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giovedì 3 dicembre 2015

Bilal, figlio del presidente turco Erdogan, è in fuga dopo essere stato accusato di aver violentato e ucciso le due reporter, americana e britannica



Una nuova scioccante  nota della  Foreign Intelligence Service ( SVR)  riferisce che  al Cremlino si afferma che è stato spiccato unmandato d’arresto per il figlio del presidente turco Recep Erdogan dopo aver mancato di comparire a una udienza della Corte Superiore turca che  indaga sul cartello criminale  “cerchio ristretto” degli Erdogan, inoltre ulteriori indaginida parte di analisti russi lo hanno, anche, accusato dello stupro e omicidio delle giornaliste americana e inglese, le quali  hanno scoperto e riferito, sul sostegno della Turchia  ai terroristi dello Stato Islamico in Siria.
Secondo questa relazione, la SVR è stata autorizzata la scorsa settimana ad aprire un’inchiesta penale internazionale su Bilal Erdogan, il figlio del presidente della Turchia, dopo  aver raggiunto un accordo tra il Presidente Putin e il presidente francese Francois Hollande per indirizzare le indagini sul cartello criminale degli Erdogan dopo l’abbattimento del caccia bombardiere Forze aeree della Federazione in Siria; il ministro dell’Informazione siriano, Omran al-Zoubiha dichiarato che l’azione turca era una vendetta contro la Russia per aver interrotto il busuness del contrabbando di petrolio dello Stato islamico con la Turchia, che ha fatto guadagnare a questi criminali quasi un miliardo di dollari.
Anche se alla SVR è noto da tempo i collegamenti di Bilal Erdogan con i terroristi Stato islamico per conto del cartello criminale di suo padre, continua la relazione,c’erano solo due giornaliste occidentali lo scorso anno che hanno segnalato ai loro telespettatori su questi fatti, Serena Shim e Jacky Sutton, che entrambe sono state violentate e uccisa dalla National Intelligence Organization  turca  (MIT) ordini dati personalmente dal Presidente Erdogan.
la Reporter americana Serena Shim
la Reporter britannica Jacky Sutton
Serena Shim, questa relazione le note, è stata una giornalista al servizio per le notizie occidentale di Press TV iraniana, quando il 19 ottobre 2014 fu catturata, torturata, violentata e uccisa dagli agenti del MIT turchi, pochi giorni dopo aver pubblicato un report splendido e dettagliato sul sostegno della Turchia ai terroristi e dello Stato  Islamico,  dopo il rilascio di questa trasmissione è stata etichettata come “spia” dal cartello criminale Erdogan, un’accusa completamente costruita ha risposto Shim affermando:
Per l’anniversario a un anno del brutale stupro e omicidio di Serena Shim , la continua la relazione, l’ex produttore della BBC Jacky Sutton, e direttore per la Institute of War and Peace Reporting (IWPR) in Iraq , ha iniziato ad approfondire una relazione  sulla sua morte, anche Lei è stata brutalmente violentata e uccisa il 18 ottobre da agenti turchi MIT.
Il MIT “amateur/clumsy/absurd” ha coperto lo stupro e gli omicidi di Serena Shim e Jacky Sutton, rivela la relazione, hanno sostenuto che Shim è stata uccisa in un incidente d’auto dove  né il conducente ne il veicolo sono stati mai identificati  ,  inoltre,   sulla condizione della Sutton,  vogliono far credere che si sia suicidata impiccandosi con i lacci delle sue scarpe in un bagno dell’aeroporto di Istanbul perché aveva perso il suo volo.
Più sconvolgente, continua la presente relazione, è stato che il MIT Turco ha continuato con le sue menzogne su queste morti anche dopo, il 20 ottobre, nonostante  il nuovo video  rilasciato dimostra che Jacky Sutton ha attraversato l’entrata di sicurezza dell’aereoporto di Istanbul in tempo per prendere il suo volo.
Più inquietante, tuttavia, in questa relazione è la videoregistrazione SVR che afferma che la sorveglianza elettronica di Bilal Erdogan nelle date di questi crimini (19 OTTOBRE 2014 e 18 ottobre 2015) lo mostrano nei luoghi esatti di entrambi i delitti di Serena Shim e Jacky Sutton fornendo così un prima-facie (ad un primo sguardo) la sua complicità con il MIT Turco sullo stupro e l’omicidio di queste due donne che giustifica il proseguimento dell’indagine, se non un atto d’accusa a titolo definitivo per stupro e omicidio.
Come sempre la relazione si conclude, i media di propaganda occidentale continuano a insabbiare lo stupro e l’omicidio di questi due reporter eroiche, e che né i regimi americani o britannici si preoccupano di indagare su queste atrocità –ma non è una sorpresa,in quanto l’odio verso le donne sia nel Regno Unito che negli Stati Uniti è ben noto,come dimostra il loro continuo supporto al più grande carcere femminile che il mondo abbia mai conosciuto, in Arabia Saudita.
http://www.complottisti.com/

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