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giovedì 10 novembre 2016

LA MACCHINA CHE CI AVREBBE PORTATO IN POCHISSIMO TEMPO ALLA GUERRA CONTRO LA RUSSIA E' ANCORA IN MOTO E STA PROCEDENDO INESORABILE.






LA FELICITA' NON DEVE FARCI ABBASSARE LA GUARDIA!
LA MACCHINA CHE CI AVREBBE PORTATO IN POCHISSIMO TEMPO ALLA GUERRA CONTRO LA RUSSIA E' ANCORA IN MOTO E STA PROCEDENDO INESORABILE.
FINO AL MOMENTO IN CUI TRUMP NON PRENDE EFFETTIVAMENTE LE LEVE DEL POTERE IL PRESIDENTE RESTA OBAMA .
ABBIAMO ANCORA UN MESE E MEZZO NEL QUALE I MONDIALISTI, DISPERATI, POTREBBERO GIOCARSI IL TUTTO PER TUTTO!
(quello che segue è uno stralcio di una interessantissima analisi di Mauro Botta Bottarelli che invito tutti a leggere con grande attenzione)
Sergio Fucito

...... "ora non bisogna compiere l’errore madornale di abbassare la guardia, pensando che avendo conquistato il bersaglio grosso, la guerra sia vinta. Da qui a gennaio, vivremo in quello che negli Usa chiamano la “lame duck session”, il periodo dell’anatra zoppa, il vuoto di potere prima dell’insediamento. Il periodo più pericoloso di tutti. Oggi, infatti, in contemporanea con l’elezione di Trump a presidente, la flotta navale russa di cui fa parte la portaerei Ammiraglio Kuznetson, dopo tre settimane di viaggio dalla sua base di Severomorsk, arriverà a destinazione, al largo delle coste siriane. E il ministero della Difesa di Mosca ha già detto che “un attacco verso le postazioni dei terroristi ad Aleppo sarà lanciato nelle prossime ore”. Per la precisione, si colpiranno – anche con i sottomarini attraverso i missili da crociera Caliber – le sacche di resistenza nei sobborghi della città assediata, dove Isis e Al-Nusra non dovrebbero disporre di civili da utilizzare come scudi umani.
L’aeronautica russa e quella siriana non hanno più compiuto raid aerei su Aleppo dallo scorso 18 ottobre e i terroristi hanno utilizzato la pausa umanitaria unilaterale per riorganizzare le proprie posizioni nella siria del Nord: ora sarà battaglia finale. Cosa faranno gli americani? Lasceranno che Aleppo cada, giocando le proprie carte a Mosul, nella speranza che l’Isis cerchi riparo in Siria per complicare il lavoro di Mosca e Damasco? Oppure mobiliteranno i grandi calibri e cercheranno di evitare l’umiliazione di un Assad che entra in trionfo nella città liberata? Donald Trump ha vinto ma fino a gennaio non conta nulla, è un privato cittadino. C’è Obama. E il Deep State, equamente diviso tra chi tifafa per il tycoon e chi invece sosteneva Hillary Clinton in nome e per conto del comparto bellico-industriale Usa. Attenti a pensare che sia tutto a posto, che sia cambiata l’agenda.
Inoltre, nel silenzio generale dei grandi media, troppo impegnati a tirare la volata a Hillary Clinton, lunedì il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, ha placidamente annunciato il fatto che l’Alleanza sta preparando un forza militare di 300mila uomini nel Baltico, capace di essere dislocata in due mesi e con un unico scopo: un potenziale attacco contro la Russia. Insomma, siamo alla preparazione di uno scenario estremo. Inoltre, lo stesso Stoltenberg ha dichiarato che gli Stati membri della Nato hanno posto centinaia di migliaia di militari in stato di massima allerta, questo come azione deterrente rispetto alla minaccia posta da Mosca. Quale minaccia? Chiedete a Stoltenberg, io non lo so.
Ed ecco cosa ha detto il segretario generale: “Assistiamo a una sempre più assertiva implementazione della capacità militare della Russia, ormai da anni: Mosca ha triplicato la spesa per la difesa dal 2000, ha sviluppato nuove tecnologie militari e dato vita a esercitazioni e utilizzo della forza contro Paesi vicini. Abbiamo inoltre visto la Russia utilizzare la propria propaganda in Europa contro gli alleati Nato e questa è l’esatta ragione per cui la Nato sta rispondendo. Stiamo rispondendo con il più grande rafforzamento della nostra difesa collettiva dalla fine della Guerra Fredda”. Insomma, la Nato si sta preparando alla guerra senza dire nulla a nessuno. Se non a cose fatte, ovvero con i vari Paesi che hanno messo gli eserciti in stato di massima allerta. Ministro Pinotti, nulla da riferire a quell’aula inutile conosciuta come Camera dei Deputati?
E, soprattutto, massima attenzione a quanto sta accadendo e accadrà nel medio termine nella quinta colonna europea degli Usa in versione Guerra Fredda, ovvero la Germania. L’election day americano ha infatti fatto passare sotto silenzio la visita della premier norvegese, Erna Solberg, a Berlino. Detta così fa ridere, un bilaterale Germania-Norvegia giustamente sembra roba da festival dell’aringa affumicata ma la cosa interessante è emersa durante la conferenza stampa finale. L’Associated Press, infatti, ha riportato la risposta offerta dalla Merkel a un giornalista che le aveva chiesto se, in vista del voto politico del settembre 2017, temesse l’eventualità di attacchi hacker come quelli registrati negli Usa prima delle presidenziali.
Ecco la risposta della Merkel, testuale: “Noi stiamo già oggi avendo a che fare con informazioni che arrivano dalla Russia o con attacchi internet o con false notizie originate in Russia. E’ un compito ormai quotidiano quello di affrontare questa minaccia. Quindi, è possibile che questa situazione possa giocare un ruolo anche durante la campagna per le elezioni”. La Merkel mette le mani avanti in caso di sconfitta, esattamente come Hillary Clinton, la quale – fiutata l’aria – ha cominciato ad agitare lo spauracchio russo? Una cosa è certa: da un lato il sostegno popolare al governo Merkel è in caduta libera, a causa della questione migranti ma giocare la carta della russofobia proprio mentre la Nato sta creando la più grande forza di intervento militare anti-Mosca dalla fine della Guerra Fredda, fa riflettere. E venire i brividi.
Tanto più che la campagna elettorale Usa e il suo epilogo ci hanno insegnato che la gente non è scema e sa benissimo riconoscere i nemici dagli amici ma già a inizio anno i servizi segreti tedeschi, di fatto un’emanazione della CIA in Europa, avevano accusato la Russia di cyber-attacchi per sabotaggio e spionaggio, addirittura arrivando a citare il caso di un attacco contro la Camera bassa del Parlamento nel 2015.Le prove? Mai presentate, esattamente come negli Usa, dove Obama e NSA hanno tuonato contro Mosca, dicendo di avere riscontri ma non li hanno mai presentati in pubblico. Attenti, entriamo nella “lame duck session”, il periodo peggiore, il tempo di mezzo dove sono i cavalieri di ventura e le anime nere a comandare il gioco. Oggi festeggiamo pure ma da domani pancia a terra, perché la disinformazione non smetterà. Anzi, raddoppierà gli sforzi. "
Mauro Bottarelli,


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