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martedì 10 luglio 2018

“Magliette rosse”: la nuova frontiera della Sinistra Mondialista e dei suoi sodali



di Luciano Lago
Con il suo elettorato che gli ha voltato le spalle e con i suoi discorsi elitari la sinistra mondialista cerca disperatamente di trovare un appiglio per non scomparire e rimanere in prima fila sui media autoproclamando la propria “superiorità morale”.
L’occasione viene fornita dalle politiche antimigratorie del neo ministro Salvini, una sorta di “battaglia morale” in cui la sinistra si è gettata e si ritrova a difendere le ragioni della migrazione di massa e con quella gli interessi del business delle mafie transnazionali che lucrano sul fenomeno migratorio. Pronto il loro nuovo simbolo: la “maglietta rossa” che sostituisce la vecchia “bandiera rossa”, ormai passata alla Storia.
La sinistra ci riprova oggi con le magliette rosse domani, forse, con le mutande viola.
Gli esponenti di questa sinistra allo sbando, quelli come Renzi, Gentiloni, Graziano Del Rio, Maurizio Martina, Carlo Calenda, Alessandra Moretti e compagnia cantante, ridottasi a quattro ossa elettorali, sempre in baruffa fra di loro, passano il tempo a discettare su come risalire la corrente e riprendere il consenso perso irrimediabilmente dalla loro vecchia base elettorale.
Niente potrebbe segnare meglio la distanza dai questi personaggi della casta radical progressista dalla base popolare se non i discorsi e le campagne mediatiche impostate sulle “magliettte rosse” e sull’indignzionecontro chi vuole opporsi al mondialismo, alla società aperta ed alla visione falsamente buonista ed universalista della sinistra progressista e mondialista.
Loro, i progressisti “radical snob”, nel loro mondo fatto di apericene, seminari e convegni, cattedre universitarie e grandi giornali, non riescono proprio a comprendere le ansie e le tensioni che oggi agitano il mondo del lavoro, di chi lo ha ma anche di chi lo cerca e non lo trova, di chi si vede affossato nell’ultima gradino della scala sociale e privato dei diritti sociali basilari, lavoro casa , assistenza santaria, sicurezza. ecc…
Magliette rosse e foto di Pamela, vittima dei nigeriani
Al contrario sempre loro, i progressisti “radical snob”, si sono rinchiusi nella loro insopportabole pretesa di superiorità moraleammantata dall’ipocrisia con cui pretendono di giudicare dall’alto della loro prosopopea con l’indice puntato contro chi viene giudicato un retrogrado, un razzista, un antieuropeo o, peggio, un fascista nostalgico del “male assoluto”.
La spocchia è quella cosa che accomuna il vecchio Scalfari con la Laura Boldrini, con il pseudo intellettuale di riferimento, Roberto Saviano, con gli opinionisti come Vittorio Zucconi , Furio Colombo, Massimo Giannini e presentatori  super pagati come Fabio Fazio,  tutti riveriti dai media del sistema. Il loro vizietto di farsi trovare sempre con il “ditino alzato” per dare lezioni morali e indicare la “impresentabilità” dei loro interlocutori non in linea con i dogmi del pensiero progressista e mondialista.
La tracotanza e la spocchia sono in realtà un vizio antico e consolidato della sinistra, un modo per ritenersi moralmente superiori e disprezzare le idee ed i concetti alternativi alla loro visione del mondo. Una forma di autogratificazione che alla lunga ha reso gli esponenti politici, intellettuali e mediatici di questa sinistra, un circolo chiuso di presunti “saggi”, detentori della “verità assoluta” che si dimostravano insopportabili per la loro vanteria e del tutto distanti dalle masse popolari conquistate dai discorsi “populisti” delle formazioni alternative.
Magliette rosse
D’altra parte, per comprendere il mondo di oggi, il vecchio schema destra/sinistra si dimostra del tutto obsoleto, così come le altre categorie tanto care a questa sinistra, come antifascismo/fascismo, categorie utilizzate dal sistema di potere per distrarre da quello che è attualmente l’unico vero spatiacque politico: globalisti contro sovranisti.
Gli esponenti della sinistra globalista non si sono però rassegnati ed hanno piuttosto individuato il loro prossimo terreno di consenso: i migranti, i gay e i rom. Lo ha dichiarato il “maitre a penser” della sinistra mondialista, Roberto Saviano, apertamente e senza infingimenti, di questo bisogna darne atto. Vedi: Saviano: Gay, migranti e rom…
Abbiamo già assistito alla mobilitazione nelle piazze: migranti e gay sempre in prima fila dietro gli striscioni ed i cartelli esibiti dai manifestanti aizzati dallla sinistra del PD, di “Liberi e Uguali”, dei Centri Sociali e dell’ANPI.
Sono loro la nuova mano d’opera e massa di manovra che verrà utilizzata per soffocare le istanze sovraniste dei cittadini e la loro richiesta di sicurezza e dignità sociale.
Lo si era capito e non ci vuole molto acume per prevedere che sarà questa la nuova frontiera della sinistra mondialista e dei suoi sodali.

fonte https://www.controinformazione.info/magliette-rosse-la-nuova-frontiera-della-sinistra-mondialista-e-dei-suoi-sodali/

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