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martedì 29 marzo 2016

LA 'SINISTRA ITALIOTA' DA DIFENDITRICE DEI DIRITTI POPOLARI AL DIVENIRE ZELANTI SOSTENITORI DELLE POLITICHE LIBERISTE DEL CAPITALISMO AMERICANO

LA 'SINISTRA ITALIOTA' DA DIFENDITRICE DEI DIRITTI POPOLARI AL DIVENIRE ZELANTI SOSTENITORI DELLE POLITICHE LIBERISTE DEL CAPITALISMO AMERICANO
Non sono parole mie. Le prendo da uno dei libri più illuminanti che ho letto negli ultimi anni: “L’immagine sinistra della globalizzazione – Critica del radicalismo liberale”, di cui è autore Paolo Borgognone (Editore Zambon, 1044 pagine, 28 euro).
Il tema del libro è il documentato resoconto di come “i dirigenti della sinistra si siano riciclati impunemente nella sequenza Pci-Pds-Ds-Pd fino a diventare i più zelanti esecutori delle politiche liberiste, e i più convinti piazzisti dell’Europa delle banche, dell’euro, del pareggio di bilancio e dell’austerità” (ricordate Bersani reggicoda di Monti?) e come la gerarchia (ex)comunista sia stata capace di “legittimarsi agli occhi” dei poteri globali quale “ affidabile gestore dei processi di ‘modernizzazione’ tardo-capitalistica”, riciclandosi – come già ha notato Costanzo Preve, in “personale politico di gestione dell’attuale americanizzazione culturale”.
Ma la diagnosi di Borgognone non si ferma qui: affonda il bisturi critico sui figli di “questa classe media di nuovo conio, disinibita e illimitata nella propria antropologia del desiderio capitalistico senza confini”, approdata alla “religione idolatrica del mercato – monoteismo del denaro e delle ‘libertà individuali’, (che) sostituisce alle classi sociali le indistinte moltitudini snazionalizzate, dedite ai flussi del desiderio” secondo “i modelli di consumo della subcultura del nomadismo cosmopolitico della rete globale internet”.
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