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martedì 1 dicembre 2015

Il grido di guerra di Hillary


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Se siete uno dei milioni di Americani che ritengono Hillary Clinton un pessimo futuro Presidente, allora congratulatevi con voi stessi, perché questo è esattamente ciò che ha dimostrato ieri [ormai alcuni giorni fa, NdT]. In un discorso al Consiglio per gli Affari Esteri (CFR), la Clinton ha detto senza mezzi termini che, se nel 2016 verrà eletta, trascinerà la nazione direttamente in guerra. Ricorrendo allo stesso immaginario del suo gemello ideologico, George W. Bush, la Clinton ha tuonato per un’ora e mezzo su Siria, guerra, terrorismo, no-fly zones, guerra, Jihadismo radicale, guerra e “minacce metastatizzate”, qualunque cosa esse siano. Oh, ho parlato di guerra per caso?
Seriamente, anche se i Democratici si rammaricano e sostengono di non aver mai pensato che Obama sarebbe diventato la delusione che è stata, la stessa cosa non si può dire della Clinton. Madama Segretaria ha un pedigree bello lungo e gli avvertimenti sull’etichetta sono scritti a caratteri nitidi e facili da leggere. Non c’è proprio nessuna scusa per chi voglia votare un elemento ormai ben noto come Hillary, e poi lamentarsi di non aver capito che razza di incallita, calcolatrice, vecchia bisbetica fosse veramente questa donna. La belligeranza della Clinton è ormai cosa ben nota. E’ davanti a noi, e possiamo vederla tutti. Ha votato per l’intervento in Iraq, ha sostenuto il fiasco in Libia e ora si sta caricando per la Siria. La sua politica estera assetata di sangue è solo un po’ più a sinistra di quella di John McCain e del suo socio, scappato dal manicomio, Lindsey Graham. Detto in parole semplici: un voto per la Clinton è un voto, volente o nolente, per diffondere sempre più la stessa morte e distruzione in tutto il pianeta, alla eterna ricerca del dominio imperiale. E’ così semplice. Ecco un estratto del suo discorso:
“…dobbiamo essere chiari su ciò che abbiamo di fronte. Dopo (i fatti di) Parigi, abbiamo visto attacchi terroristici letali in Nigeria, Libano, Iraq e un aereo civile russo distrutto sopra il Sinai. Al centro del panorama odierno del terrore c’è l’ISIS. Questi perseguitano minoranze etniche e religiose, rapiscono e decapitano i civili, uccidono i bambini. In continuazione schiavizzano, torturano e stuprano donne e bambine. L’ISIS opera su tre livelli che si autosostengono: una enclave fisica in Iraq e Siria, una rete terroristica internazionale che comprende affiliati sia in regione che altrove e una connotazione ideologica di Jihadismo radicale. Dobbiamo colpirle e distruggerle tutte e tre. E il tempo è quello che conta. L’ISIS sta dando prova di nuove ambizioni, portata e capacità. Dobbiamo fermare lo slancio di questo gruppo e poi spezzarlo”… (Una conversazione con Hillary Clinton, Consiglio per le Relazioni Estere)
Vi siete fatti il quadro? L’ISIS è dappertutto, in Siria, in Iraq, in Europa, negli Stati Uniti, nell’armadio, sotto il tappeto…., ovunque. E allora dobbiamo darci da fare e ammazzarli tutti subito, prima che stuprino le nostre donne, taglino la testa ai nostri figli e ci facciano diventare tutti loro schiavi sessuali.
Aveta già udito questo mantra prima d’ora? Magari anche solo una volta o due?
Naturalmente questa è musica alle orecchie dei fabbricanti di armi, dei  banchieri tronfi e dei buoni a nulla che affollano queste pompose riunioni. A loro piace proprio l’idea di una guerra senza fine, una guerra eterna, una guerra che si allunga in tutte le direzioni, per tutti i continenti, eterna e perenne. Questo è sempre stato il sogno delle élites, vero? Essere certi che ci si scanni in continuazione, in modo che  possano prestarci i soldi per comprare le armi che ci permetteranno poi di eliminarci a vicenda il più efficientemente possibile? Questa per certa gente è la ninnananna di Brahms, ma per tutti gli altri è puro inferno.
E che cosa avrebbe in programma per noi la Clinton, se è lecito sapere, una volta che abbia prestato giuramento e si sia comodamente insediata nello Studio Ovale? Beh, naturalmente ancora guerra. Guardate un po’:
“Gli Stati Uniti e la nostra coalizione internazionale hanno portato avanti questa lotta per più di un anno. E’ tempo di iniziare una nuova fase ed intensificare ed espandere i nostri sforzi per schiacciare il cosiddetto Califfato e sottrarre all’ISIS il controllo del territorio in Iraq e Siria. Bisogna iniziare con una più efficace campagna aerea della coalizione, con più aerei da parte degli alleati, più attacchi e una più ampia scelta di bersagli…. E dobbiamo ammettere che, per avere successo, gli attacchi aerei devono essere coordinati con le truppe a terra che attualmente stanno riprendendo sempre più territorio all’ISIS. Come il Presidente Obama, io non credo che dovremmo nuovamente avere 100.000 soldati americani che combattono in Medio Oriente. (Una conversazione con Hillary Clinton, Consiglio per le Relazioni Estere – CFR)
Una “nuova fase” nella guerra al terrore, dice lei, e ci costerà solo 100.000 uomini, più o meno…all’inizio, naturalmente. E certo, per fare il calcolo ha fatto ricorso alla sua vasta esperienza militare. Oh, giusto, lei non ha alcuna “vasta esperienza militare”, infatti non ha proprio nessuna esperienza militare, è stata solo un tirapiedi diplomatico al Dipartimento di Stato che non sa nulla di queste faccende.
Ma, dopo tutto forse siamo un po’ troppo severi, anche Don Rumsfeld non aveva alcuna esperienza e guardate che cosa è riuscito a fare.
Eccone ancora: “Dobbiamo gettare le fondamenta per un secondo “Risveglio Sunnita”. Dobbiamo continuare a far pressione sul governo di Bagdad perché metta a posto la sua politica interna, continui sulla strada della riconciliazione nazionale e, infine, istituisca una Guardia Nazionale.” (CFR)
E dobbiamo anche cavalcare gli unicorni sopra l’arcobaleno nel bellissimo e scintillante futuro che ci aspetta nel Paese delle Meraviglie. Più o meno è la stessa cosa, giusto?
Sono almeno 10 anni che il governo di Washington sta cercando di portare a termine quello che la Clinton sta raccomandando e, immaginate un po’, non c’è mai riuscito. E non ci riuscirà, perché è un sogno impossibile. Gli Iracheni non “si faranno avanti, in modo che noi si possa fare un passo indietro”. (Questa la ricordate, vero?). Non succederà proprio. Lei lo sa e lo sanno anche tutti quelli che la ascoltano. Sta solo stendendo una cortina fumogena per far capire ai veri capoccia che manderà religiosamente avanti le loro maledette guerre fino alla fine dei tempi. Questo è quello che sta realmente succedendo, o c’è qualcuno che crede veramente che questi tagliagole di plutocrati vogliano davvero un Medio Oriente più stabile e più sicuro?
Certo, questo è in cima alla loro lista, subito dopo l’aumento dei salari ai lavoratori.
Ancora la Clinton: “Dobbiamo immediatamente impegnare le truppe per le Operazioni Speciali, già autorizzate del Presidente Obama, ed essere pronti a dispiegarne ancora di più, dal momento che sempre più Siriani partecipano ai combattimenti. E dovremmo modificare e incrementare i nostri sforzi per sostenere ed equipaggiare le forze di opposizione siriane che si dimostrino capaci. Il nostro maggior sostegno dorebbe andare di pari passo con quello dei nostri partners arabi ed europei, incluso l’utilizzo di forze speciali che diano il loro contributo ai combattimenti sul campo.” (CFR)
Ed eccoci di nuovo: più Operazioni Speciali, più armi e soldi per quei tizi poco raccomandabili con il pigiama nero, legami più stretti con i balordi di Ankara e Riyad che nutrono il terrorismo. Intensificare, ampliare,potenziare e accrescere il nostro coinvolgimento. E perché no? E cosa mai potrebbe andare storto?
Ancora la Clinton: “Dovremmo anche lavorare con la coalizione e i Paesi confinanti per imporre una no-fly zone che impedisca ad Assad di massacrare dall’aria i civili e l’opposizione. Le forze di opposizione sul terreno, con il supporto materiale della coalizione, potrebbero allora essere d’aiuto nel creare zone di sicurezza nella regione, dove i Siriani potrebbero rimanere, invece di cercare rifugio verso l’Europa”. (CFR)
Qui è dove quella fantasista in carriera della Clinton sbrocca veramente. Casomai non lo aveste notato, Russia, Iran ed Hezbollah stanno attualmente portando avanti le operazioni militari in Siria. Lo scopo di queste operazioni è quello di prevenire un cambio di regime, mantenere integra la sovranità dello Stato (cioè rendere sicuri i confini) e nel frattempo uccidere quanti più stronzi jihadisti è umanamente possibile. Il Presidente Russo Vladimir Putin non permetterà agli Stati Uniti, e invero a nessun altro, di annettersi davvero una parte della della Siria per continuare a condurre la loro, non così tanto clandestina, guerra per procura contro Assad. Questo non succederà proprio. E se la Clinton dovesse essere dell’errata opinione che siano gli Stati Uniti a dettare le regole del gioco, allora è destinata ad un brusco risveglio.
Un conto è vomitare questo farneticare bellicoso di fronte a quelli che la pensano come lei al CFR, ma tutt’altra cosa è cercare di far funzionare questo piano sconclusionato. Il problema è che la Clinton non sembra accorgersi della differenza, perché lei è quello che potreste chiamare “un vero credente”, uno di quei rari individui che credono veramente nella missione imperiale di conquistare i popoli e di farli confluire sotto il benevolo dominio dello Zio Sam. Lei è una che, se le dicono di buttarsi nel pozzo, lo fa; una persona che rischierebbe uno scontro con Putin solo per dimostrare qualcosa, solo per comprovare che la nazione eccezionale ha un ruolo eccezionale nell’obbligare tutti ad obbedire ai suoi eccezionali diktat. Questa è Hillary in due parole, un socio fondatore del Talebanesimo Americano [vedi: http://rationalwiki.org/wiki/American_Taliban], un’estremista impenitente, capace di scatenare una guerra nucleare, casomai riuscisse ad avvicinarsi quel che basta al Grande Pulsante Rosso. Questa eventualità è ciò che ogni Americano in età per votare dovrebbe assolutamente scongiurare, o per tutti noi sarà la fine.
Un ultimo estratto: “Ora, molta di questa strategia di entrambe le parti si impernia sui ruoli dei nostri partners, arabi e turchi….perché alla fine i nostri sforzi avranno successo solo se Arabi e Turchi si impegneranno in modo molto più deciso. Questa è la loro lotta e devono agire di conseguenza….(ma) non c’è alternativa ad una transizione politica che permetta ai Siriani di porre fine al dominio di Assad…” (CFR)
Così, anche se Assad non corre immediato pericolo di essere rimosso, la Clinton insiste che tutti gli sforzi per far cadere Assad debbano continuare.
Questo non ti preoccupa, caro lettore? Non ti fa capire che, se ne avrà anche solo una mezza possibilità, la Clinton intensificherà la guerra e userà truppe di terra turche e statunitensi per lanciare l’invasione della Siria? Leggete di nuovo gli estratti. Che cos’altro potrebbero voler significare?
I lettori dovrebbero leggersi accuratamente la trascrizione del CFR per vedere se esagero o no. Questa è roba seria. Niente piacerebbe di più ad Hillary Clinton che mettersi la divisa dei Rough Riders [vedi: https://it.wikipedia.org/wiki/Rough_Riders] e guidare la nazione direttamente nella Terza Guerra Mondiale. Dobbiamo fare in modo che questo non capiti mai.
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Articolo di Mike Whitney pubblicato su Counter Punch il 20 Novembre 2015
Tradotto in italiano da Mario per Sakeritalia.it

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