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venerdì 18 dicembre 2015

Il Qatar Svelato


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Quando il Qatar ha ricevuto la sua indipendenza dalla Gran Bretagna nel 1971, la sua popolazione era appena di 100.000 abitanti. Cinquant’anni più tardi, la sua popolazione è aumentata a dismisura a quasi 2,2 milioni, ma solo 275.000 sono veri e propri qatarioti. Per il resto non sono immigrati, né hanno intenzione di essere integrati nella popolazione come cittadini a pieno titolo: sono semplicemente espatriati assunti a contratto, impiegati in compiti diversi e, quando hanno finito il loro lavoro, tornano alle loro case.
Nei secoli precedenti alla propria indipendenza, i vari emiri del Qatar che si sono succeduti hanno combattuto battaglie feroci con i governanti del Bahrein e i wahhabiti di Najd (diventati in seguito l’Arabia Saudita). La famiglia Al-Thani ha ottenuto il trono alla metà del XIX secolo, e continua a mantenerlo oggi.
La penisola, segnata da conflitti regionali e tribali, era un pittoresco centro di pesca delle perle fino a quando il petrolio vi è stato scoperto negli anni ’30.
Quando gli inglesi hanno dichiarato il Qatar come un protettorato, è stato raggiunto un accordo di reciprocità tra i governanti del Qatar e gli inglesi, in cui la Gran Bretagna voleva garantirsi rotte commerciali sicure, mentre il Qatar aveva bisogno di protezione dai propri vicini e rivali.
La ritrovata ricchezza petrolifera potrebbe aver ridotto di coloro per le tribù in guerra la necessità di continuare a combattere per risorse limitate, ma non ha cancellato le loro rivalità e l’odio le une verso le altre. Di fatto, il Qatar ha rifiutato di aderire agli Emirati Arabi Uniti e ha scelto invece l’indipendenza.
L’apparentemente unito Consiglio di cooperazione del Golfo (GCC) è in realtà un consorzio di antichi nemici che sono stati portati insieme dalla paura comune di aspiranti invasori interessati alle loro ricchezze. Certo, al di là e al di sopra della loro paura gli uni degli altri, hanno anche paura dell’Iran e questa paura risale ai tempi dello Scià e ancora più in là, ed è molto più profonda di un puro e semplice odio settario tra sunniti e sciiti.
La sicurezza è sempre stata un’ossessione del Qatar, e non ci vuole molto sforzo di ricerca per sapere dei molti conflitti militari che il Qatar ha avuto con i propri vicini. È una lunga storia di inganno, tradimento, diffidenza, invasioni e saccheggi. E ciò che è interessante è notare che storicamente parlando, i governanti del Qatar non hanno avuto scrupoli a cercare protezione da parte di amici lontani contro i loro vicini locali.
Ma perché un paese che non è mai stato un vero e proprio Stato fino a poco tempo fa, una cosiddetta nazione che ha una popolazione che non è più grande di quella di un singolo quartiere di Damasco, Aleppo o Baghdad, perché una piccola entità tanto insignificante vuole essere un leader regionale? E perché vuole essere così inflessibile nell’utilizzo di islamisti jihadisti per distruggere stati molto più antichi e più grandi come Iraq, Libia e Siria?
Quanto più si guarda a quello che il Qatar sta facendo, tanto più la questione del perché lo fa diventa meno significativa. Il discorso cambia dal perché il Qatar fa quello che sta facendo a che cosa è realmente il Qatar.
Il Qatar non è una nazione. Non ha le fondamenta di una nazione. Il Qatar non è neppure uno stato, avendo la popolazione di un comune, e non è sicuramente un leader regionale.
Il Qatar dovrebbe essere visto per quello che è. Il Qatar è semplicemente una compagnia molto grande e ricca. Non è diverso dalla Shell Oil o dalla BP, con la sola differenza che ha un mandato delle Nazioni Unite, che gli conferisce un seggio di membro delle Nazioni Unite e la legittimità che viene con esso, cosa che le aziende private non hanno.
Questo sulla scena politica. Sulla scena militare, il Qatar è una “compagnia” molto più sinistra. Sotto questo aspetto, non è un partner occidentale, una colonia, uno stato vassallo, uno stato agente o un alleato in un’alleanza militare strategica.
Il Qatar è semplicemente un avamposto, un distretto, ma non dell’America, come si può pensare a prima vista.
L’ascesa alla ribalta della compagnia di sicurezza Blackwater, un paio di decenni fa, ha sollevato qualche perplessità sulla natura della futura dipendenza di stati ricchi dalla sicurezza mercenaria. Il Qatar certamente dipende dagli Stati Uniti per la sua difesa, come storicamente era dipeso dalla Gran Bretagna. Strategicamente, ha scambiato favori con il “Grande Fratello” americano, quando ha offerto il suo suolo come base per lanciare attacchi contro Saddam.
Geopoliticamente, il Qatar ha giocato un ruolo importante servire gli interessi dello stesso “Grande Fratello” in Siria. Ha speso miliardi in munizioni per rifornire il fronte Al-Nusra e altre organizzazioni terroristiche all’interno della Siria. Parlando della Siria, non bisogna dimenticare il ruolo enorme che il Qatar ha giocato in Libia contro Gheddafi.
In Libia come in Siria, il ruolo del Qatar non si è limitato a finanziare rivolte, ma il Qatar ha anche contribuito in modo significativo alla campagna di propaganda, utilizzando la sua elaborata rete di Al-Jazeera per far salire la rabbia popolare contro Gheddafi e Assad.
Al-Jazeera si è spinta fino a produrre eventi in stile hollywoodiano, creando scenari simili ai luoghi iconici nelle principali città siriane e facendo riprese con attori vestiti con uniformi dell’esercito siriano che fingono di massacrare civili.
Così ancora una volta, come e perché una piccola “nazione” vuole essere così inflessibile nel distruggere la Siria?
Ed ecco un’altra grande domanda. L’America ha già un importante alleato nella penisola arabica, e questo alleato è l’Arabia Saudita, e allora perché l’America avrebbe bisogno di un altro alleato importante nella stessa regione? La convenienza potrebbe essere una risposta ad alcune situazioni. Per esempio, quando gli Stati Uniti hanno avuto bisogno di una base di terra per attaccare l’Iraq, non potevano usare il suolo saudita (considerato terra santa musulmana) senza creare estremo malcontento tra i musulmani della strada, e in questo il Qatar era un terreno religiosamente neutrale a portata di mano. Ma perché gli Stati Uniti avrebbero bisogno del Qatar nella lotta contro la Siria? E perché l’America continuerà ad intimidire i suoi amici sauditi placando i loro rivali del Qatar?
Una più attenta analisi mostra chiaramente che le politiche saudite e qatariote in Siria hanno avuto molte congruenze, ma anche alcune forti differenze. In Egitto, il Qatar ha sostenuto i Fratelli musulmani e Morsi, e i sauditi no. Anche se entrambi hanno sponsorizzato tutte le organizzazioni terroristiche, l’Arabia Saudita ha sostenuto in primo luogo la “Free Syria Army” (FSA), l’Esercito dell’Islam e altre organizzazioni minori, mentre il Qatar è stato il principale sostenitore del fronte Al-Nusra e di ciò che più tardi è divenuto l’ISIS .
La polarizzazione del Qatar con la Turchia nella formazione di un fronte basato sui Fratelli musulmani contro l’Arabia Saudita e il suo fronte wahhabita-salafita è diventata più evidente quando il Qatar si è ritirato e ha rifiutato di partecipare alle riunioni del GCC. Inutile dire che il principale rivale dell’Arabia Saudita alla leadership è la Turchia sunnita, non l’Iran sciita.
Ciò che è meno evidente dietro il sostegno turco al Qatar è il partner silenzioso: Israele. Ora, dopo l’abbattimento del Su-24, Erdogan vuole costruire una base militare in Qatar. Non è strano, in effetti? Perché la Turchia ha bisogno di una base in Qatar? E come potrebbe permettere l’America una base non americana in Qatar?
Forse diventa più facile rispondere alla domanda se la poniamo in modo diverso; se chiediamo, chi è che ha davvero bisogno di una base militare in Qatar? Anche in questo caso, l’unica parte estranea al Qatar che vorrebbe avere una base in Qatar non è altri che Israele.
È facile permettere all’immaginazione di volare e andare fuori strada, ma dal momento dell’accordo nucleare americano-iraniano, qualsiasi attacco israeliano contro l’Iran ha bisogno di un trampolino di lancio abbastanza vicino a Teheran, e non può essercene uno più vicino del Qatar. La base turca proposta in Qatar sarà una base israeliana travestita? Questa non è una speculazione inverosimile.
2011-634547297094931403-493Il rapporto tra Qatar e Israele è strano, unico, e forse il primo del suo genere. Il Qatar non sta ingaggiando Israele per denaro, di per sé. Israele protegge la “compagnia” del Qatar e usa il suo status di membro di stato delle Nazioni Unite per legittimare azioni che possono essere sanzionate solo dagli stati; un nuovo tipo di guerra che neppure Blackwater è capace di fare.
Il Qatar non è né una nazione né uno stato. Si tratta di una importante compagnia, come Haliburton. Ha delle sembianze di uno stato date dall’ONU, ma si tratta di una società che cerca la sopravvivenza e in tal modo, ha offerto la sua sicurezza su contratto a Israele.
Strategicamente e geopoliticamente, il Qatar è una estensione di Israele nel Golfo, un avamposto e distretto israeliano. Le sue aspirazioni al la leadership regionale sono solo una facciata creata per nascondere la sua reale sostanza, per indurre gli osservatori in errore su ciò che è realmente.
Un clan con 200.000 membri che hanno bisogno di 2 milioni di espatriati stranieri per prendersi cura di loro, dieci espatriati per ogni cittadino, al fine di assicurarsi il funzionamento degli acquedotti e degli ospedali, che ci sia cibo sugli scaffali dei supermercati, e che ci siano insegnanti per insegnare ai loro figli, non è in alcun modo un leader regionale, una nazione che si rispetti, per non parlare di una nazione. Una tribù è forse una buona descrizione del Qatar, ma la parola “compagnia” è la definizione più azzeccata.
Il clan Al-Thani, i proprietari della “compagnia” chiamata Qatar, hanno fatto un ciclo completo. Sono rientrati sulla pista dei loro predecessori traditori che erano pronti a fare patti col diavolo, pur di garantire la loro sicurezza. Questo è esattamente ciò che l’attuale famiglia reale del Qatar sta facendo con Israele, e la migliore protezione che il Qatar può ottenere da Israele è trovare un accordo segreto con Israele, in cui il Qatar si trasformi in un avamposto militare israeliano.
Ogni altra azione in Qatar che non sia direttamente correlata alla sua sicurezza, è semplicemente una copertura e un diversivo.
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Articolo di Ghassan Kadi per thesaker.is
http://sakeritalia.it/medio-oriente/il-quatar-svelato/

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