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sabato 20 ottobre 2018

“FRANCESCO: UN FREDDO MACHIAVELLICO, ASTUTO, MENTITORE”

“FRANCESCO: UN FREDDO MACHIAVELLICO, ASTUTO, MENTITORE”

Di Maurizio Blondet

fonte https://www.maurizioblondet.it/francesco-un-freddo-machiavellico-astuto-mentitore/

Per quanto riguarda le accuse di abuso sessuale e di ostruzionismo, la stampa mainstream di sinistra ha per lo più trattato “papa” Francis con i guanti. Dopotutto, nessuno ha attaccato il cattolicesimo in modo più aperto e con un effetto più duraturo di Jorge Bergoglio, e sarebbe un peccato che la sinistra politica dovesse rischiare  di interrompere il suo lavoro di distruzione. Ma ora sembra che la luna di miele possa finalmente essere finita.
Il 22 settembre 2018, edizione del settimanale tedesco Der Spiegel (“The Mirror”), nella foto sopra, ha una storia di copertura esplosiva: “Tu non mentirai: il Papa e la Chiesa cattolica nella loro più grande crisi” sono le parole stampato sulla prima pagina. In una speciale  intitolata “Il silenzio dei pastori”  [parafrasata da Il SIlenzio degli Innocenti] che si estende su cinque pagine , la prima rivista tedesca del laicismo   e correttezza politica stampa un’immagine del loro amato “Papa”. L’articolo è stato creato di Marian Blasberg, Walter Mayr, Valentyna Polunina e Christoph Scheuermann e rivela i risultati delle ricerche condotte in Vaticano, Buenos Aires, Roma, Erie (Pennsylvania) e Monaco.
“Il silenzio dei pastori” presenta alcune citazioni esplosive dei cardinali di Novus Ordo in Vaticano che parlano  solo in condizione di anonimato data la concreta minaccia di vendette. Uno di questi, identificato solo come un “cardinale avanti  negli anni”, parla di Francesco come “un Santo Padre che interroga la verità della Fede come nessun altro prima di lui” (pagina 13). Questo può sembrare un po ‘più innocente di quanto non sia:  poiché mettere in discussione le verità della Fede è un’eresia, un peccato mortale che, se pubblico, di per sé espelle uno dalla Chiesa. Un altro, identificato come “anziano cardinale” testimonia: “Non ho creduto a una sua parola fin dall’inizio. Predica misericordia, ma in realtà è un machiavellico astuto a spietato e, cosa ancora peggiore, mente “(pagina 13). Un terzo dice che sotto Francesco c’è “un clima di paura e incertezza” all’interno delle mura vaticane (pagina 14), e questo è probabilmente un eufemismo.
Quanto a Buenos Aires, l’articolo cita un famoso avvocato lì, Juan Pablo Gallego, che crede di conoscere il motivo per cui Francesco viaggia attraverso il globo ma evita sempre vistosamente la sua patria: “A Roma, Francis è in esilio; in pratica ha trovato un posto di rifugio lì. In Argentina, avrebbe dovuto prima di tutto rifiutare il sospetto di aver protetto per anni  stupratori e molestatori di bambini” (pagina 14).
In effetti, le presunte vittime di abusi a Buenos Aires sono state molto deluse da  Francesco perché non le riceverà, né risponderà alle loro grida di aiuto, e non ha fatto nulla per aiutarle come “Arcivescovo” della città dal 1998-2013, o. Il seguente video clip è un estratto dal documentario  Sex Abuse in the Church: The Code of Silence (2017) e mostra un’intervista con le vittime che accusano Francis:
Più avanti in “The Silence of the Shepherds”,  si cita  il reporter del Vaticano Edward Pentin: “Il Papa ei suoi lacchè sono notevolmente nervosi” (p.15).
Nel complesso, non sta andando bene per la Squadra di Francesco: A poco meno di un mese dopo “Abp.” Carlo Maria Vigano ha rilasciato la sua “Testimonianza” , il problema è ben lontano dallo sparire . Invece, sempre più fatti, accuse e domande senza risposta stanno venendo alla luce mentre i giornalisti fanno ciò che Francis ha detto loro di fare sul suo volo di ritorno da Dublino : stanno facendo ricerche . Con il suo dichiarato silenzio e la sua manipolazione passivo-aggressiva, Francis si è fatto strada in un angolo. Incapace di fuggire, cercherà di portare avanti questa strategia fino all’assurdo, ma la sua credibilità non sarà in grado di sopravvivere.
Come un ufficiale senza nome dell’Arcidiocesi di Monaco-Freising ha detto: “Se tutto ciò che fai è pensare alle periferie, presto avrai un buco nel mezzo” (“Il silenzio dei pastori”, p.18) .
E quel buco sta diventando sempre più grande.

“Ci volete fuori dall’Euro? Sono prontissimo” così il Ministro Savona risponde alle minacce dei mafiosi di Bruxelles



Il ministro avverte: “Altri potrebbero decidere la nostra uscita dall’euro”. E nei prossimi giorni incontrerà Mario Draghi
Dobbiamo essere pronti a ogni evento. In Banca d’Italia ho imparato che non ci si deve preparare a gestire la normalità, ma l’arrivo del cigno nero, lo shock“.
Paolo Savona torna al centro dell’attenzione dopo qualche tempo da quegli infuocati giorni di un mese fa, quando il presidente Mattarella ha fatto resistenza su una sua salita al ministero dell’Economia.
Il tema è il tanto discusso “piano B” per l’uscita dall’euro. Piano ipotizzato da uno studio realizzato da Scenarieconomici, ma da cui lo stesso ha preso in parte le distanze. Oggi il ministro delle politiche europee, di fronte alla commissione sulle Politiche Ue di Senato e Camera è tornato a precisare la sua posizione. E a chi gli dice “Ma tu vuoi uscire dall’euro” risponde che “possiamo trovarci nelle condizioni in cui non siamo noi a decidere ma siano altri. La mia posizione del piano B, che ha alterato la conoscenza e l’interpretazione delle mie idee, è essere pronti a ogni evento“.
Il piano B, insomma, come exit strategy non per decidere di abbandonare la moneta unica. Ma per essere pronti a reagire nel caso in cui altri decidessero di porre fine all’Euro. Nel presentare le sue idee alle commissioni, Savona ha rivelato che presto vedrà il governatore della Bce, Mario Draghi. Exd è a Supermario che esporrà le sue idee sulla banca centrale, la sua governance e gli errori fatti nell’impalcatura finanziaria dell’Eurozona. “Se alla Bce non vengono affidati compiti pieni sul cambio – ha detto il ministro – ogni azione esterna all’eurozona si riflette sull’euro senza che l’Unione europea abbia gli strumenti per condurre un’azione diretta di contrasto. L’assenza di pieni poteri della Bce sul cambio causa una situazione in cui la crescita dell’economia dell’eurozona risulta influenzata, se non determinata, da scelte o vicende che accadono fuori dall’Europa“. Non solo. Perché, per sperare che “l’euro sopravviva”, secondo Savona è necessaria “una stretta connessione tra architettura istituzionale dell’Ue e politiche di crescita“.
Sul lato delle politiche che il governo intende mettere in campo, Savona suggerisce a Conte e soci di “tenere conto” dei timori dei mercati quando si parla di flat tax, reddito di cittadinanza e Fornero. Questo non significa non attuare le promesse elettorali, ma per “rilanciare gli investimenti e la crescita” non occorre mostrare “fretta sul lato della spesa corrente prima che gli investimenti manifestino gli effetti attesi”. “Il problema -è il ragionamento di Savona – non è quindi se attuare o meno le promesse ma i tempi e i modi in cui verranno attuate“. Unica certezza: “Dicono che stiamo vivendo al di sopra delle nostre risorse, non è vero: stiamo vivendo al di sotto delle risorse, a causa dei vincoli Ue“.
Infine, il ministro si è preso il tempo per lanciare una frecciata a chi l’ha accusato di aver fatto salire lo spread durante i giorni del braccio di ferro con Mattarella. “Sarei felice di governare lo spread, lo farei in senso opposto ma non coinvolgetemi in queste banalità Sono banalità irrilevanti, io non rappresento nessuno“.

fonte http://www.tg-news24.com/2018/10/15/ci-volete-fuori-dalleuro-sono-prontissimo-cosi-il-ministro-savona-risponde-alle-minacce-dei-mafiosi-di-bruxelles/?fbclid=IwAR3CnvslmHljttQjIwVK69F3BuCdfW6jp1b7viGDkFmD5F34aIEgYPTvFG8

Lo psicopatico Macron continua a scaricare migranti in Italia Mattarella e Fico non aprono bocca.Come mai?






Il Presidente della Repubblica italiana Sergio Mattarella e il Presidente della camera Roberto Fico,pronti a parlare sempre di migranti e di Europa,di fronte a un fatto gravissimo dove la propria sovranità viene continuamente violata dalla Francia dello psicopatico Macron...non aprono bocca.
Il garante dell'altra Costituzione apre la sua boccuccia sempre e puntualmente almeno una volta a settimana su questa Europa che nessuno conosce...la sua Europa.
Questa è l'Euroapa,quella di Macron,quella della Merkel,siamo arrivati a sconfinare puntualmente e a scaricare migranti.Mattarella come mai non parli non ti passano il fogliettino da leggere su questi argomenti?
L'altro campione ortodosso per le reti rai e duro e puro per quelle mediaset,preferisce prendersela con Salvini e con la Lega.
I migranti scaricati da Macron e la sovranità violata non sveglia la profonda umanità  dell'aspirante leader globalista da molti indicato come il nuovo Monti ,se riescono a far cadere il governo cinque stelle lega...Tsipras rispetto a lui è un bravo ragazzo.
I maligni pensano che le due importanti cariche dello stato aprono bocca solo per compiacere Giorgetto Soros,unica spiegazione plausibile rispetto al silenzio istituzionale.
Alfredo d'Ecclesia

venerdì 19 ottobre 2018

TG2.Di Guido Grossi

Risultati immagini per tg2



TG2
Ieri sera ho visto un pezzetto di TG2
e mi sono sentito male
Colpa mia: lo sai, Guido, che certe TV sono studiate apposta, per farti sentire male, perché ci vai a mettere il naso?
Ecco quello che ho visto: un accanimento a dipingere una diversità di vedute fra Di Maio e Salvini come la fine del mondo! Lo spettro della caduta del Governo.
MI avrebbe fatto piacere capire qualcosa di più, sul "fatto" e sulle diverse opinioni. Vedere magari il testo del decreto. Le "diverse versioni", ammesso che esistano, e capire in cosa consistono le diverse posizioni.
Perché di diverse opinioni si nutre il dialogo democratico, e la crescita della responsabilità.
Niente di tutto questo. Il "Fatto": il grande assente.
Tutte le energie dei giornalisti intente a far percepire, attraverso parole e cadenze, la caduta pressoché inevitabile, di un Governo che nell'ansia dei giornalisti
non può resistere
perché, in fondo,
non deve esistere.
Non è amato, dal potere costituito, questo Governo.
Non è amato dalla Commissione europea, le cui "opinioni" (di questo si tratta) sono riportate dal Tg2 come "oro colato". Non si entra mai nel merito. Non ci viene descritto, con dovizia di particolari, il motivo della diversità di vedute.
La Commissione afferma che l'Italia non rispetta le regole.
Vediamo.
Spiega.
Confronta.
Approfondisci.
Facci capire.
Nulla di tutto ciò (il fatto, il grande assente).
L'unica cosa che ti passa il "servizio" è che il Governo italiano viola le regole europee, e la Commissione (giustamente) ci "ammonisce".
Io mi sarei aspettato un po' di imparzialità, e se proprio vuoi essere "di parte", dovresti almeno farci capire perché, fra una diversità di vedute fra
il Governo nazionale
e la Commissione europea,
ti sei schierato
acriticamente
dalla parte di quello che forse sarebbe corretto definire: lo "straniero".
Uno straniero che ci fa la lezione. Che ha concesso alla Francia fino a ieri di sforare di molti punti percentuali le regole del patto fiscale
sì, hai capito bene: a noi rompono le scatoline per qualche decimale, alla Francia è stato riconosciuto il diritto di sforare di interi punti percentuali
per nove lunghi anni consecutivi (quindi, in totale, per parecchie centinaia di miliardi di euro),
ma, afferma Junker ( e Moskovici viene di persona ad ammonire Mattarella): non c'è spazio per l'Italia!
Perché?
Un'Italia che sta semplicemente ragionando su pochi decimi di punto, meno di trenta miliardi, nello sforzo sovrumano di far quadrare:
le esigenze della popolazione,
che sono infinitamente importanti
con assurde regole di contabilità, contrarie alla logica, al buon senso, ed alla scienza economica
e lo fa, il Governo, usando "scienza economica"
di cui nei TG, intenti a dipingerli come incompetenti e irresponsabili, non c'è traccia. Hai mai sentito un servizio che ci dice: qui ci sono due diverse teorie economiche, le volgiamo capire?
Ne vogliamo parlare, per cortesia, della logica di queste regole contabili, che nell'Unione europea hanno messo al di sopra della vita delle persone?
Al TG2, bisognerebbe parlarne. Lo possiamo intitolare: "l'Approfondimento"
Ma tu, cittadino caro, non devi capire: devi avere paura.
Cortesemente, ci date almeno una spiegazione plausibile della circostanza per cui ampio spazio di manovra è stato concesso a tanti paesi, fra cui la Francia? La Francia che si è preso (senza chiederci il permesso, oserei dire, o ricordo male?) il diritto di sforare le regole di bilancio per nove lunghissimi anni e per cifre enormemente maggiori di quelle che chiede ora l'Italia?
Non è forse quello spazio di manovra che ha permesso alla sua economia di crescere più della nostra?
.. e a troppe aziende francesi di venire a fare shopping in Italia, a buon mercato?
Lo Spread. Sale. Piove, Governo ladro! Non è forse questa "informazione" che tenta di passarci" il TG?
Di chi è colpa? Di un Governo che per la prima volta decide di spendere qualche soldino (dei nostri) per tutti i cittadini, anziché per le banche? O, piuttosto, delle "autorità" a presidio dei mercati che permettono alla speculazione di fare il bello ed il cattivo tempo sui prezzi dei titoli governativi?
Una speculazione che usa metodi sui quali è interesse di tutti fare luce. Accendere i riflettori. Avviare indagini, anche giudiziarie.
L'art 123 del Trattato sull'unione impone alla BCE di garantire la stabilità dei prezzi... BCE, dove sei. Draghi, da che parte stai?
Poi, una "chicca": un Ammonimento "sinistro". Fra un servizio e l'altro, cade, inquietante, una frase pronunciata da Mattarella
(che ha da poco incontrato Draghi ed ora Moskovici)
ci dice, (non so dove, in quale contesto, né in quale pezzo del discorso) il Presidente:
"".. attraverso l'ammonimento dei messaggi presidenziali,
contro ogni smarrimento costituzionale,
contro ogni deviazione e contro ogni inerzia,
il Presidente della Repubblica può essere, se vuole,
La vera "Vox Costitutionis ""
Cosa vuoi dirci ? Che il "giusto", il "diritto", la Costituzione sei Tu (e la Commissione europea)?
Dì: non ti suona come un monito sinistro, sulla sorte di questo Governo?
Metti insieme:
lo spread che sale;
l'evidente astio del potere costituito (dentro e fuori l'Italia), contro questo Governo;
il monito di un Presidente che appare "schierato" piuttosto acriticamente dalla parte dell'Unione europea. Guai a metterla in discussione! Equivarrebbe ad una violazione della Costituzione, ci ha più volte detto Mattarella, senza mai, naturalmente, spiegare il perché;
aggiungi le agenzie di rating che ci daranno il "giudizio" fra pochi giorni (giudizio, nota bene, lo ripeto per chi non lo sa, che è in grado di scatenare l'inferno...)
e dimmi tu se un povero cristo non deve preoccuparsi
A che gioco stiamo giocando?
Dov'è lo "smarrimento costituzionale"?
Dov'è l'imparzialità?
Percepisco una gran voglia da parte del potere, che si sente davvero minacciato alla radice, da questo Governo non allineato, di giocare sporco.
Cosa fare.
Se fossi nel Governo, raccoglierei questi "ammonimenti",
accetterei di fare un passo indietro
(N.B.: ne ha già fatti tanti, per prudenza, di passi indietro. Li ho apprezzati: servono ad evitare uno scontro che sembra proprio che qualcuno stia cercando)
e, prima di "sfidare" quel potere, mi preoccuperei un po' di più di fare chiarezza, sulla posta in gioco, con tutti i cittadini.
La prima riforma da fare, è quella dell'informazione.
Poi, solo dopo, può venire tutto il resto (che è pure urgentissimo)
Abbiamo tutti il bisogno profondo
ma anche il dovere
di capire, molto meglio, come stanno le cose, e dove ricadono i nostri veri interessi.
Guido Grossi

fonte 
Guido Grossi

STAMATTINA SPREAD AI MASSIMI DA 5 ANNI. Di Alberto Micalizzi







STAMATTINA SPREAD AI MASSIMI DA 5 ANNI
PROBLEMA
Gli illusionisti stanno vendendo BTP a sconto e di conseguenza pompano lo spread (stamattina è ai massimi da 5 anni…)
SOLUZIONE IN DUE MOSSE
1) La Cassa Depositi e Prestiti si metta in acquisto sistematico di BTP sul mercato secondario, annunciandolo pubblicamente.
2) Il Tesoro emetta CCT rivolti ai risparmiatori italiani prenotabili e gestibili attraverso il canale postale.
Occorre farlo subito, senza tentennare e senza fare alcuna concessione alla Commissione Europea (fu questo l'errore di Berlusconi...).
Conte convochi una conferenza stampa e dica che il Governo italiano è pronto a fare WHATEVER IT TAKES...con tanti saluti allo spread, a Moscovici ed alle agenzie di rating.
(Poi con calma, a bocce ferme, ragioniamo su soluzioni strutturali, come buoni fiscali o minibot)
Alberto Micalizzi

Una letterina politica. Juncker e Moscovici vogliono piegare l’Italia





Una letterina è giunta a Roma, anzi, per risparmiare, è stata consegnata a mano a Tria, probabilmente perchè non  valeva neanche il prezzo del francobollo. Del resto che cosa poteva dire una lettera basata su un’analisi fatta per corrispondenza da un ufficio esterno (l?ufficio Parlamentare per il Bilancio), con criteri esterni che non tengono conto delle più banali e consolidate teoria di politica economica? Ormai in europa parlare di “Politiche economiche anticicliche” sembra bestemmiare in chiesa. Keynes, Vickrey, Krugman, Stiglitz, figure che in tutto il mondo sono la bussola per la guida alla stabilizzazione dell’economia e per la costruzione di un percorso di crescita, sono abbandonati a favore di politiche che, nella migliore delle ipotesi, affondano le proprie radici nel mercantilismo del XVIII secolo, nella peggiore invece sono figlie di un neppure sottile razzismo nordico. Non c’è altra spiegazione, altrimenti, per quello che sta succedendo.
Parlare di “Cosa inaudita” prevedere un aumento di crescita per un aumento della pesa pubblica ci mostra il livello di distorsione politica che si è raggiunto in europa. Vedere chi fa deficit primario  e secondario, che fino al 2016 superava il rapporto deficit PIL del 3% infischiandosene, fare la morale all’Italia è, francamente, vergognoso. Sentire Draghi minacciare pubblicamente di “Gravi conseguenze” chi non piega il capo e bacia la pantofola della Commissione è degno di quanto succede in Medio Oriente, non delle tradizioni democratiche europee.
Le coalizioni europeiste sono in crisi in tutta Europa, e la punizione dell’unico governo “Populista” sembra , apparentemente, un modo per riportare l’equilibrio, oppure per romperlo definitvamente. Vediamo quello che sta accadendo in Germania, dole la Grosse Koalitione prenderà l’ennesima sberla in Assia, passando dal 53% al 39%.
Germany, Infratest dimap poll:

CDU/CSU-EPP: 25% (-1)
AfD-EFDD: 16%
SPD-S&D: 14% (-1)
GRÜNE-G/EFA: 19% (+2)
FDP-ALDE: 11% (+1)
LINKE-LEFT: 9% (-1)

Field work: 16/10/18 – 17/10/18
Sample size: 1,040
In Europa la GroKo che guida l’attuale parlamento è previsto che passerà dalla maggioranza assoluta a solo il 40%. Solo imbarcando anche i superlibeisti dell’ALDE potranno riconquistare la maggioranza:
European Union (EU27), Europe Elects projection:

EPP: 21.5% (+0.2)
S&D: 18.4% (+0.1)
ALDE: 12.0% (-0.6)
EFDD: 9.5%
ENF: 9.3%
GUE/NGL: 8.7% (+0.1)
G/EFA: 6.4% (+0.1)
ECR: 4.3% (+0.4)
NI: 1.0%
unaffiliated: 8.9% (-0.2)

+/- with 14/10/18

La Guerra all’Italia è solo una Guerra politica, di economico non ha nulla. Piuttosto che un’Europa diversa, per Juncker e socie , è meglio nessuna Europa. Facciamocene una ragione
fonte https://scenarieconomici.it/una-letterina-politica-juncker-e-moscovici-vogliono-piegare-litalia/

NON DIVIDERSI DI FRONTE AL NEMICO. IL MOMENTO E’ DECISIVO.

NON DIVIDERSI DI FRONTE AL NEMICO. IL MOMENTO E' DECISIVO.

di Maurizio Blondet


Quante rotture di unioni monetarie sono avvenute dal  1918 in poi? Risposta:  67.  Precisamente 67  paesi  hanno esercitato il loro diritto sovrano  di uscire da una zona monetaria  che vivevano come opprimente.
Dell’eurozona, Nordvig elenca la quota di Pil mondiale che rappresenta, e il Pil pro capite  di ogni paese coinvolto da una uscita monetaria. I GIIPS sono Grecia, Italia, Irlanda, Portogallo e Spagna, probabili uscenti dall’eurozona.
Si  va dall’Algeria che uscì dal franco francese nel 1969 a Malta che abbandonò la sterlina nel 1971, dalla Slovenia e Croazia che si staccarono dalla “Jugoslavia” e dalla sua moneta nel 1991. La  dissoluzione dell’impero austro-ungarico nel 1918  ha visto l’Austria farsi la sua moneta e i paesi che ne facevano parte farsi le loro, senza particolari traumi. Cechia e Slovacchia si  sono monetariamente divise di comune accordo  nel 1992, senza subire   le apocalissi, stermini e rovine  che  profetizzano i media europeisti e i Beppe Severgnini: e sì che sono paesi  piccolissimi. La rottura della zona del rublo nel collasso dell’Unione Sovietica è del ’92  – e benché abbia avuto gravi conseguenze per la  Madre Russia, non è stato per ragioni  di frattura  monetaria, e i paesi che si sono distaccati dal rublo (a cominciare dai baltici) se la cavano benino.

Nessuna unione monetaria dura

Soprattutto, la storia insegna questo: che tutte le unioni monetarie si sono prima o poi spezzate.  Lo si ricava da uno studio importantissimo, grandioso, di un notevole economista (e banchiere d’affari) danese, Jens Nordvig. Un testo di 116 pagine  molto dense e a tratti necessariamente tecniche. E’ uno studio del 2012, e benché sia  spesso citato per esempio da Alberto Bagnai, è per lo più sconosciuto alle opinioni pubbliche, perché i media – accortamente – non l’hanno mai divulgato.
Anche l’Italia è nella sua storia uscita da una unione monetaria. Se Nordvig non si fosse limitato al ‘900, ne avrebbe parlato sicuramente: avvenne nel 1865, quando il regno  savoiardo creò una zona monetaria latina con il Belgio,  la Francia di Napoleone III e la Svizzera,  a cui si unì poi la Grecia, e  più tardi la Serbia; la Spagna ne adottò i principi, anche se  non formalmente, non riuscendo a garantire l’adeguato livello di denaro circolante in funzione delle  sua  riserve di oro ed argento (vigeva  il Gold Standard).
All’epoca, una notevole porzione dell’economia  europea, anzi mondiale.  L’obiettivo,  studiato a tavolino, era di permettere la libera circolazione delle  valute fra gli stati membri, e  portò alla creazione del marengo,  che aveva lo stesso tenute aureo dei 5 franchi di Napoleone III. Fu un fallimento  per moltissimi motivi –  dalla scoperta di giacimenti d’argento nel Nevada alla guerra  di Bismarck contro la Francia, per la quale il paese sconfitto pagò in argento al punto da svalutare il metallo –  e l’Italia la prima che ne uscì.  Nel 1914la convertibilità in oro  fu abbandonata e questo ne decretò la fine, anche se formalmente solo nel 1926 l’unione  latina
fu abolita.
Nordvig ammette che  la rottura della zona euro non  ha precedenti storici, sia per la dimensione delle  economie  europee coinvolte, l’alto sviluppo della finanziarizzazione europea e il suo fitto intreccio con la finanza mondiale, e  infine  la funzione di  valuta di  riserva (il 19% delle riserve nelle banche centrali del pianeta è in euro).
Ordine di grandezza delle economie coinvolte in rotture di zone monetarie.

Tuttavia è anche vero che l’Europa ha avuto già due rotture: il serpente monetario e  lo ESM. Nordvig esamina  dunque tutte le ipotesi di uscita unilaterale, di uscita multilaterale concordata,  esplosione dell’eurozona, esaminandone gli aspetti fiscali, legali, di ridenominazione e di valutazione o svalutazione, del necessario controllo sui capitali, eccetera.  .
Senza dirlo apertamente,  le sue tabelle e analisi mostrano quel che altri economisti internazionali hanno sottolineato: che l’Italia è in miglior posizione, ad esempio, della Spagna o dell’Italia per uscirne.
Una delle nozioni che insegna la storia del  fallimento delle precedenti unioni monetarie, è che i paesi che ne escono  primi e rapidamente se la cavano meglio di quelli che si ostinano a restarci dentro.  Vedi la Cecoslovacchia alla  fine dell’impero absburgico, i paesi baltici   agli inizi del collasso dell’URSS, e la Slovenia che si sfilò per prima  dal dinaro  nella frammentazione della ex-Jugoslavia.
Un altro  ammaestramento è che   i paesi centrali nelle unioni monetarie ed eccedentari verso gli stati membri, dopo che è avvenuta la rottura, raramente riescono a farsi rimborsare i loro crediti dai debitori: è accaduto alla  Russia che non ha mai ricevuto i suoi crediti dai paesi  ex satelliti, è ciò che teme la Germania  del suo Target 2, di cui vuole riavere dall’Italia 500 miliardi e dalla Spagna 400.
In ogni caso, i governi sono arrivati ad un bivio, diceva Nordvig nel 2012: o  una piena integrazione monetaria con un bilancio comune, o una  ragionata e concordata uscita.  La prima ipotesi, sappiamo, è rigettata rocciosamente dalla Germania, perché la costringerebbe a trasferire miliardi ai paesi del Mediterraneo  (dai quali ha solo preso).

Berlino sta pensando davvero a un’euro del Nord?

Un articolo di Hans Werner Sinn, presidente dell’Ifo ( Institut für Wirtschaftsforschung) ,  istituto economico vicino al padronato tedesco e a  consigliere del governo, sembra essere giunto alla conclusione:    espellere l’Italia.
Hans Werner Sinn
“Non possiamo farci  ricattare”, dice in una intervista allo Stuttgarten   Nachrichten: o  i mercati riescono ad  abbattere quel governo, oppure ….
“Non sono favorevole all’uscita dell’Italia, ma non si può sempre essere ricattati. Pertanto, si deve scegliere una politica di solidità finanziaria e stabilità invece di questa politica di spesa eterna. L’Italia deve quindi decidere da sé ciò che fa.
Ma lasciare andare l’Italia potrebbe uccidere l’eurozona …,  chiede terrorizzato il giornalista.
SINN: “La verità è  che  siamo arrivati ​​in un vicolo cieco, dove non ci sono vie d’uscita più convenienti. Un’unione di trasferimento non è una soluzione reale: porta a una certa stabilità, ma a una stabilità che può anche essere descritta come un assedio. Basta guardare il sud italiano, che è stato dipendente dalle rimesse dal nord per decenni. Un tale assedio non può permettersi l’Europa in concorrenza con i cinesi, con gli americani a tutti.
Il  pericolo è che se l’Italia lascia, altri paesi saranno sotto attacco dei mercati e dovranno uscire,  sicché  alla fine si finirà con solo un euro del Nord, che apprezzerebbe fortemente?
“Il pericolo dell’apprezzamento mi lascia alquanto freddo”, risponde Sinn. “Una eurozona del Nord può facilmente  reagire [alla rivalutazione] comprando titoli del resto del mondo con la propria valuta.  Del resto è anche una opportunità: gli altri paesi stanno facendo i compiti a casa (le riforme  alla tedesca) per paura di questo”.
Insomma Sinn, e quindi Berlino e la loro Confindustria, hanno già pensato a tutto e anche come affrontare l’euro forte del Nord, escludendo la schiuma dei bassi straccioni  meridionali  che (secondo loro) stendono la mano verso i loro salvadanai. .
Clemens Fuest (direttore dell’Ifo): “La zona euro deve essere schermata da default sovrano italiano il più possibile in modo da non essere ricattata” sic.
Sinn ovviamente ha anche letto Savona, perché spiega  come avverrebbe la nostro uscita:  “Introducendo una moneta parallela sotto forma di titoli pubblici,  che sono piccoli pezzi e potrebbe essere utilizzato per le transazioni; quando questo è fatto, si dichiarerebbe il cambio immediato di  tutti i conti, accordi di prestito, contratti di lavoro e leasing  in lire”.
Il debito estero potrebbe essere rimborsato principalmente in lire, ma per il debito emesso dopo il 2012 che deve essere servito in euro, che sarebbe difficile “.
In realtà, l’Italia è poco indebitata con l’estero. Sinn  però,  debito dopo il 2012 indica quello che ci ha fatto fare Monti, perché è da quel  governo che s’è ingigantito il Target 2, che Sinn ee tutti  i tedeschi vogliono considerare un credito vero: “il  debito Target 2 (500 miliardi di euro) è sempre esigibile”,  dice Sinn. Però aggiunge: “ E visto che la BCE non ha  strumento giuridico per reclamare questo debito, la Bundesbank dovrà spartirsi le perdite [con le altre banche centrali], una perdita del 30%”.

Stanno per lasciarci liberi..

Attenzione, questa  è un’occasione a nostro favore.  Contrariamente ad altri paesi, ma soprattutto agli eurocrati e allo stesso Draghi  che vogliono tenerci dentro l’euro (altrimenti la loro esistenza perderebbe senso), SINN sembra aderire al progetto di  sbattere fuori noi (e probabilmente Spagna e Grecia, ma non la Francia: ha le bombe atomiche utili) e arroccarsi in un euro del Nord pulito e  senza debiti,  in purissima deflazione. Salvare la zona euro, per la Germania oggi è un costo e un esborso che non po’ far accettare al suo elettorato, dopo aver detto e ripetuto che “paghiamo noi per i loro debiti”, o  (menzogna totale,  ma a questo punto importa poco)
Ewald Nowotny, capo della banca centrale austriaca e membro della BCE: “L’economia ritardataria dell’Italia non deve rallentare la fine dello stimolo monetario” (QE) da parte della BCE
European Central Bank policy maker Ewald Nowotny suggested that Italy’s laggard economy shouldn’t slow plans to end euro-area monetary stimulus and start raising interest rates.
In questo momento decisivo, sarebbe incredibilmente idiota e criminale se i due partiti di governo  si dividessero di fronte al Nemico principale, per interessi locali di corto respiro.
L’alternativa è finire definitivamente e sconfitti,  sotto quel tallone e applicare la ricetta delle austerità più feroci, della  svalutazione dei salòari e della disoccupazione di massa.  Quando sia spietato quel tallone lo ha rivelato lo stesso Schauble, oggi capo del parlamento europeo, in una intervista. Dove ha ricordato il suo colloqui con Claude Trichet allora governatore della BCE:
Schaeuble : <Quando decidemmo di fare il taglio del debito nel settore privato [PSI] (mi impegnai molto per ottenerlo), Trichet mi disse “Wolfgang, sarà la peggiore crisi dal ‘29”. Risposi “Jean-Claude, anche la 2a guerra mondiale è stata brutta”
Maurizio Blondet

fonte https://www.maurizioblondet.it/non-dividersi-di-fronte-al-nemico-il-momento-e-decisivo/