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giovedì 17 ottobre 2019

L'Europa è l'esempio di un fallimento totale.


di Giorgio Malavolta

Sulla questione #Curda dico la mia e lo dico da pieno incompetente.
L'Europa è l'esempio di un fallimento totale.
La #UE è un malato terminale.
L'unione europea è stata creata sul businnes, sulle banche e sulla moneta fraudolenta.
Non c'è un minimo di politica estera comune.
Non c'è intesa su niente.
Ognuno dice la sua e poi e fa quel cavolo che vuole
Ci hanno imposto il #Fiscalcompact, che ci è costato ben 400B di mancato PIL, il pareggio di bilancio, e il risanamento del #debitopubblico, che viste le dimensioni, sappiamo tutti che è #Impagabile.
Non c'è nemmeno l'ombra di una benché minima unione dei popoli, delle culture e delle tradizioni #Cristiane e perché no anche #laiche.
Questa #UE fa sempicemente schifo.
E tutti i politici strapagati da noi, sono la solo per prendere un lauto stipendio e non fare una benemerita minchia.
Le soluzioni sono due.
1- Si fa una riforma totale e si tolgono tutti i parassiti presenti, che si sono dimostrati inetti all'ennesima potenza.
2-Si fa un reset totale e si riparte da zero.
#sovranisti hanno 1000 ragioni per uscire dalla UE o meglio da questa UE.

mercoledì 16 ottobre 2019

La Turchia invade la Siria. A che cosa servono Ue e Nato?



15/10/2019 - A che cosa servono Nato e Unione Europea? È una domanda legittima in un momento in cui un membro della Nato
che vorrebbe entrare nell’Ue, la Turchia, ha avviato un’operazione militare contro la Siria, mettendo a rischio la sicurezza anche dei paesi europei. E nonostante questo, né Bruxelles né l’Alleanza atlantica fanno sentire la loro voce, dimostrando disinteresse e impotenza.

INACCETTABILI MINACCE DI ERDOGAN ALL’UE
Decine di civili, tra cui alcuni bambini, e di soldati curdi sono già morti da mercoledì, quando Ankara ha dato il via all’offensiva “Fonte di pace”. L’esercito del presidente Recep Tayyip Erdogan ha già bombardato i quartieri cristiani di Qamishli e accerchiato le città di Ras al-Ain e Tal Abyad, causando la fuga di decine di migliaia di civili.

Una decina di villaggi sono già stati occupati e dall’Unione Europea si sono alzate solo timide voci di protesta. Italia e Francia hanno convocato i rispettivi ambasciatori turchi, ma l’Ue si sta dimostrando debole, senza una posizione unitaria. Alle blande proteste europee, Erdogan ha risposto invece con forza, arrivando a minacciare l’Europa: «Se l’Ue ci accuserà di occupazione della Siria e ostacolerà la nostra operazione militare, apriremo le porte a 3,6 milioni di rifugiati e li manderemo da voi».


Si tratta di parole inaccettabili, soprattutto se si considera che Bruxelles, su iniziativa tedesca, ha già ricevuto da Bruxelles tre miliardi di euro per accogliere i rifugiati siriani e sta per incassarne altri tre. Nonostante i fondi ricevuti, i 3,6 milioni di siriani accolti vivono in condizioni spesso precarie e uno degli obiettivi dell’invasione militare sarebbe proprio quella di ricollocare un milione di rifugiati in Siria.

LA NATO SI FA SENTIRE: «ERDOGAN SI CONTENGA»
La debolezza mostrata dall’Ue fa il paio con quella della Nato. In un’imbarazzata intervista sul Corriere, il segretario generale dell’Alleanza, Jens Stoltenberg, ha dichiarato che parlerà presto con Erdogan e gli dirà di «contenersi e di evitare perdite civili con azioni proporzionate e misurate». Come si fa a distinguere bombardamenti «proporzionati, misurati e contenuti» da quelli comuni che fanno centinaia di vittime inermi? Stoltenberg non l’ha detto.

IL RISCHIO TERRORISMO
Ma c’è un altro motivo che rende incredibile l’evanescenza europea. Le milizie curde, finanziate e armate dagli Stati Uniti per combattere l’Isis in Siria, detengono in circa 30 centri e campi 90 mila sfollati. Tra questi si trovano in stato di detenzione 11 mila jihadisti con le loro famiglie e circa duemila foreign fighter, soprattutto europei. Di fronte all’offensiva turca, i curdi potrebbero decidere di smettere di occuparsi dei jihadisti o, se finissero in mani turche, Ankara potrebbe costringere l’Europa a rimpatriare i “suoi” terroristi.


«NON POSSIAMO PREVENIRE TUTTO»
Questa possibilità dovrebbe preoccupare, e molto l’Europa, soprattutto in queste settimane in cui ha subito ben tre attentati: il primo a Parigi, il secondo a Limburg e il terzo a Halle. Quest’ultimo in particolare, che al contrario dei primi due non è stato compiuto da islamisti ma da un neonazista, dovrebbe preoccupare l’Europa. L’attentatore Stephan B. ha ucciso due persone durante l’assalto a una sinagoga dove si celebrava la festa dello Yom Kippur. Il Consiglio centrale ebraico tedesco ha protestato vivamente con la polizia perché non c’era neanche un poliziotto in quel giorno così sensibile a difesa del tempio. «È scandaloso», ha dichiarato il presidente del Consiglio Josef Schuster alla radio Deutschlandfunk. «Se la polizia fosse stata presente fuori dalla sinagoga, quest’uomo sarebbe stato disarmato prima di poter attaccare».

Invece la polizia è intervenuta solo dopo dieci lunghissimi minuti. Il presidente del sindacato dei poliziotti tedeschi, Oliver Malchow, ha reagito così, come riportato dalla Bbc: «La polizia riesce a dare solo una piccola copertura. Siamo impegnati a prevenire il terrorismo e non possiamo allo stesso tempo utilizzare molte risorse per monitorare gli estremisti di destra. Non abbiamo sottostimato il pericolo, ma non possiamo prevedere e prevenire ogni cosa».


SILENZIO UE SCONCERTANTE
Per quanto una sinagoga nel giorno dello Yom Kippur non possa certo essere considerato un obiettivo qualsiasi, ma un luogo altamente sensibile, è sicuramente vero che prevenire qualsiasi tipo di attacco è impossibile. A maggior ragione, dunque, la Germania e tutta l’Europa dovrebbero preoccuparsi di quello che sta avvenendo in Siria, per le ripercussioni che l’invasione turca potrebbe avere in termini di perdite di vite umane e di lotta al terrorismo. In quest’ottica, il silenzio e la mancanza di iniziativa dell’Unione Europea è ancora più sconcertante.

@LeoneGrotti

martedì 15 ottobre 2019

Le belve di Erdogan

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Fonte: Globalist

Dicono che sia stata violentata, lapidata. Una donna così non basta ucciderla, bisogna annientarla. Gli assassini hanno girato un video per mostrare la sua morte. Alcuni parlano dello Stato Islamico, ma forse sono stati i jihadisti al soldo di Erdogan. Ma poco cambia: i terroristi islamisti hanno assassinato Hevrin Khalaf, segretaria generale del Partito Futuro siriano e una delle più note attiviste per i diritti delle donne nella regione. Ingegnera, una donna curda che incontrava americani e europei, che si batteva anche per la coesistenza pacifica fra curdi, cristiano-siriaci e arabi ed era apprezzata da tutte le comunità. Al suo funerale c'era tutta la comunità.

Il fuoristrada Toyota che la trasportava è stato fermato sull’autostrada M4, tra Manbij e Qamishlo, da un gruppo di uomini armati. E’ stato ritrovato crivellato di colpi, ucciso l'autista. Hevrin è stata fatta scendere. Non è ancora chiaro chi siano i responsabili (quel tratto di autostrada è rimasto per alcune ore sotto il controllo del gruppo jihadista Ahrar al-Sharqiya, il gruppo composto da ex appartenenti ad Al Qaeda al Nusra alleato della Turchia e responsabile di altre esecuzioni sommarie): si sa però che hanno voluto filmare la sua morte, e diffondere quel video terribile, in cui Hevrin viene per ultima sfregiata, uno scarpone a smuovere il corpo inanime.


Fonte: Globalist

E CE L’HANNO DETTO IN FACCIA


LA DISTRUZIONE DELLA CLASSE MEDIA COME OBIETTIVO DELLA RIVOLUZIONE LIBERALE


Magaldi: come fermare Erdogan, quel maiale terrorista

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Sarà la storia, fra non molto, a sbarazzarsi per sempre di «quel maiale di Erdogan». Si esprime senza mezzi termini, Gioele Magaldi, nel condannare il presidente turco. Ottenuto il via libera da Washington, ora Ankara minaccia di invadere il nord della Siria, abitato dai curdi. Massone progressista, già iniziato alla superloggia “Thomas Paine”, il presidente del Movimento Roosevelt (autore del saggio “Massoni”, Chiarelettere, che denuncia le malefatte delle Ur-Lodges reazionarie) definisce il “sultano” del Bosforo «terrorista e massone contro-iniziato». Spiega: «E’ uno degli uomini-simbolo della “Harhor Pentalpha”, la superloggia creata dai Bush per accelerare a mano armata la globalizzazione neoliberista anche con il ricorso al terrorismo, dall’11 Settembre all’Isis, di cui Erdogan è stato e resta un grande protettore». Ora le forze turche minacciano di dilagare nel Rojava, l’autoproclamata regione autonoma curda, dopo che Trump ha ritirato di colpo la protezione militare degli Usa. Altro gesto a doppio fondo, secondo Magaldi: una specie di avvertimento indirizzato ai massoni progressisti che avevano appoggiato The Donald contro la Clinton, ma che alle prossime presidenziali potrebbero puntare su altri candidati. Come dire: o mi sostenete, o io lascio che il macellaio Erdogan faccia a pezzi i vostri amici curdi.
Non succederà, in ogni caso: tramite la Russia, i curdi del Rojava stanno già trattando con Assad, e le forze regolari siriane stanno affluendo nell’area per fermare le milizie filo-turche. Semmai, la capitolazione che si annuncia è politica: Damasco non Recep Tayyip Erdoganintende ufficializzare l’autonomia che i curdi si sono conquistati sul campo, combattendo eroicamente contro l’Isis quando l’esercito siriano era allo sbando, non ancora soccorso da Putin. «Se non altro – aggiunge Magaldi, sempre nella sua lettura dei retroscena massonici che dominano il back-office del potere – con la sua brutale offensiva militare, Erdogan è costretto a gettare la maschera mostrando il suo vero volto. Fino a ieri – aggiunge l’autore di “Massoni – il suo network avrebbe agito diversamente, magari organizzando sanguinosi attentati targati Isis a Parigi o Londra». Visto che invece Erdogan è costretto a giocare a carte scoperte, «questo significa che il suo network massonico-terroristico si sta indebolendo». Peraltro, aggiunge Magaldi, «il terrorismo internazionale – anche in Europa – è praticamente scomparso, con l’avvento della presidenza Trump». Giorni drammatici, invece, per i curdi siriani, dove le donne contano quanto gli uomini: «Hanno dimostrato di essere un’isola di democrazia e di laicità, in un Medio Oriente dominato da regimi autoritari e teocratici».
Magaldi ricorda che la comunità internazionale fu sul punto di concedere ai curdi un proprio Stato già alla fine della Prima Guerra Mondiale. «La massoneria sovranazionale progressista – annuncia Magaldi – aumenterà i propri sforzi per raggiungere questo traguardo storico». Oggi gli abitanti del Kurdistan, circa 50 milioni, sono distribuiti fra Turchia, Siria, Iran, Iraq e Armenia. Parlano una propria lingua, appartenente al gruppo iranico della famiglia indoeuropea. Sono scolarizzati nella lingua del paese di cui hanno la cittadinanza (arabo, turco, russo, persiano), che spesso ostacola o proibisce l’uso del curdo. La maggioranza curda aderisce all’Islam, ma molti curdi sono cristiani. Tra le minoranze religiose curde figurano yazidi e mazdei (zoroastriani), yarsani e aleviti, ebrei, shabaki e persino mandei o “Cristiani di San Giovanni”, ultimi seguaci dell’unica comunità religiosa di origine gnostica tuttora esistente. Un mondo variegatissimo, cementato da una cultura tollerante e democratica. L’unica regione curda a statuto autonomo è quella istituita in Iraq dopo la fine del regime di Saddam Reparto militare femminile curdoHussein. La provvisoria autonomia del Rojava siriano – ora messa in pericolo dall’offensiva di Erdogan, che costringe i curdi a tornare sotto l’ala di Assad – risale appena al 2014, quando le milizie curde (in città-simbolo come Kobane) si sono opposte con successo all’avanzata dell’Isis.
Quello del Rojava si è dichiarato un governo regionale laico e con ambizioni di democrazia diretta, basate su un’ideologia socialista libertaria che promuove il decentramento, l’uguaglianza di genere, la sostenibilità ambientale e la tolleranza pluralistica per la diversità religiosa, culturale e politica. Sul “Corriere della Sera”, Lorenzo Cremonesi ricorda che il piccolo Kurdistan siriano è una terra prospera e fertile, ricca e acqua e anche di campi petroliferi. Non sorprende che i circuiti massonici internazionali più progressisti, ai quali ad esempio apparteneva lo stesso Yitzhak Rabin, vedano nell’anomalia curda un vettore strategico, su cui puntare per Gioele Magaldidisinnescare una volta per tutte la “polveriera” mediorientale, da decenni prigioniera dell’ipocrisia dei satrapi locali che si combattono l’un l’altro fingendo di detestarsi, ma in questo modo legittimando a vicenda il rispettivo potere autoritario, funzionale ai disegni geopolitici delle maggiori potenze. L’Italia ha incrociato direttamente la tormentata storia dei curdi nel 1999, quando l’allora premier Massimo D’Alema rifiutò di proteggere Abdullah Öcalan, leader del partito comunista curdo Pkk, allontanato da Roma e arrestato dai turchi.
Oggi, con i curdi siriani sotto attacco, l’Occidente non va oltre le chiacchiere. Di Maio si è limitato a convocare ritualmente l’ambasciatore di Ankara. Magaldi, al contrario, invita a compiere un gesto concreto firmando la petizione lanciata su “Change.org” dal Movimento Roosevelt per chiedere al governo Conte l’immediato ritiro della batteria di missili antiaerei Aster 30 schierati dall’Italia in Turchia al confine con la Siria, con 130 militari addetti alle postazioni balistiche. «Quei missili, posizionati nell’ambito della cooperazione Nato – dice Magaldi – ora potrebbero essere usati da Erdogan contro i curdi, o contro l’esercito siriano che si sta dispiegando accanto alle milizie curde. E a loro volta, i soldati Missile Aster 30italiani – restando dove sono – potrebbero diventare un bersaglio, in caso di eventuale controffensiva». In altre parole: «Firmare quella petizione – conclude Magaldi – è un modo per manifestare vicinanza al popolo curdo, colpito anche in in modo indiscriminato dalle forze turche, che sparano nel mucchio e  mietono vittime tra la popolazione civile». Sottoscrivere la petizione significa, al tempo stesso, «sollecitare in modo pressante il governo di Roma a fare qualcosa contro la barbarie scatenata da quel criminale di Erdogan, che a parole tutti condannano ma che per ora nessuno ferma».
(Su Change.org è aperta la petizione rivolta al ministero della difesa, “L’Italia ritiri la propria batteria di missili Aster 30 dal confine turco con i curdi”. Si chiama Aster la famiglia di missili antiaerei superficie-aria costruiti da Eurosam, consorzio europeo formato da Mbda Italia, Mbda Francia e Thales. I missili Aster 30 hanno una gittata di 120 chilometri. Gli Aster sono progettati per essere utilizzati sia da unità navali che da lanciatori terrestri. Gli Aster 30 sono stati forniti alla Turchia dal governo Renzi nel giugno 2016 per rinforzare il dispositivo antiaereo turco che già vedeva schierate batterie di missili “Patriot” statunitensi, tedeschi, spagnoli e olandesi dislocati lungo il confine con la Siria).

Il silenzio del Papa sull’attacco di Erdogan ai curdi, all’Angelus nessuna parola di condanna

di Franca Giansoldati

Città del Vaticano: Papa Francesco davanti alla grave decisione del presidente turco Erdogan di invadere la Siria e attaccare i curdi, ha evitato di condannare apertamente la decisione della Turchia. Allo stesso modo non ha menzionato le vittime, i curdi, che da cinque giorni sono oggetto della pesante azione dei militari di Ankara.


Un atteggiamento di sostanziale ambiguità diplomatica quello del pontefice, che è stato manifestato all’Angelus in piazza San Pietro, dopo la canonizzazione dei nuovi santi e che non è sfuggito a tanti osservatori.
“Il mio pensiero va ancora una volta al Medio Oriente”, ha detto, “e all’amata e martoriata Siria da dove giungono nuovamente notizie drammatiche sulla sorte delle popolazioni del nord-est del Paese, costrette ad abbandonare le proprie case a causa delle azioni militari: tra queste popolazioni vi sono anche molte famiglie cristiane”.
Il Papa ha poi proseguito: “A tutti gli attori coinvolti e alla Comunità Internazionale, per favore, rinnovo l’appello ad impegnarsi con sincerità, con onestà e trasparenza, sulla strada del dialogo per cercare soluzioni efficaci”.
Il singolare silenzio del pontefice a proposito delle sorti della popolazione curda è stato messo in risalto dal sito vaticano Il Sismografo che, già alcuni giorni fa, annotava il silenzio del Vaticano sull’argomento. 
Persino l’Osservatore Romano si sorpendeva per gli articoli pubblicati che riassumevano quanto dicevano diverse agenzie, ma senza mai prendere nessuna posizione. “L’insieme delle considerazioni della testata – scriveva Luis Badilla – restano sul piano umanitario e niente di più. In altre parole, fino a questo momento la Sede Apostolica non si è pronunciata e nulla dice su un fatto tra i più gravi nello scenario mondiale degli ultimi anni. Insomma: solo preoccupazione umanitaria, giustamente, ma forse non sufficiente di fronte alla gravità della situazione“.
Articolo di Franca Giansoldati

Gli 82 consigli per vivere meglio di Alejandro Jodorowsky



Sono gli insegnamenti che il pensatore mistico Gurdjieff avrebbe lasciato alla figlia Reyna d’Assia

La storia è piuttosto nota: Alejandro Jodorowsky incontrò Reyna d’Assia a Città del Messico intorno agli anni ’70 dopo una proiezione del suo film El topo. Tra i due nacque un’intensa relazione, poi raccontata nel libro The Spiritual Journey of Alejandro Jodorowsky.
Per chi non li conoscesse, il primo è un nome più che famoso e apprezzato: scrittore, saggista, drammaturgo, fumettista, nonché regista di film cult come Santa SangreLa montagna sacra e molti altri. Su Reyna d’Assia, invece, le informazioni sono poco chiare e decisamente meno attendibili: è conosciuta come la figlia del filosofo e pensatore mistico Georges Gurdjieff, nata da una relazione con una cameriera durante un viaggio che Gurdjieff fece in America nel 1924.
 Gli studiosi dell’importante filosofo armeno, però, non hanno mai realmente stabilito il legame tra Reyna d’Assia e il suo presunto padre e più di un indizio confermerebbe che si tratti del tutto di una bufala. C’è anche chi sostiene che l’incontro tra lei e Jodorowsky non sia mai avvenuto e che le pagine del libro a lei dedicate siano un puro esercizio di stile fantastico.
Vere o meno, tempo fa il sito Dangerousminds.net ha deciso di analizzare quelle pagine ed estrarre in maniera chiara e schematica 82 consigli che potrebbero aiutarci a vivere meglio. Presi singolarmente potrebbero suonare ovvi e scontati ma, nel loro insieme, possiedono un discreto fascino. Che siano davvero gli insegnamenti di Gurdjieff tramandati alla sua ipotetica figlia o il frutto dell’immaginazione di Jodorowsky, non importa, possono diventare un’interessante fonte di ispirazione.
1. Focalizza la tua attenzione su te stesso. Sii cosciente in ogni momento di ciò che stai pensando, percependo, provando, desiderando e facendo.
2. Finisci sempre ciò che hai iniziato.
3. Qualunque cosa tu stia facendo, falla nel miglior modo possibile.
4. Non attaccarti a niente che possa distruggerti nel corso del tempo.
5. Sviluppa la tua generosità – ma fallo segretamente.
6. Tratta chiunque come se fosse un parente stretto.
7. Organizza quello che hai disorganizzato.
8. Impara a ricevere e ringrazia per ogni regalo ricevuto.
9. Smetti di definire te stesso.
10. Non mentire e non rubare, perché facendolo menti a te stesso e rubi a te stesso.
11. Aiuta il tuo vicino, ma non renderlo dipendente.
12. Non incoraggiare altri ad imitarti.
13. Fai piani di lavoro e portali a termine.
14. Non occupare troppo spazio.
15. Non fare movimenti o suoni inutili.
16. Se ti manca la fede, fingi di averla.
17. Non permettere a te stesso di essere impressionato da personalità forti.
18. Non considerare nessuno e niente come di tuo possesso.
19. Condividi equamente.
20. Non sedurre.
21. Dormi e mangia solo il necessario.
22. Non parlare dei tuoi problemi personali.
23. Non esprimere giudizi o critiche quando sei ignorante della maggior parte dei fattori coinvolti.
24. Non instaurare amicizie inutili.
25. Non seguire le mode.
26. Non vendere te stesso.
27. Rispetta i contratti che hai firmato.
28. Sii puntuale.
29. Non invidiare mai la fortuna o il successo di qualcuno.
30. Non dire più del necessario.
31. Non pensare ai profitti che il tuo lavoro genererà.
32. Non minacciare nessuno.
33. Mantieni le tue promesse.
34. Nelle discussioni, mettiti al posto dell’altra persona.
35. Ammetti che qualcun altro potrebbe essere superiore a te.
36. Non eliminare, trasforma.
37. Sconfiggi le tue paure, perché ognuna di loro rappresenta un desiderio camuffato.
38. Aiuta gli altri ad aiutare se stessi.
39. Sconfiggi le tue avversioni e avvicinati a coloro che ti inspirano rifiuto.
40. Non reagire a ciò che gli altri dicono di te, che siano lodi o colpe.
41. Trasforma il tuo orgoglio in dignità.
42. Trasforma la tua rabbia in creatività.
43. Trasforma la tua avidità in rispetto per la bellezza.
44. Trasforma la tua invidia in ammirazione per i valori dell’altro.
45. Trasforma il tuo odio in carità.
46. Non elogiare né insultare mai te stesso.
47. Considera ciò che non ti appartiene come se ti appartenesse.
48. Non protestare.
49. Sviluppa la tua immaginazione.
50. Non dare mai ordini per ottenere soddisfazione dall’essere ubbidito.
51. Paga per i servizi eseguiti per te.
52. Non fare proseliti del tuo lavoro o delle tue idee.
53. Non tentare di far provare agli altri nei tuoi confronti emozioni come pietà, ammirazione, compassione o complicità.
54. Non tentare di distinguerti con la tua apparenza.
55. Non contraddire; piuttosto, resta in silenzio.
56. Non contrarre debiti; acquista e paga immediatamente.
57. Se offendi qualcuno, chiedi il suo perdono; se hai offeso qualcuno pubblicamente, scusati pubblicamente.
58. Quando realizzi di aver detto qualcosa di sbagliato, non persistere nell’errore per orgoglio; piuttosto, ritratta immediatamente.
59. Non difendere le tue vecchie idee semplicemente perché sei colui che le ha espresse.
60. Non tenere oggetti inutili.
61. Non adornare te stesso con idee esotiche.
62. Non tenere le tue fotografie con persone famose.
63. Non giustificarti con nessuno e tieni per te le tue opinioni.
64. Non definire te stesso in base a ciò che possiedi.
65. Non parlare a te stesso senza considerare che potresti cambiare.
66. Accetta che niente ti appartiene.
67. Quando qualcuno chiede la tua opinione circa qualcosa o qualcuno, parla solo delle sue qualità.
68. Quando ti ammali, considera la tua malattia come il tuo maestro, non come qualcosa da odiare.
69. Osserva direttamente e non nasconderti.
70. Non dimenticare i morti cari, ma concedi loro uno spazio limitato e non permettergli di invadere la tua vita.
71. Ovunque tu viva, trova sempre uno spazio da dedicare al sacro.
72. Quando offri un servizio, rendi il tuo sforzo poco appariscente.
73. Se decidi di lavorare per aiutare gli altri, fallo con piacere.
74. Se stai esitando tra il fare e il non fare, corri il rischio del fare.
75. Non tentare di essere tutto per il tuo sposo/la tua sposa; accetta che ci siano cose che non puoi dargli/darle ma che altre persone possono.
76. Quando qualcuno sta parlando ad un pubblico interessato, non contraddire quella persona e non rubare il suo pubblico.
77. Vivi dei soldi che hai guadagnato.
78. Non vantarti mai delle avventure amorose.
79. Non glorificare mai la tua debolezza.
80. Non fare visita a qualcuno solo per passare il tempo.
81. Ottieni cose per poi condividerle.
82. Se stai meditando e il diavolo appare, fai meditare anche il diavolo.