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mercoledì 2 dicembre 2015

Vergogna Europa

Dunque l’accordo con la Turchia è stato firmato, al termine di una solenne seduta del Consiglio Europeo. L’Europa, regalerà tre miliardi alla Turchia, agevolerà ulteriormente le pratiche di avvicinamento per l’ingresso nella Comunità europea, da subito rimuoverà le barriere per l’ingresso di cittadini turchi in europa.
E queste sono solo le prime delle misure che saranno adottate a favore della Turchia, cui, presto, secondo quanto auspicato dalle parti, ne seguiranno altre; come pure per quanto riguarda i soldi, si prevedono ulteriori finanziamenti.
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Tutto motivato da una semplice e chiara richiesta: fermare sul territorio turco la marea di profughi provenienti dalla Siria, dall’Iraq e dagli altri paesi della regione. Fermare su quel territorio la massa di persone, donne, uomini e bambini che fuggono dalla fame, dalle carestie, dalla guerra.
Di diritti umani, di libertà di stampa, di democrazia, tutte materie sulle quali il governo di Erdogan ha brillato e brilla per l’assoluta e totale carenza, se ne parlerà in futuro; intanto ciò che necessita è bloccare l’afflusso di profughi e di rifugiati.
E certo che proprio pochi giorni fa, l’assassinio del noto avvocato che difendeva i curdi ha segnalato nuovamente come il regime turco sia assolutamente deficitario in termini di garanzie istituzionali, ma la lettera di numerosi giornalisti alle autorità comunitarie è rimasta totalmente inascoltata e tralasciata.
Del resto questo vergognoso omicidio è solo l’ultima tappa segnata dal governo di Erdogan, e i governanti europei lo sanno bene: omicidi politici, attentati durante le manifestazioni, guerra senza quartiere ai curdi, massacri, limitazione delle libertà politiche, repressione delle manifestazioni democratiche, chiusure di giornali, arresti di giornalisti ed oppositori. Nulla è servito alla democratica europa per desistere dal raggiungere l’accordo con la Turchia.
Neppure il pericoloso atto compiuto dal governo turco con l’abbattimento dell’aereo russo, che ha portato ad una forte frizione tra Russia ed europa (della Nato), con rischi di evoluzione preoccupante nelle relazioni, ha potuto incrinare la volontà dei governi europei. Come non serve l’evidente ed inverecondo appoggio logistico ed economico della Turchia all’Isis e ai suoi combattenti (vendita di armi, passaggio di militari, acquisto di petrolio).
Al fine di salvaguardare (anche solo temporaneamente) la pace e la tranquillità dei paesi e dei popoli europei dalla invasione di mussulmani ed islamici, di mediorientali e di neri, di africani ed asiatici, tutto va bene, anche un pericoloso ed antidemocratico personaggio come Erdogan.
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Su questo mare, fatto di interessi ristretti e miopi, di obbiettivi risicati e di breve periodo, naufraga l’europa; le belle parole rispolverate per i recenti attentati terroristici di Parigi, circa i grandi principi dell’occidente civilizzato che si oppongono alla violenza islamica, si arrendono e inaridiscono di fronte alle immediate esigenze di tranquillità e di serenità. L’occidente, libero e democratico, rinuncia senza problemi ai suoi principi e, invece di affrontare le contraddizioni e i problemi delle popolazioni che premono alle sue porte (per problemi e situazioni che l’occidente stesso ha contribuito a creare e determinare), sceglie la strada più facile e semplice: denaro contante da elargire ai tiranni e ai dignitari di corti autoritarie ed antidemocratiche, che fermino le masse di persone che premono ai confini.
Del resto non è la prima volta che vengono adottate misure simili.
I dittatori del corno d’Africa, i capibanda (perché altro non sono) di tanti paesi africani dai quali si scappa per la fame, la guerra, la repressione, l’odio etnico hanno ricevuto e ricevono quattrini sonanti per fermare quella massa di miserabili affamati prima che riescano a partire; lo stesso Gheddafi, per anni, ha ricevuto soldi e ringraziamenti per il ruolo che svolgeva nel frenare la partenza dei barconi dalle coste libiche; altri governi ed altri regimi del nord africa hanno ottenuto sovvenzioni ed aiuti in cambio di interventi che garantissero “sicurezza” all’europa.
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Il fatto drammatico è che è proprio questa la logica con cui l’europa, la Comunità europea, ha scelto di procedere.
L’obbiettivo della sicurezza, una sicurezza sempre più militarizzata e sfacciatamente al limite dei diritti di democrazia. Altro che principi di libertà, fraternità ed eguaglianza.
Una europa che sotto la pressione degli interessi dei grandi capitali monopolistici, ha scelto di dimenticare le ragioni dei popoli e dei governi democratici dell’africa e del medio oriente, offrendo a questi solo interventi legati alle “politiche securitarie”; ha tralasciato gli interventi per una europa proiettata verso il mediterraneo (verso sud e verso est) al fine di stabilizzare una economia equilibrata, fondata su scambi reciproci e paritari, al fine di inseguire più immediati e consistenti profitti nei paesi dell’est europa, i quali garantivano guadagni lauti ed immediati; ha abbandonato logiche di interventi equilibrati verso il sud del mondo al fine di garantire gli interessi parassitari e socialmente ingiusti dei grandi monopoli e della finanza internazionale.
Una europa profondamente ingiusta anche al suo interno, e qui non torno sulle vicende greche che hanno segnato in maniera così profonda, grave e preoccupante tutta la prima parte dell’anno ancora in corso.
Una europa che ha imposto ai suoi governi e ai suoi popoli le leggi dell’austerità, delle compatibilità di bilancio, realizzando l’aggravamento delle condizioni sociali ed economiche di ampi strati della popolazione, una cui parte consistente vive ormai in condizioni che vengono definite al di sotto della soglia di povertà.
Una europa che non ha trovato nulla di meglio da fare, all’indomani delle orribili stragi di Parigi, se non elevare il livello di partecipazione alle guerre, ampliando i bombardamenti all’estero e aumentando i limiti alle libertà individuali all’interno.
Così paesi che si confrontano come nemici lungo i confini incerti dell’Ucraina, si ritrovano alleati nel bombardare l’Isis; e alleati (ancora una volta nella Nato) si ritrovano con strategie diverse, se non addirittura divergenti, nella gestione della guerra in Siria e in Iraq.
Con incredibile ingordigia, gli apparati dell’informazione (pubblica e privata), mettono l’elmetto ancor prima dei governanti e con incredibile faciloneria ci bombardano quotidianamente con dibattiti e discussioni nelle quali l’elemento della sicurezza sarebbe quello a cui sacrificare ogni altro diritto, legittimo o meno. Persino la politica ambigua di Renzi appare più moderata rispetto alle tesi improbabili, ma assai pericolose, che si sentono in questi giorni, continuamente, sulla stampa e in televisione.
E così si arriva al paradosso. Un manipolo di giornalisti, presenti a Parigi, alla ricerca di uno scoop pressoché impossibile, arriva a stigmatizzare l’operato dei manifestanti che contestano le logiche aberranti dei governanti di tanti paesi del globo, le cui azioni, in nome della libertà di mercato e del libero commercio, danneggiano ambiente e salute degli uomini. A poco vale il fatto che fossero solo qualche centinaio e che per armi altro non hanno trovato che le candele collocate a ricordo dei caduti di Parigi (cosa che peraltro sembra non verificata), o che oltre mille altre manifestazioni in italia, in europa e nel mondo hanno rivendicato gli stessi obbiettivi. Lì, a Parigi, non si poteva; in nome della sicurezza e di una libertà che è diventata il fantasma, il simulacro di se stessa.
E intanto le bombe continuano a cadere sulle popolazioni inermi che altra colpa non hanno, se non quelle di essere vissute in un paese e in un’epoca sbagliata.
E sia ben chiaro, per quanto mi riguarda. Le bombe, quando cadono non hanno una bandiera, non hanno un colore. Anzi, un colore lo hanno: è il nero, il colore della morte e della distruzione.
Miei i morti, vostre le guerre.
Michele Casalucci
https://michelecasa.wordpress.com/2015/12/02/vergogna-europa/

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