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sabato 27 aprile 2013

Marò italiani all’estero e crisi, ecco le prime sfide per Emma Bonino alla Farnesina




I riflettori sul nuovo responsabile della Farnesina restan puntati anche e soprattutto sui temi economici, in un governo che il capo dello Stato ha piu' volte auspicato sia di profilo internazionale



Dalle sfide legate alla contingenza, prima tra tutte il caso maro', a quelle della crisi finanziaria con la necessita' di consolidare il ruolo dell'Italia sullo scenario internazionale. Passando per il ruolo di Roma nei grandi teatri di crisi ma anche in quelli tradizionali del Mediterraneo e nei paesi della Primavera Araba. Sono molti e complessi i dossier che attendono alla Farnesina Emma Bonino, nuovo ministro degli Esteri a capo della diplomazia italiana. Tra i primi punti nell'agenda c'e' di certo quello dei due fucilieri italiani: una vicenda complicata e intricata che ha rischiato di compromettere le relazioni italo-indiane e che dopo la decisione di rinviare i due militari in India, ora deve trovare una soluzione. Anche alla luce delle ultime decisioni della Corte Suprema di rimettere al governo indiano l'ultima parola sulle indagini e quindi - come aveva fatto sapere Delhi - affidarle alla Nia, la polizia antiterrorismo. Decisione che rischia di complicare ulteriormente il caso, alimentando le incertezze nonostante le nuove rassicurazioni giunte oggi dal ministro degli esteri indiano.
I riflettori sul nuovo responsabile della Farnesina restano comunque puntati anche e soprattutto sui temi economici, in un governo che il capo dello Stato ha piu' volte auspicato sia di profilo internazionale: l'Italia e' chiamata a giocare una partita difficile, tra rigore e crescita-occupazione, su un tavolo, quello europeo, dove deve mantenere e accrescere la fiducia e la 'voce' recuperata nell'ultimo anno. Ma non solo. Roma deve vedere riconosciute anche le sue ragioni nella partita ancora aperta del bilancio comunitario, riequilibrando il suo ruolo di contributore netto. E, sempre rimanendo sui tavoli brussellesi che la Bonino ha frequentato per anni come Commissario e conosce bene, c'e' da spuntare un maggior coinvolgimento dell'Ue sull'immigrazione che vede la penisola in prima linea, geografica, sul fronte dei flussi migratori dal nord Africa. Un nord Africa, alle prese con gli sviluppi della Primavera Araba, dove l'Italia deve confermare il suo tradizionale ruolo strategico. Ruolo in cui l'Italia deve continuare giocare una partita importante - fatta di una presenza e rapporti consolidati anche con i nuovi 'governi' - anche grazie a quella 'diplomazia economica' che e' il leit motive del mandato della Farnesina, dopo la riforma di due anni fa. E che puo' far da sponda all'attesa ripresa nell'attrarre investitori e aprire nuovi mercati di sbocco alle imprese del Made in Italy. Cosi' come nel futuro dei paesi Balcani e le nuove spinte all'allargamento Ue.
Sul fronte internazionale piu' ampio, restano poi i delicati teatri di crisi: dalla Siria, all'Iran con il difficile dossier nucleare, dalla Corea del Nord, passando per la complessa partita della lotta al terrorismo internazionale e alla crescente minaccia qaidista. Senza dimenticare il delicato processo di pace in MO, ancora in stallo, alla sicurezza. E, ancora, il ritrovato rapporto di totale sintonia con gli Stati Uniti di Barack Obama, e i nuovi equilibri in seno ai forum G8 e G20 dove i 'new comers' - Brics in prima linea - spingono per ritagliarsi un sempre maggiore ruolo nella governance mondiale.
C'e' poi - ma solo per citare uno degli altri tanti punti della fitta agenda di politica estera - l'azione di peace-keeping che vede il modello italiano riconosciuto nel mondo: dall'Afghanistan al Libano, l'Iraq e il Kosovo.

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