Translate

lunedì 18 gennaio 2016

IL LATO OSCURO DELLA PUGLIA

<Una regione magica e selvaggia, la Puglia, con un inquietante lato oscuro: una sorta di vocazione per il disastro ambientale e il negazionismo sulla mafia>.
Meno di tre righe che valgono piu’ di mille foto, piu’ di centomila parole, piu’ di decine di libri.
La definizione l’ho trovata in un libro che dovrebbe essere adottato in tutte le scuole superiori italiane ed e’ di Marilu’ Mastrogiovanni, autrice assieme ad altri giornalisti di tutta Italia di un libro che si chiama ” Io non taccio” ( edizioni CentoAutori, 15 euro). Sono storie di vita quotidiana di giornalisti minacciati, aggrediti, querelati al solo scopo di intimidazione, costretti a protezione delle forze dell’ordine, che vanno avanti nel loro lavoro di denuncia, di inchiesta, di svelamento di torbidi connubi tra malaffare e poteri.
Giovani colleghi dalla testa dura che rifiutano di piegarsi a quello che in tantissimi negano sia un sistema: i giornalisti devono farsi i fatti propri. O si comprano o li si minacciano. E poi si isolano togliendogli, dove possibile, la possibilita’ di scrivere.
E cosi’ si fa ovunque: dal nord al centro per finire al Sud. Mastrogiovanni lavora a Casarano ( decise di tornare nel Tacco d’Italia pur avendo grandi prospettive a Milano) e combatte da li’ contro mafie, poteri occulti e meno occulti. Lei scava e racconta, raccoglie documenti e racconta, raccoglie testimonianze e fatti e racconta.
Anche Peppino Basile le raccontava cose. Poi un giorno smise di farlo: lo hanno ucciso a pistolettate sull’uscio di casa. Sono passati anni ormai ma killer e mandanti non sono mai stati trovati. Marilu’ le piste da seguire le aveva indicate da subito. Basile le parlava di traffico di rifiuti internazionale e di clan che lavoravano per sotterrare nella zona del Capo di Leuca tonnellate di scorie industriali chimiche e chissa’ cos’altro. Invece le indagini soprattutto all’inizio furono indirizzate a storie di donne e amorazzi di paese, senza alcun fondamento. Tutto finito, tutto sepolto come Peppino e i rifiuti clandestini.
Ma questo e’ solo uno dei tanti episodi per i quali Mastrogiovanni ha dovuto subire avvertimenti, minacce, intimidazioni. Le hanno ucciso sei cani, le hanno distrutto due volte la piccola redazione del Tacco d’Italia, giornale on line fatto a Casarano, le hanno rubato tutti i Pc, le hanno tolto pubblicita’ e appoggi.
Nel silensio generale, soprattutto quello della cosidetta “grande stampa” che piu’ piccola di cosi’ si muore…
Anche questo piccolo particolare fa parte del lato oscuro della Puglia.
Con quelle poche parole Marilu’ ha sinterizzato le mie impressioni, le mie sensazioni, le mie conclusioni su una terra che  ho imparato ad amare in oltre 15 anni di vita e lavoro ( 10 di quegli anni come direttore del quotidiano del grande Salento, ovvero Lecce, Brindisi e Taranto). Ho imparato ad amarla ma, non so perche’ o forse ora lo so, a non fidarmene mai del tutto, a non abbandonarmi mai del tutto ad essa ma soprattutto a chi in Puglia dirige l’orchestra, a qualunque corrente musicale appartenga.
Mi sono sempre chiesto ad esempio perche’ mai una terra cosi’ bella fosse stata ceduta alle grandi industrie: chimica, energia a carbone, acciaio, petrolio. Mostri produttivi che hanno dato lavoro per un po’ ma hanno tolto senza possibilita’ di recupero, risorse, energie, vita. Si’ , proprio vero: una maledetta vocazione al disastro ambientale.
E poi il negazionismo sulle mafie. Organizzate o no. Ci sono, vivono e si arricchiscono sulla pelle dei pugliesi e sulla loro strisciante omerta’. Mafie evolute: industriali, edilizie, commerciali. Mafie sempre legate ai poteri dominanti, agli amici, ai compari ( e perche’ no? alle comari).
Magica e selvaggia, la Puglia. Con una perla unica: il Salento.
Ma il lato oscuro quante occasioni di progresso vero , di riscatto e di ricchezza per tanti pugliesi e salentini ha cancellato per sempre?
Giancarlo Minicucci
http://www.giancarlominicucci.it/blog/2016/01/17/il-lato-oscuro-della-puglia/

Nessun commento:

Posta un commento