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lunedì 15 gennaio 2018

Ciampi e la speculazione di Soros



Nel 1992 Ciampi, allora governatore di Bankitalia, dilapidò 48 miliardi di dollari in una assurda difesa della lira, che era sotto attacco da parte di Soros. Difesa che fin dall’inizio era da abbandonare, dato che la Banca Centrale tedesca aveva chiarito che non avrebbe appoggiato l’Italia (doveva già proteggere la Francia). Soros aveva più mezzi: grazie all’effetto-leva e alla speculazione coi derivati, agiva come avesse 100 dollari per ogni 5 realmente impiegati.
In pratica, con questa leva, Soros vendeva lire che non possedeva, contando poi di ricomprarle a svalutazione avvenuta. Inoltre, Soros aveva alle spalle i Rothschild, che dal 1989 avevano aperto a Milano la Rothschild Italia SpA, il cui direttore, Robert Katz (J), era diventato direttore del Quantum Fund di Soros proprio alla vigilia dell’attacco. Il venerato maestro Ciampi, che sapeva come stavano le cose, avrebbe dovuto rinunciare fin dall’inizio alla sua difesa, salvando i 48 miliardi di dollari. Invece la fece ad oltranza: cosa che costò ai contribuenti italiani 60 mila miliardi di lire (due o tre stangate alla Prodi) che in parte (almeno 15 mila miliardi di lire) finirono nelle tasche di Soros. E cosa ancora più grave, Ciampi prosciugò quasi totalmente le riserve in valuta di Bankitalia. Così, quando alla fine la lira fu svalutata del 30% – come i Rothschild e le banche d’affari USA volevano, per poter comprare a prezzi stracciati le imprese dell’IRI – non c’erano più soldi per la difesa della italianità di quelle imprese. La svendita era stata accuratamente preparata da Giuliano Amato che, appena diventato capo del governo, aveva trasformato gli enti statali in società per azioni, in vista delle privatizzazioni, in modo che le oligarchie finanziarie estere potessero controllarle diventandone azioniste, e poi rilevarle per il classico boccone di pane.Il piano era stato probabilmente elaborato nella famosa riunione sul Britannia del giugno ‘92, panfilo della regina d’Inghilterra, su cui era salito Mario Draghi, allora funzionario del Tesoro. I magistrati di Mani Pulite diedero una mano, creando il clima di linciaggio contro Craxi (che si opponeva fieramente alle intrusioni straniere) ed arrestando preventivamente una folla di grand commis di Stato, poi risultati del tutto innocenti, in modo da sguarnire il fronte che si opponeva alle svendite. Così il saccheggio avvenne tra gli applausi degli italiani, ben contenti di vedere Craxi in fuga e la vecchia DC smantellata da Di Pietro.La cosa fu così sporca che Ciampi (come minimo, se non da complice, si comportò da incompetente) una volta prosciugate le riserve, offrì le sue dimissioni. Gli fu detto di star tranquillo; sarebbe stato premiato con la presidenza della repubblica e santificato per sempre dall’aureola di Venerato Maestro, conferitagli dai grandi giornali, Corriere e soprattutto Repubblica. C’è il sospetto infatti che anche De Benedetti avesse guadagnato dalla speculazione.
Ci fu anche un’inchiesta. Nel ‘96 la Guardia di Finanza indagò se «influenti italiani abbiano operato illegalmente dietro banche e speculatori», ricavando un guadagno accodandosi a Soros nella speculazione contro la lira. Secondo Il Mondo del dicembre ‘96, la «lobby a favore di Soros», secondo gli inquirenti, comprendeva Prodi, Enrico Cuccia (capo di Mediobanca per la Lazard) Guido Rossi, Isidoro Albertini, Luciano Benetton, Carlo Caracciolo.Naturalmente, le procure insabbiarono. Gli indagati erano tutti padri della patria, venerati maestri, riserve della repubblica.

L’inchiesta su Soros stana la "Banda dei cinque" 

L'indagine proposta dal Movimento Solidarietà è entrata nella fase calda. Ciampi &Co. dovevano sapere che nel 1992 la lira non avrebbe retto l'assalto speculativo di George Soros e sperperarono 15 mila miliardi in una difesa a dir poco sospetta.
"Se, come sembra, l'inchiesta su George Soros andrà avanti, Mani Pulite diventerà una barzelletta", ha dichiarato Paolo Raimondi, presidente del Movimento Solidarietà, a commento dell'incoraggiante notizia che la Procura di Roma ha avviato una nuova fase dell'inchiesta sullo speculatore internazionale. Raimondi era a Roma per una serie di consultazioni alla fine di gennaio, nei giorni in cui alcuni quotidiani davano grande risalto al contenuto dell'esposto con cui il Movimento Solidarietà aveva fatto avviare l'inchiesta.
"Noi non crediamo alle battaglie politiche per vie giudiziarie", ha aggiunto Raimondi, che ha proseguito: "La nostra iniziativa è stata concepita per organizzare e stimolare la riscossa di tutte le forze che si oppongono alla politica di distruzione dell'economia nazionale imposta dal FMI, da Maastricht e dai mercati finanziari guidati da Londra".
Come Solidarietà ha riferito più volte, l'esposto presentato da Raimondi e Claudio Ciccanti (segretario del Movimento Solidarietà) chiede di verificare se l'attacco alla Lira del settembre 1992, che fece uscire la nostra moneta dal Sistema Monetario Europeo svalutandola del 30%, facesse parte della stessa strategia discussa sulla riunione del "Britannia" il 2 giugno dello stesso anno. Sul Britannia erano infatti riuniti i principali banchieri della City per conto dei quali George Soros condusse la speculazione contro la Lira. Alcuni di loro poi parteciparono alla grande svendita chiamata privatizzazione, chi direttamente chi in consorzio con altri alleati della City. Nell'esposto si chiede di appurare se Soros, nel suo attacco alla Lira, abbia goduto di notizie riservate di fonte italiana. Rimane infatti un mistero il comportamento delle nostre autorità monetarie che, sapendo già dal maggio precedente di non poter reggere all'attacco speculativo, riversarono nell'inutile difesa della Lira 48 miliardi di dollari per poi capitolare. Invece, quel comportamento fece guadagnare a Soros 280 milioni di dollari in una settimana e forse molto di più. La perdita secca per le casse della banca centrale, che ha dovuto riacquistare le riserve di valuta a Lira deprezzata, è stata calcolata in circa 15 mila miliardi di Lire, una mini-finanziaria.
L'accusa di complicità sembra concretizzarsi già nella prima fase dell'inchiesta (che procede a Napoli e Roma, mentre Firenze e Milano si sono fatti da parte per motivi diversi), almeno nei confronti di uno dei timonieri della Lira nel settembre 1992, Piero Barucci, allora ministro del Tesoro e membro della "Banda dei cinque" che controllava la politica monetaria (gli altri erano l'allora capo del governo Giuliano Amato, l'allora e attuale Direttore Generale del Tesoro Mario Draghi, l'allora governatore di Bankitalia e attuale superministro dell'Economia Carlo Azeglio Ciampi e l'allora Direttore di Bankitalia e attuale ministro degli Esteri Lamberto Dini).
Infatti, come ha rivelato il Corriere della Sera  in un ampio servizio del 27 gennaio, dedicato all'inchiesta sollecitata dal Movimento Solidarietà, Barucci è oggi presidente della AFV, una società di intermediazione finanziaria (sim). Il guaio dell'AFV non è solo che essa svolge attività speculativa, ma che la lettera "F" sta per Alberto Foglia, fondatore della AFV e nientepopodimenoche presidente del consiglio di amministrazione del Quantum Fund di George Soros!
Lo stesso quotidiano di via Solferino sottolinea la precaria posizione di Barucci quando, nel riferire il testo dell'esposto (vedi riquadro), elenca i nomi di consiglieri del fondo di Soros e nota che Alberto Foglia è "partner nella Sim ora presieduta da Barucci". Naturalmente, dato che le indagini, proprio per la loro serietà, sono coperte dal massimo riserbo, non è dato sapere di più. Ma non è difficile immaginare lo stato di disagio in cui si trovano attualmente il Barucci e il resto della Banda dei Cinque, indicato dal modo in cui si è verificata una prima, agitata reazione alle "cattive" notizie giudiziarie.

Ciampi scende in campo
In una evidente contromossa, i protagonisti del Settembre Nero della Lira hanno anticipato la "loro" versione dei fatti. Come se avesse letto in anticipo il servizio che doveva uscire l'indomani, domenica 26 gennaio, Ciampi si è sentito in dovere di spiegare il comportamento della Banca d'Italia in quella crisi. Si badi bene: finora, dopo quattro anni e mezzo, Ciampi non aveva speso una parola sull'argomento.
Parlando ad una riunione degli operatori di cambio (quindi tra galantuomini), l'attuale vero capo del governo Prodi ha dapprima scaricato ogni responsabilità: egli non fece che obbedire agli ordini del governo. "Le decisioni sulle parità delle monete sono sempre e da sempre di competenza dell'esecutivo." Poi Ciampi è passato all'offensiva. La crisi della Lira, a suo avviso, è stata positiva perché "l'atmosfera di dramma" che l'accompagnò permise "l'adozione di quelle rilevanti misure di correzione di bilancio che il governo aveva invano cercato di varare prima". In altre parole, la battaglia persa contro la speculazione fu lo shock necessario a fare accettare agli italiani quattro anni di stangate che non sono altro che trasferimenti netti di risorse a favore della rendita finanziaria.
Ma Ciampi si spinge oltre: il 31 luglio, quando la Lira era già sottoposta a una pressione speculativa (e la Banda dei Cinque sapeva che non avrebbe retto), Amato era riuscito a strappare ai sindacati il famoso accordo salariale giustificandolo tra l'altro con la necessità di rimanere nel Sistema Monetario Europeo e quindi di combattere l'inflazione. "Amato racconta Ciampi riuscì nell'intento perché voleva tenere il cambio: Se avesse detto `io domani svaluto', l'intesa non la faceva". Avete capito bene: Ciampi si fa bello per non aver concesso gli aumenti salariali e per aver invece regalato 15 mila miliardi a Soros attraverso la manovra speculativa!
Perché poi, sembra proprio che quelle decisioni siano state prese più a Via Nazionale che a Palazzo Chigi. Perlomeno a quanto afferma un testimone dell'epoca, l'allora segretario del PSI Bettino Craxi. Le parole di Craxi vanno prese cum grano salis, tenendo presente la situazione particolare dell'esule di Hammamet; ciononostante, le circostanze riferite sembrano veritiere. Craxi ha scritto una lettera al Corriere, pubblicata con risalto in pagina economica, per dire la sua sui fatti del `92 riferiti nel servizio del 27 gennaio. Amato lo chiamò all'inizio della pressione speculativa, scrive Craxi, per chiedere consiglio su quale linea di condotta tenere. È credibile che Amato, nominato Presidente del Consiglio su indicazione del PSI, si consultasse con il segretario del partito. Craxi avrebbe suggerito di non sprecare risorse e svalutare. Amato evidentemente non tenne conto del consiglio, anche se ritelefonò ad Hammamet per avvisare Craxi dell'imminente svalutazione.
Le circostanze riferite da Craxi descrivono un Presidente del Consiglio in cerca di suggerimenti in una crisi più grande di lui. Amato non emerge certamente come la figura del comandante che dà ordini, tantomeno alla Banca d'Italia, come sostiene Ciampi. È più probabile il contrario: che nel panico di quei giorni, il governo abbia seguito le indicazioni di "chi ne sapeva di più", e cioè dei grandi sacerdoti della moneta di Via Nazionale.
Un'impressione confermata dalla lettura del libro L'Isola del Tesoro, del summenzionato Piero Barucci. Evidentemente presagendo di essere il primo capro espiatorio quando fosse scoppiata la tempesta, Barucci ha scritto il libro come una difesa in anticipo. Secondo il libro (e anche qui la descrizione sembra credibile), Barucci piomba dall'esterno in una compagine governativa dove comandano altri e lui assiste impotente ad avvenimenti che gli passano sopra la testa. In ogni caso, il cerchio dei sospetti si stringe sempre più attorno a Ciampi e ai suoi uomini.

I sorosiani si scoprono
A giudicare dallo zelo con cui gli stessi media che hanno amplificato le tardive spiegazioni di Ciampi si sono profusi in sospette apologie di George Soros, si deve presumere che, se ricevevano ordini, i ciampisti li ricevevano dal mega speculatore americano o dai suoi padroni inglesi.
L'oscar spetta a La Repubblica (proprietario Carlo De Benedetti, che fece incontrare Soros e Di Pietro) che, in un sol giorno, il 31 gennaio, ha pubblicato tre articoli, in tre pagine diverse, in difesa della Banda dei Cinque e di George Soros. Prima, un grosso servizio intitolato "Craxi-Ciampi, è polemica sulla svalutazione del `92", in cui ampio spazio viene concesso alle argomentazioni di Ciampi sopra riferite. Nella sezione culturale, un'intera pagina viene dedicata a George Soros, dipinto come un genio che dispensa saggezza filosofica sui mali del... libero mercato. L'autore è il noto scrittore latinamericano Vargas Losa, che come Soros è a favore della legalizzazione della droga. Dimostrando una illimitata fiducia nella imbecillità dei suoi lettori, dipinge Soros come un interprete della dottrina sociale della Chiesa.
In pagina editoriale, l'apologia del genio economico di Soros viene affidata a Giorgio Ruffolo, veterano esponente della sinistra tecnocratica italiana. Ruffolo tratta Soros come un "pentito" della speculazione a cui occorre prestare ascolto perché sa quel che dice. Fa finta di trattare Soros oggettivamente, ma una settimana dopo Ruffolo ha partecipato a Bruxelles ad una conferenza organizzata, finanziata e presieduta proprio da Soros, che ha riunito un gruppo di intellettuali europei. Scopo della conferenza, lanciare la campagna per una "società aperta" nell'Europa occidentale, sulla scorta delle esperienze svolte da Soros nell'Est Europa, con l'obiettivo di varare nel 1988 un'assemblea costituente europea. Non ci interessa sapere se i partecipanti all'iniziativa abbiano ricevuto il solito "rimborso spese" della serie Nomisma, ma piuttosto far capire al lettore l'esistenza di collegamenti e disegni politici che a definire "complotto" si pecca di modestia.
Nell'articolo di Repubblica Ruffolo prende per buona la versione sorosiana dei fatti del `92, con la quale esordisce: "Ebbi il primo segnale - dice Soros nella sua autobiografia - di una crisi imminente della sterlina da un discorso del presidente della Bundesbank, Schlesinger." Dopodiché Soros avvicinò Schlesinger e "capii immediatamente che cosa voleva dirmi. Era un incoraggiamento a vendere la lira italiana". Più in là, Soros rincara la dose: "Abbiamo eseguito gli ordini del nostro maestro, la Bundesbank". La sua teoria è confutata come minimo dal fatto che la Bundesbank ha speso almeno 60 miliardi di marchi per difendere le monete dello SME, principalmente il franco francese.

Le provocazioni del Financial Times
Come afferma Raimondi nell'intervista citata all'inizio, l'Italia è vittima di una politica economica distruttiva di cui Soros e la Banda dei Cinque sono rappresentanti. Questa politica oggi prende il nome di "Maastricht", anche se non si tratta altro che della vecchia politica del Fondo Monetario Internazionale. La beffa è che, benché la politica di Maastricht sia stata congegnata per distruggere gli stati nazionali, con la Germania come obiettivo principale, il fatto che i primi della classe nell'adottare la politica di bilancio per raggiungere i famigerati parametri siano i tedeschi si presta a manipolare i meno fortunati, come l'Italia, contro la Germania. Abbiamo visto con quale disinvoltura Soros e i suoi cortigiani italiani addirittura accusano la Bundesbank della speculazione contro la lira, senza tema di essere ridicolizzati. Così, alla fine di gennaio, il Financial Times, il principale organo dei padroni di Soros nella City di Londra, è riuscito quasi ad innescare una crisi tra Roma e Bonn inventandosi l'esistenza di un piano segreto tedesco per tenere fuori l'Italia dalla moneta unica.
L'articolo del Financial Times è stato il segnale per una rinnovata campagna internazionale contro la Germania che viene dipinta come il Quarto Reich. Questa è la stessa identica campagna lanciata nel 1989 dalla premier inglese Margaret Thatcher, con cui fu estorta alla Germania la tacita promessa di farsi promotrice della politica di Maastricht in cambio del "nulla osta" per la riunificazione tedesca. Il ricatto ha effetto sui due versanti: contro la Germania, costretta a fare la prima della classe, e contro gli altri che ne sono gelosi.
La provocazione è stata poi rilanciata domenica 9 gennaio da Beniamino Andreatta, in un'intervista al Corriere, dove l'attuale ministro della Difesa accusa la Bundesbank di avere condotto nel passato operazioni di aggiotaggio contro la lira. Da quale pulpito: proprio Andreatta era a bordo del Britannia il 2 giugno 1992, quando si complottò la privatizzazione delle aziende a partecipazione statale assieme ai protagonisti del successivo assalto contro la lira. In una dichiarazione pubblicata sullo Strategic Alert dell'EIR, Paolo Raimondi ricorda che nel 1992, il gioco politico della City e dei suoi alleati fu quello di utilizzare speculatori di grido come Soros per far saltare il Sistema Monetario Europeo e soprattutto di minare un possibile orientamento unitario dell'Europa continentale verso la realizzazione di grandi progetti infrastrutturali conosciuti come il Triangolo Produttivo e anche come "Piano Delors". Con la vittoria geopolitica britannica, dichiara Raimondi, "abbiamo avuto anni di privatizzazione, saccheggio dell'economia produttiva e l'esplosione della bolla della finanza derivata. Questa stessa strategia di destabilizzazione riparte oggi, quando l'Europa continentale viene nuovamente attratta, anche se non come promotrice e con prospettive ancora da definire, nel grande progetto di infrastrutture di base del Ponte di Sviluppo Eurasiatico, la Nuova Via della Seta, che dalla Cina, attraversando l'intera Asia, unisce le nazioni e i popoli fino all'Atlantico, in un grandioso programma di sviluppo e crescita tecnologica e industriale."
[Solidarietà, anno IV n.1, febbraio 1996]
Fonti:
http://www.movisol.org/soros2.htm
http://fnbergamo.wordpress.com/2011/11/16/ciampi-e-la-speculazione-di-sorosamato-e-le-privatizzazioni/

http://dioni.altervista.org/soros/dioni_0110.html

UN CULTO DI LUCIFERO NELL’ALTA FINANZA.



Vedo che alcuni blog  italiani hanno già postato parziali traduzioni di   questo video.  Non so chi  sia quello che parla, se davvero si chiami Ronald Bernard, sia olandese, e sia come dice un professionista interno all’alta finanza. Non so se quando dice che  in quegli ambienti alti si pratica  un culto luciferino, sia vero. Non ho prove. Solo che, quando comincia a  raccontare “sono stato invitato a  partecipare a dei sacrifici…all’estero…”,  gli occhi gli si  riempiono di lacrime. “…Bambini…”. E’ davvero sconvolto al ricordo.
“Ti è stato chiesto di farlo?”, gli chiede l’intervistatore. “Sì, e io non potevo”. S’interrompe, non riesce  quasi più a parlare . Ma si sforza e continua.  Non sta mentendo, Ronald Bernard.
Quindi, traduco anch’io una parte (di 8 minuti:  l’intero video dura 40 minuti) delle confessioni di quest’uomo in cui la coscienza, come dice, “si è scongelata”.

Quando l’intervistatrice  gli chiede di ricordare qual è la cosa peggiore che ha vissuto  in  quell’ambiente di alti poteri, e cosa ha provocato il suo rigetto, lui dice:
“Questo è solo l’inizio della fine. Deve capire che  quando entrate così profondamente  in queste cerchie,  vi fanno firmare un contratto a vita,  di non divulgare i nomi delle imprese, delle organizzazioni o delle persone..Penso sia per questo che  sono ancora in vita. Ci si deve attenere”.
“Vi dico quello che ha scongelato la mia coscienza…Andiamo”, dice con un evidente sforzo su se stesso, e   comincia a  commuoversi. “Sono stato addestrato per essere uno psicopatico;  non è riuscito, perché non ho terminato  la mia ‘formazione’, la mia coscienza è tornata. E’ stato difficile  per me, perché avevo successo, un ottimo status  sociale,  avevo la fiducia della  gente che naviga a quel livello..”.
Si ferma a riflettere.
“Per essere precisi, la  maggior parte di quelle persone aderisce ad una religione speciale.  Come ci sono i cattolici, i protestanti, ogni tipo di religione, questa gente – la maggior parte – erano luciferiani.  Potete dire  che sono tutte fantasie, che Dio non esiste, che niente di tutto ciò è  reale … per questa gente è verità e realtà. Sono al servizio di un piano superiore, immateriale, che chiamano Lucifero.
“Io ero in contatto con questi  circoli, queste reti. Per me non erano che clienti.  Quindi ho frequentato dei posti chiamati Chiesa di Satana.  Ho visitato questi culti, ma come un visitatore, un invitato,   lasciato da parte … facevano le loro ‘sante messe’ , con donne nude, alcolici… allora  tutto questo semplicemente mi ha divertito, non  credevo a queste cose,   ero ben lontano dal convincermi che fossero reali”.

Erano solo spettacolo, per voi?
“Sì, appunto”, annuisce lui, “Pensavo che il male era dentro a queste persone… non avevo collegato…”  (indica verso l’alto: credo voglia intendere: credevo che questi fossero malvagi in sé, non che  lo traessero dall’immateriale)…”Ero un semplice invitato e mi divertiva vedere tutte quelle donne nude  eccetera,  la bella vita…”.
“Ma a un certo punto sono stato invitato, ed è per questo che vi racconto questo, a partecipare a dei sacrifici… all’estero…”  – e qui Bernard comincia visibilmente a turbarsi, per lunghi momenti non riesce a parlare, ha il groppo in gola- “Questo è stato il punto di rottura….Dei  bambini”.

“”Volevano che…non ho potuto farlo”.

E’ chiaro che deve aver assistito a  fatti “sacrificali” che ancora lo sconvolgono al ricordo.
Vi hanno chiesto di farlo? Domanda l’intervistatrice. “
“Sì, e non ho potuto farlo”.   Ingoia le lacrime, si sforza di non piangere.  Vuole fare una pausa?
“No … Dopo questo, ho cominciato lentamente a crollare   – Vivevo me stesso come un bambino grande e questo mi ha profondamente scosso.  Tutto è cambiato”.
“Ma  è il  mondo in cui mi sono trovato….Ho cominciato a rifiutare incarichi nella mia professione, non potevo  eseguirli …Questo ha fatto di me una minaccia – per loro, ovviamente.  Non riuscivo  più a funzionare in modo ottimale,  vacillavo,  rifiutavo  alcuni compiti…Non avevo partecipato…”.
E poi, come per spiegare  meglio il motivo di “partecipare”:
“Lo scopo è di tenere tutti in pugno. Col ricatto.  Devi poter essere soggetto al ricatto…e  lo  fanno attraverso i bambini.  Questo mi ha sconvolto”.  Le lacrime adesso gli rigano il volto.
Sono metodi che si ritrovano anche in politica, dice l’interlocutrice.
“Troverete su Internet abbastanza testimonianze per capire che non sono   racconti fantastici … Purtroppo, la verità  è che ciò avviene nel mondo intero, e da migliaia di anni … se studiate la teologia  e la Bibbia, trovate riferimenti  a queste pratiche presso gli israeliti…la messa al bando delle dieci tribù è legata a  questi rituali  coi bambini,compresi sacrifici di sangue con i bambini  – Tutto ciò è significativo, e mi ha mostrato che ci sono realtà al di là di ciò che si può vedere. C’è tutto un mondo invisibile. E reale. Parliamo qui di una forza oscura e di una manifestazione della Luce. Ho  studiato teologia per dare un senso a tutto questo”.
Anche psicologia, vero?
“Sì – questa  era  la mia vita di prima: psicologia applicata al business; la psicologia delle masse.  Ero capace di manipolare le situazioni a mio vantaggio”.
L’intervistatrice evoca  il Tavistock Institute,   il controllo mentale , MK-Ultra  (per il Tavistock, rimando almeno ad un mio articolo  fra molti: https://www.maurizioblondet.it/quel-grande-esperimento-contagio-psichico/  Per l’Italia, sarà utile rileggere questo: http://www.effedieffe.com/index.php?option=com_content&task=view&id=318290&Itemid=100021)
Bernard annuisce con forza: “Sì, esattamente, ma questo fa parte del mio lavoro. Mi ci sono interessato per mia formazione, perché quando fate  transazioni, dovete anche manipolare i media; dovete manipolare molte cose, perché niente può essere lasciato al caso…Tutto è falsato.  Ci si abitua a vedere la gente come un gregge di pecore,  usate qualche cane da pastore per mandarle dove volete voi.  E francamente, vedo che questo continua dappertutto.
La  gente non capisce di essere manipolata  – dice: “Finché ho la mia birra, eccetera.  La gente è  completamente assorbita  in un meccanismo di sopravvivenza – e questo è programmato.  Scoprite com’è facile manipolare le masse in una direzione, quando siete voi a tirare i fili”.
In un’altra parte del lungo video Bernard –  come esempio di cinismo  da psicopatici dell’ambiente che ha frequentato, evoca la speculazione sulla lira  del 1992  da Georges Soros  (Vedi nota).  Alla fine la lira fu  comunque svalutata (del 30%), dovemmo staccarci dall’aggancio al marco,  noi  contribuenti fummo fatti pagare il conto di 60 miliardi  di dollari.
Bernard. “… Uno dei miei colleghi mi ha detto: ti ricordi quel caso con  la lira italiana? Quando abbiamo fatto quel massiccio dumping che ha svalutato la lira ed ha portato una società italiana alla bancarotta? E poi: “Sai che  il proprietario  si è suicidato, e si è lasciato dietro  una famiglia”. E noi abbiamo riso: ah ah ah, tutti insieme.   Perché [in quei salotti alti] noi le persone   le mastichiamo, sono solo  un prodotto,  spazzatura inutile, da sprecare.   La natura, il pianeta, tutto può bruciare, tutto per noi può essere distrutto: sono solo parassiti inutili. Servono solo a farci crescere, a farci raggiungere i nostri obiettivi”.
Attenzione.  Non solo le masse ovine, ma anche molti nostri lettori  informati restano increduli di fronte ad azioni di personaggi come Soros: a che scopo, poniamo, paga e finanzia per inondare l’Europa di immigrati islamici non-integrabili che producono disordine sociale? E perché politici  come la Merkel insistono in questa “soluzione” alla scarsa demografia, palesemente rovinosa?  Perché  gli stati spendono miliardi per  questa “grande sostituzione” dei loro popoli, mentre non spendono per assegni  di maternità  che  consentano alle famiglie di avere tanti figli (che in Russia, per esempio, sta funzionando bene)?   Perché, poniamo, di colpo, come fosse dato un ordine globale, in Europa si legalizzano le “Nozze gay”, si promuove l’eutanasia legale, si insegna il gender anche negli asili, si rendono obbligatori corsi  pro-LGBT anche nelle scuole cristiane? Perché  i grandi banchieri organizzano la miseria e la disoccupazione di massa?
Cosa ci guadagnano?”.  Questa è la domanda da cui nasce, anche in lettori informati sui retroscena del mondo e delle oligarchie,  l’impossibilità a credere cose così enormi;  gli sembra impossibile che i Soros , i Rotschild, Goldman Sachs, Monsanto, questi “Illuminati”, le direzioni dei media,  le eurocrazie facciano questo “in pura perdita”, e persino “contro i loro interessi” fondamentali.  Ciò perché ci si ostina ad si attribuire a questi  gruppi motivazioni ancora  razionali, l’interesse   materiale, l’avidità, la spinta all’arricchirsi – motivi umani, in fondo  comprensibili da noi comuni mortali.

“Odiano l’umanità, la natura…”

Invece qui, Bernard ci  dice: lo fanno per odio puro. In purezza ascetica.  Odio  al genere umano. Odio alla natura (un tempo si diceva: alla creazione).  Li vogliono  entrambi  annichiliti, distrutti, carbonizzati.  Costoro fanno sacrifici umani e distruggono vite  come  offerta gratuita, liturgica, all’Essere cui danno culto: quello che fu chiamato l’Omicida fin dall’Inizio – che vuole distruggere l’uomo perché ne invidia il destino soprannaturale – che si rifiutò di servirlo, che gridò”Non serviam”;  è quello per cui “tutto ciò che esiste merita di morire”.  Poiché  è Principe di questo mondo, essi ne sono ricompensati con poteri preternaturali,  o almeno così intendono i loro successi finanziari, i  loro posti di comando mondiale, il loro potere di disporre la vita e la morte di milioni di “bestie da soma”.
Infatti, più oltre  Ronald aggiunge: “Sono pochi quelli che non sottovalutano la gravità di tutto questo. Perché questa è una forza annientatrice, che odia l’umanità.  Odia la creazione, odia la vita.  E farà di tutto per  distruggerci completamente. E il loro modo per  farlo è dividere l’umanità. Divide et impera  è  la loro verità”.
E  poi: “L’umanità e una manifestazione della luce, cioè la vera creazione. Fintanto che riescono a dividere sui partiti politici, colore della pelle, chi più ne ha più  ne metta, allora , da un punto di vista luciferino, si sopprime la piena capacità del nemico,il suo potere integrale. Non possono far niente da soli; senza  di noi, sarebbero finiti. Quest’avido mostro scomparirebbe”.
(“Lo stupido  è la cavalcatura del diavolo”: l’antico detto medievale è letteralmente verificato).
Poco prima, Bernard evoca i servizi segreti, asserisce che essi partecipano a questo mondo luciferino.  “Una delle cose che ho scoperto …riguarda i servizi.  Si crede che esistano per servire e proteggere una nazione, uno stato … in realtà risultano  organizzazioni criminali  – per meglio dire, il sistema è pesantemente così. Parliamo di finanziare guerre, creare guerre,  fondamentalmente creare una quantità di sofferenza e miseria in questo mondo. Quindi, una quantità di conflitti.  […]  I servizi segreti non si fermano davanti a niente. Niente. Hanno anche i loro propri flussi di denaro, perché commerciano in droga, in armi,  se è per questo anche in esseri umani.  Tutto questo denaro deve andare da qualche parte.  Tutto va finanziato”.
Tutti i servizi?, gli vien  chiesto. E lui:
“Tutti, sì. L’intero mondo che crediamo di conoscere è una illusione   che ci vien fatta credere. E’ qualcosa  che scopri in questo tipo di lavoro [il suo]. E qui tutto mi è andato di traverso”.
“Tutto è finanziato”: primavere arabe, rivoluzioni colorate, il Califfato, il terrorismo,  le strategie della tensione, i delinquenti marginali che “si radicalizzano” di colpo e fanno strage a Parigi o a  Nizza  o a Berlino, assassini solitari… ne abbiamo viste di queste scenografie, in questi anni. Eppure la maggior parte dei media  continua a  diramare i comunicati di Al Qaeda o i video dell’IS  emanati dal SITE di Rita  Katz; e il gran gregge pecorile crede  alle versioni ufficiali.  La creazione di assassini solitari e terroristi islamici, di stati d’animo collettivi a Kiev come in Macedonia,  o al Cairo,  non possono non sembrare al gregge fenomeni “spontanei” – non possono credere che sono atti di magia  –  magia nera,  – capacità  speciali che possono persino sorgere dai poteri preternaturali  che Lucifero dona ai suoi adepti. Il  gregge ormai è progressista, si è liberato degli antichi tabù e delle superate superstizioni, è felicemente  e integralmente secolarizzato…
“C’è tutto un mondo invisibile”, dice Bernard.  E  aggiunge: “Nei miei studi e scoperte ho trovato un documento, che loro dicono che son tutte palle ovviamente. I Protocolli di Sion. Un documento incredibilmente noioso. Raccomando a tutti  di leggerlo, perché se lo studi   e lo capisci, è come leggere il giornale della vita quotidiana. Come da questa loro posizione di potere estremo –  ed estremo è letteralmente divenuto – essi [non finisce il pensiero]… Ma questo è  solo perché la gente non si difende, non si oppone. Non capisce  cosa è la realtà. E siamo stati tutti programmati; se osi dirlo, sei bollato di antisemita. Quindi  sei neutralizzato.  Essi si sforzano … Il negativo, chiamalo Male, luciferiani, satanisti, chiamalo come vuoi, è una entità  reale. Si legge nella Bibbia. E non solo nella Bibbia, ma in così tanti libri” [30:31]

Montini autorizzò l’abolizione delle “difese” soprannaturali

Un’ultima parola  sulla  colpa della gerarchia modernista post-conciliare, che ha abolito tutte le “difese” e “protezioni”  contro  il Maligno inserite nella Messa tradizionale, segnatamente la preghiera  esorcistica  all’Arcangelo Michele in fine della Messa feriale  – voluta da Leone XII dopo una visione in cui aveva visto il Vaticano invaso da demoni. Fu una eliminazione deliberata,di qualcuno che sapeva bene ciò che faceva. Monsignor Annibale Bugnini, cui Paolo VI affidò la segretarie della riforma liturgica,  era un comprovato  massone: esistono lettere di questo “mellifluo monsignore”  indirizzate al Gran Maestro, che furono pubblicate dalla rivista “30 Giorni” nel 1991 a firma del vaticanista  Andrea Tornielli.
Orbene: la “riforma” come stava venendo fuori dalla Commissione (presieduta pro-forma dallo stupidissimo cardinal Lercaro di Bologna) era  tale da lasciare sgomenti, in Vaticano, molti prelati importanti, come il cardinal Antonelli. Il quale scoprì poi – lo scrisse nelle sue memorie – che il 19 aprile 1967 Paolo VI si disse amareggiato, perché si facevano esperimenti capricciosi con la liturgia, e più addolorato ancora verso una desacralizzazione della liturgia”.
Bugnini metteva a tacere i membri della Commissione  dubbiosi con una frase: “Lo vuole il papa”. Poi un altro  testimone (Luis Bouyer, un protestante convertito)  scopre che anche il Papa  “aveva approvato queste deformazioni della liturgia senza esserne soddisfatto”, anzi gli chiese: “Ma perché vi siete impegolati in questa riforma?”. L’altro rispose“Ma perché Bugnini ci assicurò che lei la voleva assolutamente”. Al che Paolo VI: “Ma è mai possibile? Lui mi disse che voi eravate unanimi nell’approvarla…”.
Papa Montini capì di essere stato tradito.  Per punizione, mandò Bugnini ….come nunzio  apostolico a Teheran.  Ma lasciò la Messa mutilata e  priva di  invocazioni angeliche,  come l’aveva ridotta quello.  E  così è ancor oggi.



 Nota sull’assalto alla Lira.
“Soros fece una colossale vendita allo scoperto di lire che non aveva  e che avrebbe comprato dopo la svalutazione  della nostra moneta.  Soros  spalleggiato dai Rotschild ,   che dal 1989 avevano aperto a Milano la Rothschild Italia SpA, il cui direttore, Robert Katz (J), era diventato direttore del Quantum Fund di Soros proprio alla vigilia dell’attacco”, scrissi).  Ma se l’attacco ebbe successo e fece lucrare a  Soros più  di un miliardo di dollari, fu con la complicità dell’allora governatore di Bankitalia – il venerato maestro Carlo Azeglio Ciampi – e di Giuliano Amato, capo del governo. I due  regalarono a Soros   i 48 miliardi di dollari  delle riserve di Bankitalia in quel che i media chiamarono “difesa della lira”, per mantenerne alta la quotazione e l’aggancio al marco (“dovevano entrare nell’euro” quello fu il primo prezzo fatto pagare al gregge  di ovini italiani,  pecore euro-entusiaste”; difesa inutile, dal momento che la  Bundesbank aveva subito detto a Ciampi che non  avrebbe speso un solo marco per partecipare alla “difesa” della lira. Ciampi  doveva subito smettere di svenarci; invece continuò, in una deliberata complicità con questo  mondo luciferino – da cui  stato premiato con  le cariche altissime che sappiamo: capo dello stato, amatissimo padre della patria  eccetera. “
 “Così, quando la lira fu svalutata del 30 % – come i Rothschild e le banche d’affari USA volevano, per poter comprare a prezzi stracciati le imprese dell’IRI – non c’erano più soldi per la difesa della italianità di quelle imprese.  Del resto, la svendita era stata accuratamente preparata da Giuliano Amato che, appena diventato capo del governo, aveva trasformato gli enti statali in società per azioni, in vista delle privatizzazioni, in modo che le oligarchie finanziarie estere potessero controllarle diventandone azioniste, e poi rilevarle per il classico boccone di pane. Il piano era stato probabilmente elaborato nella famosa riunione sul Britanniadel giugno ‘92, panfilo della regina d’Inghilterra, su cui era salito Mario Draghi, allora funzionario del Tesoro. I magistrati di Mani Pulite diedero una mano, creando il clima di linciaggio contro Craxi (che si opponeva fieramente alle intrusioni straniere) ed arrestando preventivamente una folla di grand commis di Stato, poi risultati del tutto innocenti, in modo da sguarnire il fronte che si opponeva alle svendite. Così il saccheggio avvenne tra gli applausi degli italiani, ben contenti di vedere Craxi in fuga e la vecchia DC smantellata da Di Pietro.
Jacob Rotschild e David Rockefeller
La cosa fu così sporca che Ciampi (come minimo, se non da complice, si comportò da incompetente) una volta prosciugate le riserve, offrì le sue dimissioni. Gli fu detto di star tranquillo; sarebbe stato premiato con la presidenza della repubblica e santificato per sempre dall’aureola di Venerato Maestro, conferitagli dai grandi giornali, Corriere e soprattutto Repubblica. C’è il sospetto infatti che anche De Benedetti avesse guadagnato dalla speculazione.
Ci fu anche un’inchiesta. Nel ‘96 la Guardia di Finanza indagò se «influenti italiani abbiano operato illegalmente dietro banche e speculatori», ricavando un guadagno accodandosi a Soros nella speculazione contro la lira. Il Mondo del dicembre ’96  scrisse che la «lobby a favore di Soros», secondo gli inquirenti, comprendeva Prodi, Enrico Cuccia (capo di Mediobanca per la Lazard) Guido Rossi, Isidoro Albertini, Luciano Benetton, Carlo Caracciolo.  Naturalmente, le procure insabbiarono. Gli indagati erano tutti padri della patria, venerati maestri, riserve della repubblica”.


Maurizio Blondet
fonte https://www.maurizioblondet.it/un-culto-lucifero-nellalta-finanza/

Il piano dell’euro per distruggerci tutti


Ecco come funziona il piano dell’euro per distruggerci tutti.

Prima si indebita un Paese con l'Euro e si permette alle sue banche di giocare con la finanza creativa fino al punto di fallire e di nascondere le perdite con bilanci taroccati.
Contemporaneamente, attraverso il WTO, si fanno accordi che permettono alle aziende di delocalizzare, addirittura incentivando la loro delocalizzazione con soldi pubblici.
Intanto nell'arco di un decennio si sono persi alcuni milioni di posti di lavoro.
Poi, si impone al Paese in oggetto un Governo "Tecnico" per "risanare" il bilancio dello Stato, imponendo una tassazione disumana su tutto, aumentando l'IVA, le imposte dirette ed indirette, smantellando i diritti dei lavoratori ed imponendo per legge a tutti gli Enti locali, di non toccare i loro avanzi di bilancio (in Italia si chiama "Patto di Stabilità"), che poi, altro non sono altro che i soldi dei cittadini pagati attraverso le tasse.
In questo modo, chiudono centinaia di migliaia di aziende e si perdono altri milioni di posti di lavoro, alimentando così una crisi dei consumi e di liquidità (se uno non lavora, non ha soldi e non spende, o spende molto meno, ovvio). 

In questo modo, altre aziende ed altri settori industriali vedranno calare le loro vendite e la loro produzione in maniera esponenziale mese dopo mese, anno dopo anno, e a loro volta saranno costrette a licenziare
Si alimenta così una spirale (avvitamento) senza fine, che porterà dritti dritti al fallimento del Paese.
Poi, come se niente fosse, e come se prima i vari "garanti" e "controllori" non ne sapessero nulla, si "scopre" che i maggiori gruppi bancari del Paese hanno i bilanci bucati come il formaggio groviera (dov'erano la Tarantola, Draghi, Monti, Prodi & C. con MPS, Unicredit, Intesa S. Paolo?), ergo, urge correre ai ripari.

Allora la BCE, con a capo Draghi, attraverso sistemi diabolici chiamati LTRO, finanzia montagne di miliardi di euro alle fallite banche a tassi ridicoli (0,75%-1%), affinché queste ultime fingano di utilizzare quei soldi per finanziare l'asfittica economia interna dei vari Stati.


Ovviamente, una banca, da brava usuraia, fa la banca, e siccome è anchenominalmente fallita, non presta un bel nulla, fregandosene bellamente delle migliaia di attività che chiudono i battenti e di milioni di persone che finiscono in mezzo alla strada o si ammazzano.



Cosa fa la banca invece con questi soldi ? 

Acquista Titoli di Stato (BOT, CCT, ecc.) dagli esanimi stati, disperatamente in cerca di liquidità per non fallire, ovviamente prestando loro quel denaro (quindi ai suoi cittadini) ad un tasso triploquadruplo e anche oltre rispetto allo 0,75%-1% che laBCE ha prestato loro.
Questo modo di finanziarsi da parte degli stati, attraverso le banche commerciali (e non direttamente dalla BCE), è il cosiddetto "mercato secondario", cioè in seconda battuta, mentre il differenziale del tasso di interesse si chiama DEBITO PUBBLICO, che per il momento, solo di interessi, costa a noi italiani circa 100 miliardi di euro l'anno, ed ovviamente, derivando esso da un interesse composto, è in continua ed inarrestabile crescita.

Si tratta di una truffa in piena regola !

Una situazione del genere, serve per affossare il sistema bancario degli stati e costringere questi ultimi a cedere il controllo dei propri conti ad un unico Oraganismo Bancario Centralizzato, direttamente controllato dai banchieri-tecnocrati della UE.

In piena chiave NWO!

#incompetenzi Kalandrino: "Nostro avversario l'incompetenza".


di Stefano Davidson
Kalandrino: "Nostro avversario l'incompetenza".
Debito pro capite: con Renzi aumento record, con lui a Palazzo Chigi il passivo statale è salito di 2.617 euro per persona. (Wall street Italia 17 gennaio 2017)
La sua è da sempre il loro avversario.
A proposito. fresca di oggi all'audizione CONSOB:
De Benedetti: "Di economia Renzi ci capisce onestamente poco"
e poi l'evergreen del laureato in Giurisprudenza
25/02/2015
Corte dei Conti: "Renzi incapace di percepire l'illegittimità del suo operato"
Stefano Davidson

domenica 14 gennaio 2018

L’INTOPPO DEL “SOVRANISMO”: L’INGERENZA DELLA NATO

Risultati immagini per nato

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Il segreto di una buona campagna elettorale è scacciare il principio di realtà per sostituirlo con i “gusti”, cioè trasformare i programmi in menù. Per questo motivo nelle prossime elezioni non dovrà mancare il soggetto del “più-europeismo”. Per alimentare il mito del simulacro europeo, niente di più adatto di un simulacro di partito, quella girandola di sigle originata dal vecchio “Partito Radicale”. Già accusata di parassitismo dal Partito Radicale “madre”, la radicale Bonino non è stata neppure in grado di raccogliere le firme necessarie alla presentazione della lista e quindi ha dovuto ricorrere a soccorsi esterni parassitando il partito di Bruno Tabacci. Il pericolo in agguato in ogni campagna elettorale è che la realtà rifaccia capolino, perciò figure come Emma Bonino risultano preziose per la loro capacità innata di creare confusione con la loro stessa esistenza.
Il problema è che, mentre la Bonino ci propone le scorpacciate di Europa, vi sono altri soggetti che non si preoccupano nemmeno più di rispettare le apparenze della messinscena europea. La Polonia è beneficiaria netta dei fondi europei, cioè riceve molto di più di quanto non versi, ed è anche il primo Paese nella graduatoria dei beneficiari. Eppure il governo di Varsavia può permettersi di sfidare regolarmente la Commissione Europea su migrazione e giustizia, perché tanto a Bruxelles il vero potere non è la Commissione ma è la NATO. La Commissione Europea ha avviato una procedura d’infrazione contro la Poloniaper la questione della violazione dell’autonomia del potere giudiziario, pur sapendo che non potrà condurla a compimento: un’impotenza della Commissione che porrà ulteriormente in evidenza lo status privilegiato della Polonia in quanto “prima linea” nei confronti della Russia. 
Il fatto che a Bruxelles ci sia la sede della NATO, e da molto prima di quella dell’UE, è uno di quei dettagli che i media tendono a non mettere in evidenza perché potrebbero far scattare qualche piccola luce nella mente delle persone. Va anche detto però che, se dieci anni fa osservare che l’Unione Europea è solo un’appendice della NATO costituiva il discorso di “nicchia”, oggi invece lo dicono persino quelli della rivista “Limes”, quindi è strano che al dibattito elettorale certe cose non arrivino proprio. 

A proposito del trasformare la politica in discorso sui “gusti", è indicativo il fatto che Matteo Renzi, sin dai suoi esordi, abbia usato ai propri fini propagandistici l’antipatia ispirata da Massimo D’Alema. Dare addosso ad un antipatico per riscuotere simpatie, è un espediente che Renzi ha utilizzato anche quando ha introdotto nella sua pseudo-riforma scolastica delle gratuite vessazioni contro una categoria impopolare come gli insegnanti, costringendoli a trasferimenti da Crotone a Pordenone e viceversa per avere il posto. Non che l’espediente in oggetto abbia portato molta fortuna a Renzi, come si è visto. 
In realtà D’Alema, al di là dell’antipatia personale o delle inconsistenti accuse rivoltegli di aver fatto cadere il primo governo Prodi, ha avuto, in quanto Presidente del Consiglio, una responsabilità molto più grave e precisa nell’aggressione della NATO alla Serbia del 1999 per strapparle la regione del Kosovo, nella quale la stessa NATO ha poi costruito un proprio Stato fantoccio. Dieci anni dopo D’Alema rilasciò un’intervista nella quale, pur recriminando su qualche aspetto collaterale come il bombardamento su Belgrado, sostanzialmente rivendicava e difendeva la sua scelta di accettare la guerra in base al “principio secondo cui ci sono momenti in cui è inevitabile, quando si tratta di difendere valori come i diritti umani, che non possono essere accantonati nel nome della sovranità nazionale”. 

Questa formula di D’Alema, molto sofisticata e “umanitaria”, si riduce in pratica al diritto all’ingerenza da parte del più forte. Più forte non solo militarmente, ma anche finanziariamente e mediaticamente. Chi ha avuto la forza finanziaria per armare i ribelli del Kosovo, ha avuto anche la forza mediatica per enfatizzare gli effetti umanitari della guerra civile, avendo poi anche la forza militare per aggredire la Serbia, che era in effetti il Paese aggredito sin dall’inizio, dato che suscitarti una rivolta interna non è certo un atto amichevole. Come pure era stato un atto destabilizzante correre a riconoscere l’indipendenza della Slovenia e della Croazia (il Vaticano addirittura prima degli altri). Il fatto di rappresentare alla pubblica opinione un’Europa ed un Occidente troppo a lungo deboli e inerti di fronte alla Serbia, non è solo un’ipocrisia, è un falso che servì a reclutare per la causa interventistica i soliti volenterosi intellettuali “di sinistra”. È un paradigma di ingerenza che può essere riapplicato in qualunque situazione e contro chiunque, Italia compresa. Con le sue parole del 2009 D’Alema già prefigurava l’intoppo dell’attuale “sovranismo”: il diritto all’ingerenza da parte della NATO. 

Chi pensasse di aver lasciato una Bonino ingenua e ignara, assetata esclusivamente di un’Europa favoleggiata e sfuggente, consideri che nel 1999 Emma Bonino era Commissario Europeo agli “Aiuti Umanitari”, cioè in posizione strategica per mestare. La Bonino infatti, insieme con George Soros, il finanziere agente provocatore della NATO, stava mettendo su la “Corte Penale Internazionale”, un tribunale che sarebbe diventato operativo dal 2002 per processare i “criminali di guerra” serbi. La Bonino quindi partecipò in prima persona alla guerra contro la Serbia come addetta alle PSYOPS, alle operazioni di guerra psicologica della NATO.

fonte http://www.comidad.org/dblog/articolo.asp?articolo=823

VADIM ZELAND: LA GENTE NON SE NE ACCORGE DI AMMALARSI E DI MORIRE NELLA MANIERA PIU’ STUPIDA






















(Estratto dall’articolo di Zeland “la cultura di una morte lenta”).

La gente non se ne accorge di ammalarsi e di morire in maniera stupida, a causa dell’assenza di un’elementare cultura della nutrizione. Da quando sono apparsi questi tre componenti: la farina bianca, la margarina e il lievito, la cultura del cibo è finita ed è iniziato il Matrix. 
- Per l’informazione: la farina banca è un’assurdità, gli elementi più preziosi si trovano nel guscio e nei germoglio del grano; la farina è una parte morta che contiene soprattutto la fecola.- Il fegato è contaminato da una sostanza simile al grasso industriale, la fecola si deposita come muco e le pareti intestinali sono coperti da un sedimento.
- La margarina è prodotta per idrogenazione che introduce gli acidi grassi trans, nocivi per la salute. Sono molto tossici e si depositano nell’organismo provocando una serie di pericolose malattie: stress, arteriosclerosi, cardiopatie, obesità, ecc.
- Lieviti artificiali sono i funghi estranei all’organismo. I lieviti stessi durante la cottura muoiono, ma le loro spore no. Sono capaci di mescolarsi al sangue e quindi, di arrivare a qualsiasi organo. Nel corso della sua attività vitale secernano le micotossine, reprimendo la flora sana e favorendo la flora patogena, l’organismo diventa una facile preda dei batteri e dei virus, si creano delle condizioni ideali per lo sviluppo delle cellule cancerogene.

Questi componenti fanno parte del pane, il nostro cibo quotidiano. E come se fosse la base dello schema del nutrimento del Matrix, l’importante é porre le fondamenta per privare la gente di buon senso, così smette di riflettere su che cosa tutto ciò serve. Il bestiame nelle fattorie non riflette su ciò che mangia e perché. 
La differenza sta nel fatto che le persone da soli si creano una fattoria, e inventano altre tecnologie alimentari, per corrispondere di più agli obiettivi del Matrix. Il Matrix ha disposto così, lo ricordo ancora una volta: le cellule devono essere colme di elementi ubbidienti. Questi elementi non devono essere perfettamente sani, non devono avere l’energia libera, e devono essere leggermente deficienti, per non capire dove si trovano. Sia l’energia sia la volontà devono bastare per eseguire delle dei compiti assegnati, né più né meno.

I principi elementari di una cultura della nutrizione:

1. Il tipo di alimentazione deve essere costante, non va cambiato spesso; per esempio, senza necessità non si dovrebbe saltare da una cucina nazionale all’altra. E’ legato soprattutto alla microflora intestinale che si adatta alla digestione di un certo tipo di cibo. Qualsiasi passaggio deve essere graduale. Se dovete passare al cibo vivo, non si può farlo in fretta perché l’organismo inizierà a disintossicarsi.

2. La cucina deve essere varia ma i piatti devono essere semplici. Meglio mangiare di più, ma una cosa sola. Per esempio, il cervello consuma più di un quarto d’energia del corpo, per il suo funzionamento serve la lecitina che c’è nella cioccolata ma è assente nella frutta e ortaggi, ecco perché vogliamo la cioccolata. Ma perché mangiarla se i fagioli ne sono pieni?

3. Il cibo deve procurare piacere, se questo manca, il cervello non produce la serotonina e la cercherà tra gli stimoli artificiali. Se ciò che mangiate è sano ma non è buono, avrete voglia di qualcosa di schifoso ma gustoso, e questo continuerà finché il cervello non avrà la sua porzione di piacere. Il cibo vivo può e deve essere buono.

4. Escludete gli stimolatori e rilassatori artificiali. La depressione e gli attacchi di panico sono delle malattie di nuova generazione, provocati dai componenti chimici nel cibo. La chimica provoca lo stato alterato della coscienza, in misura diversa ma sempre. Possiamo fare la domanda: cosa c’è di artificiale nel caffè e nella cioccolata? Se sono ecologici e sani, non accadrà niente, ma oggi è difficile trovare il caffè e la cioccolata naturali. E’ un grande business, le piantagioni sono irrorati dai pesticidi, e poi la chimica viene aggiunta anche nei prodotti finali. Uno stimolatore migliore e sicuro sono i chicchi crudi di cacao selvatico, e l’effetto si sente subito. Si possono masticare o fare la cioccolata.

5. I prodotti devono essere naturali, senza OGM, lieviti, chimica, sintetica. In un supermercato ce ne saranno 1-5% di prodotti naturali, anche se la realtà ora sta cambiando. Nutrirsi di prodotti di lunga conservazione è una follia, non c’è nulla di peggio delle tossine sintetizzate. La natura in miliardi di anni dell’evoluzione aveva previsto tutto ma non questo.

Se potesse parlare l’organismo avrebbe detto: “Se mi farai morire di fame, mi carichi di lavoro fisico, se mi farai stare al caldo o al freddo, mi picchierai e mi taglierai, lo sopporterò... ma se mi avvelenerai, starò male io e starai male tu, stupido. E tutto ciò finirà male.”

http://altrarealta.blogspot.it/