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domenica 15 novembre 2015

Da Parigi emergono interrogativi inquietanti

I testimoni dei tragici eventi della sera del 13 Novembre nella zona del decimo e undicesimo distretto hanno raccontato di essere rimasti colpiti dal fatto che gli assalitori fossero sprovvisti dei giubbotti esplosivi.Altre persone hanno riferito che i terroristi, autori delle stragi nei bar e ristoranti delle zona, fossero particolarmentecalmi e loquaci nella loro azione di morte. Capacità elevate di manovrare armi. Vestiario rigorosamente nero. Ilguardian addirittura citando un testimone racconta che uno dei terroristi, mentre sparava, era intento astuzzicare dai piatti della cena.
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Parigi, decimo distretto. Uno dei luoghi della strage.
racconti proseguono con i terroristi che sarebbero riusciti ad allontanarsi senza problemi dalla zona della sparatoria su unaSeat Nera. Nelle ore immediatamente successive alle stragi ci sono state molte voci relative ad una macchine con a bordo quattro uomini pesantemente armati. Le notizie del giorno dopo, Sabato 14 Novembre, parlavano di unaCitroen Berlingocon quattro uomini armati che avrebbe addirittura forzato un casello autostradale. Solitamente segnalazioni di questo genere, in queste particolari situazioni, che finiscono per risolversi nel nulla destano sempre più di un sospetto.
Gli assalitori del teatro e dello stadio erano forniti di cintura esplosiva e sono morti facendosi saltare in aria grazie ad piano preciso che variava dall’uccidere ostaggi al concerto, al terrorismo di massa all’impianto sportivo. In comune l’ultimo atto: il martirio. 
 
Foro su una vetrina causato dai colpi di arma da fuoco della sparatoria di Venerdì notte a Parigi
Foro su una vetrina causato dai colpi di arma da
fuoco della sparatoria di Venerdì notte a Parigi
Vista la maniera in cui l’azione si è svolta complessivamente, è bene non sottovalutare i differenti epiloghi delle vicende. Più attentati in contemporanea, curati minuziosamente per procedere come abbiamo visto.
A colpire è il differente epilogo degli attentati e il diverso destino degli attentatori. Novità assoluta nella cultura jihadista e nella retorica dello Stato Islamico.
Domenica 15 le notizie iniziano a filtrare come riporta sempre Repubblica:
PARIGI – Un’auto utilizzata dal commando che ha compiuto le stragi di venerdì sera a Parigi è stata trovata nella banlieue – la periferia – della capitale francese. E’ una Seat Leon usata dai terroristi e abbandonata a Montreuil, a Seine-Saint-Denis. A bordo tre fucili Kalashnikov. Il ritrovamento fa ipotizzare la presenza di attentatori o complici ancora in fuga.
Nessuno oserebbe mettere in dubbio l’autenticità dell’azione compiuta dai kamikaze islamici. Più difficile decifrare il comportamento dei terroristi messi in salvo con un piano ben studiato per fuggire. Non proprio il profilo di persona che ci immagineremmo pronta per l’ultima missione della propria vita, pronta per il martirio.
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Di seguito la cronaca degli eventi degli attentatori sopravvissuti:
Ore 21,25: Nel X arrondissement, tra il bar ‘Le Carillon’ e il ristorante ‘Petit Camboge’  tre persone scendono da una Seat Leon di colore nero ed esplodono una serie di raffiche sui clienti dei due locali che si trovavano ai tavolini posti all’esterno. Muoiono 15 persone e altre 10 restano ferite gravemente. Sono stati accolti oltre 50 bossoli calibro 7,62.
Ore 21,32alcuni uomini escono da un’auto Seat di colore nero (probabilmente gli stessi dell’attacco delle 21.25) e esplodono raffiche di fucili automatici contro gli avventori del bar ‘A la bonne biere’, davanti alla pizzeria ‘La casa nostra’: 5 morti e 8 feriti lievi. Raccolti sul posto oltre 100 bossoli sempre calibro 7,62.
Ore 21,36: nuova sparatoria davanti al ristorante ‘La belle équipe’, nel XI arrondissement. Un gruppo di uomini (sempre gli stessi tre) esce dalla Seat Nera e mitraglia i clienti seduti in terrazza: 9 feriti, raccolti 200 bossoli calibro 7,62.
http://lastella.altervista.org/da-parigi-emergono-interrogativi-inquietanti/

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