .
Il tristemente celebrato Vertice di Leticia
 
Data l’entità di ciò che ci sovrasta con questi progetti, provoca persino tristezza, vedere la foto di alcuni indigeni ben curati con abiti firmati esclusivi, che circondano i presidenti dei paesi amazzonici (tranne il Venezuela, che non è stato invitato), al vertice di Leticia , in Colombia.
 
Il patto di Leticia non ci ha lasciato grandi novità o progressi, oltre alla riaffermazione del diritto sovrano dei paesi sulla regione amazzonica. Va da sé che ciò non impedisce ai paesi di assumersi la propria responsabilità nei confronti dell’umanità per preservare quella regione vitale.
 
Il vertice presidenziale ha lasciato almeno tre prove: 1) che, nell’attuale stato politico regionale, i presidenti degli stati Amazzonici non possono impegnarsi congiuntamente per difendere l’Amazzonia e combattere il caos climatico; 2) che ACTO , l’organizzazione del trattato di cooperazione di Amazon non risponde alle attuali sfide; 3) che le organizzazioni indigene amazzoniche erano i grandi assenti.
 
I presidenti vestiti con collane multicolori hanno espresso preoccupazione per la deforestazione che è “per cause diverse in ciascuno dei paesi” e che ” potrebbe essere associata al cambiamento climatico e ai suoi fattori strutturali”. Questi termini esprimevano così ambiguamente il brevetto dello stato delle cose.
 
Il tono aspro del discorso del presidente brasiliano Jair Bolsonaro e la nota colorata con protagonista il presidente ecuadoriano Lenin Moreno, che canta in catalano, sono stati episodi notevoli .


Pertanto, mentre l’Amazzonia è divisa tra vita e morte e miliardi di persone e altri esseri viventi già soffrono di caos climatico con incendi, uragani, siccità, inondazioni, ecc., Bill Gate e i suoi amici, già pensano nel business multimilionario che comporta l’inevitabile crisi ambientale in cui viviamo.
Spero che l’avidità, l’ignoranza e la cecità politica non vincano in questa battaglia per la vita.  FONTE

Carpeoro: Draghi a Palazzo Chigi e poi Prodi al Quirinale





«Ancora state a sentire quel che dicono i politici? Prendete i 5 Stelle: non si erano presentati come quelli che dovevano aprire il Parlamento come una scatoletta di tonno? E se io mi presentassi come Brigitte Bardot, sarei credibile?». Come dire: è peggio il politico cialtrone o l’elettore che gli crede? Con il consueto gusto per il paradosso, Gianfranco Carpeoro regala fotogrammi personalissimi di quest’Italia scassata e tragicomica: «Potremmo trovarci Mario Draghi a Palazzo Chigi e Romano Prodi al Quirinale. Servirà una buona dose di bicarbonato». Massone, saggista, attento osservatore dei retroscena del potere, Carpeoro conferma le sue previsioni: il Conte-bis «durerà appena 90 giorni, al più tardi andrà a casa a gennaio». Magari per “merito” di Matteo Renzi, sponsor del governo giallorosso al 50% con Beppe Grillo, che ha spinto i suoi parlamentari tra le braccia del vituperatissimo Pd. E’ serio, tutto questo? Forse no, però resta un fatto: questa è la minestra che passa il convento. «E Renzi è stato ancora una volta il più lesto ad approfittarne, anche se Salvini aveva comunque preparato a tavolino la caduta dell’esecutivo gialloverde, d’intesa con Zingaretti».
Constatazioni a margine: una volta di più – dice Carpeoro, in video-chat su YouTube con Fabio Frabetti di “Border Nights” – bisogna ammettere che Renzi «è un autentico fuoriclasse, nell’arte politica di fregare il prossimo». E’ riuscito a tagliare le Carpeorogambe a Zingaretti mantenendo il controllo dei parlamentari Pd, ma anche a costringere i 5 Stelle al matrimonio d’interesse con l’odiato “partito di Bibbiano”, oltre a che ad allontanare le elezioni anticipate per le quali scalpitava Salvini. Ora sembra rimasto escluso dai giochi di potere per la conquista dei sottosegretari. Ma è solo apparenza, avverte Carpeoro: «Siete sicuri che volesse davvero metterci i suoi fedelissimi, in questi posti? Lui e la Boschi l’avevano detto subito: non ci sarebbero entrati, nel Conte-bis». Hanno un piano alternativo? «Probabile. Tra un po’, Renzi potrebbe staccarsi dal Pd e creare gruppi parlamentari autonomi». Un’eventuale accelerazione dell’instabilità non farebbe che dare consistenza alla “profezia” di Carpeoro: elezioni anticipate in primavera. E poi magari un bel governo tecnico, con Draghi al posto di Conte. Gran finale: Prodi al Quirinale dopo Mattarella? «Sicuramente Prodi ci spera». Ma lui e Draghi non sono la stessa cosa: «La finanza laica e la finanza cattolica restano aree di potere distinte, anche se poi magari a volte fanno le stesse cose».
Su un punto, Carpeoro insiste: oltre a Grillo, decisivo per far convergere i pensastellati verso l’inciucio, il vero regista italiano del Conte-bis è Matteo Renzi. Ma non doveva essere ampiamente defunto? «Sia che si tratti di lui o di Berlusconi, o di chiunque altro sia al vertice, il vizio imperdonabile di molti italiani sta nella demonizzazione di chi comanda: l’uomo al governo viene sommerso di insulti». Col Cavaliere, prima ancora delle notti brave di Arcore, si parlò di maxi-tangenti inesistenti e persino di mafia. «Poi però s’è visto che tipo di ruolo fosse persino quello di Dell’Utri: in realtà Berlusconi fu minacciato, dalla mafia». A Craxi tirarono le monetine, mentre Renzi è stato denigrato in modo spietato. «Tutto questo – dice Carpeoro – perché non si voleva ammettere che avesse la stoffa del leader e che fosse arrivato ai vertici». Vizio italico: scatenare la macchina del fango, per negare l’evidenza. In controluce: debolezza politica del sistema. «Si ricorre all’insulto quando non si ha il coraggio di sfidare l’avversario sul terreno politico». Non che abbia ben governato, Renzi. Idem Berlusconi. Ma chi ha fatto loro la guerra, ora dov’è? I 5 Stelle sono a tavola col “partito della Boschi”. E il governo è appaltato allo sconosciuto Conte, amico di Macron e della Merkel più che degli italiani. Bel risultato, davvero.


lunedì 16 settembre 2019

NASCE VOX ITALIA, IL NUOVO PARTITO SOVRANISTA


Vox non è un partito personale, non è un partito leaderistico, non è un partito governato da un algoritmo, da una società privata di consulenza informatica o da qualche milionario occulto. Vox vuole essere un partito di massa, fatto di uomini in carne ed ossa che si incontrano, parlano, discutono, studiano e si preparano a gestire la cosa pubblica nell'interesse di tutti. Vox vuole ricostruire un perimetro democratico dove l'esercizio della sovranità abbia un senso. Vox rispetta la militanza e l'intelligenza e valorizza i migliori e non i più fedeli. Vox combatte la globalizzazione e le storture prodotte da un mercato non regolato dalla buona politica. Chiunque può diventare protagonista
#voxitalia

Francesco Toscano

martedì 3 settembre 2019

Davvero gli italiani accetteranno il Governo dei Prestanome?



Riesce difficile immaginare che il popolo italiano possa accettare impunemente di essere tradito, calpestato e vilipeso da mercenari arruolati in un governo-vergogna messo insieme in modo disperato per umiliare con ogni mezzo gli elettori. E’ arduo credere che la stragrande maggioranza dei cittadini possa davvero farsi rappresentare, in Italia e nel mondo, dal professor-avvocato Giuseppe Conte, mai eletto da nessuno ma messosi prontamente a disposizione di Angela Merkel ed Emmanuel Macron. Di Luigi Di Maio c’è poco da dire: un morto che cammina, politicamente, così come l’intero Movimento 5 Stelle. Un grande abbaglio rivelatosi per quello che era fin dall’inizio: un grande imbroglio. Milioni di voti già in fuga: dei 5 Stelle, a breve, potrebbe non restare più nulla. In compenso passerà alla storia il tragico giullare Beppe Grillo, come uno dei maggiori turlupinatori della nazione. Poco da aggiungere anche su Matteo Renzi, cancellato dall’agenda politica italiana col voto democratico e rientrato nel palazzo dalla finestra, tramite sotterfugio, dopo aver spedito a Parigi il diletto Sandro Gozi, alla corte del nemico numero uno dell’Italia, il simpatico Macron. Velo pietoso su Nicola Zingaretti: ha ingoiato il rospo dell’ipotesi Conte-bis perché non aveva alternative; se non l’avesse fatto sarebbe stato triturato (lo sarà domani, insieme alla congrega di potere che porta il nome di Partito Democratico).
Il Governo dello Spread, caro all’oligarchia che ha fatto carne di porco del Belpaese, sarà accolto nel modo più benevolo del regime euro-italico, di cui è al servizio, contro l’interesse nazionale. Una speciale plastica facciale proteggerà i suoi ministri-Di Maio e Contecamerieri e i suoi servili mandanti, pronti a sfilare in passerella in tutte le televisioni, a reti unificate, a spiegare che l’orrore è bellissimo, che la sottomissione è nobile, e che prendere a calci in faccia gli elettori, derubandoli, è un’arte civilissima, antifascista e antirazzista, politicamente corretta. Resta da capire come lo accoglieranno, gli italiani, l’eventuale Governo dei Mascalzoni. Tutte le dittature, quando sono alla canna del gas, si comportano allo stesso modo: prima di sparare sulla folla tentano un’ultima mossa, la manovra di palazzo fondata sulla frode. Il potenziale di fuoco di cui gode l’establishment italiano al servizio del poterestraniero è tuttora molto rilevate, virtualmente schiacciante. Per ora ha disarmato la popolazione, sottraendole l’arma democratica a sua disposizione: il voto. E si prepara a punire l’elettorato con una lunghissima astinenza: gli italiani, questo sembra essere il piano, potranno tornare a votare solo dopo che il Governo dei Maggiordomi avrà consegnato in mani anti-italiane i maggiori asset rimasti al paese, dall’Eni a Leonardo, e poi la presidenza della Repubblica.
Ladri di democrazia: cercheranno in ogni modo di indorare la pillola, con l’aiuto dei loro padroni europei. Si premierà il rating della finanza pubblica italiana, si abbasserà il differenziale coi Bund, si concederà l’elemosina di una piccola dose di flessibilità, in termini di bilancio e di deficit. Purché il cane continui a leccare la mano del padrone, anziché azzannarla. Purché gli italiani, soprattutto, continuino a non contare niente. E a patto che l’Italia, come nazione, arrivi rapidamente a valere meno di zero, integralmente svenduta, sottomessa, ridotta al silenzio e all’irrilevanza assoluta anche sul piano geopolitico, mediterraneo e africano. Ma loro, gli italiani? Sette su dieci volevano tornare alle urne. Il 70% della popolazione non gradisce il Governo dei Prestanome, e prova disgusto davanti alla sfrontata disonestà dei burattini manovrati dal potere straniero, la mandria parlamentare dei 5 Stelle e gli zombie del Pd. Il Governo dei Cialtroni si candida a stravincerlo, il campionato mondiale dei fischi. E ogni giorno potrebbe umiliare l’Italia e danneggiarne l’immagine, distruggendo il residuo prestigio internazionale del paese: tutto questo potrebbe suggerire l’idea che gli italiani siano dei poveri scemi, rassegnati a farsi mettere nel sacco da una ciurma di patetici bugiardi. Seriamente: può un paese democratico farsi rappresentare, nel 2019, in modo tanto miserabile?

Il sovranismo della serva Italia












Fonte: Marco Della Luna

Nell’800 l’Italia unitaria è nata serva al servizio di potenze dominanti, per loro volere e intervento. Con le guerre coloniali e con l’inopportuna partecipazione alla I GM ha cercato invano di affrancarsi e di parificarsi a Francia, Germania, Regno Unito. Poi ci ha provato Mussolini. Poi, nel secondo dopoguerra, in diversi modi, grandi personaggi hanno tentato di difendere gli interessi nazionali dal predominio e dall’ingerenza degli interessi stranieri: Mattei, Moro, Craxi, Berlusconi; i primi due stati neutralizzati da criminali, il terzo dalla giustizia, il quarto di nuovo dalla giustizia in collaborazione con lo spread (Draghi-Merkel). Gli spavaldi economisti che prospetta(va)no una facile e vantaggiosa uscita dell’Italia dall’Euro per sottrarsi al rigorismo recessivo, forse non tenevano presente la realtà storica.

E’stato provato che l’Italia è inserita, da poteri tecno-finanziari esterni ad essa e contrari ai suoi interessi, in un certo programma europeo o atlantico, che comprende il suo spolpamento e la cessione dei suoi assets a controllo straniero. L’euro e le sue regole sono uno strumento essenziale a questo fine (vedi i miei Euroschiavi, Tecnoschiavi, Cimiteuro, Traditori al Governo, Oligarchia per popoli superflui). L’Italia neanche se unita e neanche se guidata da autentici statisti -quali oggi non esistono né in Italia né altrove in Occidente- potrebbe battere il liberal-capitalismo finanziario imperante, e affrancarsi da tale programma: gli strumenti finanziari, monetari, mediatici e giudiziari in mano agli interessi dominanti sono troppo forti; prima bisognerebbe che il loro apparato di potenza fosse abbattuto da un rivolgimento perlomeno continentale. Soprattutto sotto leaders modesti come Salvini, Di Maio, Renzi, con certezza non si raggiunge la libertà. I tentativi di affrancamento, come quello, vago e timido, del governo gialloverde, non possono che fallire e ricadere in danno agli italiani.

Dai tempi dell’occupazione longobarda, e poi franca, normanna, francese, spagnola, austriaca, la gran parte dei politici italiani aspira a collaborare coi padroni stranieri aiutandoli a sfruttare l’Italia, perché aiutandoli si eleva verso di essi e sopra i comuni italiani. E’ un tratto culturale storicamente consolidato. In Italia, fare il Quisling non è un titolo di demerito, ma all’opposto di nobiltà; questo va ricordato a coloro che hanno dato del Quisling al Quirinale: non è un vilipendio, è un encomio.

Da tutto quanto sopra consegue che agli italiani conviene un governo non ribelle agli interessi stranieri, specificamente franco-tedeschi, piuttosto che uno ribellista ma impotente, che attira ritorsioni su di loro. Un governo sottomesso ma dialogante, che attenui la violenza del processo di spolpamento, espropriazione ed invasione afroislamica, e lo diluisca nel tempo, dando modo alla popolazione generale di vivere decentemente qualche anno in più, e alla parte più valida di essa di emigrare e trasferire aziende e patrimonio all’estero.

Agli intellettuali antisistema non conviene farsi partito politico, sia perché non vi è spazio per l’azione politica, sia perché verrebbero attaccatati dai magistrati politici e dall’apparato mediatico.

L’azione antisistema, di critica e controproposta al regime tecnofinanziario, sebbene impossibile sul piano governativo, potrebbe invece parallelamente continuare sul piano culturale e informativo: la critica intelligente e competente potrebbe costituire un’associazione internazionale di ricerca scientifica socio-economica, geostrategica e storica, meglio se con sede all’estero (fuori della portata della giustizia nostrana), indipendente da ogni ente pubblico e dal capitale privato, avente lo scopo di mettere in luce la verità, gli inganni e i meccanismi monetari-finanziari che essi nascondono.

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Ora qualche nota sulla crisi di governo in atto.

Salvini l’ha aperta in un momento scelto razionalmente, forse non il migliore, ma verosimilmente l’ultimo possibile (non voglio pensare l’abbia aperta confidando nelle assicurazioni di Zingaretti, che non si sarebbe alleato coi grillini ma avrebbe spinto per le elezioni: se Salvini si fosse fidato di tali dichiarazioni, ignorerebbe l’abc della politica, ossia che menzogna e dissimulazione sono parte essenziale del metodo politico). Poi l’ha gestita male, con tentennamenti, incertezze, contraddizioni, e scarse analisi economico-giuridiche. Al Senato non si è difeso efficacemente dalle stroncature di Conte: ha replicato usando argomenti deboli mentre ne aveva a disposizione di ben più forti; non ha ribattuto sul piano giuridico-costituzionale; è apparso in pallone, impacciato, patetico nei suoi appelli alla Madonna e nel suo offrirsi come bersaglio. La sua difesa è stata fatta molto meglio dalla sen. Bernini di Forza Italia, che ha smascherato l’ipocrisia e le contraddizioni di Conte. Salvini è un buon comunicatore, ha un buon fiuto, non è stupido, è ben sopra la media dei politici nostrani, ma adesso tutti hanno potuto vedere che non ha la saldezza né la preparazione culturale dello statista. E’ o è stato un leader carismatico, e i leaders carismatici perdono il carisma allorché appaiono perdenti. Però Salvini può ancora rinquartarsi e recuperare, specialmente se la Lega va all’opposizione e fa opposizione dura e aggressiva nelle piazze, o anche se ricuce con il partito della Casaleggio & Associati, perlomeno al fine di proteggersi dagli attacchi giudiziari stando al governo. Però in ogni caso dovrebbe colmare le sue lacune in diritto costituzionale ed economia internazionale.

Ad ogni modo, la carica sovranista e antisistema dei capi grillini e leghisti era da tempo andata scemando e riducendosi a poche banalità pressoché inoffensive e a denunce sterili.

Ben diversamente, Grillo era partito, prima che fosse fondato il M5S, da una vera critica antisistema, che metteva in luce il fattore centrale del potere e dell’iniquità, che spoglia della loro sovranità i popoli: la privatizzazione della sovranità monetaria, il monopolio privato della produzione e allocazione della moneta e del credito. Poi, divenendo capo di una formazione partitica assieme alla Casaleggio e Associati, aveva smesso di parlare di queste cose, troppo autenticamente disturbanti per il sistema, e si era giustificato, ad usum imbecillium, asserendo che si tratterebbe di cose che la gente non capisce. Era passato alla dottrina del vaffa, più alla portata della classe cui si rivolgeva, e ben tollerabile per il sistema.

Tuttavia, ancora nei due anni precedenti le elezioni politiche del 2018, alcuni esponenti grillini, segnatamente Villarosa (attuale sottosegretario alle finanze), Pesco e Sibilia, si erano interessati e avevano approfondito con impegno la materia monetaria e bancaria, richiedendo e ricevendo la collaborazione mia e di altri studiosi di questo campo, organizzando eventi pubblici e promettendo iniziative concrete una volta al governo. Ma, al contrario, una volta accomodatisi sulle poltrone governative, i predetti non solo non hanno preso alcuna concreta e visibile iniziativa, ma hanno addirittura rifiutato ulteriori contatti con noi. Evidentemente avevano ricevuto ordini di scuderia e calcolato la loro convenienza. Si sono allineati al sistema, con tutto il Movimento, il quale si è rivelato e confermato uno strumento per raccogliere il dissenso antisistema e poi neutralizzarlo, anzi portarlo al sistema convertendolo in consenso ad esso, a braccetto col partito dei finanzieri detto PD, e con la risibile mascheratura di contentini demagogici, rumorosi e dannosi come il c.d. reddito di cittadinanza, il salario minimo, una riforma giacobina e incompetente del processo penale. E dopo hanno votato Ursula von der Leyen, falco finanziario germano-rigorista, gettando completamente la maschera: servono interessi opposti a quelli dichiarati. Ancor prima, Movimento e Lega erano entrambi passati da posizioni critiche verso l’Euro, spavaldamente contemplanti la possibilità di uscirne senza danno (Borghi, Bagnai) in caso di rifiuto di opportune e strutturali riforme dell’apparato europeo, a posizioni di definitiva accettazione dell’Euro e di arrendevolezza a Bruxelles. Ma ciò non è bastato ad evitare l’isolamento e la marginalizzazione dell’Italia in sede europea, né a ottenere più margini di spesa pubblica.

Insomma, come governo antisistema il governo gialloverde era fallito prima di cadere, o più precisamente prima di nascere. Non abbiamo perso molto. Anzi, abbiamo guadagnato in chiarezza.
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