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domenica 1 gennaio 2017

La strategia della paura. di Stefano Davidson


Prima per tenere la gente a testa bassa c'era la locale "strategia del terrore" de noantri con le B.R., Ordine Nuovo etc.. l'Italicum, la stazione di Bologna,... (in Germania avevano Bader Meinhoff)
Oggi c'è la strategia globalizzata del terrore islamico con attentati sempre e solo contro le persone comuni e non contro i loro cosiddetti nemici od obiettivi sensibili conclamati.
Mai un obiettivo colpito direttamente che comporti ferimento o morte di politici, banchieri e alti prelati, salvo per esempio Bernard Maris (n.2 di Banque di France che stava rivelando le balle sul debito e sulla "produzione" del denaro) del quale nessuno parla ma che era l'obiettivo dell'"attentato" a Charlie Hebdo.
La strategia della paura, la prima regola per mantenere lo status quo politico e giustificare restrizioni delle libertà.
Buon 2017.
Stefano Davidson

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