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mercoledì 16 gennaio 2019

LA FRANCIA DI #MACRON: TELEGUIDATA DAI ROTHSCHILD?

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È un fatto che, da quando è stato eletto nel maggio 2017, l’inquilino dell’Eliseo ha costruito un impero mediatico-economico-finanziario con il quale consolidare il consenso conquistato grazie all’aiuto dei Poteri Forti. Ma il diavolo fa le pentole senza i coperti e, alcuni, ricordano e ci ricordano quello che fu il penultimo lavoro di Macron…

«In Francia nell’Assemblée Nationale (la Camera dei deputati) proseguono i dibattiti sulla legge di moralizzazione della vita pubblica. I deputati della LRM (La République en marche), che costituiscono la maggioranza dell’Assemblea, si sono fatti più volte criticare per il modo poco professionale in cui lavorano. Il fatto è che sono tutti dei nuovi arrivati e nessuno di loro si distingue per la sua esperienza in ambito politico. Le malelingue dicono che Macron li avrebbe scelti per la loro insignificanza, per non avere rivali ma soltanto “sudditi” obbedienti. Peraltro lo stesso presidente è in questo momento fortemente criticato per le sue mosse (che appaiono un po’ improvvisate) per ridurre le spese: anche Macron, a parte due anni come ministro dell’economia, è un ex alto funzionario (prima del ministero delle finanze, poi della banca Rothschild e infine dell’Eliseo), non ha una vasta esperienza in politica. [Secondo] Jean-Luc Mélenchon, il principale leader dell’opposizione di estrema sinistra, e vari altri che si sono espressi anche da destra (come il polemista Eric Zemmour) […] Macron non fa che consegnare la Francia nelle mani dell’oligarchia di fatto già al potere» (Andrea Vannicelli, Prime grane per il presidente Macron, in “La Croce quotidiano”, 22 luglio 2017, p. 2).

tramite Rete Famiglie Roma - Ostia





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