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sabato 19 dicembre 2015

Gioele Magaldi: "Gelli? Capro espiatorio usato da poteri sovranazionali"

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Gioele Magaldi, il Gran Maestro del Grande Oriente Democratico, svela in un'intervista ad Affaritaliani.it le verità nascoste su Licio Gelli e la P2, a pochi giorni dalla scomparsa di uno dei personaggi più controversi della storia italiana.

E' morto Licio Gelli. Che cosa si sente di dire sulla scomparsa di questo personaggio controverso della recente storia italiana?
Intanto, è necessaria una doverosa premessa. Il mio modo di essere massone e di interpretare la tradizione libero-muratoria è notoriamente agli antipodi di quello che è stato il modo di Licio Gelli e dei piduisti in genere. Costoro si collocano nel solco di una massoneria che definirei contro-iniziatica, reazionaria e neo-aristocratica. Secondo gli epigoni di questo tipo di massoneria, agli “iniziati” spetta il diritto-dovere di governare su masse di esseri umani “profani” trattati come neo-sudditi e non come cittadini.  Secondo costoro, le istituzioni massoniche devono imporre sul piano sociale e politico una governance gerarchica, oligarchica ed elitaria. Non per caso, Gelli, già ultra-novantenne, si definiva ancora un fascista convinto e orgoglioso, che sarebbe morto come tale. Per il sottoscritto, invece (democratico, liberal-socialista, libertario, rooseveltiano e anti-fascista convinto, oltre che anti-comunista), e per le sorelle e i fratelli dell’area di Grande Oriente Democratico, la massoneria si configura come una avanguardistica aristocrazia filosofico-spirituale che storicamente ha creato e diffuso a vantaggio di tutta l’umanità i valori di libertà, fraternità, uguaglianza, laicità, tolleranza e pluralismo, lottando e vincendo per affermare democrazia, stato di diritto, diritti inalienabili dei cittadini e degli individui, società aperte, sovranità popolare. Cioè, lo ribadisco, la massoneria, dal mio punto di vista (confermato dagli eventi degli ultimi tre secoli, nel corso dei quali la Libera Muratoria ha edificato una contemporaneità libera, pluralista e democratica), si configura come composta da “aristoi” solo sul piano spirituale. Ma questi “migliori”, temprati da una disciplina sapienziale molto dura e selettiva, sono stati e dovrebbero essere gli agguerriti guardiani e promotori della democrazia sostanziale a tutti i livelli della governance, sia globale che locale. Tutto ciò premesso, vorrei comunque salutare con rispetto ed equanimità la morte di Licio Gelli, compiendo un atto di umana, cristiana e massonica compassione/misericordia verso un libero muratore che da poco è passato all’Oriente Eterno e che, dagli anni ’80 ad oggi, è stato oggetto di costante demonizzazione a senso unico. Un uomo utilizzato come capro espiatorio di tutti i mali massonici e di tante nefandezze compiute da circuiti di potere sovranazionale sul suolo italiano. Mali e nefandezze di cui, in diversi casi (vedi alcune stragi e il rapimento e l’omicidio di Aldo Moro), non erano colpevoli né Gelli né la P2.
Di Licio Gelli se n'è parlato molto ma di lui e della P2 non si sa davvero molto. Chi era veramente e che cos'era davvero la P2?
Credo di aver offerto, in molte pagine del libro Massoni. Società a responsabilità illimitata. La scoperta delle Ur-Lodges, Chiarelettere Editore, alcune definitive chiarificazioni sulla figura e la storia di Licio Gelli e della Loggia P2. Ad esempio, nessuno, prima di me, aveva raccontato della dipendenza della P2 dalla Ur-Lodge (Super-Loggia sovranazionale) “Three Eyes”, né aveva spiegato la derivazione del famigerato Piano di Rinascita democratica piduista dal documento noto come “The Crisis of Democracy”, pubblicato e diffuso dall’associazione paramassonica “Trilateral Commission”, ma partorito e distillato proprio in seno alla massonica “Three Eyes”. La P2, nelle intenzioni dei suoi danti causa internazionali, doveva costituire il retroterra ideologico e infrastrutturale riservato di un regime dispotico e tecnocratico che si voleva implementare, in Italia, ad imitazione di ciò che si fece in Grecia nel 1967 con il Regime dei Colonnelli e in America latina con l’Operazione Condor. Si vedano a tal proposito i casi eclatanti di involuzione anti-democratica realizzati in Cile, Argentina e altrove, lungo gli anni ’70 del Novecento. Se il golpe non si realizzò mai, in Italia, nonostante Gelli e diversi piduisti tentassero a più riprese (tre) di facilitarne l’attuazione (ma con una regia che veniva da circuiti massonici reazionari sovraordinati alla P2; vedi Three Eyes e superlogge satelliti), fu grazie all’intervento di alcuni massoni democratici in servizio presso la Cia, a Roma, e grazie a un grande massone progressista come Arthur Meier Schlesinger Jr., massimo ideologo della New Frontier kennediana e più volte Maestro Venerabile della Ur-Lodge democratico-progressista “Thomas Paine”, alla quale ho personalmente avuto il privilegio di essere iniziato nel 2010, salvo mettermi in sonno nel 2014, per lavorare a progetti massonici internazionali ancora più avanguardistici e innovativi.
Ha portato con sé tutti i suoi segreti oppure ce ne sono ancora in circolazione e ora il suo archivio segreto rischia di venire fuori?
L’archivio segreto di Licio Gelli è pieno di potenziali rivelazioni che, negli anni, sono servite a Gelli e ad altri soprattutto come strumenti “salvavita” e come merce di scambio per qualche utilità marginale. Adesso, qualche documento rischia di venire fuori e qualche altro potrà essere usato come arma di ricatto e intimidazione.
Chi ha paura dei segreti custoditi da Gelli?
In tantissimi. Specialmente tutti coloro che hanno interesse a tenere nascosta la diretta filiazione e dipendenza della Loggia P2 dalla Superloggia Three Eyes, una entità massonica reazionaria, neoaristocratica e antidemocratica. E per capire chi siano diversi tra costoro, basta andare a leggersi il libro Massoni e anche esaminare quali personaggi gravitino, tra Italia ed Europa, in area Trilateral Commission, una società paramassonica originata dalla Three Eyes al pari della Loggia P2. Sono proprio coloro che oggi hanno paura che emergano documenti dell’archivio gelliano gli artefici dell’attuale destrutturazione involutiva della democrazia e della prosperità economico-sociale, sia in Italia che in Europa. Ed è proprio per fronteggiare costoro che, sul piano massonico, è stato costituito il Grande Oriente Democratico (www.grandeoriente-democratico.com) e sul piano politico il Movimento Roosevelt. Esorto le cittadine e i cittadini giustamente preoccupati di tutelare la democrazia sostanziale, le proprie aspirazioni al benessere socio-economico e la propria sovranità pro-quota, ad approfondire con attenzione principi, finalità e iniziative del Movimento Roosevelt (www.movimentoroosevelt.com), a partire dalla candidatura di Nino Galloni quale nuovo Sindaco keynesiano, rooseveltiano e fieramente democratico per un New Deal di Roma Capitale
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http://www.affaritaliani.it/cronache/licio-gelli-parla-gioele-magaldi-398651.html

1 commento:

  1. SE non ci fosse stato Gelli con i Protocolli di Castiglion Fibocchi e la sua P 2 non avrebbe preso inizio quel processo di "frana della democrazia italiana", iniziato con la cancellazione del sistema proporzionale che passo dopo passo ha portato all'attuale situazione di finzione politica e allo sgretolamento dei valori un tempo garantiti dalla Costituzione sottoscritta a suo tempo con un patto di sangue versato da tutti coloro che combatterono per la Libertà.

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