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mercoledì 23 dicembre 2015

Isis e il traffico di eroina



Per Mosca la droga passa ed è raffinata in Turchia. Un business
da 500 mln l'anno.

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23 Dicembre 2015
L'oppio afghano secondo l'anti-droga russa passerebbe per la Turchia dove verrebbe 
raffinato per i mercati europei.


L'oppio afghano secondo l'anti-droga russa passerebbe per la Turchia dove verrebbe raffinato per i mercati europei.
Non solo petrolio, armi e miliziani da e per lo Stato Islamico. Le frontiere meridionali
 della Turchia sono permeabili anche alla droga del Califfato. Da qui, i carichi passano attraverso
 i Balcani per essere piazzati sui mercati russi e nordeuropei.
L'accusa arriva sempre da Mosca, per bocca dello zar dell'antidroga Viktor Ivanov.
I GUADAGNI (ALTALENANTI) DELLA DROGA. «L'Isis», ha dichiarato, «guadagna
da 200 a 500 milioni di dollari l'anno dal traffico di eroina afghana». Cifra, però, rivista al ribasso
 rispetto lo scorso anno quando Ivanov stimò in 1 miliardo i guadagni del traffico di eroina
 attraverso i territori iracheni sotto il controllo dello Stato Islamico.
Ma che lievita nei vari passaggi, fino ad arrivare ai 150 miliardi di dollari destinati, sempre
 secondo il capo dell'anti-droga russa, nelle tasche delle reti criminali dei Paesi di transito.
Ogni anno 50 tonnellate di eroina afghana arriverebbero in Europa passando per la Turchia.
 Dove l'oppio sarebbe raffinato in laboratori clandestini.
LO HUB DI NINIVE. Secondo alcune fonti, il centro di smistamento dell'Isis sarebbe
 la martoriata città irachena di Ninive, a pochi chilometri dalla frontiera turca. Diventata da
centro storico-artistico una sorta di nuova Medellin mediorientale del narcotraffico mondiale.

Il narcotraffico dell'Isis e il rischio per i Paesi di transito

Le superfici coltivate a oppio in Afghanistan hanno raggiunto un livello record nel 2013.














Le superfici coltivate a oppio in Afghanistan hanno raggiunto un livello record nel 2013.
Al netto delle accuse anche propagandistiche che la Russia continua a lanciare alla Turchia,
il business degli stupefacenti dimostra comunque come il Califfato sia strutturato e stia raggiungendo l'indipendenza finanziaria.
ENTRATE DIVERSIFICATE. Se confermati, nel budget annuale dell'Isis che ammonta a 2,2
miliardi di dollari (secondo le stime del thin tank francese Cet) i proventi della droga sarebbero
secondi solo a quelli derivanti dal traffico di petrolio che si aggirano sui 30 milioni di dollari al mese.
 E sono destinati ad aumentare, visto che i bombardamenti della coalizione hanno colpito
 le carovane e le infrastrutture petrolifere spingendo i miliziani a diversificare le entrate puntando
 sul traffico di strupefacenti.
Una mossa che rappresenta comunque uno scatto di qualità rispetto ad altri gruppi terroristici,
spiega a Lettera43.it Stefania Azzollina, analista del Centro studi strategici specializzata in
 Nord Africa e Medio Oriente.
IL RAFFORZAMENTO DELLE MAFIE LOCALI. Difficile fare stime precise.
 «Ci muoviamo nel campo delle ipotesi», precisa Azzollina. Una cosa però è certa.
 «Questo business rischia di destabilizzare fortemente i contesti regionali. Le reti mafiose
locali si rafforzano, al di là del terrorismo». Senza contare la pericolosità di intese e 'alleanze' tra Isis e criminalità nazionali.
Non solo. Resta aperto il capitolo foreign fighters. «Non è escluso che una volta ritornati in Europa,
questi diventino basisti del traffico di droga». Sentinelle sul mercato Ue.
Anche le cellule nel Vecchio continente infatti necessitano di denaro, soprattutto per finanziare la propaganda, «una delle voci più pesanti del bilancio del Califfato».

Dai narco-talebani a Boko Haram: un business da 500 miliardi l'anno

La raccolta di papaveri iin un campo in Afghanistan.














(© Washington Post) La raccolta di papaveri iin un campo in Afghanistan.
Un business che sembra strutturato e ben oliato. Ma che non è molto diverso da quello messo
in piedi quasi un decennio fa dai narco-talebani e dagli orfani di bin Laden dopo l'uccisione dello
 sceicco del terrore nel 2011.
A guadagnare dal traffico di stupefacenti, infatti, non è solo l'Isis. Tutti i gruppi terroristici, tra cui Boko Haram, ne traggono sostentamento. Un giro d'affari che Ivanov a luglio aveva stimato in 500 miliardi di dollari l'anno. «Le droghe», spiegò alla conferenza anti-droga in Gambia, «sono come l'oro o la valuta straniera per questi gruppi».
Insomma, un investimento sicuro. Anche perchè, il consumo di eroina negli ultimi anni è cresciuto esponenzialmente in Europa
Ormai nel Sahel, conclude Azzollina, «esistono dei veri e propri hub strategici per il transito
 della droga». Lungo le stesse rotte, poi, si muovono i trafficanti di esseri umani e di organi.
E la Libia, nonostante l'accordo sulla carta per un governo di unità nazionale, resta un Paese diviso.
 E uno sbocco strategico per gli jihadisti sul Mediterraneo.
http://www.lettera43.it/capire-notizie/isis-e-il-traffico-di-eroina_43675228019.htm

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