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martedì 22 dicembre 2015

Craig Roberts: gangster Nato e Isis, tutti uniti contro Putin


493134Una delle lezioni della storia militare è che, una volta che la mobilitazione bellica abbia avuto inizio, essa assume una dinamica propria e incontrollabile. Questo potrebbe essere proprio quello che si sta verificando sotto i nostri occhi, non riconosciuto. Nel suo discorso del 28 settembre per il settantesimo anniversario delle Nazioni Unite, il presidente russo Vladimir Putin ha dichiarato che la Russia non può più tollerare l’attuale situazione nel mondo. Due giorni dopo, su invito del governo siriano, la Russia ha iniziato la sua guerracontro l’Isis. La Russia ha avuto rapidamente fortuna nel distruggere i depositi d’armi dell’Isis e nell’aiutare l’esercito siriano a disfarne i successi. La Russia ha distrutto anche migliaia di autobotti, il contenuto delle quali stava finanziando l’Isis trasportando in Turchia il petrolio siriano rubato, dove viene venduto dalla famiglia dell’attuale gangster che governa la Turchia stessa.
Washington è stata colta di sorpresa dalla fermezza della Russia.

Temendo che il rapido successo di tale decisiva azione russa avrebbe scoraggiato i vassalli Nato di Washington dal continuare a sostenere la suaguerra contro Assad e dall’usare il suo Paul Craig Robertsgoverno fantoccio a Kiev per tenere sotto pressione la Russia, Washington ha organizzato con la Turchia l’abbattimento di un cacciabombardiere russo, nonostante l’accordo tra Russia e Nato che non ci sarebbero stati scontri aria-aria nella zona delle operazioni aeree russe in Siria. Anche se nega ogni responsabilità, Washington ha usato la bassa intensità della risposta russa all’attacco, per il quale la Turchia non si è scusata, per rassicurare l’Europa che la Russia è una tigre di carta.

Le “prostitute” occidentali hanno strombazzato: la Russia è una tigre di carta.

La bassa intensità nella risposta del governo russo alla provocazione è stata usata da Washington per rassicurare l’Europa che non vi è alcun rischio nel continuare la pressione sulla Russia in Medio Oriente, Ucraina, Georgia, Montenegro e altrove.

L’attacco di Washington ai soldati di Assad viene utilizzato per rafforzare la convinzione che si sta inculcato nei governi europei che il comportamento responsabile della Russia per evitare la guerra è invece un segno di paura e di debolezza.

Non è chiaro fino a che punto i governi russo e cinese capiscano che le loro politiche indipendenti, ribadite dai presidenti di Russia e Cina il 28 settembre, siano considerate da Washington come “minacce esistenziali” per l’egemonia statunitense.
La base della politica estera degli Stati Uniti è l’impegno ad evitare il sorgere di poteri in grado di condizionare l’azione unilaterale di Washington.
La capacità di Russia e Cina di fare proprio questo li rende entrambi un obiettivo.

Washington non si oppone al terrorismo.

Ha creato appositamente il terrorismo per molti anni.

Il terrorismo è un’arma che Washington intende utilizzare per destabilizzare la Russia e la Cina esportandolo alle popolazioni musulmane in Russia e Cina.

Washington sta usando la Siria, come una volta l’Ucraina, per dimostrare l’impotenza della Russia all’Europa – e anche alla Cina, essendo una Russia impotente un alleato meno attraente per la Cina.

Per la Russia, la risposta responsabile alle provocazioni è diventata una forma di passività, perché incoraggia ulteriori provocazioni.

In altre parole, Washington e Putinla sprovvedutezza dei suoi vassalli europei hanno messo l’umanità in una situazione molto pericolosa, in quanto le uniche scelte rimaste a Russia e Cina sono quelle di accettare il vassallaggio americano o di prepararsi per la guerra.

Putin deve essere rispettato per aver riservato più valore alla vita umana di quanto non facciano Washington e i suoi vassalli europei, e per aver evitato risposte militari alle provocazioni.
Tuttavia, la Russia deve fare qualcosa per rendere i paesi della Nato consapevoli che ci sono gravi costi nel loro essere così accomodanti verso l’aggressione di Washington contro la Russia.

Ad esempio, il governo russo potrebbe decidere che non ha senso vendere energia ai paesi europei che si trovano in uno stato di guerra di fatto contro la Russia. Con l’inverno alle porte, il governo russo potrebbe annunciare che la Russia non vende energia ai paesi membri della Nato.

La Russia avrebbe perso i suoi soldi, ma è più conveniente che perdere la propria sovranità o una guerra.

Per porre fine al conflitto in Ucraina, o per aumentarne l’intensità oltre la volontà dell’Europa a parteciparvi, la Russia potrebbe accettare le richieste delle province separatiste di ricongiungersi con la Russia. Per Kiev, continuare il conflitto significherebbe che l’Ucraina dovrebbe attaccare la stessa Russia.

Il governo russo ha fatto affidamento su risposte responsabili e non provocatorie.

La Russia ha adottato un approccio diplomatico, confidando su governi europei realisti, capaci di rendersi conto che i loro interessi nazionali divergono da quelli di Washington e in grado di cessare di consentire la politica egemonica di Washington.

La politica della Russia finora non ha avuto successo.

Le risposte responsabili della Russia sono state utilizzate da Washington per dipingere la Russia come una tigre di carta che nessuno deve temere.

Ci ritroviamo con il paradosso che la determinazione della Russia ad evitare laguerra ci sta Il bombardiere Su-24 abbattuto dai turchiportando direttamente in guerra. Che i media russi, il popolo russo e la totalità del governo russo lo capiscano o meno, questo deve essere evidente per i militari russi. Tutto ciò che i capi militari russi devono fare è guardare la composizione delle forze inviate dalla Nato per “combattere l’Isis”.

Come fa notare George Abert, gli aerei americani, francesi e britannici che sono stati dispiegati sono aerei da combattimento il cui scopo è il combattimento aereo, non l’attacco al suolo.

I caccia non sono stati dispiegati per attaccare l’Isis a terra, ma per minacciare i cacciabombardieri russi che stanno attaccando i bersagli dell’Isis al suolo.

Non vi è dubbio che Washington stia spingendo il mondo verso l’Armageddon e l’Europa ne sia l’attivatore. I pupazzi “acquistati-e-pagati-come-marionette” di Washington in Germania, Francia e Regno Unito sono stupidi, indifferenti o impotenti a sfuggire alla morsa di Washington.

A meno che la Russia non svegli l’Europa, la guerra è inevitabile.

I guerrafondai neocon totalmente malvagi e stronzi hanno insegnato a Putin che la guerra è inevitabile? Guardate questo video:
in cui Putin dice: «Cinquant’anni fa anni fa le strade di Leningrado mi hanno insegnato una lezione: se la lotta è inevitabile, colpisci per primo!».
(Paul Craig Roberts, “La guerra è all’orizzonte: è troppo tardi per fermarla?”, intervento pubblicato sul blog di Craig Roberts, tradotto da “Spondasud” e ripreso da “Megachip” il 14 dicembre 2015. Eminente economista e analista geopolitico, Craig Roberts è stato membro del governo di Ronald Reagan).
Fonte: qui

STANNO DECIDENDO ANCHE DOVE VERRA’ COMBATTUTA LA PROSSIMA GUERRA di Antonio de Martini

In questi giorni sono in corso negoziati molto differenti tra loro ( Svizzera, Vienna, New York, Parigi, Marocco)con un fil rouge in comune: i rapporti tra Stati Uniti e Russia. Tutti gli altri sono comparse di scena. E’ già successo nel corso degli anni 70 e ottanta.
In ambito NATO si dibatté un argomento principe articolato in più capitoli vertenti tutti attorno allo stesso timore. Se gli USA avrebbero rischiato di incassare dei missili nucleari  sul loro territorio pur di difendere l’Europa o se il vecchio continente sarebbe stato ancora una volta il campo di battaglia in cui gli eserciti si sarebbero scontrati come nelle due precedenti tornate del conflitto con distruzioni che avrebbero risparmiato il territorio USA. I protagonisti erano USA e Russia e lo sono tutt’ora.
Il crollo del muro di Berlino ci ha fornito una serie di risposte sul passato e la crisi attuale dell’area MENA cerca di darci risposte sul futuro.

Quando si conobbero i piani del Patto di Varsavia, si constatò che il solo porto e le  infrastrutture di Amburgo avrebbero ricevuto ben  trenta bombe nucleari tattiche per avere la certezza che la costa tedesca non avrebbe potuto offrire infrastrutture e spazi a uno sbarco alleato alle spalle delle truppe URSS in avanzata verso Parigi e i Pirenei.

L’Italia, sarebbe stata più fortunata anche se l’esercito ridicolizzato: violata la neutralità austriaca, le truppe dell’est  ( con a capo di stato maggiore dell’armata un colonnello ungherese) avrebbero ripercorso la strada dellastrafexpedition austroungarica del 1916, penetrando dal trentino, aggirando il nostro schieramento sull’Isonzo o il Tagliamento e puntando subito sulla direttrice Milano-Torino-Lione, snobbando lo schieramento predisposto della linea gotica alla rovescia ( oltre 200 pezzi di artiglieria pesante) e i nostri reparti corazzati ancorati a difesa del “Lubiana Gap”.
Dopo l’implosione del Patto di Varsavia, quindi, la NATO cercò di espandersi verso est per aumentare comunque  lo spazio  necessario a un attaccante dall’est per giungere a Bonn e a Parigi.

La forza mobile della NATO ha notoriamente bisogno di due giorni per schierare in via di urgenza 40.000 uomini ( due divisioni e mezza di diversa provenienza, lingua e addestramento e che potrebbero non essere distaccate da un paese che si senta direttamente minacciato), ma per fermare una trentina di divisioni omogenee ( trecentomila uomini circa) ci vuole ben altro. Serve tempo e per avere tempo, serve spazio.

Dagli originari 12 membri fondatori della NATO del 1949 ( poi aumentati nel 1952 di due unità con Grecia e Turchia ed infine arricchiti della Germania destinata a far da cuscinetto al primo attacco verso la Francia), oggi la NATO conta 29 paesi membri e tutti atti a costituire un’area di difesa contro una eventuale penetrazione da est,oppure una minaccia sui fianchi – da nord e da sud – a un attaccante proveniente dalla Russia e diretto verso l’Atlantico.
Naturalmente si tratta di paesi la cui rilevanza militare è minima ( a nord le tre repubbliche baltiche e a sud Romania, Bulgaria e Moldova), ma il cui territorio potrebbe costituire una testa di ponte amica dovendo sbarcare alle spalle di una armata attaccante o in procinto di farlo.
Un attacco di sorpresa che impedisca agli americani di sbarcare  per riconquistare l’Europa e marciare su Mosca, oggi non è più fattibile sulle orme dei piani Sclieffen e Moltke, ma lo potrebbe essere su una direttrice più a nord ( Norvegia-Inghilterra) ) o più a sud ( Iran-Marocco)
Ecco perché l’area del Levante ( Turchia , Siria e Giordania) è indispensabile alla strategia di entrambi gli schieramenti: la prossima guerra non potendo contare su una rapida occupazione del continente europeo, deve potersi impadronire della riva sud del mediterraneo, isolare la VI flotta USA nel Mediterraneo puntando su Gibilterra da sud, dopo aver forzato i dardanelli e ridotto la Turchia a cenere.
A questa strategia di lungo respiro tipicamente orientale, gli USA hanno risposto cercando di inserirsi in Asia con una catena di basi ( Kazakistan, Afganistan, Turkmenistan), ma sono stati bloccati dai “cinque di Shangai” e, forse, dalle chiacchiere di Hillary Clinton che in una audizione al Congresso ha parlato troppo. In Europa, ha aperto due nuove basi aereo-navali in Spagna.
Altro tentativo è stato fatto con il riarmo del Giappone, Formosa e della Corea del Sud ed il rinnovo degli accordi militari con Filippine e Australia.
Nonché con un pressing sull’India dove hanno propiziato l’arrivo al potere di Modi e dove non osano intervenire neppure a difesa dei nostri marò presi in  una morsa di interessi più grandi di loro e dell’Italia.

La scelta finale dell’India – primo cliente della Russia per le armi  e nemico del Pakistan grande amico degli USA sul piano nucleare –  determinerà la vittoria della grande partita geopolitica in corso.

Una seconda battuta d’arresto al piano russo è stata tentata dal regime change in Siria, Libia e Libano in buona sostanza finito male, anche se Israele e Turchia sono stati riavvicinati a forza e il Libano mira a barcamenarsi più verso ovest .

L’Iran che in caso di schieramento con l’Ovest  dovrebbe sostenere il primo urto, cerca di flirtare con tutti in attesa di capire meglio la posizione Indiana per lei essenziale.

Putin, colpendo ISIS con una pluralità di mezzi che non è sfuggita a nessuno, ha tentato di dimostrare che non esiste un gap tecnologico con gli USA.

Dai lanci di missili coi sottomarini ( Siamo gia nel mediterraneo) a quelli dal Caspio ( Iran, sappi che anche se non abbiamo basi fisse abbiamo navi nelle vicinanze) ai cacciabombardieri ( colpiamo dove vogliamo) agli abbattimenti dell’aereo russo ( Siamo pù forti noi in elettronica) i contendenti si sono scambiati messaggi chiari per gli esperti fingendo di appassionarsi alle comparse arabe di contorno.
Per la NATO è imperativo tranquillizzare la Turchia e Israele che sono i due paesi su cui l’alleanza può certamente contare per contenere una eventuale spinta offensiva russa mirante a raggiungere Tangeri e Gibilterra e minacciare l’Europa dal sud, proprio come il Giappone nel 1941/2 conquistò da terra l’accesso all’oceano indiano di Singapore, mentre i cannoni inglesi erano stati costruiti nel cemento e tutti puntati verso il mare.
Questa disegno strategico non è detto debba realizzarsi – oggi le guerre si vincono coi calcoli a tavolino senza doversi misurare sul terreno –  ma aiuta a capire quel che sta accadendo e il perché di 85 guarnigioni USA in Africa dopo un trentennio di assenza politica ed economica dal continente, tanta pazienza americana verso Israele e la Turchia, tanta attenzione russa verso l’Europa e la Germania, tanta paura dei tedeschi verso entrambi gli schieramenti e tanta distrazione verso attori di contorno come il Qatar e l’Arabia saudita utile deposito di arsenali  sulla via di Suez.
Fonte: qui
tratto da unaliraperlitalia.altervista.org

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