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venerdì 2 dicembre 2016

Media russi e dittatura europea


parlamento









LA SIGNORA FOTYGA, PUTIN E AL-BAGHDADI
Anna Fotyga è un’europarlamentare polacca. Economista di formazione americana, è stata Ministro degli Esteri in due governi di Varsavia; esponente diDiritto e Giustizia, il partito conservatore filo atlantista, è lei ad aver promosso lo scorso 23 Novembre al Parlamento Europeo, la “Risoluzione sulla comunicazione strategica dell’UE per contrastare la propaganda nei suoi confronti da parte di terzi”E chi sarebbero questi terzi? Putin e l’Isis.
La Risoluzione è una sorta di manifesto programmatico (e ideologico) con cui l’Unione Europea si appresta a combattere la guerra dell’informazione contro coloro che agiscono per “dividere gli Stati membri, creare una frattura strategica tra l’UE e i suoi partner del Nord America, paralizzare il processo decisionale, screditare – agli occhi e nelle menti dei cittadini dell’UE e anche dei paesi vicini – le istituzioni dell’UE e i partenariati transatlantici, compromettere ed erodere le argomentazioni europee basate sui valori democratici, sui diritti umani e sullo Stato di diritto”Niente di meno!!!
La risoluzione sollecita l’UE a contrastare con fermezza le campagne di disinformazione e di propaganda di nazioni ostili come la Russia e di gruppi terroristici come Daesh.
E già qui, anche ai meno scettici di voi, salterà all’occhio che mettere nello stesso calderone Putin e al-Baghdadi è, questo si, manipolatorio; e poco importa che mentre gli europarlamentari si cullano nella beatitudine delle loro Risoluzioni surreali, la Russia, in Siria, combatte l’Isis (che l’Occidente ha fatto finta di combattere) e Al Qaeda (che l’Occidente ha finanziato e armato sotto forma di “ribelli moderati”).
La Risoluzione è una concentrazione di neo-maccartismo anni’50 e ignoranza sul funzionamento dei media e soprattuto delle reti social.
Parte dal presupposto che il governo russo sta impiegando in modo aggressivo un’ampia gamma di strumenti e meccanismi per sfidare i valori democratici, dividere l’Europa, raccogliere sostegno interno e creare una percezione di fallimento (…).
Per i parlamentari europei, i media e i mezzi d’informazione russi che praticano legittimamente giornalismo critico e, perché no, spesso anche di parte, sono “strumenti di disinformazione e propaganda” finanziati direttamente dal Cremlino “o da società controllate” (quali e come controllate, non è ovviamente specificato).
Non solo ma il Parlamento europeo afferma anche che Mosca finanzia  “partiti politici e organizzazioni all’interno dell’Ue allo scopo di minare la coesione politica” dell’Ue e“colpire direttamente giornalisti politici e individui specifici all’interno della Ue”.
sputnikMANIPOLATI E MANIPOLATORI
Quello che non capiscono dalle parti di Strasburgo è che se un cittadino europeo decide di informarsi leggendo sul web un articolo di Sputnik o vedendo un video di Russia Today (così come un tg di Al Jazeera o un reportage della CNN), è una sua libera scelta, consapevole e voluta che attiene al processo di disintermediazione indotto dalla rivoluzione digitale e dal web e alla possibilità di accesso praticamente infinito a notizie e informazioni; processo che non si può controllare se non applicando meccanismi di censura che sembrano essere proprio quelli che auspica la Risoluzione, a conferma del carattere anti-democratico dell’Unione Europea.
Non perderemo tempo più di tanto sui contenuti di questa Risoluzione DELIRANTE del Parlamento Europeo; se volete divertirvi (e preoccuparvi) la potete leggere integralmente qui.
Quello che vale la pena sottolineare è che abbiate la consapevolezza che da oggi, per l’Unione Europea, la libera circolazione di idee e informazioni è considerata un pericolo da ostacolare: semmai voi foste imprenditori che pensate che le sanzioni alla Russia sono un errore madornale (perché le pagate di tasca vostra), o eravate favorevoli alla Brexit perché questa Europa non funziona; se in Francia votereste la Le Pen (e magari in Italia, Salvini o la Meloni); se credete che sulla Siria non ve l’hanno raccontata giusta (e nemmeno sull’Isis) e che la Nato in Libia abbia combinato una porcata gigantesca; se siete contrari alle politiche dell’immigrazione imposte dall’Europa; se non pensate che la Russia sia un nostro nemico ma, al contrario un partner necessario per la lotta al terrorismo ecco, in tutti questi casi, per i signori dell’Europa ci sono due probabilità: o siete dei poveri imbecilli manipolati dalla “propaganda sovversiva” di Mosca, o peggio, siete agenti del Cremlino pagati per sovvertire l’Ordine europeo costituito.
D’altronde la signora Fotyga si è guardata bene, nella sua Relazione, di citare le vere manipolazioni costruite dai media occidentali: l’ultima, ma solo in ordine di comparsa,quella dei Panama Papers la più “falsa” inchiesta giornalistica costruita a tavolino dai media europei e americani con chiare finalità politiche.
Persino la Federazione dei Giornalisti Europei (EFJ) è stata costretta a denunciare “la confusione e la mancanza di coerenza” di questo atto che equipara i media russi a organizzazioni terroristiche come l’Isis; non distingue tra media russi indipendenti e quelli controllati dal Cremlino; confonde comunicazione strategica, propaganda diStato, propaganda terroristica, contro-propaganda e informazione indipendente”.
soros-foundationsLA MANINA DI SOROS?
La vittoria di Trump in America potrebbe realmente cambiare lo stato dei rapporti tra Usa e Russia indirizzandoli verso un disgelo proficuo sia per l’Occidente che per Mosca; ma in Europa sembrano non capirlo. La sensazione è che l’ossessione anti-russa di personaggi come George Soros, oggi (forse) meno influenti a Washington, si sposti in Europa dovel’architettura anti-democratica dell’Unione, favorisce la manipolazione da parte di centri di potere più o meno occulti e il condizionamento delle decisioni politiche. E in effetti la Risoluzione della signora Fotyga sembra uscita fuori dai cassetti dell’Open Society, (la Fondazione/braccio armato con cui Soros dà corpo ai suoi progetti politici).
D’altro canto, sappiamo (non certo grazie alla libera informazione occidentale) che l’Open Society ha già elaborato un lungo e provvisorio elenco di parlamentari europei “reclutabili” per i propri molteplici obiettivi tra i quali, di certo, non c’è quello di costruire un rapporto sereno con Mosca; quindi tra le sue strategie c’è proprio quella di condizionare le decisioni del Parlamento europeo.
Vedremo nei prossimi mesi se l’Europa saprà far valere il realismo politico a favore dei propri interessi o diventerà lo strumento in mano ai soliti burattinai del Nuovo Ordine Mondiale.
Giampaolo Rossi
fonte http://blog.ilgiornale.it/rossi/2016/12/01/media-russi-e-dittatura-europea/#

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