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martedì 22 dicembre 2015

Ma quante belle palle Madama Dorètruria, ma quante belle palle.di Stefano Davidson

Pier Luigi Boschi è stato soltanto per otto mesi vicepresidente della Banca Etruria?
Dall' aprile del 2011 ovvero nei nei quattro anni precedenti al crac era però consigliere di amministrazione (membro prima del Comitato Controllo e Rischi e poi del Comitato esecutivo), poi nel 2013, insieme agli altri manager della banca, è stato sanzionato (144mila euro) con l’accusa, formulata dagli ispettori di Bankitalia, di “carenze nella gestione e nel controllo del credito”, “violazione delle disposizioni sulla governance”, “violazioni in materia di trasparenza” e altri addebiti non da poco. Dunque la sua corresponsabilità, insieme agli altri amministratori, nella gestione più che allegra della banca aretina è acclarata. Nel Aprile del 2014, quindi, arriva la carica di vicepresidente per il triennio 2014-201 solo due mesi dopo che la su' figliola Maria Elena era diventata ministro (22 febbraio 2014),
Ad Arezzo si sospetta che la tempistica sia stata tutt’altro che casuale. Qualcuno parla di ‘ombrello renziano’ sulla banca, altre versioni collegano la nomina a vicepresidente agli interessi del sistema cooperativo, guidato proprio da Boschi senior per sei anni fino al 2010, come presidente di Confcooperative Arezzo. Gli ingenti crediti concessi dalla banca alle coop non dovevano essere toccati mentre Bankitalia chiedeva di rientrare dalle esposizioni a rischio. Il padre del ministro doveva fungere da rappresentante degli interessi di quel mondo all’interno della banca, perciò la nomina a vicepresidente subito dopo l’incarico ministeriale alle figlia.
Nostra Signora della banca asserisce in aula, mentendo come costume del suo ducetto, che il padre “perde” il proprio incarico per il commissariamento della Banca “voluto dal nostro Governo”. Peccato che questo invece sia stato richiesto dalla Banca d’Italia come scritto poco sopra e dimostrato dai documenti ufficiali. Ovviamente, d'altro canto, nel suo discorso nemmeno una parola nei confronti dei "truffati". Sottolineo inoltre come la finta "brava ragazza" il 10 settembre 2015 durante la riunione dell Consiglio dei Ministri dove si votava il testo che conteneva i mutandoni di lamiera per babbo Boschi approvandolo come schema di decreto, come ben riscontrabile nel registro delle presenze, partecipava ai lavori e non ci è stato fatto MAI sapere cosa abbia votato perché quel verbale non è MAI stato reso pubblico.
La madonnina degli obbligazionisti ha anche dichiarato di non vedere alcun conflitto di interessi nella faccenda ma le persone normali si domandano: come può non esserci conflitto di interesse nell’essere ministro di uno Stato che ha letteralmente salvato una banca dove lavorano tuo fratello e i' tu' babbo che è stato fatto vicepresidente, guarda un po' te il caso, solo due mesi dopo il tuo ingresso a Palazzo Chigi a braccetto col ducetto sparapalle?
Stefano Davidson

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