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sabato 4 maggio 2019

Chi trama contro Conte e' Sergio Mattarella

L'immagine può contenere: 2 persone, persone che sorridono


di Nicola Evoli

Chi trama contro Conte e' Sergio Mattarella e i suoi uomini, in particolare Tria e Moavero Milanesi (ex braccio destro di Monti). Voleva evitare il ritorno anticipato alle urne, voleva che nascesse un esecutivo politico sorretto da partiti forti, ritenuto più corazzato per affrontare eventuali crisi finanziarie, e si era imposto affinché il ministro dell' Economia non fosse Paolo Savona, bensì un difensore convinto della permanenza dell' Italia nell' euro: ha ottenuto tutti questi obiettivi.

Basta leggere quanto lo stesso Tria ha scritto in un documento firmato lo scorso luglio assieme a Gianfranco Polillo: «Per fortuna le tesi del "no euro" o dell' Italexit sono state solo una bolla di sapone. Chi, per fini polemici, si era attestato su questa sponda, è stato costretto a fare marcia indietro ed ora parla della necessità di una semplice riforma dei Trattati. Ipotesi con cui non è difficile concordare. Ma negoziare in Europa significa dimostrare un' affidabilità maggiore di quella finora mostrata...».

Paletti rispettati - Propositi coincidenti con quelli pretesi dallo stesso Mattarella, dopo aver bocciato Savona e congedato il professor Giuseppe Conte una prima volta: il ministro dell' Economia avrebbe dovuto essere «un autorevole esponente politico della maggioranza che non sia visto come sostenitore di una linea, più volte manifestata, che potrebbe provocare la fuoruscita dell' Italia dall' euro. Cosa ben diversa da un atteggiamento vigoroso, nell' ambito dell' Unione europea, per cambiarla in meglio dal punto di vista italiano...». A parte il suo essere tecnico, e non politico, Tria soddisfa i requisiti richiesti.

L' altra casella "attenzionata" dal presidente della Repubblica era la Farnesina. Con l' arrivo al governo di una coalizione apparentemente più vicina a Mosca che a Washington, Mattarella voleva un ministro degli Esteri di indiscussa fede atlantica ed europeista. Incassa Enzo Moavero Milanesi, che fu ministro per gli Affari Europei nel governo di Mario Monti e poi in quello di Enrico Letta, nonché sfortunato candidato nella lista guidata dal professore bocconiano alle elezioni del 2013. Uno che semmai dovrebbe far torcere le budella alle basi grillina e leghista, ma che al Quirinale va benissimo.

Nella colonna degli attivi Mattarella segna il mantenimento del potere di veto sulla nomina dei ministri, che ritiene una prerogativa costituzionale intoccabile della presidenza della Repubblica.

Ricordo a Di Maio e a tutto il mio popolo grillino quando schiumavamo rabbia e annunciavamo la messa in stato d' accusa per Mattarella. Quanto sta succedendo ora con le dichiarazioni di Tria e Moavero Milanesi che covano il desiderio di un altro governo, richiede la nostra massima attenzione e prontezza a forti contestazioni di piazza, ancor piu' virali di quelle francesi.


Nicola Evoli

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