Translate

lunedì 6 maggio 2019

Il nuovo Risorgimento riparte da Gioia Tauro, con DIEGO FUSARO



Laboratorio politico-culturale Risorgimento Meridionale per l'Italia


Laboratorio politico-culturale Risorgimento Meridionale per l'Italia - RISORGIMENTO MERIDIONALE








Diego Fusaro candidato sindaco di Gioia Tauro



PERCHE’ TESSERARSI AL RISORGIMENTO MERIDIONALE PER L’ITALIA


Cari amici, dalla prossima settimana avvieremo il tesseramento al laboratorio politico/culturale Risorgimento Meridionale per l’Italia (www.risorgimentomeridionale.it), contenitore di pensiero che intende fin da subito provare ad incidere sui processi decisionali. Non per nulla abbiamo deciso di proporre la candidatura a sindaco del filosofo Diego Fusaro (iscritto e, insieme ad altri, ispiratore ideologico del progetto) nella simbolica città di Gioia Tauro sulla scia di un ragionamento che abbiamo già recentemente e pubblicamente precisato (clicca per leggere). Al di là di quello che dicono gli interessati detrattori, la presenza sulla scena politica di Fusaro non è estemporanea né frutto di una logica di “marketing”, essendo il giovane intellettuale torinese la punta più avanzata di un movimento che annovera al proprio interno personalità del calibro di Giulietto ChiesaAntonino GalloniAlberto Bradanini e tanti altri. Il tempo si prenderà in ogni caso la briga di far passare i dubbi anche ai più scettici. Chiedo quindi ai lettori del Moralista, amici e compagni di viaggio che hanno trascorso virtualmente insieme a me i momenti più bui e difficili della “crisi”, di aderire convintamente al progetto, tesserandosi e facendo opera di convincimento e promozione della nostra iniziativa. Perché farlo? Perché manca oggi nello scenario politico nazionale una forza in grado di rappresentare le istanze di un popolo sempre più consapevole, un popolo non più “ipnotizzato” dai grandi media mainstream che chiede con forza di superare senza indugi un modello di governance che verte intorno a due pilastri marci e anacronistici: il liberismo sul versante macroeconomico e il mondialismo quale bussola geopolitica. L’attuale governo, di sicuro migliore di quelli targati Pd che lo hanno preceduto, si sta dimostrando troppo timido, debole e confuso per riuscire a cambiare per davvero la rotta, limitandosi ad approvare soltanto qualche provvedimento in grado di testimoniare una accennata discontinuità. Nella sostanza però i veri padroni, ovvero DraghiMerkelJuncker e compagnia “europeista”, continuano a fare in Italia il bello e il cattivo tempo anche oggi, con buona pace di Salvini e Di Maio che hanno alzato bandiera bianca. La Dittatura Finanziaria della Ue non è stata infatti seriamente scalfita dall’arrivo al potere in Italia dei cosiddetti “populisti”, patetici nel proporre ora di cambiare l’Europa “dall’interno”, come disse il cerbiatto poco prima di essere ingoiato dal coccodrillo. In ogni caso, quand’anche i “gialloverdi” trovassero il coraggio di disubbidire ai “manovratori”, non sarebbero probabilmente in grado di mettere a punto una strategia vincente perché carenti sotto il profilo della elaborazione concettuale. Il M5S, che esprime una politica economica e del lavoro più attenta alle ragioni dei deboli e dei marginalizzati, mostra poi pericolose inclinazioni “filo-mondialiste”, non cogliendo i tratti intrinsecamente disumani della globalizzazione in atto (specie l’area che fa riferimento a Fico. Ma anche Di Maio che loda Merkel non scherza…); la Lega, brava nel sottolineare come il recupero della sovranità costituzionale sia possibile solo all’interno di una cornice identitaria che non demonizzi il concetto di “Stato-nazione”, si dimostra poi “liberista” sotto il profilo economico, riproponendo cioè la vecchia e velenosa retorica che trasforma la spesa pubblica in vizio e l’iniziativa privata in virtù. Esistono milioni di italiani che sognano di militare dentro un partito che sia senza ambiguità né tentennamenti  antiliberista e  antimondialista, keynesiano in economia e al contempo rispettoso della sovranità di uno Stato degno di questo nome che riconosce il primato della politica. Quel partito prima non c’era e ora c’è. Siamo noi.
Francesco Maria Toscano
3/05/2019


Nessun commento:

Posta un commento