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giovedì 11 luglio 2013

DA L’ESPRESSO : PERCHE’ LA BONINO NON RISPONDE A QUESTE DOMANDE

Queste sono le domande che il nostro giornale intendeva rivolgerle, ma che non è riuscito a farle.

1) Ministro Bonino, lei ha dichiarato che non ci sono né le condizioni giuridiche né quelle politiche per accogliere la richiesta di asilo, precisando che la normativa italiana, come quella di altri paesi europei, prevede che la domanda debba essere presentata alla frontiera o sul territorio nazionale. Giornali di grande reputazione internazionale, come il quotidiano inglese 'Guardian' o il settimanale tedesco 'Spiegel', hanno messo in gioco la loro credibilità sul caso Snowden, spiegando che si tratta di un 'whistleblower', ovvero di una persona che lavorando all'interno di un'azienda o di un'organizzazione e scoprendo che questa porta avanti pratiche illegali o comunque contrarie ai diritti umani o alle regole della civiltà, denuncia pubblicamente quello avviene, pur sapendo che andrà incontro a rappresaglia. Non crede che i paesi europei, tra cui l'Italia, non dovrebbero abbandonare Snowden a se stesso, ma dovrebbero invece proteggerlo?
2) Lei ha dichiarato che la richiesta di asilo di Snowden non è accoglibile né dal punto di vista giuridico né sul piano politico. Cosa intendeva dire esattamente accennando al lato politico della vicenda?

3) Oltre ai grandi giornali, Amnesty International ha preso posizione sul caso sostenendo che gli Stati Uniti non devono braccare Snowden e impedirgli di ottenere asilo perché quello che ha fatto il giovane ex contractor è stato di rivelare azioni del governo Usa e della Nsa che violano i diritti umani. Amnesty sostiene anche che, se verrà estradato, Snowden potrebbe subire dei maltrattamenti, cosa che è puntualmente avvenuta nel caso della fonte di WikiLeaks, Bradley Manning, tenuto per 11 mesi in condizioni «crudeli e inumane», come le ha definite l'inviato speciale delle Nazioni Unite contro la tortura, Juan Méndez. Da leader politico noto per il suo impegno nei diritti umani, non si sente umanamente e politicamente a disagio per il comportamento dell'Italia nel caso Snowden? 

4) Secondo quanto riportato dalla stampa, lei ha affermato che i programmi di sorveglianza di massa della Nsa «sono in parte finora speculazioni giornalistiche senza prove concrete». Come definirebbe i documenti "top secret/noforn" pubblicati dal 'Guardian' e dal 'Washington Post' a supporto delle rivelazioni sulla Nsa, file che a detta dei due giornali sono stati forniti da Snowden e sono consultabili da chiunque sui siti web dei due quotidiani? 

5) L'avvocato costituzionalista e opinionista del 'Guardian', Glenn Greenwald, che con Laura Poitras ha rivelato per primo i documenti di Snowden, ha dichiarato a 'l'Espresso' che «loro [la Nsa,ndr] portano avanti molte attività spionistiche anche sui governi europei, incluso quello italiano. Alcuni governi cooperano con alcune attività che la Nsa svolge nei loro paesi, ma nessuna nazione coopera con tutto quello che loro fanno». Il governo italiano ha chiesto spiegazioni ufficiali agli Stati Uniti? Gli Stati Uniti hanno risposto? 

6) Nel database dei 251.287 cablo della diplomazia Usa rivelati da WikiLeaks, ci sono 29 file che si occupano di lei o comunque la citano. Gli americani dimostrano una grandissima considerazione di lei. Nel 2005, stando a quello che scriveva l'allora ambasciatore Mel Sembler, lei ha discusso con la diplomazia americana la possibilità di una sua candidatura all'Alto commissario delle Nazioni Unite per i rifugiati. Quanto al primo ministro, Enrico Letta, secondo i cablo, i rapporti con via Veneto sarebbero così rilassati che nel 2006 l'ambasciatore Ronald Spogli non si fece problemi a discutere con Letta come impedire che le richieste di estradizione degli agenti Cia coinvolti nella rendition di Abu Omar venissero inoltrate negli Usa. Ministro, lei personalmente è stata contattata dal governo o dalla diplomazia Usa sul caso Snowden? Che lei sappia, il governo o comunque le istituzioni italiane sono state contattate?

fonte l'Espresso

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