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domenica 26 aprile 2015

Mattarella :"La Costituzione è una realtà viva, che vive perché viene applicata, perché viene attuata". Siamo sicuri Presidente?

Intervento del Presidente Mattarella alla cerimonia di premiazione delle scuole vincitrici del concorso "Dalla Resistenza alla Cittadinanza Attiva"

Il Presidente della Repubblica italiana Sergio Mattarella  invece di essere il garante dei cittadini e della Costituzione da  SUBITO UN ESEMPIO DI ALTA RETORICA offendendo tutto e tutti,ha anche l'ardire di invitare a rendere viva la nostra Costituzione dopo che essa è stata stuprata,violata cancellata spazzata via,insieme alla memoria e alla vita.
Povera Bella ciao,chi ama questa canzone deve prepararsi a vederla come simbolo del male in tutte le sue matrici,cominciarono in parlamento a cantarla quelli del Pd dopo aver dato soldi alle banche e ora la canta felice anche Mattarella.
Che fine ha fatto la vita ,che fine ha fatto l'umanità,che fine hanno fatto i liberatori questo paese è stato liberato dal fascismo per metterlo nelle mani delle multinazionali e dei servi che hanno messo a gestire il loro business?
Caro Presidente da cittadino italiano che ama il suo paese e la sua Costituzione la" INVITO A RISPETTARLA" insieme ai suoi cittadini e faccia sapere al paese di come possa esistere la nostra Costituzione con il fiscal compact, con il Mes,con il two pack.
Ci spieghi come un paese possa esistere senza sovranità monetaria.
Ma sopratutto rispetti le persone che vivono in questo paese ,la loro storia,la loro cultura,il giochetto destra sinistra per continuare a fare i fatti propri ci ha stancato
Alfredo d'Ecclesia

Intervento del Presidente Mattarella alla cerimonia di premiazione degli studenti vincitori

 del Concorso nazionale “Dalla Resistenza alla Cittadinanza attiva”

Palazzo del Quirinale, 24/04/2015
Signora Ministro,

Signor Presidente dell'ANPI,

ospiti graditissimi,

docenti,

carissimi ragazzi,

questo è un incontro importante. Sono davvero contento di accogliervi qui al Quirinale per questa premiazione, per questi riconoscimenti, per sottolineare il lavoro che è stato svolto con grande capacità, con grande impegno da tutti voi e da tanti altri che idealmente rappresentate.

Questo è un incontro dedicato al collegamento tra la Resistenza e la Cittadinanza attiva, la memoria, il presente e il futuro.

Inizio dalla memoria. Non so se avete sentito parlare mai di Ugo Forno, è una Medaglia d'oro al Valor civile per la Resistenza. È stato ucciso mentre le truppe di occupazione si stavano ritirando da Roma dopo nove mesi di occupazione. I suoi amici lo chiamavano Ughetto. Aveva saputo che i tedeschi, i nazisti che occupavano Roma, volevano far saltare un ponte sulla Via Salaria, vicino all'aeroporto dell'Urbe. La sua distruzione avrebbe ritardato poi l'avanzata delle truppe alleate e dell'Esercito italiano verso il Nord per la liberazione delle Regioni settentrionali. Ughetto radunò alcuni suoi compagni più grandi di lui. Perché, sapete, Ughetto aveva 12 anni e frequentava la seconda media. Avevano delle armi, si recarono al ponte, iniziarono uno scontro a fuoco. I tedeschi fuggirono, il ponte fu salvato, l'avanzata degli eserciti delle truppe che liberavano via via l'Italia non venne ritardata, ma nel fuggire i soldati nazisti lanciarono alcune granate, una di queste uccise Ughetto e un suo compagno. Per questo Ugo Forno va ricordato. E quel ponte ferroviario sulla Salaria porta il suo nome.

Perché ho rammentato questo episodio, questa figura, di bambino, come tante altre poco ricordate di quel periodo caratterizzato da gesti di eroismo? Perché il lavoro che voi avete svolto, nel collegamento tra Resistenza e l'impegno di Cittadinanza attiva, è volto proprio a evitare che non sia mai più necessario, in futuro, prendere le armi per difendere la libertà e la democrazia, a evitare che siano sacrificati ragazzi come Ugo, tanti giovani, tanti adulti, per liberare il nostro Paese, per ottenere libertà e democrazia.

Memoria e futuro, come i vostri lavori scolastici dimostrano, sono collegati strettamente. La connessione tra memoria e futuro è compito della scuola, è compito dello studio, è compito della riflessione critica che ognuno di voi è chiamato a fare e che la scuola vi aiuta a fare. Così si crea cultura, così si crea una memoria condivisa che rafforza la convivenza, la comunità, mantenendo il ricordo di quel che è avvenuto perché la vita sia sempre migliore e non debba passare attraverso quelle fasi drammatiche e quei grandi, terribili sacrifici, di cui ho parlato poc'anzi. Anche perché, se vi è un pericolo in questo nostro tempo, è quello dell'appiattimento sul presente, che rimuove la memoria e che rischia di togliere il senso della storia e lo spirito critico.

La Liberazione, di cui celebriamo i settant'anni domani e già quest'oggi qui tutti insieme, è una festa. Alcuni bambini poc'anzi hanno cantato l'Inno nazionale - hanno cantato tra l'altro molto bene, sono stati davvero bravi - ed è stato un momento di festa perché quella della Liberazione è una festa, una festa di libertà e di speranza, una festa che ci ricorda che abbiamo conquistato la libertà grazie al sacrificio di tanti e che noi abbiamo il compito di mantenere, sviluppare, consolidare sempre di più.

Quindi, ragazzi, il futuro è nelle vostre mani, nella vostra capacità di riflessione, di comportamento, d'impegno. Avete il compito di un mondo sempre migliore, in cui la convivenza risponda sempre di più ai valori che rendono la vita bella, nobile, piacevole. L'impegno comune, la solidarietà, la crescita di tutti : questo è ciò che, in realtà, ci viene tramandato come messaggio dalle persone che settant'anni fa, con impegno, con sacrificio, con coraggio, spesso a costo della vita, ci hanno consegnato libertà e democrazia. Voi dovete svilupparle, conservarle, consolidarle, ricordando che occorre perseguire ideali nel rispetto delle idee altrui, con un confronto sereno e costruttivo, sapendo che il confronto delle idee, l'ascolto degli altri che la pensano diversamente è sempre un arricchimento per tutti e fa crescere insieme, nello spirito critico, nella riflessione, nella vita comune.

La democrazia, ragazzi, non è una conquista definitiva, va continuamente realizzata, vissuta, consolidata e interpretata perché i tempi mutano, mutano le forme della comunicazione, come meglio di chiunque altro voi sapete. La democrazia va ogni volta, in ogni tempo, inverata, perché sia autentica nei suoi valori, nelle modalità che cambiano di stagione in stagione. E questo vale anche per la Costituzione, di cui avete parlato, che avete studiato, che non va conservata come una reliquia in una teca. La Costituzione è una realtà viva, che vive perché viene applicata, perché viene attuata, perché viene, nei tempi che mutano, nelle condizioni che cambiano, realizzata sempre, rispettando i suoi valori. Questo è quello che fa vivere la Costituzione, e lo strumento per farla vivere è la partecipazione, l'impegno, il mettersi insieme confrontandosi e parlando, riflettendo e discutendo, e partecipando, perché la democrazia vive della partecipazione e si illanguidisce se non vi è partecipazione.

Ieri furono i giovani che si impegnarono con le armi, - cosa che spero non debba avvenire mai più - con la solidarietà, nascondendo i perseguitati, ospitandoli e rischiando la vita per proteggere persone perseguitate, capendo che è importante la sorte degli altri, non soltanto la propria. Questo è quel che fecero, è quello che ci hanno consegnato come insegnamento di comportamento e di senso della convivenza. E a voi adesso sta il compito, come dice il tema del concorso sulla Cittadinanza attiva, di essere cittadini consapevoli della democrazia, del vostro ruolo, della vostra responsabilità, del fatto che si è ciascuno responsabile di un segmento, di una parte della comune sorte. A voi spetta questo compito, naturalmente non nel mondo com'era quando ero giovane io, ma nel mondo moderno, un mondo diverso, caratterizzato da grandi possibilità di comunicazione, che sono un formidabile strumento di collegamento, di rapporto, di discussione, di conoscenza. Ma occorre sempre pensare che la realtà virtuale non è mai quella reale, e quindi occorre cogliere dei nuovi strumenti che sono preziosi, occorre cogliere le opportunità di arricchimento senza farsene catturare, pensando che gli strumenti sono sempre finalizzati ai valori della convivenza.

Poc'anzi la ragazza che ha parlato, Elena Laura, ci ha ricordato il lavoro della sua classe sulle parole della Costituzione. Concludo con un esempio su questo : tra le molte parole, tutte preziose, della Costituzione, vi sono quelle sulla partecipazione delle donne alla democrazia. Voi sapete, l'avete studiato, che le donne per la prima volta hanno votato in Italia nel 1946, poco più di mezzo secolo fa ; in precedenza, anche prima del fascismo, non avevano diritto al voto. Sembra inverosimile oggi una condizione del genere, ma così è stato a lungo nel nostro Paese, come in altri paesi. Il voto alle donne ha provocato un progresso, una crescita civile di straordinaria positività per il nostro Paese. Adesso tutti vediamo qual è il ruolo delle donne, come è cresciuto - non è ancora compiuto adeguatamente - e cresce giorno per giorno. Perché l'ho ricordato? Per dirvi ancora una volta che la Costituzione è una realtà viva. Questo principio, che è contenuto nella Costituzione, ha iniziato ad applicarsi con qualche fatica quando essa è nata, ma oggi si applica sempre di più. La vita della Costituzione, la sua applicazione, è e sarà nelle vostre mani.
fonte http://www.quirinale.it/

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