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venerdì 30 settembre 2016

Sgombero al Colosseo e arresto di Simone Di Stefano

grillini polizia Cpi
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grillini polizia Cpi Racconto della giornata di giovedì 29 settembre. Lo sgombero di 2 famiglie italiane con gravi difficoltà in via del Colosseo a Roma, l'arresto di Simone Di Stefano vice presidente di CasaPound. 





“Non faremo sgomberi coatti e aiuteremo gli occupanti a trovare una ricollocazione. Dobbiamo rimettere in circolo le buone pratiche”.
Virginia Raggi 


Cara Virginia Raggi ora sei nell'occhio del ciclone dimostra che le tue parole erano vere due famiglie in difficoltà non possono essere buttate in mezzo a una strada,se vuoi in un secondo puoi risolvere il problema e quei ragazzi vanno premiati non arrestati.
Tutti conoscono le migliaia di appartamenti romani a prezzi simbolici di proprietà del comune non c'è niente di male a dare a queste due famiglie in difficoltà un appartamento e toglierlo a qualche deputato che può pagarselo.
Da come si muoverà, si deciderà il suo futuro,retorica e presa per il culo non sono gradite nell'area che la sostiene.Grazie

“NOI DA QUI NON CE NE ANDIAMO”: ANCHE SE PERDERA’ IL REFERENDUM.

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 “Noi da qui non ce ne andiamo”: l’annuncio del parassita che, anche se perderà il referendum, non vuole schiodare il culo dalla poltrona d’oro!!


Referendum, Alfano fa scudo a Renzi: “Se vince il no, noi andiamo avanti”

Il fronte del “no” è avanti nei sondaggi. De Benedetti avverte: “Se perde, Renzi si dimetta”. Ma il premier si smarca: “Non si usi il referendum per buttarci giù”. E Alfano lo difende
Matteo Renzi e compagni si incollano alle poltrone. Di lasciare Palazzo Chigi non ci pensano nemmeno un po’. E non sarà la sconfitta al referendum del 4 dicembre a far cambiare idea.
Questo ormai è chiaro a tutti. “La mia idea è che se vince il ‘no’ al referendum – conferma anche il ministro dell’Interno, Angelino Alfano – bisogna andare avanti con questo governo”. È l’ennesima piroetta di un esecutivo allo sbando che promette senza mai raggiungere un risultato concreto.
A dare l’avviso di sfratto al governo è Carlo De Benedetti“Se vincesse il no, Renzi dovrebbe dimettersi il giorno dopo – dice in una intervista al Corriere della Sera – anche se non credo che lascerà la politica. E per fortuna, perché ha dimostrato di avere energia e qualità”. L’Ingegnere è tra gli italiani che voteranno “no”. Sono in tanti. I sondaggi li danno in netto vantaggio sul “sì”. Renzi non molla la presa ed è pronto a giocarsi il tutto per tutto. “Se questo referendum non passa sarà un problema in più per l’Italia – dice ai microfoni di Rtl – se passa saremo più forti a livello europeo”. A differenza dei primi tempi, però, non è più disposto a giocarsi il posto a Palazzo Chigi. Tanto che mette in chiaro: “Non si utilizzi ilreferendum in nome del desiderio di buttar giù il governo. Si manda a casa per sempre la riforma. Quella è un’occasione perduta”.
Se si scorrono le dichiarazioni delle ultimi mesi, appare evidente la schizofrenia dell’interno governo. Dopo aver personalizzato l’esito del referendum per mesi, legandolo alla sua permanenza al governo, ora che i sondaggi danno il “no” in netto vantaggio, Renzi cambia strategia e invita le opposizioni a non usare il voto per mandarlo a casa. “Si tratta di una riforma importantissima – aggiunge Alfano alCorriere della Sera – ma non si può far coincidere con tutto quanto fatto sino a oggi da questo governo”. In questo momento, a detta del titolare del Viminale “non c’è alternativa” a Renzi. “Bisogna completare la legislatura”.

fonte: http://www.grandecocomero.com/noi-da-qui-non-ce-ne-andiamo-anche-se-perdera-il-referendum-non-vuole-schiodare-dalla-poltrona-da-super-parassita/
http://blogdieles2.altervista.org/non-ce-ne-lannuncio-del-parassita-anche-perdera-referendum-non-vuole-schiodare-culo-dalla-poltrona-doro/

Agenti nascosti per seguire un ordine di servizio: “non vi fate vedere dalla Presidentessa della Camera!“.

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Una volante dietro il fienile, un’auto dei carabinieri sotto un ponte. Il tutto per seguire un ordine di servizio: “non vi fate vedere dalla Presidentessa della Camera!“. Pare sia stata questa l’indicazione impartita alle donne e agli uomini della Polizia di Stato e dell’Arma dei Carabinieri impegnati nel servizio di ordine pubblico lo scorso 24 settembre a Pescina (AQ) in occasione della partecipazione della Presidentessa della Camera, Laura Boldrini al meeting nazionale di Centro Democratico. A denunciare lo strano ordine di servizio è stato Fabio Lauri, Segretario Provinciale del Siulp (Sindacato unitario lavoratori di polizia) de L’Aquila con una lettera indirizzata al Questore del capoluogo abruzzese, dr. Alfonso Terribile, che Tiscali.it è in grado di pubblicare.
Il sindacalista: «costretti ad un deprimente nascondino»
È stata utilizzata «una consistente aliquota di personale in divisa e in abiti civili composta dal dirigente del servizio, 7 poliziotti, 5 carabinieri, il Settore Anticrimine del Commissariato di Avezzano e la Digos» scrive Lauri nella sua lettera ed è come un fiume in piena: «Poliziotti e Carabinieri, con relativi mezzi di trasporto, con estremo imbarazzo sono stati costretti a nascondersi nei più remoti meandri del paese (una volante dietro un fienile, la gazzella dei Carabinieri sotto un ponte, etc. etc..), con miserabile stupore dei cittadini che hanno assistito increduli al pietoso e quanto mai originale fenomeno dell’occultamento degli uomini delle ISTITUZIONI».
Per il Segretario provinciale del Siulp i suoi colleghi «sono stati costretti ad un deprimente “nascondino”» e come se non bastasse rincara la dose riportando nero su bianco che dopo la kermesse pomeridiana «Giunti al ristorante, mentre la personalità (n.d.r. Laura Boldrini) entrava assieme ad altre persone che avevano partecipato al meeting, un’ accompagnatrice del presidente della Camera dei Deputati, presumibilmente un funzionario di Polizia, “suggeriva” al Dirigente del servizio di non far avvicinare poliziotti al ristorante in quanto, tale presenza, avrebbe potuto urtare la suscettibilità; la stessa donna, secondo quanto riferito anche dai colleghi che hanno assistito alla “dispensa” di cotali “consigli”, concludeva dicendo: “Per adesso è andato tutto bene, non creiamo problemi con la nostra presenza”». «Qualcuno dei poliziotti presenti, con educazione e con quel senso dello STATO che ci contraddistingue, – ha proseguito Lauri – faceva osservare che la presenza della Polizia, semmai, poteva soltanto nobilitare tale contesto e non certo creare problemi o imbarazzo, soprattutto non poteva crearne alla terza carica di questo stesso STATO!».
Nel proseguire la sua lettera il sindacalista del Siulp ha ricordato al Questore che «La dignità umana e professionale del poliziotto è frutto di lunghi e travagliati anni di sacrifici pagati a caro prezzo da coloro che ci hanno preceduto, in termini di libertà personale, di vita e di carriera», e che l’attuale Presidente della Camera dei Deputati «risulta beneficiare della “scorta più imponente d’Europa” al prezzo, per il cittadino, di un milione e centomila euro l’anno» che vanta una consistenza numerica prossima «all’intero organico di un Commissariato come quello di Avezzano».
Lauri ha quindi concluso la sua nota avvertendo il Questore che «in concomitanza di future visite “istituzionali” della Presidente della Camera dei Deputati, valuterà di promuovere una manifestazione volta ad evidenziare la professionalità, il decoro, il prestigio ed il valore aggiunto che la POLIZIA di STATO, assieme alle altre forze dell’ordine, attribuisce ogni giorno alla nostra ITALIA.».
Il silenzio del vertice del Siulp e l’attacco del Coisp.
Sulla vicenda il Segretario Generale del Siulp, Felice Romano, contattato nel tardo pomeriggio di ieri non ha rilasciato alcuna dichiarazione mentre sempre ieri è intervenuto sulla vicenda Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp (Coordinamento per l’Indipendenza Sindacale delle Forze di Polizia) che a Tiscali ha voluto ricordare come già nel 2014 aveva avuto modo di affermare che «Nel corso del mandato di Presidente della Camera l’Onorevole Laura Boldrini non ha mai brillato per manifestazioni di vicinanza alle Forze dell’Ordine e anzi, in più di un’occasione, ha mostrato segni tangibili di insofferenza verso gli uomini e le donne in divisa, esprimendo con la Sua ieratica afflizione, spiacevoli esternazioni e valutazioni discutibili». Maccari ha poi precisato che «fatti analoghi a quelli di cui si parla oggi, erano accaduti a Palermo» già lo scorso 12 settembre in occasione della visita della presidentessa della Camera Laura Boldrini, arrivata a sorpresa al porto mentre erano in corso le operazioni di assistenza ai 450 migranti salvati nelle acque del Canale di Sicilia.
«Ma le occasioni in cui l’On.le Boldrini ha “brillato” come pochi altri nel bistrattare le Forze dell’Ordine – ha chiosato il Segretario del Coisp – non mancano: dalla “scorta sul web” dopo le foto ritoccate apparse su Facebook, alla scorta fisica, imponente più di quella di un Capo di Stato: 27 elementi.». Maccari si è detto anche dispiaciuto che «il rappresentante del Siulp de L’Aquila sarà lasciato solo in questa denuncia dai suoi vertici nazionali, allineati a coperti alla politica governativa al punto da dichiararsi favorevoli alla legalizzazione delle droghe pochi giorni fa» e, affermando che «lo Stato non può venire rappresentato degnamente dinanzi ai cittadini, da chi ne disprezza in modo tanto palese e snob quanto la Presidentessa Boldrini i rappresentanti più riconosciuti dalla gente: le Forze di Polizia e di Sicurezza.» ha poi concluso in modo deciso «Non attendiamoci delle scuse…. speriamo nelle prossime elezioni».
Luca Marco Comellini – -  TISCALI
http://www.imolaoggi.it/2016/09/28/agenti-umiliati-nascosti-nel-fienile-per-non-urtare-la-boldrini/

La linea sacra di San Michele



LA LINEA ENERGETICA DELLE TRE BASILICHE/ABBAZIE DELL’ARCANGELO MICHELE: 
*MONT SAINT MICHEL (FRANCIA)
*SACRA DI SAN MICHELE (PIEMONTE) 
*MONTE SANT’ ANGELO (PUGLIA).
Questi tre santuari sono congiunti fra loro da una potentissima linea energetica che, per chi sa testare, si può riscontrare esattamente in un punto preciso delle tre basiliche, ad esempio alla sacra
di S. Michele di Torino è situata sulla sinistra della chiesa, subito dopo l’entrata e a pochi metri davanti ad una nicchia del muro che racchiude una statua o scultura (non ricordo il soggetto), il punto energetico si distingue, per gli esperti, da una minuscola piastrella del pavimento in sasso che è di colore più chiaro, se ci si posiziona su quel punto si percepisce nitidamente la potente energia che passa e si congiunge alle altre due fonti energetiche in Puglia e in Francia… si consiglia comunque di non rimanere più di 7 minuti all’interno di tale vibrazione.


fonte Giovanni Fantetti

WAHIDA MOHAMED LA CASALINGA SPIETATA




Ben Wedeman per “CNN

wahida mohamed comanda un esercito di uominiWAHIDA MOHAMED COMANDA UN ESERCITO DI UOMINI
Shirqat, Iraq - ”Zitti e immobili”, ordina la donna in nero ai soldati armati. E loro obbediscono. Le portano rispetto. Tiene una Beretta 9 millimetri nella fondina sotto il braccio sinistro, ha 39 anni, si chiama Wahida Mohamed ma la chiamano Um Hanadi ed è a capo di 70 uomini nell’area di Shirqat, 80 chilometri a sud di Mosul, che combattono l’ISIS.

Dal 2004 lavora con le forze irachene per sconfiggere i terroristi, attirando l’odio di Al Qaeda prima, e dello Stato Islamico poi. Racconta: «Ho ricevuto minacce dai leader ISIS, incluso al-Baghdadi. Sono in cima alla loro lista dei ricercati, più del Primo Ministro».
wahida mohamed con la sua berettaWAHIDA MOHAMED CON LA SUA BERETTA

Le hanno messo autobombe fuori casa nel 2006, 2009, 2010, tre volte nel 2013 e nel 2014. Le hanno ucciso il primo e il secondo marito, il padre, e tre fratelli, oltre ai cani e alle pecore. Hanno tentato di assassinarla sei volte, ha frammenti di proiettili in testa e nelle gambe, cicatrici ovunque. Ma non ha mai smesso di lottare e ha condotto i suoi uomini in molte battaglie contro l’ISIS. Prosegue: «Li ho combattuti. Decapitati. Ho cucinato le loro teste. Ho bruciato i loro corpi. E’ tutto documentato sulla mia pagina Facebook».

wahida mohamed la piu ricercata dall isisWAHIDA MOHAMED LA PIU RICERCATA DALL ISIS

wahida mohamed fra i cannoniWAHIDA MOHAMED FRA I CANNONIwahida la tagliatesteWAHIDA LA TAGLIATESTE
fonte http://www.dagospia.com/rubrica-29/cronache/massaia-che-ti-massacra-wahida-casalinga-irachena-capo-132950.htm
E’ difficile capire se le foto sono autentiche, ma mostrano esattamente ciò che dice di aver fatto. lei si descrive come "rabat manzal", una casalinga. Ha due figlie, 22 e 20 anni, addestrate e pronte a combattere, madri a loro volta.

wahida mohamed la casalinga spietata

Dal Ponte alla Brebemi, le opere del gatto e la volpe


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Visto che si ritorna a parlare di Ponte sullo stretto, sia come compensazione affaristica per le Olimpiadi mancate, sia come specchietto per le allodole in vista del referendum, sia come nuova ipotesi di patto con la parte più oscura del Sud attraverso una grande opera del tutto inutile senza prima mettere mano alla strutture fatiscenti di Calabria e Sicilia, c’è da incazzarsi e dire che non se ne può più, che è ora di uscire  da una logica perversa che costa montagne di miliardi, sottratti al welfare e alla dignità dei cittadini, in cambio di opere gadgets. E che dietro la presunta innocenza di teorie e prassi economiche, si nasconde in realtà il contrario della ragione e del buon governo.
Certo il guappo ci mette del suo per far intravedere il futile e il marcio dietro il sipario , ma ricordo benissimo i turibuli al vento quando si decise di dare inizio alla costruzione della Brebemi ovvero della nuova autostrada Brescia – Milano, calco di un futuro fondato sul privato e sul project financing, l’immancabile inglesorum per i citrulli che in realtà non vuol dire proprio nulla dal momento che indica come le spese di progetto verranno coperte dai ricavi di cassa del progetto stesso, ovvero  la forma base e ovvia di qualsiasi impresa: investimento e ricavo dalla produzione sia essa materiale o immateriale. Però il capitalismo è molto abile a creare parole per fingere un progresso e nel caso italiano esse vengono usate per nascondere un regresso, in questo caso l’affidamento a privati di servizi universali che essi concepiscono giustamente in ragione dei loro profitti. Con un vantaggio però che i finanziamenti stessi per la loro utilità generale vengono garantiti almeno in gran parte dai soldi pubblici, se non sono direttamente soldi pubblici quelli che vengono prestati come è accaduto per la Brebemi dove il grosso è stato scucito dalla Cassa depositi e prestiti. Dunque si può osare sul velluto e in accordo col milieu politico mettere in piedi opere, magari devastanti per l’ambiente, di scarsa utilità i cui ricavi si rivelano poi di gran lunga inferiori a quelli ipotizzati per favorire il grande affare.
Così la logica si inverte, si fa ciò che porta profitti a pochi, non ciò che serve.E se poi se l’errore è clamoroso, niente paura interviene lo Stato. Così adesso per salvare l’impresa che vede un traffico di due terzo inferiore rispetto a quello preventivato come il minimo per ripagare i costi , si sono dovuti regalare 320 milioni a fondo perduto, più altre consistenti cifre nell’ambito di un piano di finanziario di recupero, il che non ha impedito agli 11 consiglieri di amministrazione della Brebemi di aumentarsi lo stipendio e portare i loro assegni annuali a 626 mila euro l’anno. Del resto per tenere in piedi l’impresa la concessione è stata aumentata di sei anni (e dire che il consorzio aveva vinto basandosi sulla brevità di quest’ultima), gli azionisti incassano un rendimento garantito del 6,8% sul capitale investito e dulcis in fundo avranno diritto a una buonuscita di 1,2 miliardi di euro. Avranno la pancia bella piena nonostante siano autori di un’impresa fallimentare.
E badate il fallimento non è solo frutto di destino e di errori. Certo nel 2009 anno di inizio della costruzione la crisi già c’era, ma si pensava sarebbe passata in fretta con la tipica ottusa arroganza liberista. Però era proprio di base che il progetto non funzionava: che senso aveva costruire un autostrada il cui pedaggio è del 50 %  superiore a quello della Milano Bergamo Brescia per ovvi motivi di recupero spese, che passa per un territorio agricolo con scarsa densità di popolazione e che per di più permette di risparmiare solo 4,4 chilometri? Le centinaia di ettari di terreno produttivo bruciato dal nuovo nastro d’asfalto e i 2,4  miliardi spesi che alla fine graveranno sul bilancio pubblico, valgono questo misero risparmio che oltretutto si traduce in un pedaggio molto più alto? Chiaramente no, com’è ampiamente dimostrato dall’insuccesso: quell’autostrada si è fatta non perché servisse davvero, ma perché sembrava un buon sistema per fare soldi. Del resto Maroni che stanziò a suo tempo 60 milioni a fondo perduto per l’opera mise nella Autostrade Lombarde, la società controllante, un suo uomo di fiducia, tale Andrea Mascetti, personaggio che svolge “una intensa attività di ricerca storica e archeologica sui popoli celtici, germanici e alpini”, dunque un vero esperto di traffico e di autostrade. Ma non ce ‘era bisogno: bisognava essere esperti di ben altre cose.

fonte https://ilsimplicissimus2.com/2016/09/29/dal-ponte-alla-brebemi-le-opere-del-gatto-e-la-volpe/

La cosa che continua a ronzarmi nel cervello è il numero di voti che prese il ducetto quando fu eletto Sindaco di Firenze.




Di Stefano Davidson
La cosa che continua a ronzarmi nel cervello è il numero di voti che prese il ducetto quando fu eletto Sindaco di Firenze, ovvero quando con l'aiuto di B. che gli schierò contro Giovanni Galli (portiere del Milan ma nulla di piu) vinse a Firenze:
99 mila e rotti.
Queste sono le uniche elezioni politiche che chi pretenderebbe di riformare il Paese abbia mai vinto in vita sua.
È normale?
Dico è normale che costui sia stato chiamato a salvare l'Italia?
Giovanni Galli ne prese il 65.000 e rotti!...
A De Magistris cosa dovrebbero affidare allora, le sorti della UE come minimo.
Voglio dire ma è possibile che nessuno si sia accorto della stortura insensata e macroscopica di quanto iniziato con Monti? Questa hylarotragedia (come l'avrebbe chiamata Manganelli. No non il poliziotto) ha sempre più i toni di una farsa. Siamo al "non gioco più e mi porto via la Costi...pardon... il pallone" di quando era adolescente.
Va bene le balle a raffica senza ritegno su tutto e il contrario di tutti ma via... "il referendum non è su di me" è oltre il patetico, siamo dentro al patologico grave in compenso.
Ha promosso una "vigilessa" a capo dell'ANAC (e non ha nemmeno i requisiti anagrafici! Ma quante multe gli ha levato questa qui?) Ha messo i' 'arrai alla cyber informatica. Ma 'aligola e i' su 'avallo a tavola a mangiar ni piatto gli fanno 'na sega al rignanese.
Tutto mi sembra davvero un test per vedere fino a che punto una massa è senza capacità di ragionamento e perspicacia di fronte a cose per capire le quali basterebbe averne poco più che a un livello elementare.
E si discute anche nel merito di certe follie.
Qualcuno addirittura ha data valenze poitiche al signor "tecnicalismo" di cultura "umanistica".
Siamo di fronte al nulla cosmico sotto ogni punto di vista. Un esperimento mediatico (anche se spererei medianico perché vorrebbe dire che è di altro mondo) su un gregge a caso quotidie massaggiato neuronalmente
E voglio proprio vedere come va a finire.
Stefano Davidson