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giovedì 6 giugno 2019

Gli insegnamenti segreti di tutte le ere: Quindici diagrammi Rosacrociani e Qabbalistici


Nel suo ben noto lavoro, I rosacrociani, i Loro riti e misteri, Hargrave Jennings riproduce cinque carte Qabbalistiche che dichiara essere veri disegni rosacrociani. Non fornisce informazioni sulla loro origine né tenta di delucidare il loro simbolismo. Uno scrittore recente che ha riprodotto uno di questi grafici lo ha correlato all’emblematica tomba di Padre C.R.C., esponendo così la vera natura di Christian Rosencreutz.
Le cinque tavole riprodotte nel libro di Hargrave Jennings fanno parte di una serie di quindici diagrammi che appaiono in The Magical, Qabbalistical e Theosophical Writings di Georgius von Welling, sul tema del sale, dello zolfo e del mercurio. Questo volume estremamente raro fu pubblicato a Francoforte e Lipsia nel 1735 e nel 1760. I numeri e le figure delle carte si riferiscono ai capitoli e alle sezioni degli Scritti. Questi quindici grafici costituiscono un’aggiunta notevole e inestimabile ai pochi altri noti diagrammi Qabbalistici e Rosacrociani effettivamente noti.
Lucifero è il più grande mistero del simbolismo. La conoscenza segreta dei Rosacrociani riguardo a Lucifero non è mai stata così chiaramente presentata come in queste tavole, che rivelano virtualmente la sua vera identità, un segreto accuratamente custodito su cui poco è stato scritto. Lucifero è rappresentato dal numero 741.
Von Welling non fornisce una esposizione completa dei quindici grafici; averlo fatto sarebbe stato contrario ai principi della filosofia Qabbalistica. Il significato più profondo dei simboli è rivelato solo dallo studio profondo e dalla contemplazione.
TAVOLA I, figura 1-11. La Figura 1 è una tabella tolemaica che mostra la vera relazione esistente tra gli elementi primordiali. Il suo significato segreto è il seguente: L’anello esterno racchiuso dalle linee A e B è la regione di Schamayim, un nome Cabalistico per la Divinità Suprema, che indica la distesa dei cieli, o un’acqua spirituale ardente. Schamayim è “L’oceano dello spirito”, all’interno del quale esistono tutte le cose create e non create e dalla vita di cui sono animati. Nei mondi inferiori Schamayim diventa la luce astrale.
Lo spazio tra B e C segna le orbite o i piani delle sette Intelligenze Spirituali chiamate Pianeti Divini (non i pianeti visibili). Secondo i Misteri, le anime degli uomini entrano nei mondi inferiori attraverso l’anello B, le stelle fisse. Tutta la creazione riflette la gloria di Schamayim, l’energia che filtra nelle sfere degli elementi attraverso le finestre delle stelle e dei pianeti. Tra C e D si trova la regione della sottile aria spirituale, una suddivisione di etere. D a E segna la superficie della terra e del mare, con la quale si intendono anche gradi di etere. Da E a F segna la regione inferiore, chiamata “Il raduno delle acque e la produzione della Terra Vergine”, o “Ares”. Gli alchimisti chiamavano questa “sabbie mobili”, il vero fondamento mistico della terra solida. F a G segnano il cerchio dell’aria sotterranea, che è più densa e grossolana di quella nello spazio esterno, di C a D. In questa atmosfera densa le influenze stellari e gli impulsi celesti si cristallizzano in spiriti corporei, formando così la moltitudine di forme che esistono senza la conoscenza della loro fonte ignea. G è la regione del fuoco centrale dell’elemento terra, un fuoco grossolano in contraddizione con il divino fuoco Schamayim. Anche la sfera dei cieli stellati ha il suo opposto nella sfera dell’aria sotterranea; e la sfera dell’aria superiore (o acqua vaporosa sottile) ha il suo opposto nella sfera da E a F. Il punto focale, da D a E, tra le tre sfere superiori e le tre inferiori, è chiamato “Il serbatoio”. Riceve impressioni da entrambe le regioni superiori e inferiori ed è comune a entrambi.
La figura 2 è il simbolo cabalistico dell’acqua elementale; La Figura 9 rappresenta l’acqua invisibile spirituale. La figura 3 è il simbolo cabalistico dell’aria elementale; La figura 7 rappresenta l’aria spirituale e invisibile. La figura 4 è il segno cabalistico della terra elementale; La figura 8 rappresenta la terra spirituale e invisibile. La figura 5 è il segno cabalistico del fuoco elementale; La figura 6 rappresenta il fuoco spirituale e invisibile. Le figure 6, 7, 8 e 9 simboleggiano i quattro elementi prima della discesa di Lucifero. Sono i quattro fiumi di cui parla la Genesi, che hanno la loro fonte nell’unico fiume, la Figura W, che rappresenta gli elementi sovrapposti l’uno sull’altro. La palla d’oro al centro è Schamayim, la fonte ignea di tutti gli elementi. La Figura 11 è l’emblema dell’inizio e della fine di tutte le creature. Da esso tutte le cose procedono e tutto deve ritornare di nuovo, per diventare una cosa sola con l’ardente acqua della comprensione divina.
TAVOLA II, figure 12-51. Le figure 12, 13, 14 dimostrano che la sfera come simbolo del movimento è emblematica del fuoco, dell’acqua e dell’aria; e il cubo come simbolo di peso e` emblematico della terra. La sfera poggia su un punto, il cubo su una superficie; la sfera è quindi usata per simboleggiare lo spirito e il cubo, la materia. La Figura 14 dimostra che l’atmosfera che si precipita dietro un oggetto che cade aumenta la sua velocità e apparentemente aumenta il suo peso. La natura essenziale di ogni elemento è occultamente identificata dal simbolo e dal carattere peculiari ad essa assegnati.
Di Figura 15, il simbolo del sale, scrive von Welling, nella sostanza: Il cubo ha sei lati, corrispondenti ai sei giorni della creazione, con il punto di riposo (il settimo giorno) al centro del cubo. Su ogni superficie del cubo compaiono i segni dei quattro elementi [triangoli]. Gli alchimisti dichiararono che il sale era la prima sostanza creata prodotta dal fuoco (Schamayim) che scorreva fuori da Dio. Nel sale tutta la creazione è concentrata; nel sale sono l’inizio e la fine di tutte le cose. Il cubo, inoltre, è composto da dodici corpi, ciascuno dei quali ha sei lati. Questi corpi sono i dodici pilastri fondamentali della vera chiesa invisibile, e quando questi dodici corpi sono moltiplicati per i loro sei lati, il magico numero 72 ne risulta. I saggi hanno detto che nulla è perfetto finché non è stato dissolto, separato e nuovamente unito in modo che diventi un corpo composto da dodici corpi, come il cubo. Il cubo comprende anche sei piramidi con le sei superfici del cubo come base. I punti di queste sei piramidi si incontrano al centro del cubo. Queste sei piramidi, ciascuna composta da quattro triangoli, significano gli elementi e producono il numero magico 24, che si riferisce agli Anziani di fronte al Trono. Le sei superfici e il punto costituiscono il numero magico 7. Se 7 è moltiplicato per 7 di nuovo, e così per 7 volte, la risposta rivelerà il metodo usato dagli antichi per misurare i periodi di eternità; quindi: (1) 7 X 7 = 49; (2) 49 X 7 = 343; (3) 343 X 7 = 2,401; (4) 2.401 X 7 = 16.807; (5): 16,807 X 7 = 117,649; (6) 117.649 X 7 = 823.543; (7) 823.543 X 7 = 5.764.801. 5.000, 000 rappresenta l’anno della grande sala; i 700.000 il grande anno sabbatico, in cui tutti gli esseri umani acquisiscono gradualmente una vera comprensione e diventano eredi della loro eredità originale ed eterna, che è stata persa quando erano invischiati negli elementi inferiori. Il 64.800 è il numero degli angeli caduti e l’ultimo anno significa la liberazione di Lucifero e il ritorno alla sua funzione originaria.
La Figura 16 è un altro simbolo del sale, mentre la Figura 17 (il punto) è il segno dello spirito, dell’oro, del sole o del germe della vita. Se il punto viene spostato prima di sé diventa una linea, Figura 18. Questo movimento del punto è il primo movimento. L’inizio e la fine di ogni linea è un punto. La figura 19 è il cerchio È il secondo movimento e la più perfetta di tutte le linee. Ne escono forme e corpi
Tavola 1
Tavola 2
immaginabili. La Figura 20 rappresenta l’effusione della vita superiore e spirituale in manifestazione. La Figura 21 rappresenta l’oscurità, perché è l’allentamento del principio distruttivo del subterreno. La Figura 20 è anche il simbolo del giorno e la Figura 21 della notte.
La figura 22 è un simbolo dell’acqua; La Figura 23 è il carattere universale completo di luce e oscurità. Il triangolo verticale rappresenta Schamayim; il triangolo invertito la terra oscura che imprigiona il fuoco infernale sotterraneo. È “Il primo giorno della creazione” o il tempo della separazione di Schamayim e Ares. La Figura 24 rappresenta i sei giorni di creazione e dimostra che gli elementi sono un deflusso del Fuoco Divino che, rompendosi, diventa le sostanze dell’universo tangibile, come indicato nella Figura 25.
La figura 26 è il carattere dell’aria, che mostra che l’aria nasce dalla Luce Eterna e dall’acqua eterea. La figura 27 è il carattere dell’acqua. È l’inversione della Figura 26, che indica che la sua origine proviene dal fuoco inferiore e non da quello superiore. La sua parte superiore significa che all’acqua non manca l’elemento Divino, ma come uno specchio universale riflette le influenze celesti. Le figure 28 e 29 sono simboli del sale, a dimostrazione del fatto che e` allo stesso tempo acqua e fuoco. La Figura 30 è il carattere del fuoco in tutti i suoi attributi, e la Figura M (la stessa invertita), l’acqua in tutti i suoi poteri. La Figura 32 è il carattere del sale in tutti i suoi attributi. La Figura 33 rappresenta sia l’oro che il sole. La loro natura essenziale è identica, essendo formata dal primo fuoco di Schamayim. Sono perfetti, come si può vedere dal loro simbolo, poiché nessuna forma più perfetta può essere prodotta dal punto rispetto al cerchio.
La Figura 34 è il carattere dei mondi più o meno grandi; come il punto è circondato dalla sua circonferenza, questo mondo è circondato da Schamayim. L’uomo (il piccolo mondo) è incluso in questo simbolo perché la sua natura interiore è il potenziale oro (Aphar Min Haadamah).
La figura 35 è il carattere dell’argento e della luna. Significa che l’argento (come l’oro) è un metallo perfetto, tranne che la parte rossa della sua natura è rivolta verso l’interno. L’argento è il principio femminile dell’universo.
La Figura 36 è il carattere del rame e di Venere; Figura 37, del ferro e di Marte; Figura 38, dello stagno e di Giove; Figura 39, del piombo e di Saturno; Figura 40, del Mercurio (sia il pianeta che l’elemento); Figura 41, dell’antimonio, il metallo chiave della terra stessa; Figura 42, dell’arsenico; Figura 43, dello zolfo; Figura 44, del cinabro; Figura 45, della calce viva; Figura 46, del nitro; e Figura 47, del vetriolo. La figura 48 è il carattere del sale di ammoniaca, che prende il nome dal Tempio di Giove Ammone in un deserto egiziano, dove è stato trovato. La figura 49 è il carattere dell’allume; Figura 50, degli alcaloidi, un nome di origine araba; e Figura 51, del sal tartaro, una sostanza che possiede una grande virtù occulta.
TAVOLA Ill, Figura 52. Gli otto globi e il quadrato centrale rappresentano i sette giorni della creazione. I tre mondi in cui avviene la creazione sono simboleggiati da tre anelli concentrici. Le parole tedesche nell’anello esterno sono estratte dal primo capitolo della Genesi. Le parole intorno all’esterno dell’anello esterno sono Il primo giorno. I quattro piccoli globi all’interno dell’anello esterno trattano le fasi astratte della creazione. Il globo superiore contenente il triangolo racchiude le parole Cielo e Terra. Il globo a destra contiene la parola Luce, e quella a sinistra, Jehovah Elohim nella parte superiore e Oscurità nella parte inferiore. Il globo in basso contiene la parola Giorno nella metà superiore e Notte in basso.
I quattro globi nel secondo anello rappresentano il secondo, il terzo, il quarto e il quinto giorno di creazione. Il globo bianco sopra diviso da una linea tratteggiata è designato come Il Secondo Giorno; il globo a sinistra con le montagne, il terzo giorno; il globo a destra con gli anelli planetari, Il quarto giorno; e il globo di sotto bisecato da una linea tratteggiata, Il quinto giorno. Il quadrato nell’anello centrale che contiene la forma umana è Il sesto giorno. Questo grafico è un’esposizione schematica dei tre strati delle uova auriche macrocosmiche e microcosmiche, mostrando le forze attive al loro interno.
TAVOLA IV, figura. 53. La figura 53 è stata designata come tomba simbolica di Christian Rosencreutz. Il cerchio superiore è il primo mondo – la Sfera Divina di Dio. Il triangolo al centro è il trono di Dio. I piccoli cerchi nei punti della stella simboleggiano i sette grandi Spiriti davanti al trono, menzionati nel Libro dell’Apocalisse, nel mezzo del quale cammina l’Alfa e l’Omega – il Figlio di Dio. Il triangolo centrale contiene tre fiamme: la Divina Trinità. Dalla più bassa di queste fiamme procede il primo deflusso divino, mostrato da due linee parallele che scendono attraverso il trono di Saturno (lo Spirito Orifelis, attraverso il quale Dio si manifestò). Passando attraverso il confine delll’universo celestiale e le 22 sfere del sistema inferiore, le linee terminano al punto B, il trono di Lucifero, in cui l’effusione divina è concentrata e riflessa. Da lui la luce divina irradia in successione a d (Capricorno), e (Gemelli), f (Bilancia), g (Toro), h (Pesci), i (Acquario), k (Cancro), l (Vergine), m (Ariete), n (Leone), o (Scorpione), p (Sagittario), quindi torna a d. I cerchi zodiacali rappresentano dodici ordini di spiriti grandi e benefici, e i cerchi più piccoli all’interno dell’anello di stelle fisse segnano le orbite dei pianeti sacri.
TAVOLA V, Figura 54. La Figura 54 è simile alla Figura 53, ma rappresenta l’universo nel momento in cui Dio si è manifestato attraverso il personaggio di Giove, lo Spirito Sachasiel. Von Welling non da ragione al cambiamento nell’ordine di afflusso nei dodici ordini di spiriti, per il terzo mondo, per l’aggiunta di un altro cerchio e dei triangoli intrecciati nel mondo superiore, o per le lettere Y e Z. Nel triangolo superiore,
Tavola 3
Tavola 4
Tavola 5
Tavola 7
A rappresenta il Principio del Padre, F il deflusso divino, G il punto di afflusso nei dodici ordini di spiriti (probabilmente il Sagittario). Le lettere H, I, J, K, L, M, N, O, P, Q, S e T denotano i punti sequenziali delle irradiazioni tra loro; W e X, il mondo dei figli di Dio; e B, C, D ed E, il mondo di Lucifero. Questa tavola mostra l’universo dopo la discesa di Lucifero nella materia. Secondo von Welling, quando Lucifero volle controllare il potere, l’influsso della luce divina cessò all’istante. Il mondo di Lucifero (che in seguito divenne il sistema solare), con tutte le sue legioni di spiriti (che nella loro essenza erano Schamayim) riflettendo le sue idee e invertendo la luce divina, fu trasformato nell’oscurità. Lo Schamayim di Lucifero divenne quindi un disco contratto, una sostanza tangibile; e il Caos è venuto alla luce.
TAVOLA VI, Figure 55-59. La Figura 55 simboleggia il Caos di Lucifero; Figura 56, la separazione della luce dall’oscurità; Figura 57, la luce nel mezzo dell’oscurità; e Figura 58, le regioni degli elementi e dei loro abitanti. Le quattro A indicano l’Abisso che circonda tutte le cose. L’A B è il trono infuocato di Lucifero. Il piano di g è l’aria sotterranea; f, l’acqua sotterranea; c, la regione della terra; d, l’acqua esterna; e, l’aria esterna, W e X la regione di Schamayim. Gli abitanti elementali dei piani differiscono in virtù della loro vicinanza al centro della malvagità (A B). La superficie terrestre (c) divide gli elementali sotterranei da quelli dell’acqua, dell’aria e del fuoco esterni (d, c e X). Gli elementali degli strati superiori (la metà superiore di c, e tutti i d, e, e X) rappresentano una scala ascendente di virtù, mentre quelli degli strati inferiori (la metà inferiore di c, e tutti di f, g, e AB) rappresentano una scala discendente di depravazione.
La regione di aria (e) è un’eccezione parziale a questo ordine. Mentre l’aria è vicina alla luce e piena di spiriti meravigliosi, è anche l’abitazione di Belzebù, lo spirito malvagio dell’aria, con la sua legione di demoni elementali. Sull’elemento sottile dell’aria sono impresse le influenze delle stelle; i pensieri, le parole e le azioni dell’uomo; e una miriade di influenze misteriose dai vari piani della Natura. L’uomo inala queste impressioni e producono effetti diversi sulla sua mente. Nell’aria sono sospesi anche i germi di semi con cui l’acqua è impregnata e resa capace di produrre forme di vita organica e inorganica. Le figure grottesche che si vedono nelle caverne di cristallo e nelle immagini di gelo sulle finestre sono causate da queste impressioni aeree. Mentre gli elementali dell’aria sono grandi e saggi, sono infidi e confusi perché suscettibili di entrambe le impressioni sia buone che cattive. I potenti esseri elementali che abitano il fuoco leggero e acquoso della regione X non possono essere ingannati dagli spiriti delle tenebre. Amano le creature delle acque, poiché l’elemento acquoso (d) proviene dall’acqua infuocata (X). L’uomo mortale non può sopportare la società di questi spiriti infuocati, ma guadagna saggezza da loro attraverso le creature delle acque in cui si rispecchiano continuamente. La figura 59 rappresenta questo sistema solare, con W e X come la località del Giardino dell’Eden.
TAVOLA VII, Figure 1-5, 7, 8. (La Tabella VIII ha la Figura 6.) La Figura 1 è lo zolfo divino e trino, lla perfezione della perfezione, l’Anima delle creature. Il triplice Divino Uno è simboleggiato da tre cerchi intrecciati indicati alchemicamente da sale, zolfo e mercurio. Nel triangolo centrale è il nome divino Ehieh. Geist significa spirito. Le altre parole non richiedono traduzione. La figura 2 è lo zolfo distruttivo comune. Una barra posizionata nel triangolo lo rende il carattere della terra. La figura 3 è vero olio di vetriolo, composto da un cerchio con due diametri e due semicerchi rovesciati che pendono sotto. In questo sono nascoste le caratteristiche di tutti i metalli. Lo stagno è simboleggiato dalla figura 4 e il ferro dalla figura 5. La figura 7 è il sistema solare secondo Copernico. La Figura 8 è l’ultimo giudizio. Il sole viene rimosso dal centro del sistema solare e sostituito dalla terra. Questo cambia le rispettive posizioni di tutti gli altri pianeti eccetto Marte, Giove e Saturno, che mantengono i rispettivi cerchi. La lettera a indica il cerchio del sole; b, quello di Mercurio; c, quello di Venere; d, (sic) quello della luna; ed E, quello della terra. All’interno della sfera h sono i grandi cerchi della dannazione.
TAVOLA VII., Figura 6. Nella figura 6 la lettera a segna il centro dell’eternità. Il moto dei raggi verso b, d e c fu la prima manifestazione divina ed è simboleggiata dal triangolo equilatero, b, d, c. Il mondo eterno all’interno del cerchio interno si è manifestato nell’acqua (sale), nella luce (mercurio) e nel fuoco (zolfo) del mondo archetipo, rappresentato dai tre cerchi (f, e, g) all’interno del triangolo di uguaglianza (h, i, k), che è a sua volta circondato dal cerchio del trono.
Il cerchio f è chiamato comprensione; e, saggezza; g, ragione. Nel cerchio, i c’e` la parola Padre; nel cerchio h, il Figlio; nel cerchio k, lo Spirito. I sette cerchi esterni sono i sette spiriti davanti al trono. La parte inferiore della figura è simile alle Figure 53 e 54. I cerchi esterni sono il mondo angelico che termina nel mondo conoscibile dei Figli di Dio. Poi arriva il cerchio delle costellazioni visibili e delle stelle fisse; al suo interno c’è il sistema solare con il sole come centro (l). Ungrund significa l’Abisso.
TAVOLA IX, Figura 9. La Figura 9 è una sintesi dell’Antico e del Nuovo Testamento e rappresenta i piani di interfusione dell’essere. Nel margine destro i sette cerchi esterni contengono i nomi degli angeli planetari. Le parole nei cerchi graduati dal triangolo in alto indicano: (1) Abisso di compassione; (2) Sion; (3) Il Nuovo Cielo e la Nuova Terra; (4) La nuova Gerusalemme; (5) Paradiso; (6) Il seno di Abramo; (7) Le corti esterne del Signore. Dal basso i cerchi delle tenebre si elevano, ogni principio divino è opposto da un opposto infernale. Il piccolo cerchio a sinistra contenente un triangolo e una croce è chiamato L’albero della vita e quello a destra L’albero della conoscenza del bene e del male. Al centro del diagramma c’è la Trinità, unita ai piani superiore e inferiore dalle linee di attività.
TAVOLA X, figure 10-15. La Figura 10 mostra la Nuova Gerusalemme sotto forma di un cubo, con i nomi delle dodici tribù di Israele scritte sulle dodici linee del cubo. Al centro è l’occhio di Dio. Le parole intorno al cerchio esterno sono del Libro dell’Apocalisse. Le figure 11, 12, 13, 14 e 15 possibilmente sono simboli cifrati degli angeli delle piaghe, il nome dell’Anticristo, la firma della bestia di Babilonia e il nome della donna che cavalca la bestia.
Tavola 8
Tavola 10
Tavola 9
Tavola 11
TAVOLA XI, figure 1.-11. La Figura 1 è il sistema solare secondo Genesi. L’O in cima al raggio del cerchio è il punto di Eternita` – Inizio. L’intero diametro è il deflusso di Dio, che si manifesta prima nel cielo dei cieli – gli Schamayim, in cui la regione umana non può funzionare. Lo spazio da k a i contiene i cieli di Saturno, Giove e Marte; l a m, i cieli di Venere e Mercurio; da m a h, i cieli del sole. La lettera e è la luna, il cerchio della terra.
La Figura 2 è il globo terrestre, che mostra le case e i segni dello zodiaco. La figura 3 è il carattere del Mercurio Universale (Vita Divina) nel suo aspetto trino di mercurio, zolfo e sale. La Figura 4 è vero salnitro purificato con calce viva e alcaloidi. La figura 5 mostra il grado esatto o l’angolo dei luoghi dei pianeti e le singole stelle fisse nello zodiaco. La lettera a è il sole e b è la terra. Da k a i sono i cerchi di Mercurio e Venere; da g a h, i cerchi di terra e luna; da a e ed e a c, da Giove e da Saturno; da c a d, la cintura stellata o lo zodiaco. La Figura 6 è il Microcosmo, con i pianeti e i segni dello zodiaco corrispondenti alle diverse parti della sua forma. Le parole sulla figura dicevano: Conosci te stesso. In parole, erbe e pietre si trova un grande potere. La Figura 7 è il carattere universale da cui sono state prese tutte le caratteristiche. Le figure 8, 9 e 10 sono lasciate alla soluzione del lettore. La Figura 11 è il Mercurio Universale radiante.
TAVOLA XII, figure 12-19. La figura 12 è chiamata Uno specchio di aspetti astrologici. Sotto c’è la ruota di un astrologo. La Figura 13 è simile alla Figura 12. La Figura 14 è una formula alchemica segreta. Le parole intorno al cerchio dicevano: Fuori da tutto è tutto. La Figura 15 è un tentativo insoddisfacente di mostrare le dimensioni comparative dei soli e dei pianeti e le loro distanze l’una dall’altra. La Figura 16 è il sistema solare con i suoi cieli interni e spirituali. A B è il sistema solare; C è la sfera delle stelle fisse; D, E, F, G sono i sistemi dei mondi spirituali; H è il trono del Dio vivente; J, K, L, M e N sono il Grande Oltre, non misurabile.
La Figura 17 mostra la creazione del sistema solare fuori dall’anello dell’Eternità Divina. Le quattro A sono l’Abisso, B è la prima rivelazione di Dio fuori dall’Abisso e da questa rivelazione sono stati creati C, D, E, F e G. C e D rappresentano le gerarchie spirituali; D ed E, i mondi superiori o le costellazioni; E e F, la distanza da Giove ai mondi superiori; F e G, il sistema solare con i suoi pianeti e il loro cielo; B e C il trono di Cristo.
La Figura 18 descrive la divisione secondo la Genesi delle acque al di sopra dei cieli (D) dalle acque sottostanti (A, B e C). La Figura 19 è il mercurio dei filosofi, essenziale per l’esistenza materiale.
TAVOLA XIII, figure 1-4. La Figura 1 è Ain Soph, l’Abisso Incomprensibile della Divina Maestà, un innalzamento senza fine, senza limiti nel tempo e nello spazio. La Figura 2 simboleggia i tre Principi Divini: Padre, Figlio e Spirito Santo. Intorno al triangolo è scritto: sarò quello che sara`. All’apice del triangolo c’è la parola Corona; nel punto di sinistra, Saggezza; nel punto a destra, Comprensione. La Figura 3 rappresenta la Trinità con il suo deflusso. Le parole sopra la sfera superiore sono Rivelazione della Divina Maestà in Jehovah Elohim. I cerchi inferiori contengono i nomi delle Gerarchie che controllano i mondi inferiori. Le parole nella cerchia delle stelle dicevano: Lucifero il Figlio dell’Aurora del mattino. La lettera C rappresenta il Mercurio Universale. Le parole all’interno del cerchio dicevano: Il primo inizio di tutte le creature. La figura 4 rappresenta la dimora di Lucifero e dei suoi angeli, il caos di cui parla la Genesi.
TAVOLA XIV, figure 5, 7, 8. La figura 5 mostra il triangolo di divinità trina nel mezzo di una croce. A sinistra c’è un piccolo triangolo contenente le parole I segreti di Elohim, e a destra c’è un altro inscritto I segreti della natura. Sulle braccia orizzontali della croce ci sono le parole L’albero della vita e L’albero della conoscenza del bene e del male. La tavola spiega l’interfusione dei poteri spirituali e infernali nella creazione dell’universo. La figura 7 si chiama La strada per il Paradiso. Probabilmente indica le posizioni del sole, della luna e dei pianeti al momento della loro genesi. La Figura 8 è la terra prima del diluvio, quando fu toccata da una nebbia o da un vapore. Le parole a sinistra sono L’albero della vita; quelle a destra, L’albero della conoscenza del bene e del male. Lo schema con il simbolo di Marte è dedicato alla considerazione dell’arcobaleno.
TAVOLA XV, figure 6, 9, 10. La figura 6 è simile alla figura 5 e si chiama Il segreto della natura. Un diagramma interessante è mostrato su entrambi i lati della figura centrale, ciascuno costituito da un triangolo con cerchi che si irradiano dai suoi punti. Il diagramma a sinistra si chiama I segreti del mondo Superiore e quello a destra I segreti del mondo Inferiore.
La Figura 9 è il sistema solare.
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Tavola 13
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