Translate

martedì 9 agosto 2016

Laura Boldrini, la talebana del conformismo autoritario

20130316-135741

Ma ndo l’hanno pescata ‘sta presidente della camera?

Quel sonno della ragione nella sinistra che genera comici. Da lanciare come kamikaze contro gli avversari. Ma che poi degenerano in mostri, e come Frankestein fuori controllo, le si rivoltano contro e la divorano. E allora ritorna l’antico sogno proibito della sinistra e di tutti i conformisti autoritari: le manette facili. Anche per i mostri che essa stessa ha partorito ma che non riesce più a controllare. Comici-mostri-manette: la parabola della sinistra impazzita è tutta qui. Ricordo, elogio e rimpianto dell’ultima regina di Montecitorio:

NILDE IOTTI


di Antonio Margheriti Mastino

MEJO UN MORTO IN CASA CHE ‘NA MARCHICIANA DIETRO ‘A PORTA… DE MONTECITORIO

Non le ho viste le vignette e le satire online che prenderebbero per culo la Boldrini, o che addirittura, a quanto dice lei, che la “minacciano”: ho notato però che alla Boldrini non piace essere presa per culo. Che sia mancante di ironia, e, cosa catastrofica, di autoironia è evidente: è il metodo infallibile per precipitare inerte nel ridicolo, mentre una risata alla fine ti seppellirà. Adesso questa qui s’è messa, polizia ai fianchi, a dare la caccia a chi la sfotte sul web, pretendendo oscuramento, censura, manette in caso, per il libero popolo degli internauti. Se è necessario, si presume, anche il rogo in piazza Montecitorio.

Non conoscevo affatto questa Laura Boldrini, ho scoperto che esisteva quando è stata eletta presidente della camera, tirata fuori dal cilindro arcobaleno di Vendola. Una presidenza della camera – ennesimo fiasco di quel povero cristo di Bersani – del tutto sprecata per un partitino che, dopotutto, abbiamo scoperto stare d’opposizione. Questa professionista rabbiosa dei presunti “diritti civili” (“per” chi dice lei, le minoranze ideologizzate, e “contro” chi gli è antipatico a morte, le grandi maggioranze silenziose e possibilmente normali) l’ho conosciuta un altro po’ quando ho saputo che era marchigiana, e come dicevano gli antichi romani papalini: “mejo un morto in casa che un marchisciano dietro la porta” e han detto tutto. Poi i giornalieri attacchi di zarinite di questo personaggio mi hanno spiegato il resto: ogni volta che davanti i microfoni apre la bocca, è come si scoperchiasse un rifugio di talebani. Le spara pesantissime contro le solite maggioranze che hanno, ai suoi occhi, l’intollerabile peculiarità di essere composte da maschi, donne-madri e per giunta sposate (una doppia “schiavitù”, intollerabile), eterosessuali, bianchi, italiani non extracomunitari e, magari, cattolici, il che è peggio. Un porcilaio, per come la vede lei. Il guaio è che lo dice anche, e con arroganza.

UNA VIGNETTA TROVATA SU GOOGLE, PROBABILMENTE UNA DI QUELLE CHE L’HA FATTA INCAZZARE

Ma il peggio viene quando qualcuno le replica per le rime: s’incazza abbestia, de brutto. Questa campionessa dei “diritti civili” ad personam… anzi, a gruppo, se c’è una cosa che proprio non sopporta, che le tocca il nervoso, è essere pubblicamente contraddetta. Per lei corrisponde a una “minaccia” e a una violenza “contro le donne”, che a quanto pare vanno sempre assecondate altrimenti è “vessazione” maschilista. Alla faccia della realtà di tutti i giorni la quale ci dimostra che, specie negli ambienti lavorativi, la persecuzione delle donne avviene proprio ad opera di altre donne: perché tra loro si detestano, sono in perenne competizione… e se devono votare un responsabile sul lavoro, votano un uomo pur di non vedersi sulla testa una collega donna: preferirebbero impiccare le loro madri piuttosto che dare ragione a un essere umano del proprio sesso, la cellulite piuttosto che dire “obbedisco” a una donna, magari più bella e magra, due cose imperdonabili. È un dato assodato: nelle elezioni le donne, ovunque, Italia compresa, votano in grande maggioranza i candidati uomini… sono gli uomini che votano e spesso fanno vincere le candidate “rosa”. Un uomo guarda una donna candidata sindaco e dice “questa potrebbe essere più capace di me e degli altri uomini, la voto”; una donna guarda la stessa candidata e dice: “una troia!”.

LADY VENDETTA TREMENDA VENDETTA

UN’ESPRESSIONE EMBLEMATICA

Ma quello che fa scoppiare il cervello alla presidente della camera è più che l’essere contestata o contraddetta sui temi che reputa dogma civile (ancora una volta: tutto ciò che rientra nella sua ideologia), è l’essere presa per culo, peggio se con battute, vignette, cattivelle magari, o triviali. Questo la rende furiosa: tanto da chiamare a raccolta da tutti i microfoni mediatici, polizia postale, carabinieri, magistratura, pretendendo che tutti si mobilitino per proteggerla dalla “violenza contro le donne”, ossia dalle vignette, esigendo vendetta tremenda vendetta andando a scovare chi le ha disegnate, chi le ha pubblicate, chi le ha postate su facebook, persino chi ha fatto i fotomontaggi: manette per tutti questi “terroristi” e “stupratori” potenziali, “fascisti” come minimo, “maschilisti” naturaliter, punizione esemplare per costoro, braccaggio, perquisizioni, sequestri, intercettazioni. Un’operazione da vera polizia sovietica, e del resto le origini politiche di questo personaggio sono tutto un dire. E tutto a spese di quello stesso Stato, si capisce, che non reputa più, ipso facto, un reato perseguibile la vecchietta che viene scippata… perché “non ne vale la pena, tanto gli scippatori non si trovano e se si trovano non vanno in galera”. Ormai sembra rimasto in piedi in Italia un solo reato: quello di lesa maestà per le donne diventate per caso presidenti della camera.

Quale prova migliore dell’autoreferenzialità di una classe politica che ha perso il potere e a cui è rimasta solo l’arroganza e la voglia di vendicarsi sui cittadini di questa immane “perdita”, di accanirsi su quel bambino che, innocente, solleva il dito e divertito grida “il re è nudo”? Purtroppo i re perdonano, i presidenti donna della camera no.

IL SONNO DELLA SINISTRA GENERA COMICI

MANETTE E COMICI. I GLOBULI ROSSI E BIANCHI DELLA SINISTRA

Strano il destino dei “democratici” nati, dei campioni dei “diritti civili” per tutti (quelli che servono alla loro ideologia), per i profeti della “libertà di espressione” (finché s’incensa chi gli aggrada e si smerda chi non gli piace), i professionisti della “tolleranza” (per gli amici, tolleranza zero per i nemici). Strano il destino di tutta questa sinistra al crepuscolo. Di questa sinistra degli ex comici spompati e perciò incattiviti, che non fanno più ridere da un pezzo ma in cambio sgranano feroci i denti bava alla bocca dai palcoscenici e danno i brividi, questa sinistra che ha creduto di poter delegittimare gli avversari coi buffoni di corte (i Benigni, i Guzzanti, i Vauro, i Marcorè, i Crozza… i Grillo, prima che gli si ritorcesse contro centuplicato), e con questi di conquistare il potere, di governare persino, di marciare trionfanti con questo circo mediatico itinerante di piazza in piazza verso le magnifiche sorti e progressive.

Questa cattiva sinistra che genera comiche macchine da guerra mediatica, che poi si rivelano mostri che mediaticamente la divorano, questa penosa sinistra tutta comici&manette. Questa stessa sinistra qui dei “comici” arrabbiati, della satira politicamente criminale e a senso unico, è la stessa che qualche volta salta addosso inviperita all’unico triviale “comico” non del tutto allineato con il conformismo “alternativista”, tipico dell’intellighenzia militante rossa: successe a D’Alema con la querela contro Forattini, che per giunta pubblicava dozzinali vignette sulla prima del giornale sacro della sinistra radical. Gli portò male. Adesso la Boldrini eccola qui, un decennio dopo, che invoca il braccaggio poliziesco dei suoi sfottitori. Le porterà male: non si dà la caccia ai fantasmi, senza sprofondare in un mare di ridicolo prima e di jella poi. Di ribellione talora. Pulcinella non muore mai! Ma poi: il cittadino deve essere libero di fare le pernacchie a chi vuole lui, personaggi pubblici specialmente. E’ un diritto inalienabile.

LO STATO MAGGIORE DELLA SINISTRA. DESTINATA A PERDERE SEMPRE. SPECIALMENTE QUANDO VINC

Strano anche il destino di questa magistratura che scalcia per diventare il braccio armato di una determinata forza politica. Quella magistratura che per decenni non si è accorta che il web trabocca di vignette le più volgari, violente, assassine, blasfeme, mostruose, criminali, depravate contro (per citarne solo due) Silvio Berlusconi e contro papa Benedetto XVI, quella stessa magistratura oggi si è mobilitata, ha mobilitato le forze dell’ordine per indire una caccia alle streghe su internet, sventolando manette e oscuramenti di siti, contro coloro che hanno avuto l’ardire di ledere con una risata o uno sputo la maestà della Presidentissima Megalattica dott. Prof. Arch. Ing. Avv. eccellentissimam ac reverendissimam, dominam Laura Boldrini, professionista del conformismo autoritario. E naturalmente, continuano a non notare le cose vergognose online contro Berlusconi: eppure basta cliccare “Silvio” su google per rendersi conto. Questa magistratura “democratica”, che poi vuol dire organica alle frange più radicali della sinistra: ne è il braccio armato.

LA PRESIDENTESSA MEGAGALATTICA, PROFESSIONISTA DEL CONFORMISMO AUTORITARIO

Leggo sull’Ansa, con un sorriso sornione sulle labbra:

MINACCE A BOLDRINI, SI CERCANO GLI AUTORI – Le indagini disposte dalla procura di Roma sulle minacce subite dalla presidente della Camera Laura Boldrini proseguono ora per risalire agli autori dei fotomontaggi e dei messaggi lasciati sulla rete, già rimossi su disposizione della procura.”

Sarei tanto curioso di vedere quali erano queste “minacce”, ma purtroppo le han rimosse.

Continuo a leggere.

BOLDRINI, IO MINACCIATA OGNI GIORNO, BASTA ANARCHIA DEL WEB – Lo afferma la presidente della Camera Laura Boldrini, che in un’intervista ad Avvenire [E CHE TE PARE!] annuncia di voler creare una ‘cabina di regia’, attivandosi “personalmente con i presidenti delle commissioni competenti della Camera”, e di voler “sentire il presidente del Senato Grasso, in modo di fare un lavoro in tandem”.

E noti subito che questa presidente, deputata alla sua prima legislaturache di regolamenti di Camera e Senato probabilmente ne sa quanto ne possiamo sapere noi esterni, non ha capito che la Presidenza della Camera ha delle regole precise, che il presidente non è il capo del governo né ha responsabilità di indirizzo politico: ha solo il compito di presiedere, senza interferire e mantenendosi super partes, l’assemblea parlamentare della quale è stata eletta presidente. E che osare oltre è violare non solo i regolamenti parlamentari, ma quella stessa costituzione che la sua fazione politica ha divinizzato come una sorta di Decalogo. A parole, almeno: i fatti, come vedete, vanno in tutt’altra direzione.

L’EMERGENZA ITALIANA? AVERE UN PRESIDENTE NERO COME OBAMA

Poi, la presidente megagalattica di Montecitorio, parlamentare alla prima esperienza, propone le sue ricette per rispondere alle “urgenze” degli italiani, e sono queste:

“Per fare delle buone leggi per l’Italia dobbiamo prima di tutto ascoltare gli italiani”, rileva Boldrini, che punta ad “aprire il Palazzo al Paese” trasformando Montecitorio in “un vero centro di ascolto”. Tra le leggi necessarie c’é quella sulla cittadinanza, dichiara la presidente della Camera, che chiede al Parlamento di “cominciare a lavorare subito per arrivare in tempi brevi a proposte vere” e giudica “inevitabile” che anche in Italia prima o poi si arriverà ad avere un presidente nero come Obama.

Quindi i grandi problemi e le emergenze degli italiani sono essenzialmente riassumibili così: non hanno un presidente nero “come Obama” (e gli americani avendocelo da parecchio, hanno, si presume, risolto tutti i guai… cos’è questo se non razzismo rovesciato?). Ulteriori crucci degli italiani: gli extracomunitari, che non vengono privilegiati di soli diritti (case popolari gratis, ad esempio, a loro sì e agli italiani no) e nessun dovere, questi ultimi tutti a carico degli italiani.  La panacea di tutti i mali è una: una bella gita collettiva degli italiani a Montecitorio ridotto ad un centro sociale, siccome pare non abbiano un cazzo di meglio da fare ultimamente, men che meno lavorare (e non per scelta loro). Strano che non abbia proposto uno psicoterapeuta della mutua per tutti: per risolvere le preoccupazioni economiche degli italiani;  per inibire la pericolosissima attrazione che i soggetti maschi hanno per la patonza; quanto alle donne, per liberarle dalla perversione di voler diventare “madri” e “mogli” ossia schiave del “sistema oppressivo maschilista” (lo ha detto davvero, pochi giorni fa).

Ancora prosegue nel delirio, che dimostra la totale rimozione della realtàda parte di una classe politica incompetente, delegittimata e senza più potere (perché il potere ha abbandonato la politica, spostandosi altrove, persino fuori dall’Italia, lontanissimo dalle urne, che ormai possono incidere solo formalmente):

“La partecipazione alla vita politica non è destinata solo ai ricchi e agli abbienti”.

Parla lei, la cui arroganza capricciosa scaturisce proprio dall’essere nata con la minestra in tavola e il conto in banca, viziata, come scrive infatti un giornalista: “La famiglia Boldrini ha avuto, attraverso il nonno Marcello, la presidenza di ENI, AGIP, ISTAT e ha partecipato alla fondazione della DC. La rampolla è stata inviata negli stessi luoghi da cui veniva estratto il petrolio per una funzione diversa, più ‘umanitaria’. Non è un caso che sia una potente e possa dire e fare quello che vuole e pure censurare (a quanto si dice). E’ il compromesso storico vivente”.

Questa non ha capito ancora che il problema dell’italiano medio e veronon è partecipare a qualche cazzata o essere eletto a qualche cosa, questa è la priorità della Boldrini, non degli italiani, i quali hanno il problema di pagare le bollette e mettere insieme il pranzo con la cena, tirare avanti mese dopo mese la propria famiglia e non morire di fame a causa dello strozzinaggio di Stato. “Normalità” e problemi “comuni” lontanissimi dal mondo della Boldrini e di Vendola, mondo tutto fatto di teoremi preconfezionati e che puzzano di ideologismi anni ’70, un mondo il loro fatto di cose anomale, di “extra”, di amore appassionato verso tutte le formule disgreganti della normalità famigliare e comunitaria. Sono i sacerdoti della cosiddetta società “balcanizzata”. Frantumata in mille pezzi e resa impotente dalla metastasi cancerosa del dispotismo delle minoranze. In nome del divide et impera… a favore di poche ristrette lobby. Estere soprattutto.

IMBAVAGLIATE IL WEB, CHÉ NESSUNO OSI DISTURBARE LA MANOVRATRICE

LA GIOIOSA MACCHINA DA GUERRA.

Ancora la presidente della Camera non demorde, ha impugnato il microfono e non vuole mollarlo: pretende l’imbavagliamento sic et simpliciter del web, che è come imbavagliare un fantasma. Ad ogni modo: nessuno osi disturbare la manovratrice (una più illusa di questa dov’è?!):

Intervistata anche da Repubblica, Boldrini affronta il tema delle minacce ricevute e chiede di pensare a una legge imbavagliare il web. “Io ho chiesto di non essere scortata. Non ho paura di camminare per Roma. Mi pare molto più pericoloso che si diffonda in rete una cultura della minaccia tollerata”. Le questione, rileva, “non riguarda solo me. Quando una donna riveste incarichi pubblici si scatena contro di lei l’aggressione sessista”. “Mi domando se sia giusto che una minaccia di morte che avviene in forma diretta o con una scritta sul muro sia considerata in modo diverso dalla stessa minaccia via web”, aggiunge. “Chiedo che si apra una discussione serena e seria. Se il web è vita reale e produce effetti reali, non possiamo più considerare meno rilevante quel che accade in Rete”

Al momento, l’unico effetto “reale” prodotto dal web è Beppe Grillo, e pure quello è surreale. Ma veramente vogliamo mobilitare i bracci armati dello Stato per dare la caccia ai bimbominkia adolescenti, e sovente comunisti immaginari, che “minacciano” con la tastiera la Presidente Megagalattica? Berlusconi ha ricevuto sgabelli e statuette in testa: nessuno è stato “mobilitato”, anzi, qualcuno, proprio nel giro vendoliano, lo stesso della Boldrini, ha giustificato, quando non lodato. Questa professionista del conformismo autoritario non si rende conto che, se davvero le sue parole fuori controllo fossero prese sul serio, e si instaurasse, come pretenderebbe, un regime intollerante in nome della “tolleranza”, un dispotismo legalistico “garantista” preventivo (solo per i “potenti”, veri e soprattutto immaginari come la Boldrini), i primi a perdere le penne dal culo e ritrovarsi col collo tirato sarebbero tutti i ragazzi del muretto dell’anarchismo marxista immaginario fumato di canna pesante, il mare magno degli antiberlusconiani abitudinari, violenti a parole ma all’occorrenza anche nei fatti, che straripano da anni sul web e tutti fanno rifermento all’arcipelago di Sfigolandia: la sinistra, quella “antagonista” in primis. Ossia quella proveniente da SEL. Vale a dire il partito della Boldrini. E giunti a questa conclusione logica, possiamo davvero augurarcela una tale legge liberticida.

VENDOLA CHE CI DESCRIVE LA DONNA, È UNA COSA CONTRONATURA E DÀ I BRIVIDI

NICHI LECCA-LECCA

Quindi, agli schiamazzi della Boldrini, si è sollevato tutto il pollaio.

A cominciare da quella ministra ex extracomunitaria, con delega alle esternazioni politicamente corrette… con le quali o senza le quali tutto resta tale e quale. Ci ha informati che la “violenza sulle donne” non è solo una prerogativa degli italiani e dei pellebianca. Abbiamo, grazie alla ministro dei castelli in aria, scoperto l’acqua calda. Poi a proposito delle “emergenze” di questo Paese, che anche se non è il suo è la stessa cosa, ha risolto in un batter d’occhio un annoso dilemma che affligge gli italiani: “Io non sono un ministro di colore, sono un ministro nero”. È tutta un’altra cosa. Un grande sospiro di sollievo si è levato in tutta la nazione. Capirai, abbiamo avuto persino miss Italia nera, figuriamoci se c’impressiona un ministro socialmente inutile. Un altro esempio della politica senza più potere e senza più responsabilità: si guarda allo specchio e si parla addosso, di se stessa. Ma chi se ne frega che sei nera: qua i problemi degli italiani sono altri, tanti e gravissimi, e questi pubblici stipendiati passano i giorni a stabilire se uno è nero o negro o di colore. Era meglio quando si disquisiva allo sfinimento di “sesso degli angeli”.

Poi è intervenuto quella santadonna di Vendola con fidanzato a carico, e ha tromboneggiato alla grande, spiegandoci, proprio lui, omosessuale patentato, che una patonza non l’ha vista mai manco col teleobiettivo, proprio lui s’è messo a spiegarci qual è la “condizione” della donna “sotto marito”, e per dircelo ha usato slogan che erano già vecchi negli anni ’60:

LA TEDESCA JOSEFA IDEM, CREATA NOSTRO MINISTRO, È VENUTA QUI PER “SRADICARE” ED “ESTIRPARE”. SI SA, DOVE ARRIVANO I TEDESCHI METTONO LE COSE APPOSTO: ANCHE SE QUASI MAI SONO LE COSE LORO MA QUELLE DEGLI ALTRI

“Laura Boldrini è una donna coraggiosa e denuncia l’umiliazione perenne delle donne sul web e nella vita quotidiana. Siamo con lei. Sotto gli occhi della politica si consuma una spirale di violenza senza fine. Anche oggi piangiamo delle vittime: la violenza alle donne è il pilastro dell’insicurezza in Italia”. Così Nichi Vendola, presidente di Sinistra Ecologia Libertà, in una serie di messaggi di twitter esprime il sostegno al Presidente della Camera dei Deputati e rilancia l’allarme sull’elenco senza fine dei fenomeni di femminicidio nel nostro Paese. “Serve una reazione culturale, sociale, politica alla continua sopraffazione delle donne – aggiunge Vendola – lasciamoci alle spalle la volgarità, il burlesque, il sopruso”.

Ora abbiamo scoperto le altre “priorità” di questo Paese, e le ulteriori “emergenze” degli italiani: il “femminicidio”, la “spirale senza fine di violenza sulle donne”, che abbiamo “sotto gli occhi”. In quale telefilm non ha precisato. Clicco queste parole su google e mi rimanda a un porno, una foto di una sorta di lady godiva che voluttuosa e dark, recita nel titolo, “straziami ma di c… saziami”. Deve essere questa la “spirale sotto gli occhi” a cui si riferisce questo specialista… di donne, il notorio militante omosessuale che dice di governare la Puglia… rendendo a pagamento tutte le analisi e i medicinali per tutti i pugliesi, compresi i nullatenenti. Ci voleva il comunista dei “diritti civili”, un presidente “diverso”, per rendere “uguali” ricchi e poveri. Facendo pagare anche i poveri.

NILDE IOTTI: L’ULTIMA REGINA DI MONTECITORIO. ORA SO’ RIMASTE ‘E LAVANNARE…

L’ULTIMA REGINA DI MONTECITORIO: NILDE IOTTI

Poi arriva l’altra straniera di questo governo, il ministro crucco, tale signora Josefa Idem. E al metallico risuonare del teutonico accento di questa Soldatessa d’Assalto del politicamente corretto rideresti pure, non ti venisse la pelle d’oca: a ricordo del passo dell’oca in tempi andati, neppure da troppo tempo, in ogni caso incancellabili nella storia del nostro suolo nazionale che crudelmente hanno calpestato marciandoci. Mai un tedesco, memori di cosa sono stati per noi e per tutti, a cominciare dagli ebrei, doveva mettere piede in un governo di un paese che non è il suo: la loro storia è imperdonabile, non ha attenuanti, il prezzo devono pagarlo sino in fondo.

Leggiamo cosa dice la tedesca che deve insegnare a noi italiani le “pari opportunità”:

IDEM, INDIGNATA SU QUANTO DENUNCIA BOLDRINI – “Leggo con sconcerto e indignazione quanto succede alla presidente della Camera, Laura Boldrini, e mi rendo conto sempre di più di quanto sia delicato il ruolo che mi è stato affidato. Centinaia di uomini, vili e senza dignità, che ritengono normale insultare e minacciare una donna per via delle proprie opinioni, anzi probabilmente per il solo fatto che una donna abbia osato esprimere delle idee, sono un segno di una subcultura che è necessario sradicare nel nostro Paese”. Lo afferma il ministro delle Pari Opportunità Josefa Idem.

NILDE ELETTA PRESIDENTE DELLA CAMERA NEL 1979

A questa straniera qui, a questa tedesca che viene in Italia, entra nel governo di una nazione che non è la sua e, com’è nell’indole storica dei suoi connazionali, ha già smania di “sradicare” ed “estirpare” (un tempo toccò agli ebrei), a questo tedesca qui – che come tutti i tedeschi dove arrivano loro mettono le cose apposto anche se quasi mai sono le cose loro ma quelle degli altri – a questa straniera, ricordiamo che la signora che occupa per puro caso la presidenza della camera, la Boldrini, quando esprime un parere politico, quasi mai assennato, come minimo è una dichiarazione di guerra ai mulini a vento, e poi offende intere categorie sociali che comprendono milioni di italiani. Categorie umane (“uomini”, “eterosessuali”, o i “fascisti” ossia quelli che votano a destra…) che hanno la disgrazia di non rientrare nelle simpatie stravaganti di questa marchigiana pitonessa dei “diritti civili”.

A questa donna qui, la Tedesca, ricordiamo che gli italiani, neppure quelli più anticomunisti, si sono mai sognati di rivolgere uno sberleffo a una presidente donna della camera eletta in ben altri tempi e lì rimasta per tre legislature: Nilde Iotti. Anzitutto perché era una Signora con la S maiuscola, poi perché aveva il senso della misura, dunque non era una mitomane, ergo aveva la politica nel sangue. Quindi era una regina, e come tale la trattavano: quando percorreva i corridoi di Montecitorio (mi pare di vederla ancora), alta e vittoriosa, traboccante dignità, al suo passaggio tutti i parlamentari accennavano un inchino, con somma riverenza… Ma specialmente perché quando apriva la bocca non sparleggiava e non strepitava: profumo di rose rosse, con quell’elegante erre arrotata, veniva fuori da quelle regali labbra, non miasmi di fogna. Feci in tempo a conoscerla, negli ultimi mesi della sua vita. Una gran Donna, al paragone della quale tutte le altre volgari politicanti di oggi sono delle lavannare. L’attuale presidente della Camera non sarebbe stata presa in considerazione dalla grande Leonilde neppure come dama di compagnia.

FONTE http://www.papalepapale.com/develop/laura-boldrini-la-talebana-del-conformismo-autoritario/

Nessun commento:

Posta un commento