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martedì 13 febbraio 2018

Una campagna elettorale all’insegna dell’Antifascismo per coprire l’agonia della Colonia Italiya



di Enrico Galoppini
Anche se la seguo più che distrattamente, si può dire che questa campagna elettorale, al netto della deprimente vuotezza di contenuti e delle sue fisiologiche mirabolanti sparate, si riduce a stabilire chi primeggia nell’unico vero criterio posto a fondamento di questa Repubblica: l’Antifascismo.
Buon segno. Segno che questa finzione giuridica della “Repubblica Italiana” (“antifascista e nata dalla Resistenza”) scaturita da “trattati” ed “accordi” coi “Liberatori” mai resi del tutto pubblici (perché impresentabili), è in piena agonia.
Gli equilibri internazionali sono in radicale mutamento, nel segno del “mondo multipolare” (preconizzato sin dal 2004 dalla rivista “Eurasia”…), ma in questa Colonia Italiya, condannata ad essere sempre più irrilevante e periferica, ai “nababbi” indigeni preposti alla gestione della predetta finzione giuridica è stata data l’imbeccata da “ultima raffica”, onde garantire lo status coloniale: la parola d’ordine dell’Antifascismo. 
I nodi vengono al pettine. Gli italiani sono sempre più scontenti, e non perché “c’è il Fascismo”. Alla favola del “Fascismo eterno” (tanto più che il suo ideatore ufficiale è passato a miglior vita) crede sempre meno gente. Il che è tutto dire se si pensa allo sforzo profuso dalle centrali della disinformazione e della propaganda.
A questo punto, a questi mestatori e criminali, che farebbero di tutto pur di compiacere il Badrone (con la B, mi raccomando) anche per mantenere i loro privilegi, non resta che stressare oltre ogni limite la situazione, cercando a tutti i costi la provocazione e lo scontro, nella speranza di sgraffignare con questi vecchi trucchi qualche punto percentuale dei votanti.
fonte http://www.ildiscrimine.com/campagna-elettorale-allinsegna-dellantifascismo-coprire-lagonia-della-colonia-italiya/

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